darktianos

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  1. @paolati probabilmente ha toccato più me che te, perchè questo pezzo è più filosofico che tragico, io a volte leggo testi di cui tutti tessono le lodi eppure non mi ispirano nulla e finisco per chiedermi se lo vedo io in modo diverso.
  2. P.s. Ipofisi o ghiandola pineale, per molte culture sede dell'anima.
  3. Dopo aver metabolizzato il pugno allo stomaco, forse ho solo un consiglio. Appena dopo che il bambino stringe l'orsacchiotto aggiungerei: «Penserai tu a rimetterlo al suo posto?» «Tienilo pure con te, nel dolore della tua partenza nessuno si accorgerà che era fuori posto.» Aiuterebbe il lettore a concettualizzare la scena.
  4. Avrei voluto usarer un bel po' di senso di rivarsa verso uno staffer, trovare dei buchi, prendermi insomma qualche soddisfazione. Non ho i mezzi per criticarlo come stile e gramamtica. Come storia trama e personaggi: impeccabile, dolce e forse vero.
  5. @Sasa866 grazie, mi augurto allora ti diverta il seguito.
  6. La depressione è guardare il mondo e pensare che ogni momento bello sia passeggero.

  7. Commento a il cacciatore Il giorno seguente William era già in postazione, controllava meticolosamente tutta la strumentazione. Non aveva mai mostrato in tutta la sua vita un accenno di preoccupazione, ansia per le persone che stimava o voleva bene ma Julien notò subito l'attenzione in quei controlli. Non era dedizione al lavoro, anche lui era preoccupato per l'immersione. Il Colonnello e il Sergente arrivarono in perfetto orario e presentandosi solamente con un saluto, si sistemarono ai propri posti. «Sei sicura Alice di volerti immergere.» «William, ne ho parlato anche con Julien, lui mi farà da assistente in caso notasse qualcosa di inconsueto sui monitor, oltre a te, nessuno altro conosce meglio il mio encefalogramma.» Poi rise, sistemandosi sulla poltrona onirica. L'immersione procedette come il giorno prima, solo che il sergente Harris su sedato, Alice non si sarebbe mai aspettata un mondo tanto violento nella psiche di quell'uomo. Con parte delle difese abbassate Harris mostrava un' universo formato dalla dualità della sua famiglia, contrapposta alla violenza che aveva vissuto o meglio, inflitto. Scene di indicibile sofferenza e freddo cinismo si susseguivano all'affetto per i figli e alle risate con la moglie. Oltre a questo la mente addestrata del Sergente non mostrava alcuna apertura e Alice iniziò ad immergersi più in profondità. «Come mai il flusso di dati si sta abbassando ora?» «Alice sta penetrando nei recessi della mente ,forse persino nel sistema limbico, qui le funzioni sono ordinate e scandite per il sostentamento del corpo, guardi, anche le onde celebrali di Alice si sono adattate: siamo a 3 hertz ,alla soglia del sonno profondo, con onde celebrali Delta.» Julien era preoccupato, sullo schermo centrale si vedeva solo oscurità che raramente veniva spezzata da un bagliore, un immagine distorta o da ombre. «Alice, va tutto bene?» «Si, pensiero lineare e lucido, è difficile orientarsi...Aspetta...Ecco! Vedo la barriera emotica del cervello rettile.» Nello schermo centrale, si vedeva solo una sorta di disturbo, un'ombra densa come una nebbia in una notte d'inverno. Poi nel momento in cui alice “tocco” la barriera emotica, il flusso di dati verso lei ebbe un picco. Il colonnello se ne interesso subito. «Perché i dati ora aumentano, le funzioni celebrali a quelle profondità non dovrebbero essere ridotte al minimo?» Il corpo di alice ebbe un sussulto una specie di spasmo e Julien si portò sul corpo della moglie. William cercò di rispondere al colonnello, ma il suo interesse era su cosa stava succedendo ad Alice. «Non lo so esattamente, non ci siamo mai spinti cosi in profondità, forse è un sistema di difesa della mente, in un qualche modo la mente del sergente sta cercando di reagire all'intrusione, mi scusi...» e diresse tutta la sua attenzione su Julien «Cosa sta succedendo?» «Alice ha avuto uno spasmo pre-sonno, ma le sue onde celebrali sono già oltre il livello Tetha e si stanno