UmbertoBieco

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  1. Cuore d'androide

    Versione triviale, sboccata e teenager/young adult di Douglas Adams e Isaac Asimov.
  2. Feltrinelli Editore

    @Ngannafoddi Devo imparare a taggare.
  3. Feltrinelli Editore

    SssSSSSssssSsssì, devo aver utilizzato quello disponibile nel thread.
  4. Feltrinelli Editore

    "La ringraziamo per essersi rivolto/a alla nostra casa editrice. Purtroppo non possiamo rispondere a tutti. La casa editrice la contatterà solo nel caso di interesse per una possibile pubblicazione. Giangiacomo Feltrinelli editore" Mi tremano ancora i testicoli. In bocca al dirupo a chiunque.
  5. Sellerio

    Ha senso spedirgli una copia dell'autopubblicato?
  6. Immagine

    Grazie per essere passato da queste parti, @rico.graz
  7. Immagine

    @Vincenzo Iennaco Grazie per la gradevolmente talassica recensione.
  8. Immagine

    @Sinoe Immagino di sì. Hai ragione. E' un verso tendente al banale. Anche "e lasci il dolore di non essere compresa" non mi piace un granchè. Me lo chiedo anch'io. E' tutta roba dettata dall'omino del cervello. Umberto Bieco ha solo tentato di trascrivere al volo. Non c'è stata, quindi, reale riflessione nello stenderla. Ciò vale ancor di più per la precedente Saette Frecce e Dardi, in conseguenza della quale hai usato la bella e gratificante definizione "domatore di parole" per il sottoscritto. Unluckily, it's not quite so. Se per domare intendiamo il ricondurre alla propria volontà entità libere e potenzialmente ribelli, purtroppo possiamo in realtà dire che è praticamente il contrario. Nei casi in questione la volontà è servita più che altro a tentare di creare le premesse affinché le parole sgorgassero il più possibile per conto loro - anche se in questa meno che nell'altra, o dubito sarebbe così rimata. La triste realtà è che non mi piace molto dire alle parole cosa fare, quantomeno in taluni casi. Nondimeno, i "contenimenti" suggeriti sono sensati, e li terrò senz'altro in considerazione se mai revisionassi l'agglomerato - sempre che l'omino del cervello me lo permetta, s'intende. Grazie quindi per l'attenzione, gli apprezzamenti e le critiche.
  9. Immagine

    Thanks.
  10. Il maestro di ballo

    @camparino Questo racconto è l'anti-muro di parole. La sua essenzialità, unita ad una semplice eleganza, rende la lettura piacevole, facile. Si scioglie in bocca, come si direbbe di qualche piatto sapiente e prelibato. Non occorre nemmeno fare lo sforzo di masticare. Scorre molto bene, e l'unico momento in cui mi si è incagliata la lettura è su quel "soprappeso", come già indicato da qualcuno, che mi pare meno digeribile del più fluente "sovrappeso". E' anche vero che "soprappeso" suona effettivamente più pesante. Che Gonzalo sia un gigolò a me è parso immediato e chiaro. Se "e ha pagato di più" di per sé è equivocabile, nel contesto mi pare evidente che egli non ha certo bisogno di pagare qualcuna, ed è assediato da attenzioni e richieste. E' anche vero che la descrizione iniziale del locale - "personale e puttane riservatissimi" - può impostare la percezione in un dato modo. Notevole come l'umorismo sia accennato, quasi non manifesto. Assorbito in un'espressione neutra alla Buster Keaton. O così mi pare. Deadpan. Io sto dalla parte del pesce, comunque.
  11. Immagine

    commento Immagine, immagine del profondo che scuoti e graffi nella sorpresa sorgi e ti dilati in tutto il mondo e lasci il dolore di non esser compresa la disposizione di brevi alberi estivi l'improvvisa emozione di un profumo richiamano i luoghi da dove arrivi intorbiditi nel vapore confuso che impediscono alla mente di seguire tracce che appaiono e si fondono oltre un muro dove è proibito sbirciare dove le memorie tra i flutti affondano templi antichi rallentati dalle onde addormentati da alberi senza radici diroccata la via s'inabissa tra le fronde reliquie e fossili tentano i sacrifici ed è difficile lasciare annegare il contorno delle schegge perché sono la fuga del prigioniero che incatenato per non saper seguire la legge ha come unica salvezza un pericoloso sentiero e la galleria che scava quel fuggitivo è nel pavimento tra le tempie dove non sente il pericolo del profumo marino ma la fragranza sfuggente che sola lo riempie Nota pubblicitaria: agglomerato di parole che per qualche motivo appare anche nello pseudo-romanzo "Alcune note sua una non entità", in firma.
  12. Sette Frecce Dardi

    Grazie @camparino e @Sinoe . Mi aspettavo più ferocia. Nota: mi sono accorto d'aver scritto il titolo sbagliato, dovrebbe ovviamente essere Saette ecc. e non Sette.
  13. Sette Frecce Dardi

    Commento. Saette Frecce e Dardi – di petalo in Burrasca in equilibrio di vertigine – sulla pelle della pesca l'ombra depredante – sul girotondo vestale oltre i vetri ispessiti dal colore nel filtro che irrora i globi di liquido in gocce rotolanti come cera da una candela urla e biancheggia sul candelabro tra le frasche feroci sulla veste di smalto incuneata nel circo vivisezione nel cuore fino ai vicoli della città oltre umido buio tra le cortine rosse nella notte uno sbuffo accalorato nella presa lei scappa la strada divora la strada e si arrotola arrotola urlando (SCIANK!) le ultime gocce - le ultime gocce - goccia – goccia - goccia
  14. Barbie Krueger

    Stranito e straniante, cinico e amoraleggiante, di certo non amoroso. Approvo che sia fitto di cretinerie, assonanze e reiterazioni. Per cambiare, il protagonista è un apatico sociopatico, anafettivo e indifferente. Il cinismo a volte suona troppo calcato e compiaciuto, per quel che mi concerne, sfibrando la corda che tira, mi riferisco a: Il proprietario di quell'alfa romeo come sarà rimasto vedendo la sua alfa romeo in quello stato? Magari quel giorno voleva portare la famiglia in montagna, al ristorante, in un luogo pubblico a caso, felice di renderla felice, la sua famiglia. E cosa accade? Una ex modella, che pure prima non era questa fine del mondo, decide di andare al creatore portandosi dietro anni e anni di stipendi di un povero cristo che non le aveva fatto nulla? Ah, le donne. Altre volte, troppo facile: Le loro lingue sembravano panna riscaldata, non erano male, considerando come erano ridotte le loro padrone. [troppo generico] Il racconto trabocca [o sbocca] disgusto per il mondo, la cui vacuità è stata interiorizzata dal protagonista - non gli è semplicemente propria. Il racconto trabocca [o sbocca] disgusto per il mondo: che è sempre qualcosa da incoraggiare. In questo caso, anche da espandere verso il cannibalismo internazionale e intrasociale. Ulteriormenteanaliticamente: dal racconto emerge una società consumistica il cui prodotto terminale è il consumo dell'immagine, compresa la propria, svuotata di ogni significato o sentire - assuefatti a qualsiasi abuso o violenza, che ormai è solo grafica senza esperienza - nessuna empatia, nessuna salvezza, solo - eventualmente - una glassa di mielosa idiozia a celare il tutto ["loro mi dicono che sono dolce e romantico, io dico loro che sono degli angeli scesi in terra"]. Buon Natale!
  15. Piccione di Morte

    @Sinoe Grazie alquanto.