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emys

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  1. Parole sante... Nessuno ritiene che prima di impegno ,professionalità e studio è necessaria la fantasia l'idea? perchè posso essere bravissimo a scrivere aver studiato tantissimo essere molto professionale ma cosa scrivo benissimo e professionalmente se non ho un'idea.Io credo che i libri nascono prima nella testa delle persone poi più o meno bene si concretizzano su carta .Le librerie sono piene di successi di grandi scrittori ma anche di grandi idee scritte da piccoli scrittori
  2. "Chi decide di scrivere un libro ritiene di avere qualcosa di interessante da dire ...ma questo non basta il nostro pensiero deve essere comprensibile...come hai scritto (e anche io nel libro) non lo sono sempre stata perchè non sono una scrittrice Tu sei invece un vero scrittore perchè sei riuscito in poche righe a descrivere in maniera chiara e comprensibile il contenuto, interpretando non solo il mio libro ma anche il mio pensiero. Le tue osservazioni sono tutte condivisibili. Ognuno scrivendo un libro si pone un obiettivo, il mio era solo quello di indurre il lettore ad una riflessione" lasciare al lettore un portone spalancato "che lo porta senza alcun suggerimento o indicazione(nessun può darne )dove ritiene giusto andare " Ritengo che nessuno compilerà materialmete le tabelle molti lo faranno mentalmente e questo forse gli consetirà di trovare la direzione dopo quel portone.Ogni vita è una storia unica e irripetibile nessuno può conoscere la nostra e noi non ne potremo coscere altre oltre la nostra. Grazie Jack
  3. fortunatamente siete tutti molto giovani e impulsivi perchè ricapitolando mi avete 1)insultato 2)deriso 3)minacciato Mi sembra un buon modo per parlare
  4. assolutamente nosei troppo giovane per essere così arrabbiata
  5. assolutamente no
  6. scusami ma non mi arrabbio mai io non cerco di vendere nulla forse ci vogliono i sottotitoli
  7. guarda dopo tutte le partecce ricevute Il tuo atteggiamento è sbagliato se miri a vendere. Così non venderai nemmeno una copia, almeno qui sul forum. Poi fa' come ti pare eh, non sarò certo io a crearti problemi
  8. Gentile lettore, se stai sfogliando questo libro perché ti ha incuriosito, sappi che non è un romanzo, non è un manuale, non parla di cani, non troverai consigli, non ti farà ridere, non ti darà ricette né di cucina né di vita, non troverai alcun suggerimento per coltivare meglio le tue piante o per migliorare la tua vita. Ti chiederai allora di cosa tratta. Della tua vita. E non perché io la conosca o perché ti aiuterà a gestirla meglio, ma perché se sei convinto (come la maggior parte degli uomini) di aver dato molto più di quel che hai ricevuto, potrai dimostrarlo a te stesso. Se questo pensiero ti ha sfiorato la mente almeno una volta, compralo: potrebbe essere un buon investimento. Penserai: una cosa di cui non si sentiva proprio la necessità era qualcuno che ci spiegasse come va la vita, cos’è meglio per noi, come affrontare gli eventi negativi. Filosofia, scienza e in particolare la psicologia da tempo immemorabile ci spiegano e ci suggeriscono comportamenti per affrontare e superare le difficoltà, in breve: per vivere meglio. Non ho i titoli né le capacità per dare consigli, infatti non ne troverai nessuno. La mia idea è semplice, anche banale, ma forse se leggerai questo libro sino alla fine riuscirai a vedere la tua vita da una prospettiva diversa. Le specie animali che vivono sul nostro pianeta sono tantissime, tra queste c’è l’uomo, e ha una particolarità che non si ritrova in nessun’altra. È l’intelligenza, l’amore, la consapevolezza di sé, l’anima? Forse, ma non solo. La maggior parte degli uomini sulla Terra vanta un credito dalla vita. Che cosa significa? Significa che la quasi totalità del genere umano vive con un’unica certezza: quella di avere dato di più rispetto a quello che ha ricevuto. Identifico il credito con l’affetto, la disponibilità, l’amore, il