ulteriormente abbassando, non ha logica, ha una frequenza di solo 0.5 hertz.» Poi Julien si porto al microfono. «Alice, non avanzare! Hai una frequenza celebrale troppo bassa, non dovresti neppure avere le facoltà per un qualsiasi ragionamento.» Passarono diversi secondi, che sembrarono minuti al marito, tanto che stava per intimare a William il risveglio forzato della moglie. «Va tutto bene. Se quel che dici è vero, neppure io so spiegarti il perché, ma riesco ad avere tutte le funzioni cognitive della mia mente...Forse le sto prendendo in prestito dal sergente. La barriera emotica oppone molta resistenza, ha la consistenza della gomma, eppure è come fosse liquida, è da un po' che sto cercando di trovarne un'uscita.» «Alice, smettila di avanzare torna indietro, è pericoloso.» Il flusso dei dati verso Alice inizio a provocare sistemi di allarme nei due computer principali, quello centrale ora mostrava varie sfumature di colori accesi, lampi e a volte sembrava di sentire dei suoni. «Cosa sta capitando, dottor Steine?» «È incredibile stiamo superando un flusso di quattro Terabite di dati, le cpu principali si stanno surriscaldando.» Il monitor principale a cui William era seduto si spense. «Merda! la cpu principale si è spenta in regime di auto raffreddamento.» Julien ora quasi gridava. Vi fu un lampo sul monitor, William cercò di escludere parte dei sistemi della seconda cpu almeno per tenerla attiva, e fu costretto a spegnere quasi tutte le funzioni, tenendo attivo solo il canale audio. «Alice torna indietro ti prego, Alice rispondi.» Passarono altri diversi secondi, persino il colonnello ora pareva rigido e teso. Poi un segnale audio. «Non potete immaginare: infiniti mondi, rocce e stelle, la conoscenza di tutto l'universo in una sola mente.» Julien non credeva alle sue orecchie sia nel sentire la voce della moglie, sia per un rumore che provenne dal suo corpo, il rumore dei suoi polmoni che si sgonfiavano. L'uomo saltò sulla poltrona della moglie. «Ha smosso di respirare, il cuore batte ma le sue funzioni celebrali sono cessate completamente.» William guardo l'unico monitor ancora attivo e che segnava le funzioni celebrali di Alice e del sergente e quelle della donna erano ora completamente azzerate. Lui stesso non poté far altro di domandare«Alice, dove diavolo sei, ora?» Julien ebbe un' illuminazione e tornò al microfono. «Alice ti prego, non hai passato la barriera emotica del cervello rettile! Hai passato quella della ghiandola pineale, Alice ti prego torna indietro, hai con te qualcosa di me, ti supplico.» «Anffhh» I polmoni di alice tornarono a respirare il digramma delle onde celebrali torno a livelli normali, ma per quanto Julien provasse a svegliare la moglie non riuscì a farlo per ben tre giorni. Nel lungo ricovero che ne seguì a detta di Alice, lei dovette re-imparare ad usare il suo corpo. Era come se fosse nata una seconda volta e per molti mesi a seguire ogni suo gesto fu impreciso e sgraziato. L'esperimento “ufficialmente” finì lì, con un categorico fallimento. Nei rapporti stilati del Dottor Steine era presente l'ipotesi che il cervello non fosse un Hard disk, dove venivano registrate, organizzate e riprese le informazioni di tutta la vita, ma a fronte di quell'evento, che fosse una sorta di antenna, adibita alla ricezione di informazioni proveniente da “un'altro universo”. William non trovò altre parole per descriverlo, ma non ebbe importanza quali idee avesse, perché nessuno tranne i presenti ne poté parlare. Qui finisce il mio diario sugli eventi di quel giorno, Alice per una sorta di istinto di sopravvivenza non riuscì mai più ad immergersi, e costrinse anche me, con suo marito, a lasciare il lavoro di analista onirico. Tenemmo lo studio ma tornammo ai vecchi metodi di un secolo prima, per curare il problemi psichici. Lei non aveva alcun ricordo di quell'immersione. Non tutto fu perso, anzi forse fu solo un nuovo inizio, per la sua anima unita a quella del marito: un figlio. Di mio ho qualcosa di più prezioso: un bagliore, un'unica immagine salvata, di quasi un Terabite.
