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Bandit

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  1. @Niko Ho rifiutato alcune proposte di pubblicazione (arrivate per mia iniziativa privata) per vari motivi legati proprio alla mancanza di un distributore e a clausole contrattuali non favorevoli. Ho deciso di dare fiducia al mio agente (questo è il primo contratto che mi offre) perchè conosco la sua esperienza sul campo e mi ha garantito la presenza sugli scaffali. Spero ovviamente di non commettere errori ma dopo un anno questa mi è sembrata la prima proposta seria. Vi terrò informati su questa esperienza positiva o negativa che sia anche se, ovviamente, spero per il meglio
  2. Ho appena firmato un contratto con questa casa editrice su suggerimento del mio agente. E' previsto un acquisto copie, non molte in verità, chiedono 70 copie con lo sconto del 30%. Sono contrario in linea di principio a politiche di questo tipo, ma il mio agente, che lavora con loro da anni, mi ha garantito che il libro sarà disponibile nelle librerie italiane (hanno come distributore: messaggerie). Il contratto editoriale è tipico e non sbilanciato a sfavore dell'autore come altri che ho visto. Verrà fatto un lavoro di editing curato da loro e per il momento questo è tutto quello che posso dirvi. Vi terrò aggiornati sulle novità
  3. Mi sembra un pò esosa. Il mio agente prende il 10% e mi conferma che le tariffe convenzionali oscillano tra il 10% e il 15%
  4. Ma dove hanno pubblicato i nomi dei finalisti? Cortesemente qualcuno ha un link?
  5. @Spartako Quelle che non accettano esordienti a meno che non abbiano messo la loro faccia in TV al grande fratello? Diciamoci la verità, l'editoria oggi è soltanto marketing, nessuno accetta più esordienti perchè il direttore editoriale ha molto spesso una laurea in "guerrilla marketing" e non sa un tubo di letteratura. Rimpiango Cesco Ciapanna
  6. @Eudes Ciao Eudes, mi piace molto l'idea generale e il finale con il concetto della pessima cuoca. Credo però che potresti sviluppare la ricerca degli ingredienti con esempi più metaforici evitando di banalizzare le cose più scontate; mi spiego: Questa è un'immagine azzeccata Queste invece le trovo deboli. A mio avviso, lavorando sulle metafore degli ingredienti potresti dare forza a tutto il racconto. Ti segnalo infine: Cambierei con una forma più scorrevole, "Era... Che era..." Non mi pare il massimo. Frase e immagine non mi convincono. La frase non scorre Comunque, bravo e complimenti.
  7. Sarei molto curioso di conoscere i motivi sia tecnici sia legali per cui avere i sorgenti sarebbe cosa dannosa e di scarsissima utilità. Questo è vero Questo teoricamente è vero ma... ...Permettimi un mega LOL perché Microsoft è nota per la lentezza negli aggiornamenti (anche per le problematiche in termini di sicurezza), e per fregarsene altamente dei bug dei suoi programmi. E' l'unica azienda che ho conosciuto che chiedeva di pagare per "riportare un bug". Cioè, trovi un loro bug e devi pagare per dirglielo. E questo fa capire fino a che punto può arrivare il comportamento di una azienda quando sa di avere tutto il mercato sotto di se. Chi ha "certificato" Microsoft? Lei stessa. Quale utilità potrà mai avere? Potresti dirmi a cosa ti stai riferendo qui? Non so di cosa stai parlando, se mi dai maggiori dettagli... In ogni modo, se c'è un campo dove non esiste il paragone tra open e non-open è proprio quello della sicurezza. Molti servizi closed-source implementano "security trough obscurity" , che è chiaramente una cosa errata da fare.
