Roan

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  1. Segnalo per chi avesse la curiosità di leggermi che da domani e fino a sabato 7 ottobre il libro sarà in promozione gratuita su Amazon
  2. Volevo segnalare che da oggi fino a fine agosto Il giudizio della notte - Parte I Di toghe e d'orgoglio è in offerta su Amazon a € 0,99. A questo link.
  3. Titolo: Il giudizio della notte Parte I: Di toghe e d'orgoglio Autore: Vin Santo Autopubblicato: Amazon / Streetlib ASIN: B074JH65T9 / ISBN: 9788822805997 Data di pubblicazione: 2.8.2017 Prezzo: € 2,99 Genere: thriller/legal/spy Abstract: Federico Agrò è uno dei tanti giovani che in giacca e cravatta ogni mattina affollano i corridoi del Palazzo di Giustizia di Palermo. La sua è una vita tutto sommato tranquilla: gli amici, una ragazza di cui è innamorato e una famiglia che gli permette di vivere decorosamente nell’attesa che realizzi le comuni aspettative divenendo un avvocato a tutti gli effetti. La sparizione di uno dei titolari dello studio in cui fa da praticante sarà però la scintilla che innescherà una serie di eventi inaspettati, quanto pericolosi, in cui Federico si troverà coinvolto essendo venuto in possesso per beffa del caso di documenti che non dovrebbero esistere. La fuga del colonnello Kappler, responsabile dell’eccidio delle fosse ardeatine, e i salvacondotti vaticani verso il Sudamerica per i nazisti in fuga; l’omicidio Pisciotta e quello di Albino Luciani, personaggi così diversi, ma ugualmente scomodi, entrambi avvelenati con un caffè; il tentato golpe Borghese, il terrorismo rosso e quello nero e nel mezzo Moro, la Gladio e l’onnipresente CIA; gli anni novanta, i corpi dilaniati di due giudici integerrimi e della loro scorta, le commemorazioni, gli applausi della folla e l’accordo Stato-Mafia a mettere fine alla stagione delle stragi; la fine della Prima Repubblica, il controllo mediatico delle masse e il piano di rinascita democratica della P2 e del suo vero gran maestro. Queste alcune delle pagine trovate, tra le più buie della storia d’Italia. Dove finisce la storia e dove iniziano le dietrologie, le strumentalizzazioni, gli insabbiamenti, i miti? Quid est veritas? La vita del praticante così come quella dei suoi cari è ora in pericolo, minacciata dagli emissari dell’Anello, un servizio segreto creduto estinto e invece ancora potente e pronto a qualsiasi cosa pur di mantenere segreta la verità. Sentendosi braccato il ragazzo crede di poter trovare riparo nella massoneria, dove persone già conosciute diventano compagni e maestri, accogliendolo nel loro circolo e facendo di lui un apprendista. Davanti a Federico si disvelano ora miraggi di grandezza e oscuri pericoli, che si compongono come in una scacchiera dove bianco e nero si alternano e dove ciascuno può essere pedina più o meno consapevole di un terribile complotto, che pare inghiottire tutto dal basso sotto lo strato di una luminosa apparenza. Tutto diventa scenario dove simboli, volti e verità più o meno verosimili fanno da teatrino all’opera di misteriosi pupari. Federico si muove così lungo il filo sospeso che separa necessità e desiderio e dovrà arrivare fino in fondo al percorso per scoprire cosa nasconde e cosa ha in serbo per lui, mettendo in gioco sé stesso e il suo mondo. Tornare indietro è impossibile, pena perdere la posta. Pena la vita. Link all'acquisto: Amazon , Streetlib , Ibs
  4. Ma infatti. Se è una ciofeca prima o poi fa il tonfo.
  5. Fanno tutto sto c.....o e alla fine comprano le loro copie? Ma Amazon lo permette? Dico... non dovrebbe avere complicati algoritmi per sgamarli?! Bah... C'era bisogno che si autopubblicavano? Tanto valeva che si rivolgevano a un EAP senza tanti sbattimenti
  6. Leggo di posizioni in classifica... il mio è al n. 1700 della generale.... il mio era al 3000 della classifica di genere e adesso è al n. 653... Mi scuso anticipatamente per la banalità della domanda, ma mi chiedevo come mai solo io non riesco a capire la posizione di un libro. A parte la classifica Best Sellers con i primi 100 posti e altre mini-classifiche proposte dal sito (qualcuna da 10, o da 20 posizioni circa) non riesco a trovare una nota, un pulsante, una sezione apposita del sito. Sicuramente sarà una mia svista, ma se qualcuno fosse così gentile da spiegarmi
  7. @camparino mi invieresti il link dell'articolo. Anche con mp se il regolamento non lo consente. Grazie
  8. @Spartako e @camparino grazie per la vostra opinione. Tutto è una scommessa. Penso che provare sia l'unico modo per verificare.