  8. @flammiere Sei abile nel descrivere gli scenari, ma credo tu abbia esagerato troppo per il prologo. vado per punti: Trama, L'incipt non è male, anzi il colpo di scena finale che fa del salvatore un possibile omicida è stata una buona idea, lascia il lettore in cerca degli eventi futuri: il viandante crederà di essere sotto attacco? Cercherà vendetta? È stato ferito gravemente? Sei riuscito a riportarmi alla mente un vecchissimo film di fantascienza dove un terrestre finisce per essere costretto a collaborare con un alieno suo nemico. E se sei riuscito a far emergere un ricordo, sei già a metà dell'opera. La trama non è per il momento ne banale ne originale ma in ogni caso interessante e ben costruita, anche se per un prologo troppo dettaggliata, dovresti snellirla leggermente, non di molto, appena un poco per rendere più veloce gli eventi, perché per il resto a parer mio sei davvero bravo nelle descrizioni. I personaggi non sono ancora delineati quindi è difficile dire qualcosa di loro per il momento. Riguardo il contenuto, sei riuscito a riempirlo di istantanee ben descrittee con le tue descrizioni, e devo dire sono stato immerso velocemente (seppur il racconto risulti lento per i punti citati sopra) nell'ambientazione dei protagonisti, nell'aggirarsi furtivo, nel pormi i dubbi su chi potevo avere di fornte, e se avevo fatto bene a cercare di salvarlo, viste le sue abilità...e come vedi sto già parlando in prima persona come fossi il protagonista. Unico appunto ...Suona malissimo questa parte rivedrei la frase per evitare la ripetizione con le ombrei dei pini: zone di buio, parte oscura del sottobosco, macchie di oscurità, tra le ultime tenebre. Riguardo forma e sintassi da parte mia null'altro da eccepire.
  9. @Joyopi Più che un novello Ariosto un Trilussa, le tue fiabe mi ricordan troppo l'uccelletto in chiesa (argomento centrale eh?)
  10. commento a mara parte 3 Il Sergente Harris si accomodò sulla poltrona, quella che veniva chiamata maschera, una struttura semicircolare con molteplici sensori venne calata sulla sua fronte, anche con tale nome però essa non copriva il volto. La dottoressa iniziò l'immersione e anche se con qualche difficoltà, passò la barriera emotica fino ad arrivare al sub-conscio. «Bene dottoressa, faccia pure delle domande e cerchi di far emergere delle informazioni.» «Se non le dispiace vorrei fare io le domande.» disse Julien « Nulla in contrario.» Julien si avvicinò al sergente Harris, prese una sedia e ne rivolto lo schienale per potervi appoggiare le braccia, in modo da accomodarsi con il mento sulle stesse incrociate sopra, mentre poteva guardare la sua vittima negli occhi. «La prima volta che hai ucciso.» Ma sullo schermo le immagini che passavano erano di tutt'altro riferimento: vita familiare, il percorso con l'auto fino alla base dove risiedeva, un natale passato in caserma. Julien rimase confuso per un attimo, poi cercò di far leva sul senso di rivalsa. «Pettegolezzi sul Colonnello Ferguson.» Ma anche stavolta il risultato fu lo stesso. «Un ottimo tentativo dottor Corsi quello di utilizzare gli impulsi più bassi ma il sergente Harris antepone la sua lealtà al suo stesso ego. Come immaginavo una persona addestrata