Spartako

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    Trevignano r.no
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    editoria, politica, storia, religione

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  1. Ci sono quelli che trovano idee per spingere a curiosità, a volte riescono a volte direi proprio di no. Questo mi dava proprio l'idea della "mail fotocopia"...
  2. Effettivamente la partecipazione ad alcune fiere ha un suo perché ed è per questo che, con grande sacrificio, noi partecipiamo a quella di Roma (dove almeno non abbiamo spese di trasporto e alloggio), a quella di Torino (ma nello stand collettivo della nostra associazione) e a quella di Chiari della Microeditoria perché ci siamo legatida affetto (è stata la nostra prima) e peché abbiamo vinto un paio di premi. Partecipare vuol dire farsi consocere da un pubblico diverso e in carne e ossa. Poter scambiare pareri e vedere le reazioni delle persone ai nostri libri. Vuol dire poter dare proprio materiale promozionale (segnalibri, cataloghi ecc.) alle persone interessate e che gli rimarrà come riferimento. Vuol dire conoscere facilmente e di persona operatori del settore che potranno tornare utili subito o in seguito. Altro aspetto importante è che non tutto il pubblico dei lettori frequenta internet e quindi nelle fiere spesso ci si fa conoscere da un grosso numero di persone che non frequenta i social e di conseguenza non compra on line. Per contro bisogna dire che le fiere costano troppo (per quello che danno), spesso sono organizzate male, i percorsi degli stand peggio. Le fiere poi fanno pagare un biglietto di ingresso abbastanza alto per cui una famiglia entrando ha già speso 20/40 euro che andranno a decurtare la disponibilità economica destinata all'acquisto di libri. Alle spese dello stand vanno aggiunti viaggio, soggiorno, spedizioni e (almeno per quanto ci riguarda) il 20% di sconto fisso che facciamo su tutto.
  3. A porposito di quanto abbiamo scritto finora, oggi mi è arrivata una mail che diceva testalmente: <<Gentile Staff della casa editrice X>>
  4. Su questo non si può generalizzare... spesso una piccola CE, se ha un libro che "non scade", comincia a vendere anche dopo un paio d'anni.
  5. è nella norma è nella norma (bassa però) basso basso bassino (comprese le royalties o più le royalties?) nella norma hummmm...
  6. Questi sono i motivi alla base dei quali ho deciso di partecipare anch'io a questo forum: contribuire a dare corrette informazioni sul mondo editoriale. Come ho accennato più sopra il rapporto autore/CE non si può definire tanto come subordinato/datore di lavoro perché è quasi un rapporto societario dove l'autore mette la sua opera e la CE la sua organizzazione e insieme si attivano la diffusione del prodotto. Infatti nel colophon nella parte che riguarda il copyright c'è l'autore per il testo e la CE per il libro.
  7. Perfettamente d'accordo... e viceversa, nel senso che nemmeno noi cestiniamo quelle "anonime", senza saluti e nessuna riga di presentazione, ma siccome con l'autore andrà costruito un rapporto di collaborazione stretta e, si auspica, di fiducia e simpatia, l'inizio di cui sopra non è dei migliori.
  8. Già, il problema è che mail che si propongono nel modo migliore saranno non più del 10%...
  9. Tutto giusto solo che il calcolo non è corretto: sono 18 euro per sotto i 35 e 22,5 per gli altri...
  10. Giustissimo e aggiungerei che deve dare l'impressione di conoscere (un minimo) la CE, che hai almeno sfogliato il catalogo e quindi stai inviando un prodotto che hai già visto essere in linea. Pensa che molti che si propongono mandano una mail con il corpo del messaggio vuoto, senza nemmeno un file di bio: solo sinossi e testo!
  11. Non capisco, ma fanno pagare l'iva al 22% sull'acquisto del libro?
  12. A undici anni avevo già letto alcuni libri ma quello che mi ha folgorato e mi ha dato la passione per la lettura è "Il barone rampante" di Italo Calvino.
  13. @swetty penso sarebbe sufficiente lasciare un gruppo unico e scrivere "scrittori/rici" o anche "scrittor*" e così gli altri termini. Tecnicamente non dovrebbe essere nemmeno un grande problema, dovrebbe bastare una modifica dei termini senza modificare la struttura dei gruppi.