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cris82

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  1. @unacasanellospazio
  2. @unacasanellospazio credo che se Toilet esiste da 12 anni e Lahar Magazine da 7 (solo per citarne due) un pubblico affezionato lo abbiano. Tra l'altro molte delle riviste cartacee sono distribuite in libreria, o possono essere scaricate in ebook, o ancora è possibile abbonarsi e riceverle a casa. Per non parlare degli eventi che organizzano per promuoverle e distribuirle. Quindi, per tornare alla tua domanda, credo che abbiano un pubblico di soli lettori. Un pubblico in crescita grazie ai social. Ma anche un pubblico di addetti ai lavori, che siano gli autori stessi, o editor, editori e operatori del settore a vario titolo. Personalmente, chiunque siano i destinatari di queste riviste, tra il farne parte o meno preferisco la prima opzione
  3. Ciao @unacasanellospazio, io credo che il fenomeno in crescita delle riviste letterarie sia da leggere in associazione alla loro (e nostra) presenza sui social, dove alcune di esse contano migliaia di follower. L'essere digitali oltre che cartacee, anzi alcune sono solo digitali, permette al racconto pubblicato di essere immediatamente condivisibile. L'aspetto interessante è proprio questo: essere letti dal pubblico della rivista ma anche, tramite le nostre (e altrui) condivisioni sui social, dalla nostra vecchia amica dell'Università piuttosto che dalla moglie del panettiere. Della rete di contatti che in questo modo si crea ne ho già parlato in qualche post qui sopra. Rete che le stesse riviste stanno incentivando. Ad esempio su Twitter esiste l'#adottaunracconto; da poco è nato un portale che settimanalmente raccoglie i migliori racconti pubblicati; spesso le riviste ripostano su Facebook il racconto di un loro autore nel momento in cui ne esce uno nuovo su un'altra rivista, facendosi così pubblicità a vicenda. Insomma, il pubblico diventa potenzialmente infinito. Inoltre, altro aspetto da non sottovalutare, mi è capitato di leggere articoli in cui direttori editoriali o comunque operatori del settore sottolineavano l'importanza delle riviste per fare scouting.
  4. Esatto @AndreaA, la pensiamo allo stesso modo. A proposito, complimenti per il racconto su Verde e per la biografia Qualcuno di voi ha partecipato alla call di EFFE? Ho letto che hanno ricevuto quasi 600 racconti! Io non ho fatto in tempo, purtroppo.
  5. Ciao @Ellywriter, provo a risponderti cambiando il punto di vista. Io ho collaborato per anni con riviste digitali e cartacee (in altro ambito) e ne conosco abbastanza bene le dinamiche. Nella maggior parte dei casi si tratta di progetti che si autofinanziano. Per fare un esempio: la redazione di Lahar Magazine ha pubblicato la scorsa settimana su Facebook la foto dello staff al completo, alla fine di una giornata di lavoro agricolo, sottolineando che per tenere in vita un progetto editoriale gratuito ci si presta anche a questo tipo di attività. Come potrebbero quindi pagare gli autori? La rivista è gratuita. E, come le altre, per esistere ha bisogno di una redazione che abbia un grafico, un ufficio stampa, alcuni editor ecc. che spesso svolgono gratuitamente il loro lavoro, per passione, per visibilità, perché credono nel progetto. Tanto di cappello. D'altronde, nessuno ci impone di inviare loro i nostri racconti. Possiamo non scriverli, o lasciarli chiusi nel cassetto, o inviarli a qualche concorso (pagando la partecipazione, sic!) o autopubblicarli senza selezione, editing ma neanche pubblicità. Io credo che questa delle riviste letterarie sia un'opportunità enorme da cogliere, soprattutto per il confronto con un pubblico che altrimenti non avremmo, o non ancora.
  6. Ciao @dri, io finora ho avuto esperienza con Tuffi, che effettua una sorta di correzione/limatura e la invia all'autore per l'approvazione, e con Narrandom che invece effettua un editing vero e proprio, anzi addirittura due giri di editing con tanto di note a margine, consigli, spiegazioni. Anche Carie effettua l'editing ma non so ancora di che tipo perché mi arriverà un mese prima della pubblicazione. Poi immagino dipenda dal testo. Ci sarà anche chi non ne ha bisogno. Spero di esserti stata utile.