può tenere nascoste le informazioni sensibili e forse persino crearne di false. La situazione in cui ci troviamo non è molto differente dalla tortura fatta ad un civile ed una fatta a un militare. Dottoressa riemerga. L'esperimento è un fallimento, domani potrete tornare alle vostre attività giornaliere, vi ricordo che avete firmato un giuramento di segretezza sulla faccenda.» La dottoressa riprese in pochi attimi le funzioni del proprio corpo, quasi saltò dalla poltrona. «Ma come, dopo una sola giornata di esperimenti? Ci sono innumerevoli modi per ingannare la mente umana: il paziente potrebbe essere in stato onirico, potrei immergermi ancora più in profondità nella sua coscienza, potrei persino arrivare al cervello rettile e influire sugli stimoli basilari della sua coscienza, per inibire la sua volontà.» Julien aggredì la moglie a male parole «Ti si è fuso il cervello, sai quali danni potresti provocare, e poi non abbiamo mai passato la barriera emotica del cervello rettile, non sappiamo neppure cosa possa esserci di là, è troppo pericoloso.» «Julien, potremmo vedere che aspetto ha la fame, l'istinto di sopravvivenza e tutti gli stimoli basilari della mente, potrebbe essere una rivoluzione nell'analisi, un salto di almeno cinquantanni e lo possiamo fare solo con questi macchinari.» Il Colonnello si intromise «D'accordo, l'opzione è interessante, domani vi preparerete per l'immersione.» Julien capì al volo che la sua rimostranza aveva ottenuto il risultato contrario che si sarebbe aspettato. «E non chiede neppure cosa ne pensi il suo sottoposto?» «La sua lealtà è indiscussa!» Così si concluse la giornata: lo staff di analisi del dottor Steine iniziò a controllare i dati, gli encefalo-grammi e le registrazioni per farsi un'idea di cosa avrebbero potuto affrontare l'indomani. Julien non criticò la moglie dell'idea pericolosa che aveva avuto...Almeno fino a che, non giunsero a casa. La cena a casa dei Corsi venne consumata in silenzio. La casa piccola, anche se le finanze della famiglia non erano certo esigue, pareva quasi rimbombare al tintinnio delle posate tanto era tesa l'atmosfera. Fu Alice a cercare di allacciare un discorso, in cuor suo sapeva per quale motivo il marito non parlava: non trovava le parole. «Caro, so che hai paura ma vorrei ricordarti che in modo razionale vedrò la psiche del Sergente Harris come uno spettatore, non potrà influenzarmi.» «È una scusa che usi troppo spesso Alice, dimentichi che sono le tue onde celebrali ad abbassarsi al livello Tetha quando gli entri nel sub-conscio? Come verranno influenzate entrando nel cervello rettile, quali saranno le conseguenze?» «Julien sai che anche a livello di sub-coscio si riesce a ragionare perfettamente, anzi come dice il detto il sonno porta consiglio, la mente lavora in modo più efficiente. Caro... Potrò vedere che aspetto avranno fame, istinto di sopravvivenza, lussuria.» Con occhi da cerbiatto e sguardo remissivo Alice guardò il marito. «Potrei capire come potenziarne il desiderio.» Poi sorrise, Julien sbuffando si gratto la testa «Allora mi sa che dovrai subire parecchie sedute, finita questa tortura.» Alice sapeva dove stuzzicare il marito, tra le risate si ritirarono in intimità.
