Elisabeta Gavrilina

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  1. Preferisco i titoli "parlanti" alla Bulgakov... ma non sempre riesco a inventarli
  2. @Claudia87 Ciao! Concordo con quanto hanno detto gli altri. Un racconto intenso. Ti segnalo un paio di cosette. Che io sappia, l'alcolismo è una malattia. Un alcolista (ne ho conosciuti) si ubriaca con poco. Questi dieci, cento, mille bicchieri, immagino che fossero stati bevuti nell'arco del tempo. ripetizione Se editato seguendo tutti i consigli, il racconto diventerebbe perfetto. A presto!
  3. Auguroni!!! @queffe (faccio due salti con voi anch'io)
  4. @libero_s dipende da cosa vuoi raccontare. Cammina lentamente perché è un suo modo di fare? o perché è sconvolto, stanco, vuole suicidarsi, è stato lasciato dalla ragazza o semplicemente passeggia. O è arrivato prima a un appuntamento. Oppure lo aspetta un colloquio importante. Forse non sa dove andare. I casi sono tanti.
  5. @JPK Dike mi arrendo
  6. "Camminava adagio" può andare bene? oppure "Si trascinava" o "camminava a passi lenti" boh. Mi pare che ci siano diversi modi per dirlo, dipende da come lo si vuole dipingere, il personaggio
  7. @JPK Dike quelli che si vendono di più sono i classici, chissà perché Comunque, hai ragione quando dici anche se non mi piace la parola "prodotto". Per me un libro sarà sempre un'opera d'arte. Un buon libro che ti fa riflettere, che ti cambia dentro. Quindi, non può essere "semplicino" Bisogna trovare il modo più efficace per far arrivare il messaggio. Siamo ciò che leggiamo. La piacevolezza della prosa non è sinonimo della profondità.
  8. A me il frammento di @Fraudolente è piaciuto: per la capacità di gestire molti personaggi dipingendo un affresco corale in cui nemmeno una singola voce si è confusa con un'altra (scommetto che almeno la metà dei personaggi sono realmente esistiti ), per la cura del dettaglio storico, tant'è che ho avuto la sensazione del VERO, per la terminologia dettagliata e precisa (chissà quanto hai studiato per scrivere questo frammento!) e soprattutto perché mi ha fatto venire voglia di sapere come va a finire. Certo, ogni testo è perfezionabile e si potrebbe fare una limatina qua e là. Ma nel complesso rende bene l'atmosfera dell'epoca e le spiegazioni non danno noia: non è affatto ovvio che un lettore conosca usi e costumi del tempo. Invece mi infastidiscono i polpettoni tipo serial "Medici", dove gli autori hanno accuratamente evitato ogni fatto storico e dove le signore si comportano come le donne isteriche di oggi. Anche se sono scritti secondo gli ultimi dettami dell'editing moderno.
  9. L'ha detto Manzoni sicché è elegante per forza
  10. @Fraudolente Grande!!!
  11. @Elisah15 Ciao! Hai scelto un tema tosto. Brava! Secondo mio parere, personale e opinabile, la scelta di non dare i nomi ai protagonisti crea una distanza tra loro e il lettore. Mi sarebbe piaciuto immedesimarmi di più. Ottima scelta invece di far rivivere i momenti belli. questa frase mi sembra un po' fredda. Io l'avrei fatto guardarsi allo specchio, passare le mani sul viso sgualcito, provare a sorridere prima di tornare da lei, cose così. storcendo occhi e bocca mi sembra superfluo. Le sussurra nell’orecchio senza finire la frase e le annusa i capelli. Più snello. tirare su col naso è un atteggiamento infantile (forse voluto?) e con la maschera d'ossigeno mi pare poco probabile con la voce che le esce a stento oppure con un respiro convulso, qualcosa di questo genere. A rileggerci!
  12. @paolati una domandina: ma lei come fa a sapere che lui non vive più?
  13. @paolati Bello! un paio di piccole cose: mi suonerebbe meglio Dicevi di amare quelle sfumature Il finale, come lo suggerisce @Macleo ma senza le virgole che rallentano. Complimenti
  14. Vorrei ringraziare @Marcello per il gran bel lavoro di editing, fatto in tempi brevi e nel pieno rispetto del mio stile, per la gentilezza e la pazienza con cui ha fatto commenti, suggerimenti e correzioni, e per le dettagliate e raffinate spiegazioni. Ho imparato tanto ed è stato davvero un piacere lavorare insieme Non ti sfugge nulla, eh! Nemmeno una virgola
  15. @Macleo Bravo come sempre