  7. Io parto dal presupposto che un esordiente o aspirante tale non possa pretendere di ricevere un contributo per la pubblicazione di un racconto. Detto questo, scrivere sulle riviste letterarie ha dei grandi vantaggi. Il primo è la visibilità. Ma io apprezzo ancor di più la rete di contatti che si crea, sia con la redazione che con gli altri autori (soprattutto per chi utilizza i social come Facebook e Twitter); poi la palestra dell'editing: alcune riviste fanno un lavoro enorme e professionale (e gratuito) che permettere di crescere, racconto dopo racconto, come se si frequentasse un corso di scrittura personalizzato. Per quanto riguarda le tempistiche mi sono finora trovata bene, da un paio di settimane a poco più di un mese. E la risposta definitiva è sempre stata preceduta da una conferma di ricezione del racconto in cui si annunciavano anche i tempi di riscontro. Non ho però esperienza con Toilet nello specifico.
  8. Vi segnalo un articolo appena uscito su Il Libraio, una panoramica sulle riviste letterarie indipendenti più seguite: http://www.illibraio.it/riviste-letterarie-indipendenti-597972/ Una bella palestra letteraria, quindi. Ma anche una vetrina importante per noi aspiranti. Cosa ne pensate?
  9. Eccola: https://www.readerforblind.com/giurati Vi segnalo inoltre il tema scelto per il prossimo numero di effe – Periodico di Altre narratività: Disobbedienza. 10.000-40.000 battute. Scadenza 5 novembre.
  10. Ciao @AndreaA, anche io ho una nuova risposta positiva: Narrandom. Per quanto riguarda Carie invece, mi hanno comunicato che un mese prima della pubblicazione invieranno una sorta di editing da approvare. Credo se ne parli per il prossimo anno comunque. La scorsa settimana ho inviato il racconto per il contest di Reader for Blind, quando ho letto i componenti della giuria mi son detta - Ok, ciaone In questi giorni sto provando a buttar giù qualcosa per il nuovo numero di Lahar Magazine, il tema è "mamma" e i caratteri consentiti sono 2500. Scadenza 29 ottobre.
  11. Certo, la Lorem Ipsum. In particolare Jacopo Viganò, sempre disponibile e - cosa rara - sincero nello spiegarmi anche le dinamiche dell'editoria e delle agenzie. Onesto anche nel dirmi perché un romanzo come il mio è difficile da piazzare. Nonostante questo non mi ha mai scoraggiato dal continuare a crederci.
  12. Esperienza personale: ho chiesto una scheda di valutazione ad una nota agenzia, il mio è un romanzo breve e il costo è stato accettabile, anzi direi onesto. L'ho trovata utile e ho avuto la possibilità di parlare telefonicamente con l'agente in questione. Ho revisionato il romanzo in base alle indicazioni, perché mi sono sembrate critiche pertinenti. Della revisione sono soddisfatta, manca però qualcosa, quel qualcosa che può essere risolto da un buon lavoro di editing. Con la stessa agenzia ho scambiato diverse email e mi è stata data la possibilità di inviare gratuitamente il testo da me revisionato. Sono trascorsi alcuni mesi e non ho ricevuto notizie. Di fatto però ho tratto beneficio da questo "investimento" perché a mio giudizio il romanzo ne è uscito migliorato. È pur sempre il parere di un esperto e, almeno per quanto riguarda la mia scheda, non ho riscontrato giudizi soggettivi.
  13. Ciao a tutti, come sta procedendo la vostra avventura con i racconti e le riviste letterarie? Io ho ricevuto oggi una mail da Carie, il mio racconto sarà pubblicato! Non so ancora quando perché, come mi dissero nella conferma di ricezione, ne hanno molti da sistemare nei prossimi numeri, quindi probabilmente andrà a finire al 2018 inoltrato. Sono davvero orgogliosa di questo risultato. Inoltre vorrei segnalarvi il contest della rivista Reader for Blind, Ti racconto un quadro. https://www.readerforblind.com/tiraccontounquadro Scade il 30 settembre.
  14. @AndreaA un indizio... la piccola Camilla Anche a me piacerebbe leggere altre testimonianze e inoltre segnalo la nascita della nuova rivista Foga.
  15. Buongiorno, sto inviando anche io alcuni racconti. Uno è stato pubblicato dalla nuova rivista Tuffi di @Nadja che, seppur nata da poco, è molto apprezzata e seguita dagli addetti ai lavori. La redazione di Carie mi ha risposto che il testo è in valutazione ma che sono carichi di lavoro e quindi l'eventuale pubblicazione avverrebbe nell'estate 2018. Ho spedito anche a Tre Racconti e hanno tempo di valutazione di un mese, quindi attendo riscontro per la prossima settimana. Spero di esservi stata utile. In bocca al lupo a tutti!