  11. @Sasa866 Ancora meglio, anche se questo pezzo ha quasi nulla di fantasy. Non nel senso cattivo intendo, anzi nel senso buono, nella sua totalità sei riuscita a trasformare un racconto fantasy in uno introspettivo, io da lettore mi ci sono immedesimato, sopratutto negli ultimi appunti...Come è vero che siamo sempre alla ricerca della vera felicità, quella del cuore e così raramente la troviamo. È un bel cambio di paradigma, mi hai ricordato il primo blade runner come trama e so che è un'accostamento azzardato ma per tutta la storia si rincorre il contenuto fantascientifico/fantastico, e poi si rimane spiazzati da quello filosofico, dalla ricerca di se stessi, dalla voglia di vivere. Quindi sei riuscita anche a far qualcosa di originale. perchè pochi hanno il coraggio di affrontare un simile cambiamento. Oltretutto riusciendo pure bene. Bello infine l'ultimo rapporto tra i due protagonisti, chissà forse oggi avevo voglia di un Happy end e per questo mi hai scaldato il cuore. Come Mara, a volte, cerco qualcosa, e non so perchè alla fine in un modo o nell'altro e in modi che non ti aspetti, arriva. Non ho i mezzi io per fare la critica a nessuno, in verità non credo neppure di avere i mezzi per consigliare nulla a nessuno, eppure oggi almeno da parte mia ti dico brava bel pezzo (con un pizzico di invidia) .
  12. @Fiona Scherzi se sei un appassionata di horror i consigli sono certamente ben accetti.
  13. @Komorebi grazie del commento. Credevo persino di averlo fatto troppo succinto (ho voluto rimanere negli 8000 caratteri), gran parte è dovuto dal mio piacere nel divagare sul contenuto (e sopratutto nel descrivere come si comportava il parassita. @Roberto Stradiotti Si devo devo stare attento quando faccio un testo con protagonista che medita. Ho la brutta abitudine per avitare ripetizioni di usare tale linguaggio e non me ne accorgo. Riguardo al tema ritrito (ah uno con la mia stessa avversione per i tormentoni) l'ho preso apposta per cercare di dare una spiegazione razionale a qualcosa che non potrebbe averne (anche con la più alta sospensione di incredulità) quello era lo scopo del pezzo. In quel senso sono riuscito a essere originale? O avevi già letto spiegzioni simili da altre parti?
  14. commento a Mara parte 2 Detto questo mi domandavo: quale interesse ha l'esercito in tale utilizzo della connessione neurale, perché, a meno di un controllo parziale e sgraziato da parte di Alice del corpo di Julien, non può fare molto altro e il tutto solo tramite una seduta di immersione consensuale.» «Per quale motivo il movimento del braccio è stato spasmodico, se può controllarne il corpo?» «La mente di Alice è nel corpo di Julien ma il cervello non è il suo. Secondo i molti rapporti che ci sono pervenuti con l'attrezzatura prototipo, molti erano i casi di distonie, di impulsi di analisti atti a muovere un arto che mettevano in moto un muscolo differente. Ogni persona ha il suo percorso nell'apprendere l'utilizzo di quella meravigliosa macchina che è il corpo umano, e per quanto Alice e suo marito siano in sintonia e si conoscano l'un l'altro, avere un controllo perfetto del corpo dell'ospite è in ogni caso un compito assai arduo. Questa è la ragione per la mia domanda di prima. Le applicazioni pratiche sono poche e limitate.» Il Colonnello si fece avanti e il Sergente si mise quindi sull'attenti senza proferire altro, aspettando che fosse lui a parlare. «Il nostro interesse è quello di poter leggere la mente dell'ospite, poter scartare la menzogna dalla verità, pensate sia possibile fare una cosa del genere?» Alice parlò tramite Julien, non con un certo fastidio da parte del marito. «Potrei penetrare la barriera emotica ed addentrarmi nel sub-conscio. Nel sotto-strato dei pensieri e facile portare alla luce emozioni ed idee nascoste.» «Fatelo!» Ordinò il Colonnello, non dando il tempo a Julien di replicare. «Bene, mi appresto ad immergermi ancor più in profondità. Caro, ti ridò pieno accesso alle funzioni del tuo corpo. Una volta passata la barriera che