  8. Trovo curioso che un programmatore non apprezzi la bontà di un progetto "open source" come libre office che, essendo un codice aperto appunto ti permette di analizzarlo nel dettaglio mettendoci le mani per migliorarlo sempre più come già stanno facendo in tanti. Il "virus" della microsoft invece, come tutti i progetti chiusi, ti fa subire la sua tecnologia, senza contare le varie nefandezze più o meno nascoste nel software. Perdonami se trovo curiosa questa cosa ma sei il primo programatore che sento tessere le lodi di word.
  9. Un pò nebulose le tue domande: Ogni storia può avere una sua morale senza essere moralista, c'è da capire cosa intendi. Se ti riferisci a dei valori etici e/o positivi, non capisco il problema; cioè: dal momento che lo hai voluto scrivere in un certo modo perchè poi ti domandi se la gente lo odierà? Stai cercando di dire qualcosa o vuoi solo essere commerciale? Nel secondo caso dovevi progettarlo fin dall'inizio seguendo certe linee guida. Di nuovo mi sfugge il senso della domanda: se hai voluto dipingere il tuo personaggio in questo modo, perchè dei dubbi su come lo hai fatto? Se mi spieghi pure questa... Che significa: non viene più stereotipato? Perchè pensa al sesso? Credo sia la cosa più stereotipata di tutte
  10. @Floriana Non si tratta di un refuso (-ggi), ma di una frase spezzata (ha appena acceso la radio). Più che altro il trattino non mi sembra corretto, meglio i tre punti di sospensione, anche alla fine quando spegne la radio sul Signor Tr... @Kotobi Mi pare troppo breve (non essendo autoconclusivo) per poter esprimere un giudizio. Posso dire che il pezzo risulta abbastanza scorrevole ma trovo del tutto non credibile la dichiarazione di Christopher London (Che sembrerebbe una sorta di dittatore o capo del governo): "Poco fa, mi sono state riferite le recenti voci messe in giro riguardo il controllo mentale tramite televisori, ma chiunque abbia fatto circolare queste menzogne, vuole soltanto screditare il lavoro svolto dal governo fin’ ora. E io, farò di tutto purché questo o questi individui vengano giustiziati. Dunque, da questo momento in poi, dichiaro in vigore la pena di morte per tutti i cittadini che vorranno sostenere tali idealismi. Infine, vorrei soltanto ricordare al popolo inglese, che rientriamo tra le tre potenze mondiali. In questo paese non c’è niente che non vada." Un politico non si esprimerebbe mai così; i presunti colpevoli vengono "assicurati alla giustizia" (anche se poi venono giustiziati). Questo soltanto per dire che la propaganda e il linguaggio che ne deriva non è un optional in politica ma è la regola. Per lo stesso motivo non dirà mai: "...Non c'è niente che non vada..." Il modo in cui ha parlato lo fa risultare un mostro, piuttosto ingenuo però. Mentre ciò che viene fatto regolarmente è demonizzare l'avversario, in questo caso gli individui che fanno circolare voci circa il controllo mentale, perchè qualsiasi azione persecutoria deve trovare il favore del pubblico e non risultare come una minaccia. Se non ti basta la quotidiana immersione nella propaganda, puoi sempre attingere a Orwell che è stato geniale nel far comprendere questi meccanismi. :-)
  11. @acherusa Ciao, il tuo non è un problema, è la normalità. Purtroppo, è capitato anche a me fino a che non mi ci sono trovato in mezzo, si tende a pensare che l'agente si prenda a cuore la nostra causa perchè ovviamente se vende il nostro libro ci guadagna anche lui. Non è così che funziona ma per capirlo è necessario comprendere il lavoro dell'agente e ci sono alcune cose da considerare: Un agente attivo ha generalmente un nutrito portfolio di autori, questo significa che non passa il suo tempo a pensare a noi perchè la sua giornata è colma di impegni che generalmente si concentrano su quella rosa di autori che stanno vendendo e che lo fanno guadagnare. E' una questione di priorità. Una seconda cosa da considerare è che tu come autore, sei già un guadagno per