Cannonball

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  1. Appunto, e io che ho detto? Che forse l'agente non ti risponde perchè il tuo romanzo non ha trovato riscontro nelle CE. Dov'è l'OT? La situazione del mercato è quella che ho descritto, lo puoi negare? Si pubblica troppo ed è al 90% roba di basso livello. Poi ci sarebbe anche un altro discorso da fare, quante email e telefonate fai? Una email ogni 2-3 mesi può andare e se non c'è risposta manco per dire "ci abbiamo provato col tuo romanzo ma ha fatto buca" allora è come dici, c'è molta maleducazione. Ma una volta che si è ricevuta quella risposta lì non sarebbe il caso di terminare la conversazione?
  2. @ElleryQ non era quello che veniva detto, la lamentela non verteva sul fatto che uno ti risponde al telefono sgarbatamente ma che non riesci ad avere un riscontro continuo. Molto probabilmente questo accade perchè l'agente ha spedito il tuo romanzo e nessuna CE ha risposto. Evidentemente si era sbagliato sulla qualità del tuo lavoro. Poi che uno voglia portare avanti le proprie tesi questo fa parte della natura di un forum.
  3. @Kenzo Kabuto nella discussione su Vicky Satlow ho letto che avevano parecchio puntato su una esordiente che ha pubblicato un libro con Mondadori nel 2013 e poi è sparita, IMHO non ha venduto neanche 5mila copie. Volevo evidenziare che è questa la situazione del mercato. Per quel che riguarda i rapporti umani non esistono nel business, almeno io non ne ho mai sentito parlare
  4. @acherusa se andiamo avanti col flame a bassa intensità arriva qualcuno dello staff non retribuito a bacchettarci Anyway... è ovvio che non so niente di te, del tuo libro, della tua agenzia, ma prova un attimo ad estraniarti dalla tua posizione e a vedere la situazione complessiva. Ti sembra normale una situazione dove ci sono 1 milione di titoli "acquistabili" in lingua italiana? Cioè un libro ogni 60 parlanti italiano, diciamo 80 se inseriamo anche quelli che hanno l'italiano come seconda lingua. Quando tu leggi che un quarto della popolazione non legge perché non può essendo analfabeta funzionale, cioè non capisce che sta leggendo, un altro quarto non legge perché non gli piace o ha anche problemi di vista e solo la metà compra almeno un libro l'anno, non pensi che dovresti curare moltissimo la tua capacità autocritica prima di presentarti sul mercato?
  5. Tesoro... è la statistica che ti rema contro, ogni anno in Italia si pubblicano 60mila titoli di cui la metà vende zero o una copia. Non esiste proprio filtro alcuno, nè da parte degli autori nè degli editori, un pochino forse le agenzie riescono a filtrare, a questo poi si aggiunge anche il pubblico che non premia adeguatamente la qualità, sebbene a parità di prezzo ciò che è di qualità si vende sempre intendendo con questo che genera sempre un profitto
  6. Carissima, non me ne volere se ti dico questo, ma non ti sfiora mai l'idea che forse, e dico forse, non avevi scritto un capolavoro? Ovviamente tu risponderai "e allora perché mi ha messo sotto contratto?". E questo purtroppo bisognerebbe chiederlo alla tua agente
  7. E in ogni caso la band che fu scelta al posto dei Beatles non era proprio l'ultima arrivata. In quegli anni si vendeva, forse andava bene a un pubblico poco "rivoluzionario"
  8. https://en.wikipedia.org/wiki/The_Beatles%27_Decca_audition Secondo me è anche l'enorme quantità di roba che arriva ad averci parte della colpa. Se uno legge 187 va***te di fila come fa a capire che la 188° può vendere almeno 10mila copie? Forse dovrebbero prendersi una pausa, ne leggono un tot e poi si fermano per due settimane per ricaricare le batterie, quindi ricominciano. Ovviamente sempre considerando che una buona parte può essere scartata già dai primi due capitoli, la sinossi è utile a cassare il romanzo solo se uno la scrive piatta e con errori marchiani, o se vi si intravede una trama ripetuta un milione di volte con delle incongruenze evidenti già in quelle poche righe
  9. @Artemisia Winter e non ci sono solo i soldi, se uno scrive per hobby sono fatti suoi, se uno scrive per arrivare sul mercato farebbe bene a curare la propria capacità autocritica tanto quanto la sua scrittura perché altrimenti sta solo perdendo tempo che potrebbe occupare in maniera migliore
  10. @Artemisia Winter no, non ho detto questo, si ritiri chi non è in grado di autovalutarsi, in questo senso se uno mette in conto di spendere un paio di migliaio di euro scrivendo 3-4 libri senza ottenere nulla penso possa iniziare a pensare che questo non è il suo mestiere. Se non ha neanche duemila euro da spendere in 5 anni immagino venga da situazioni difficli dove la lettura è l'ultimo dei pensieri, a meno che non sia un genio vero reputo arduo che l'ambiente familiare gli abbia instillato una passione sfrenata per questo settore...