divide il pensiero razionale dal sub-conscio potrò parlarvi solo tramite i computer.» Sul monitor di Williamo i grafici che indicavano il passaggio dei dati iniziò a modificarsi e a salire ancora di più, mentre il monitor che indicava l'attività celebrale delle due persone indicava un cambiamento significativo dei processi neurali di Alice. «Cosa sta succedendo alla dottoressa Wilson?» «Sta addentrandosi nei processi più profondi della mente del signor Corsi: per farlo in modo razionale e non in stato di sonno, i macchinari che ci avete dato devono portare le sue onde celebrali, da onde beta con una frequenza di circa venticinque hertz, a cinque/sei hertz, la frequenza delle onde theta, quelle del sonno REM per intenderci.» «Il signor Corsi non ha nessuna modifica nelle suo encefalogramma.» «È una giusta osservazione.» Rispose lo stesso Corsi «Ma è solo mia moglie che sta entrando nel mio sub conscio, la verità è che alcune parti del cervello non smettono mai di sognare.» Ora il Colonnello si portò davanti a Julien «Dottoressa Wilson, riesce a sentirmi?» «Può parlarmi direttamente tramite il computer. Come vede, per ora, pur se il mio cervello è entrato in fase REM io sono ancora del tutto cosciente, del resto noi analisti siamo allenati ad avere sogni lucidi.» Sullo schermo centrale iniziarono a danzare immagini che riprendevano svariati argomenti, la colazione fatta la mattina, un leggero desiderio di andare in bagno, una stanza di piccole dimensioni, stretta e soffocante. Apparivano tutte sfocate per brevi istanti ma abbastanza per essere comprensibili. «Julien, ho trovato una certa resistenza a passare la barriera emotica, rilassati per favore.» La voce di Alice era contratta, accelerata mentre i picchi di dati sullo schermo di William continuavano a crescere. «Non ho mai sentito il termine barriera emotica, cosa vuol dire?» «È un termine che è nato tra noi operatori del settore, pur se lo usiamo ormai da più di vent'anni solo alcune riviste scientifiche ne hanno fatto brevi accenni. Per farla breve il termine nasce in riferimento alla barriera ematica del cervello, una barriera fisica naturale che permette il passaggio del sangue ma non di elementi che potrebbero danneggiarlo, una sorta di porta tagliafuoco o firewall. A livello di coscienza esiste qualcosa di simile: la dottoressa Wilson la percepisce come una zona densa , tanto più difficile da passare tanto più il paziente oppone resistenza, per questo deve esserci il consenso e l'apertura mentale. Nella nostra mente ci sono diverse di queste barriere più ci si immerge in profondità.» «Ma se la dottoressa è in uno stato REM con una frequenza celebrale cosi bassa come mai i dati trasmessi si stanno moltiplicando quasi in modo esponenziale.» «Sono processi della mente che ancora facciamo fatica a comprendere del tutto ma sembra che a livello razionale la parte di cervello che usiamo sia davvero esigua e selettiva, mentre durante la fase onirica, esso pur riposandosi, si...Riorganizza in tutte le sue componenti. Oltre agli impulsi più profondi del marito, la dottoressa, sta in un certo senso anche riorganizzando tutte le informazioni nel suo cervello.» «Una sorta di deframmentazione.» «Direi sia un esempio calzante.» «Bene signora Wilson...» Disse il Colonnello «Vorrei che provasse a estorcere una qualche informazione a suo marito.» L'encefalogramma di Julien schizzo quasi a quaranta hertz, mostrando così un elevato stato di tensione. «Caro...mi hai mai tradito?» Sullo schermo centrale comparve, anche se solo per un attimo, il fondo schiena di quella che sembrava essere una bella ragazza in fiore. «Lurido porco, quella è la tipa che avevamo davanti quando siamo andati a fare la spesa, per quanto tempo le hai guardato il culo?» Nuovamente sullo schermo centrale, apparve l'immagine di un orologio, le cui lancette vorticavano come impazzite. «Non mi piace questa situazione.» ribatte Julien, mentre i due militari si scambiarono uno sguardo perplesso a cui William cercò di replicare . «Credo il dottor Corsi