  9. @JPK Dike la penso esattamente come te. Il marketing deve sempre essere successivo all'opera finita. La scrittura, la realizzazione tutta deve essere scevra da ogni condizionamento. Finita l'opera questa va però venduta e va trattata come prodotto... Ma non mi sognerei mai di scrivere in maniera prezzolata.
  10. È un modo di vederla assolutamente legittimo e condivisibile... fino a qualche tempo fa anch'io la pensavo così. La mia idea nasce da necessità di marketing e posizionamento del prodotto e nei commenti precedenti riportavo studi sulla serialità come strumento vincente (almeno di questi periodi). Purtroppo mi rendo conto che oggi scrivere, inteso come saper scrivere un romanzo con una buona trama e buoni personaggi, non basta più per provare ad emergere. Credo semplicemente che oggi, come ieri, bisogna calarsi nel contesto di mercato e seguirne i trend. Ribadisco: non si tratta di plasmare un'opera a tavolino; ma una volta pronta bisogna pur scegliere una strategia di marketing. Io credo che questa possa dare i suoi frutti.
  11. @JPK Dike grazie dei suggerimenti
  12. Beh, è un'idea. Ma i romanzi di Poirot sono appunto romanzi diversi con lo stesso protagonista. Pensavo di fare esattamente come fanno gli autori televisivi: chiudere il libro lasciando la suspence e risolvendo solo alcuni punti del puzzle. Pensa che negli States c'è Amazon Kindle Serials, giusto per fare capire che ho scoperto l'acqua calda
  13. Non voglio sembrare immodesto o ingenuo, anche perché come chiunque si appresta a fare una cosa per la prima volta so di avere tutto da dimostrare. Tuttavia, credo che il lavoro, anche se produzione artistica, sia da valutarsi economicamente e che le risposte le dia il mercato. Piattaforme come Wattpad o affini possono essere una base di lancio, ma è mera ipotesi; di certo c'è un lavoro distribuito gratuitamente. Credo che per definirsi scrittore, sia esso indie o con una CE alle spalle, e non esordiente o aspirante -quale io sono- bisogna vendere. Professionista è colui che svolge un lavoro dietro compenso. Lo scrittore per essere tale, in questo periodo storico e in questo mercato, deve vendere... o comunque chiedere un prezzo pur se esiguo. Fortuna vuole che non abbisogno di sperare in queste vendite per tirare a campare. Nel mio settore -come lo sono molti di voi senz'altro- sono un libero professionista e il mio lavoro viene svolto dietro compenso... altrimenti non viene svolto. Le ragioni che spingono a scrivere sono molteplici, ma la differenza tra un passatempo, un sogno nel cassetto, un'aspirazione ed il professionista sta nel prezzo. È una verità prima che di mercato, terminologica! Se devo pubblicarmi, o peggio, se devo auto-pubblicarmi finita l'opera devo studiare il mercato, curare in prima persona o affidare a terzi correzioni, impaginazione, editing, copertina, promozione e altro, con dispendio di energie o risorse economiche. Se devo mettere qualcosa gratuitamente in giro non ci sarà incentivo nel farlo. Certo, si può sperare di essere notati da addetti al settore, ma difficilmente sarà una Big. Io tra una piccola CE e il self-publishing ribadisco di scegliere la seconda, visto che non credo che una piccola possa dare quel boost in termini di qualità e, soprattutto, di promozione. E in ogni caso le royalties per un'esordiente sarebbero basse (certo non oltre il 10% sul cartaceo e il 20% sul digitale) a fronte di un lavoro svolto tra autore e CE in parti uguali, nella migliore delle ipotesi. Il self-publishing oggi può essere una prima scelta Assodato questo, condivisibile o meno che sia, torno ancora una volta alla domanda: è vincente, in termini di marketing, la divisione di un romanzo thriller in più parti? @unacasanellospazio ha risposto alla domanda. Tuttavia, vorrei avere più feedback, per capire se la serialità può essere una scelta vincente anche in questo genere narrativo.
  14. @delon Per carità, io riportavo dati statistici. Purtroppo l'Italia è un mercato in continuo decadimento almeno in termini numerici. Eppure non stento a crederlo:purtroppo sento sempre più giovani dire che non leggono. Qui torniamo alla solita diatriba che appassiona e divide anche su WD. Io sono tra quelli che crede che il self possa essere una prima scelta se gestito con un minimo di cognizione. Sicuramente mai EAP, quelli che una volta erano anche detti Vanity Press e che oggi, deo gratias, non avrebbero motivo di esistere grazie proprio al self. Cosa resta? Il grande editore? Parafrasando Eco dico che "se non si è nel giro o non si ha una fortuna sfacciata" è più difficile che fare sei al superenalotto. Le piccole? Anche no. Meglio il self! Ma non voglio spostare l'attenzione sull'annosa questione. Tornando alla mia domanda e partendo dai presupposti che citavo priva e che, giusti o sbagliati, sono trend del mercato, sarebbe possibile vendere un thriller diviso in parti?