lui. Quando l'agente può sfoggiare un portfolio nutrito di autori, aumenta il suo prestigio e la sua credibilità, non bisogna dimenticare che anche lui lavora e ha bisogno di ritagliarsi il suo spazio. Quindi averti li, per lui è comunque cosa buona anche se al momento non ha tempo per starti dietro. Per riassumere, tu entri nella sua agenzia, lui magari fa girare un pò il tuo libro, poi le risposte non arrivano o tardano e lui è preso da mille altre cose. L'unica cosa da fare è rompergli le balle, farsi sentire. Più che tempestarlo di domande, spingerlo a dare risposte... Insomma, essere presenti. Anni fa ero convinto che avere un agente era un modo per togliersi di mezzo un lavoro che non mi competeva, ho capito che avere un agente impone un nuovo tipo di lavoro da imparare: "Trattare con un agente" :-)
  12. @edizioni paginauno Grazie per la risposta anche se... La mia domanda non era diretta alla vostra situazione in particolare, mi chiedevo semplicemente il perchè di questa tendenza (il numero crescente di editori) in contrapposizione alla crisi sempre più evidente e alle difficoltà di gestione non meno problematiche. So che un modo per abbattere i costi è quello di pubblicare letteratura già edita, ad esempio all'estero, in questo modo, traduzione a parte, interviene solo il costo della stampa ma si risparmia il gravoso compito di far nascere un'opera da zero e, nei casi di autori conosciuti, di pagarli anticipatamente per avere il manoscritto. Senza contare che si può avere già un'idea del mercato mosso dal libro in questione. Ci sono due editori italiani (marito e moglie, ora mi sfugge il nome) che sono diventati piuttosto famosi in inghilterra dove hanno avviato questa attività limitandosi a pubblicare cose già edite (in Italia) e pochissimi esordienti rigorosamente di lingua inglese.
  13. @edizioni paginauno Immagino sia dovuto al gran numero di "giovani" sognatori che bazzica da questa parti Parole sante, se non erro 18.000 lo scorso anno, l'oblio è un destino comune alla maggioranza. Infatti, e non dimentichiamo pure la "narrazione" che si crea attorno ai bestseller, quella ad esempio del pinco pallino che finalmente ce la fa e che fa sognare tutti... Ma la realtà è appunto una cosa diversa e spesso le storie entusiasmanti dietro al successo degli autori sono costruite a tavolino pure quelle. Approfitto della tua cortesia e disponibilità in veste di editore per farti una domanda: I dati relativi alla crisi del mercato editoriale sono sotto agli occhi di tutti; ogni anno c'è qualche punto percentuale in meno (3,4% in meno mi pare per lo scorso anno). Com'è allora che continuano a nascere case editrici? Sono sempre più numerose, come i bidoni di popcorn. Ovvio che molte aprono e chiudono ma date le difficoltà, la maggior parte non può offrire una distribuzione adeguata, non dispone di un ufficio stampa e in pratica non è in grado di dare una "vita civile" al libro che pubblica, mi chiedo a che pro tuffarsi in un suicidio assicurato. Dato che l'italiano medio non è stupido e ci tiene a fare quattrini come tutti, non è che si è creato invece un sottobosco che alimenta un mercato diverso i cui introiti derivano da altre attività connesse?
  14. Fino a questo momento nessuna risposta alla mia mail di richiesta informazioni
  15. @Nio59 Una agenzia come tutte le altre che cerca di fare soldi, e se fare soldi è vendere la mediocrità venderanno quello. Ho l'impressione che tu ti riferisca a una figura che non esiste più da molto tempo, e che pure quando esisteva non rappresentava certo la norma. Beh, ma questo accade di continuo senza bisogno di qualcuno che venga a rubarti le idee, se tu non esci con qualcosa che hai pensato, prima o poi verrà in mente a qualcun'altro un'idea analoga o simile e a quel punto la tua è bruciata. Posso raccontarti numerosi aneddoti in merito sia dei famosi che accaduti anche a me. Probabilmente non hai letto con attenzione quello che ho scritto.