sia abbastanza infastidito dal mostrare ad altre persone oltre a me e sua moglie i recessi della sua mente, la dottoressa Wilson naturalmente ora sta giocando con la mente del signor Corsi, e con le sue domande riesce a tirar fuori certi segreti, indipendentemente dalla volontà del marito.» Julien rilasso i muscoli del viso mentre William continuò. «Parlando per metafore, se quello con sua moglie può essere considerato un rapporto intimo, con voi lo potrebbe considerarlo un' orgia, oltretutto essendo tutti maschi tranne sua moglie...» La reazione fu alquanto bizzarra: dal computer usci la dolce risata della moglie, interrotta a singhiozzi dal marito stesso che cercava di dire qualcosa, poi non trovando le parole, sul monitor centrale si formo l'immagine di due mani che spingevano la testa di una persona in una vasca piena di liquido, affogandolo. «È ancora per la storia di Xavier vero William...Questa te la faccio pagare.» Alla dottoressa Wilson venne chiesto di risalire e di terminare l'immersione. «Vorrei, dottoressa, che provasse lo stesso esperimento col Sergente Harris.» Julien si agito di impulso «Potrebbe essere pericoloso, quale motivo c'è per effettuare un'immersione in un paziente sconosciuto?» «Lei è un civile dottor Corsi, per quanto sia allenato nei sogni lucidi e nell'analisi delle menti, non ha il rigore e la disciplina di un soldato.» Julien capì che la rimostranza aveva una ragione precisa ma era anche la ragione per cui non voleva fosse la moglie a farlo. «Farò io, allora, l'immersione.» «Perché caro?» «Non sai quali orrori potresti trovare nella mente di un soldato.» «Ti ricordo che ho operato altre volte in passato anche con sindromi post traumatiche da evento subito o indotto, e poi a livello razionale non potrà il paziente influire sulla mia psiche ma solo io sulla sua.» Il Colonnello drizzò la schiena dalla sua posizione di riposo, quasi per guardare da ancora più in alto i presenti «Direi che le obiezioni date da sua moglie siano valide, sarà lei ad immergersi, mentre lei, dottor Corsi, mi farà da assistente e mi aggiornerà sulla situazione.» Julien non poté che fare un leggero cenno di diniego con la testa, ed accettare la situazione.
  15. @Sasa866 molto più bella questa parte rispetto al prologo: La trama e più strutturata e finalmente si dipana sui dubbi e sulle domande lasciate senza risposta del primo capitolo. L'incipit di questa parte con le domande dell'amico prende subito, ma sopratutto e sviluppata molto meglio. Si sente subito la confusione di Raffaele, l'apparizione poi dell'alias di Mara fà venire a galla tutte le domande sul potere della protagonista (ripeto il mio invito del prologo, magari e da rivedere il rapporto della stessa col suo potere, magari non legge nella mente ma è solo un empate, ossia una che sente come suoi le emozioni di chi la circonda). Raffaele qua è molto più naturale ed è più facile empatizzare con lui, Astrid (l'alias di Mara) con la sua completa contrapposizione del suo vero io è molto particolare e davvero interessante come personaggio. Non solo con questo trucchetto sei riuscita a dar eun tocco di originalità, in molti infatti hanno narrato di alias e avatar di tanti protagonisti, ma molto raramente questi erano l'esatto opposto della protagonista. Quindi la plausibilità dei contenuti, che anche se in un fantasuy spesso possono permettersi la sospensione dell'incredulità, riescono a prendere un certo senso, un qualcosa di realistico. Anche lo stile è più chiaro e scorrevole in questa parte, forse perchè hai potuto usare gli 8000 caratteri per concentrarti su di un episodio ben specifico della storia, e devo dire si nota rispetto alla prima parte (anche qua se lo revisioni,mi permetto di consigliarti di allungare ilprologo approfondendo le due parti di cui è composto magari creandone due parti distinte di 8000 caratteri ciascuna.) In definitiva: pur parlando di chat e di messaggi in internet sei riuscita a dargli un tono realistico, pur essendo un racconto fantastico. molto meglio a parer mio.