perseveranza

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    scrittura, didattica per l'infanzia, grafica, design, tango argentino

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  1. Dico volentieri la mia. Secondo me non che la gente manchi di volontà, spesso non si può lasciare tutto (pur essendo in saluto) perché non si vogliono abbandonare dei genitori troppo anziani, oppure dei figli che stanno compiendo un percorso di studi e si troverebbero destabilizzati. Tuttavia come abbiamo già detto il cambiamento lo si potrebbe attuare anche qui, senza viaggi che ci portino lontano, soltanto scegliendo di vivere secondo la "semplicità volontaria" o ripescando il pensiero lungimirante di Goffredo Parise che negli anno '80 si era espresso contro il consumismo e detto "soltanto la povertà ci può salvare". Ora io credo che tutto questo non sia tanto nelle mani del singolo; finché non si metteranno in atto delle politiche per vivere in maniera più sana, senza distruggersi di lavoro e poi ammassarsi nel centri commerciali a fare la spesa, le cose non potranno realmente cambiare. Faccio un esempio: se decido di mettermi su un negozio di handmade e di prodotti alimentari a filiera corta, per quanto io creda in un certo stile di vita, sarò costretto a lavorare 10 ore al giorno per pagare delle tasse inique e per sopravvivere di fronte alla concorrenza colossi multinazionali. Quindi se vogliamo essere realisti, secondo me, dobbiamo smettere di dire che il singolo manca di volontà, io vedo tante persone che sono traboccanti di volontà, però siamo in un Paese che ci ha "incaprettati". Anche per questo molti se ne vanno, ma non possiamo andarcene tutti... A questo punto, non voglio andare off topic e voglio sottolineare il valore della letteratura come mezzo di sensibilizzazione al fine di protenderci verso un mondo migliore. È fondamentale che se ne parli e alcuni libri assumono un alto valore sociale. Ben vengano i romanzi di vita vera, come quelli di Francesco, perché certi messaggi di sdegno (verso un certo tipo di vita) e forza nel ricominciare su una nuova strada finalmente potranno un giorno arrivare, non soltanto alle persone comuni, ma anche a chi avrà il potere per promuovere un sano cambiamento lontano da una ricchezza sterile.
  2. ciao @Marcello , altro che sorry. Ti ringrazio infinitamente. Così va molto meglio. Già che ci siamo tolgo anche una o due di quelle frasi. Grazie ancora!
  3. Anche io come @Marcello e altri detesto i muri di parole, anche perché mi mettono ansia e mi fanno venire voglia di abbandonare la lettura. Per questo vado spesso a capo, ma fosse lo faccio anche troppo spesso. Ho un dubbio riguardo a questi passaggi che vi riporto qui di seguito. Una ragazza sta parlando con se stessa e riascolta in una sorta di dialogo interiore le frasi che più spesso pronunciava sua madre. Io tra una frase e l'altra andrei a capo, ma forse non è il caso, anche perché sono separate da un punto e virgola. Vi chiedo un consiglio. Grazie. In una cosa mia madre era insuperabile. Aveva il dono di riuscire sempre a cogliere le persone in fallo. Lo faceva per ogni inezia. Girando ossessivamente per casa, come un criceto nella ruota, ripeteva frasi che continuano a riecheggiare nella mia mente: ti ho comprato questo, convinta che ti piacesse, e ora mi dici che non è di tuo gusto; ho preparato un’ottima torta e non la vuoi neppure assaggiare; mi sono stressata a fare questo per te e non mi hai detto neanche grazie; mi aspettavo un gesto d'affetto, invece niente; avrei desiderato che tu… ma non ci hai pensato; mi hai buttato la vaschetta di plastica del gelato, invece a me serviva.
  4. Ciao @Francesco Wil Grandis rispondo volentieri alla tu richiesta. La cosa più bella è la scorrevolezza. Quella fluidità meravigliosa che rende tutto semplice, senza l'impegno di dover spremere tutti i neuroni per non perdere il filo, senza costringere il lettore a tornare indietro più volte. Questo in molti libri succede spesso. Io ritengo che sia essenziale mettere a proprio agio in lettore in modo che non abbia intoppi di percorso nella comprensione dell'opera. Leggere il tuo libro è come viaggiare comodi in prima classe. Se proprio dovessi cambiare qualcosa visto che tu chiedi, io avrei dedicato qualche pagina in più soffermandomi sulla passione per il tango, sulla passione nell'incontro con la tua ragazza. Certo non è questo l'argomento principe del libro, però un paio di pagine in più a descrivere emozioni profonde di trasporto (come l'amore e il tango sanno trasmettere), secondo me non avrebbe guastato. In ogni caso, grazie per il tuo lavoro e per questo confronto.