  11. Nelle discussioni sui prodotti culturali spesso si dice che quello che si vende massicciamente sia di scarsa qualità. E' falso o quantomeno solo parzialmente vero, dovete infatti considerare il fattore prezzo. In tutti gli altri ambiti la roba di qualità cosa sempre più di quella di scarsa qualità, case, auto, prodotti gastronomici, abbigliamento. Ci sono case di 100mq. che si vendono per 100€ a mq. e altre che si vendono a 1000. Non è così per l'industria culturale. Se non ci credete aprite i link sotto https://www.ibs.it/guerra-pace-libro-lev-tolstoj/e/9788811686200 12,66€ per 1463 pagine https://www.ibs.it/libro-delle-barzellette-su-pierino-libro-vari/e/9788864014593 6,79€ per 128 pagine Nell'industria culturale potremmo dire che vale questo assioma, non tutto ciò che si vende massicciamente è di qualità ma tutto ciò che è di qualità si vende. E perché si vende? Perchè costa tanto quanto la ciofeca
  12. https://tinyurl.com/mej9ds6 (Quote) ALLA redazione del New Yorker non sanno più ridere. Dover scegliere la battuta migliore fra le 5mila suggerite ogni settimana dai lettori provoca nausea da umorismo fra i redattori incaricati. Per dar loro una mano la Microsoft ha inventato un software capace - o almeno così pretende - di selezionare le boutade più frizzanti... Da dieci anni ormai, ogni settimana, il New Yorker pubblica una vignetta senza commento. Sta ai lettori proporre alla rivista la loro battuta, con le migliori tre che vengono pubblicate nel numero successivo. E se per i redattori il compito di selezionare fra migliaia di frizzi spesso ripetitivi viene considerato punitivo, per gli studiosi di intelligenza artificiale poter disporre di un database così ampio rappresenta un'occasione d'oro... La durata media di un redattore incaricato di selezionare le battute al New Yorker infatti è stata finora di due anni, poi hanno chiesto tutti di poter cambiare mansione o posto di lavoro.
  13. Se 200€ sono una cifra di rilievo è assolutamente tassativo che alla fine del romanzo uno si chieda "ho scritto qualcosa che vale?". Il tuo ragionamento si può ribaltare, se uno guadagna poco e niente e non ha questa capacità autocritica allora sarebbe il caso che scriva per diletto o che autopubblichi ma che non spedisca nulla ad agenzie e CE. L'autopubblicazione in teoria dovrebbe portare alla fine dell'EAP, staremo a vedere
  14. @Artemisia Winter la tassa di lettura dovrebbe stimolare le tua capacità di autocritica, se pensi di aver scritto qualcosa di valido potresti anche pensare di investirci su, se invece hai "devianze" narcisistiche è giusto che tu paghi per il tempo che altri perderanno a leggere i tuoi "capolavori"
  15. @swetty quindi ammettete che si possa scrivere un commento più lungo del racconto che si commenta?