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naty

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Reputazione Forum

54 Popolare

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    Sognatore
  1. Premio Internazionale Mondello

    No, Patti non lo so. So che di solito la premiazione è a novembre quindi presumo che verso la primavera dovrebbero indire la nuova edizione. In bocca al lupo
  2. Premio Internazionale Mondello

    Il premio Mondello non è come il Calvino o altri premi analoghi per esordienti, la tua opera deve essere già edita, se non erro. Quindi dovresti chiedere al tuo editore di proporre il tuo libro per poter partecipare: loro sicuramente avranno i contatti.
  3. Punti reputazione negativi

    In altri forum dove partecipo (di altri argomenti) si vede chi dà il punto negativo o positivo. Però è vero, si creano dinamiche falsate proprio per questo: ti senti quasi in dovere di dare il positivo quando magari non lo faresti o non lo dai negativo se quella persona a prescindere ti sta simpatica e ha detto comunque una castroneria. Quindi conoscere la provenienza dei punteggi (come succedeva prima) sarebbe solo mera, banalissima curiosità. Non si sa più? Pace, non è importante, la curiosità non verrà soddisfatta. Ammetto che, cerco di rimanere il più neutra possibile non scendendo in particolari come vuole lo staff, quando prendi un punto negativo se dici, nell'ambito di una discussione, "sono una persona estroversa" o "sono introversa", "sono malinconica", etc. ... non ne capisci tanto il senso e l'utilità. Ma va bene lo stesso.
  4. Show don't tell & Co

    Sto leggendo un romanzo di Henning Mankell. Ha una scrittura che forse gli editor correggerebbero a ogni pagina: fioritura di era, che, imperfetto a iosa, avverbi (il famoso finalmente , lentamente e metodicamente, così, insieme ), addirittura ieri sono arrivata a una pagina dove veniva citato in un dialogo il famigerato brancoliamo nel buio. Lo trovo un buonissimo romanzo, i personaggi caratterizzati alla perfezione. Un editor, con i suoi giusti interventi, ne avrebbe cambiato il destino e il successo o il piacere che si recepisce leggendolo?
  5. 19 considerazioni sparse

    L'unico motivo plausibile per cui la persona di cui stiamo parlando ha rifiutato la Mondadori potrebbe essere non poter garantire un secondo romanzo. Magari la sua opera, pur pregevole, è stata frutto di un' estemporanea ispirazione e sa di non poterla replicare. L'unico lavoro nel fantomatico cassetto. Forse Mondadori è casa editrice che vuole investire sull'autore, con la certezza che possa garantire altri titoli. Non so... ho buttato lì.
  6. Sì Nanni, anche il mio libro l'ho trovato in un sito del genere all'apparenza internazionale, con tanto di commenti di clientela estatica e soddisfatta (con tanto di avatar ). Ovviamente tutto finto, i commenti erano uguali per tutti. Diciamo che si sono evoluti anche nelle frodi.
  7. GoodReads: come usarlo e perché.

    Grazie Marcello, grazie Ali.
  8. GoodReads: come usarlo e perché.

    Sicuro . Mi sa che la domanda e relativa curiosità rimarranno inevase, una di quelle cose che nessuno sa. Mi macererò (no, a parte gli scherzi veramente mi sarebbe piaciuto saperlo, perchè comunque vedere il proprio titolo dove non l'hai messo è ovvio che fa scattare la curiosità, importante, di comprendere se qualcuno di passaggio l'ha apprezzato tanto da inserirlo oppure è invece una cosa abituale di Good Reads)
  9. GoodReads: come usarlo e perché.

    Scusate la domanda banale, ma non ne se proprio nulla. Mi sono accorta che il mio libro autopubblicato si trova in GoodReads. Ciò è avvenuto perché una persona l'ha letto e di sua sponte l'ha aggiunto in questa piattaforma? Oppure il database di GR può trarre random alcuni titoli da Amazon?
  10. Show don't tell & Co

    Vero Fraudolente, fa effetto ricevere comunque un riscontro.
  11. Anche io ho fatto da sola con l'editing. Probabilmente perché ho pubblicato in self. Autoproduzione? Che lo sia fino in fondo.
  12. Show don't tell & Co

    @Fraudolente Immagino, Fraudolente, come si possano incontrare anche editor non preparati ma citavo l'episodio proprio perché la casa editrice era decisamente importante.
  13. Show don't tell & Co

    Ma certo, e qui concordo con Niko e Marcello, che gli editor collaborano e non impongono nulla. Consigliano. Se, pur consigliando però, si sottolinea come interi brani del libro siano da modificare perchè non incontrano evidentemente il gusto di chi revisiona, qua emerge il mio dubbio. Chi può stabilire che la pecca riscontrata non sia apprezzabile da altri? A me è capitato. L'incipit del mio piccolo lavoro non aveva incontrato i favori dell'editor di una importante casa editrice a cui lo avevo inviato... così com'è non cattura, andrebbe rivisto. Io lo avevo concepito semplice, senza estremi stilistici per una precisa scelta, a sottolineare una qualunque e piatta quotidianità. Ad altri è piaciuto proprio l'incipit modulato così. Ci si confonde, quindi, perché la figura dell'editor, riveste un'importanza enorme, nessuno lo snobba o ne vede un nemico. Si sa come siano persone preparate, colte e immerse nel loro lavoro da anni. Nessuno mette in discussione questo, anzi.
  14. Show don't tell & Co

    L'artigiano avrà pure la bottega sudicia, disordinata, caotica ecc. ma la sua opera la forma da solo. E' vero, c'erano e forse ci sono ancora le botteghe d'artista collettive, i grandi pittori si facevano aiutare dagli allievi per completare i lavori con le pennellate secondarie. Ma non sempre è così. Si presume che, ripeto, il bottegaio terrà in disordine la bottega ma l'opera, pur nella confusione, la concepisce, crea, termina lui e lui soltanto. Certo, se un osservatore gli dice che il naso di un bel volto in argilla lo sta facendo storto lui lo correggerà (editing leggero) ma non credo che farà mettere le mani alla sua opera per stravolgerla o comunque invaderla con una creatività che a quel punto non è più la sua. Il risultato sarebbe frutto di due persone. Niente di male (?). Però a questo punto diamo al lavoro editoriale medesimo valore, ma proprio uguale uguale, al lavoro delle scrittore. Con la stessa enfasi, il nome e cognome dell'editor sulla copertina, gli stessi introiti e diritti editoriali e la certificazione pubblica che il libro sia frutto di un lavoro a quattro mani.
  15. Show don't tell & Co

    Ci vuole misura, infatti. Sappiamo della regola sugli avverbi... tutti quei mente finali risultano fastidiosi. Ma è pur vero che, togliendoli tutti, molte volte li devi sostituire con un con e conseguente aggettivo o sostantivo. Ecco, vedere in una pagina una sfilza di con non è piacevole lo stesso. Pagine asciutte quindi? Ma cozzano con il show don't tell. Stile personale, quindi, a mio parere, cercando di non abusare di nulla ma non lasciarsi imbrigliare dalle regole.
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