supporto e l’aiuto dato agli altri. Molti, a prescindere dalla fede religiosa, dal tipo di vita che hanno condotto, dagli errori che hanno commesso, vivono e muoiono nella convinzione di aver avuto troppo poco o dato tanto. Se tutti sono convinti di aver dato molto di più, dove sono quelli che l’hanno ricevuto? Poiché, come dice Lavoisier, “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”, non può essere stato distrutto tutto quello che riteniamo di aver dato in più. In che cosa si è trasformato e chi l’ha preso? Sarà capitato anche a te, lettore, di dire o sentir dire: “Facendo il bilancio della mia Vita…”. Quasi tutti facciamo bilanci della nostra vita, ma in maniera molto approssimativa e il risultato sarà un credito più o meno grande: “Abbiamo dato molto e ricevuto poco”. Non tutti usiamo gli stessi parametri: c’è chi ritiene di aver dato molto ai figli, a un compagno, a un amico e molto spesso diamo un valore maggiore a quello che diamo rispetto a quello che riceviamo. tutte le aziende annualmente fanno un bilancio, e questo gli consente di conoscere e di far conoscere ai soci i debiti e i crediti. I parametri che si usano sono universalmente accettati, tutti possono valutare la situazione economica dell’azienda e la mia idea inizia proprio da questa osservazione. I postulati dei bilanci aziendali sono due: 1) Il principio di verità; 2) principio di chiarezza, che rappresentano i due principi fondamentali ai quali sono ricondotti tutti gli altri principi giuridici e tecnici di bilancio. Sul primo io non posso aiutarvi. Sull’altro cercherò di darvi le informazioni che secondo la mia idea possono soddisfare tale principio. Ma come si può fare un bilancio di vita con parametri oggettivi? Quali sono le voci giuste da inserire? Che cosa nella vita può rappresentare un credito o un debito? Che unità di misura si deve usare? E come trovare dei parametri di valutazione validi per tutti? Con un po’ di fantasia immaginiamo che la nostra vita sia un po’ come un’azienda, non è poi così assurdo. Come un’azienda noi cerchiamo di migliorare la qualità della produzione, curiamo la sede, cerchiamo di mantenerla in salute, investiamo su noi stessi per ricevere ricavi nel futuro
  9. il mio non è un romanzo non saprei cosa farvi leggere ritengo di non saper fare una scelta indicativa delle pagine da far leggere dovrei farvi leggere le prime 30 pagine ,forse la copertina...
  10. Fammi capire... Siccome non ci guadagni nulla, allora non ti interessa venderlo? Scusa ma è proprio il contrario non so come abbia potuto venirti in mente questo
  11. Condivido questo pensierò si puo definire scrittore chi riesce a tramettere emozioni,riflessioni restando nel cuore o nella mente di chi legge questo secondo me è la differenza,molti scrivo,pochi pubblicano e pochissimi riescono a trametterici qualcosa,questi forse secondo me sono scrittori. Nesssuno ricorda la forma di quel libro che gli è tanto piaciuto ma l'emozione che gli ha trasmesso.
  12. certo avete ragione lo farò solo per conoscenza i miei dritti li ho dati in beneficenza
  13. io non credo che ci si possa allenare a fare lo scrittore non è uno sport ma questa è solo la mia opinione
  14. Non esiste una risposta giusta e una sbagliata ,il punto è che non bisogna illudersi molti scrivono pochissimi pubblicano ancor meno leggono e non si può divantare scrittori con la volontà secondo me è un talento innato che non si manifesta in chi scrive e pubblica solo un libro. Io non ho mai scritto neppure una lettera a scuola copiavo i temi di italiano o li scriveva la mia compagna di banco a cui facevo quelli di matematica. Un giorno mi sono messa al computer e ho iniziato a scrivere il libro era tutto nella mia testa e i miei pensieri erano più rapidi della mia scrittura .Non ho deciso di scrivere un libro è stato il libro che ha deciso di scriversi da solo. Non credo che si ripeterà Ma non sono e sarò mai una scrittrice
  15. Sono d'accordo lo scrittore è colui che scrive per professione bene o male è indifferente