  5. grazie @Marcello per la tua considerazione. Forse io in certe situazioni temo di irritare l'altro e rovinare un rapporto, ma se dici che si può fare senza conseguenze, meglio così.
  6. – Non è più lungimirante, Helios, arrendersi? -- - Mai, vigliacchi! - – Innanzitutto bisognerebbe umiliarsi, zitti! Osservare gli universi stabilendo entropiche diramazioni. Questo anelito! Tragiche ire fomentavano ombre rosse notturne RNEPLHAMVIBUZOGUSEDQATIFO
  7. Ciao @Rewind Il racconto mi ha colpito e mi piace così com'è. Se togli quel "meno male" cambia tutto, perché il personaggio femminile assume altre sembianze e tutto viene stravolto. L'originalità del racconto è proprio racchiusa in quella battuta così arida, ma anche verosimile in questo nostro mondo... In tono scherzoso vorrei aggiungere che lasciando così il racconto – a me pare perfetto – il titolo potrebbe essere anche uguale al titolo di una nota canzone di Marco Masini.
  8. Lentamente, haitiani andavano mesti verso i bassifondi, umiliati. Zeus, offeso, gemette: – Uno sciagurato esempio, diamo: questi affondano tremando. – Inetti! – farfugliò Odino. Ricordava nebulosamente eoni primigeni lussureggianti: humus apotropaico vibrava, ieratici brontosauri uggiolavano zigzagando. Orde guerresche urlanti scendevano esagitate, deviando qualunque anfratto trovassero, ignari, finché – obbligati – retrocessero. – Non è più lungimirante, Helios, arrendersi? -- - Mai, vigliacchi! - – Innanzitutto bisognerebbe umiliarsi, zitti! Osservare gli universi stabilendo RNEPLHAMVIBUZOGUSEDQATIFO
  9. Lentamente, haitiani andavano mesti verso i bassifondi, umiliati. Zeus, offeso, gemette: – Uno sciagurato esempio, diamo: questi affondano tremando. – Inetti! – farfugliò Odino. Ricordava nebulosamente eoni primigeni lussureggianti: humus apotropaico vibrava, ieratici brontosauri uggiolavano zigzagando. Orde guerresche urlanti scendevano esagitate, deviando qualunque anfratto trovassero, ignari, finché – obbligati – retrocessero. – Non è più lungimirante, Helios, arrendersi? -- - Mai, vigliacchi! - – Innanzitutto RNEPLHAMVIBUZOGUSEDQATIFO
  10. Ciao @Antonio Nonnis benvenuto tra i sognatori. Evviva la Sardegna, una terra meravigliosa!
  11. Stacanofista: chi dimostra un esagerato attaccamento al lavoro, non soltanto in maniera pratica, ma anche attraverso continue riflessioni e ragionamenti sottili tesi a porre l'attività lavorativa al vertice della propria esistenza. KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  12. Tra i libri che mi hanno scosso emotivamente cito L'eleganza del riccio di Muriel Barbery e L'amore invisibile, una raccolta di racconti di Eric Emmanuel Schmitt (in particolare il racconto Il cane).
  13. Ciao @Francesco Wil Grandis La butto lì: Dominante. Oppure: Prevalente di divisione.
  14. Ho appena finito "L'amore che mi resta" di Michela Marzano. Molto scorrevole nonostante la tematica pesantissima che affronta (suicidio di un figlia). Unica perplessità: questo suicidio non mi sembra sufficientemente motivato. È vero che ci sono tanti giovani che non mostrano il loro disagio... tuttavia il libro mi ha lasciato addosso una sorta di incompleta credibilità. Parallelamente ho letto anche "Eros degli inganni" di Silvio Raffo. Mi è piaciuto, c'è anche un bel finale impensabile che sorprende il lettore.
  15. Vorrei chiedere a @Francesco Wil Grandis: in che misura il tango argentino ha contribuito alla tua rinascita, al tuo ritrovato equilibrio verso la strada giusta? Ha avuto un certo peso oppure è stato un semplice adorno?