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MatRai

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  1. Presenta al meglio il tuo lavoro@Luciano91 .
  2. Lo YA fa parte della narrativa contemporanea (pensa a Tredici). Mondadori ragazzi pubblica prettamente libri per i più giovani, divisi in diverse fasce d'età (6-9 e 10-14 anni).
  3. Una cosa è sicura: ti valuteranno. Stanne certo. Mondadori ragazzi sta cercando nuovi autori ed è cosa assolutamente nota. Mi rendo conto che questo non ti aiuterà a prendere una decisione ma... segui l'istinto.
  4. Ciao! No, non lo stesso. Zecchin mi aveva suggerito Newton Compton.
  5. Ciao a tutti ragazzi. Scrivo per segnalare la nascita di una rivista online, chiamata Smezziamo, che pubblica racconti brevi di esordienti (senza cessione dei diritti né, al momento, alcuna forma di retribuzione) ambientati a Roma (ma non per questo rivolti solo ai romani) e in particolare intorno ai mezzi di trasporto pubblico. Sul sito http://www.smezziamo.it/ potete trovare tutte le varie informazioni per l'invio degli elaborati. All'interno della pagina Contatti è presente un file scaricabile con le norme redazionali della rivista. La redazione può effettuare un lavoro di editing sui racconti ricevuti. A pubblicazione avvenuta i racconti saranno promossi sulle pagine social (Facebook, Instagram, Twitter) della rivista.
  6. Figurati. ... Marzo/Aprile. Non abbiamo ancora una data.
  7. @Mirtillasmile prova a segreteria.letteraria@mondadori.it
  8. @GiD Per non andare off topic ti rispondo in privato.
  9. Ciao Stefano. Ho appena lasciato la mia recensione su Amazon, ma ci tengo a ribadire anche qui i miei complimenti.
  10. Quando ho finito di scrivere (revisionare, leggere, far leggere, revisionare di nuovo, impacchettare ecc...) il mio libro, come molti colleghi, ho pensato di rivolgermi ad Agenzie letterarie. Ho selezionato le più famose tra quelle non a pagamento, più qualcuna minore. Nelle prime settimane ho subito ricevuto buoni riscontri - soprattutto dalle minori. La persona più gentile è stata senza dubbio Gianluigi Zecchin, di Factotum, che si è preso la briga di telefonarmi per dirmi che a suo avviso il lavoro era degno di nota, ma che non avrebbe potuto rappresentarmi per questione di carichi di lavoro. Da Rita Vivian e Vicky Satlow silenzio. Per tre volte non sono riuscito a rientrare tra le valutazioni gratuite della Ceccacci. Poi ho ricevuto un No (Meucci) e una proposta di rappresentanza (TZLA), declinata per incompatibilità. Nel frattempo il silenzio della Rita Vivian è diventato un "Ho letto. Non mi convince la scrittura. Buona fortuna". E infine Lorem Ipsum: Ci piace ma non del tutto. Le faremo sapere. Tirando le somme, se fosse per gli Agenti letterari probabilmente sarei ancora senza editore. Mentre ora, invece, discuto della copertina assieme a uno dei più grandi. Morale della storia: Il mio lavoro non era né eccellente né da buttare. Era un buon lavoro degno d'attenzione, ma che aveva importanti (e necessari) margini di miglioramento. Aveva bisogno di qualcuno che avesse voglia di leggerlo (è molto lungo) e di scommetterci. La qual cosa, soprattutto scommettere su un esordiente, non è affatto scontata, neanche davanti a un potenziale buon lavoro. Non è colpa degli Agenti né degli Editori. A voler per forza trovare un colpevole potrei dire che è colpa di chi scrive senza cognizione di causa, chi manda in giro roba oggettivamente impresentabile, chi crede che scrivere sia un metodo come un altro per fare i soldi o per diventare famosi. Ma preferisco dire che non è colpa di nessuno. Per inciso tutt'ora non ho un agente, né, per come stanno andando le cose, ci tengo ad averlo. Ciò non toglie che tra un po' di tempo, sulla scia del metodo inglese, forse l'unico modo in assoluto per entrare in contatto con le grandi e medie case editrici sarà l'Agente letterario, e allora cambierà completamente lo scenario. Non manca molto, credo, per alcune CE è già così. Vorrei solo dire a tutti quelli che si piantano nella ricerca di un'agenzia, o che si demoralizzano davanti ai loro silenzi e i loro rifiuti o alle loro interminabili liste d'attesa (a volte degne del maggior editore sul mercato) di non buttare il proprio tempo in questo modo. Mandate il vostro testo alla loro attenzione, ma poi dimenticatevelo. Se vi piace scrivere, scrivete. Non restate impantanati in un meccanismo colloso e antipatico. Andate avanti. Leggete, scrivete ancora. Riprovateci dopo un anno con un nuovo testo. Se siete scrittori non potrete fermarvi neanche davanti a mille rifiuti e centomila silenzi. In caso contrario abbandonate del tutto e non provateci più. Ma soprattutto ricordatevi che scrivere è arte. E l'arte merita rispetto. Da chi la fa, ma anche e soprattutto da chi intende guadagnarci. Perciò rispettatevi, rispettate e pretendete rispetto. Siate educati ma non succubi. Umili ma non dimessi. Sognate e pensate in grande. Se deve essere sarà.
  11. Mi piacerebbe mollare tutto. Ma forse ho troppa paura, come dite voi. Ho paura di non poter più dare da mangiare a mia figlia, visto che il mio stipendio basta solo per pagare le spese domestiche, le bollette, l'affitto, i pannolini, il cibo, la scuola per la bambina, il cibo per il cane, il veterinario, qualche birra di tanto in tanto con la mia compagna tanto per sentirci ancora giovani. Di non potermi permettere di pagare alloggi, fosse anche in una bettola col ventilatore impolverato che spinge aria sporca a picco su un materasso pieno di pulci. Adoro viaggiare e adoro il viaggio: ho viaggiato tanto in vita mia, ma ora non posso quasi più permettermi di uscire dal territorio italiano. Soprattutto dovendo portare con me l'intera famiglia. Oh lo farei. Lo farei davvero. Ma è proprio così: ho troppa paura. Mi piacerebbe mettere tante cose dentro un sacco e partire. Dio!, quanto mi piacerebbe andare dal mio capo e dirgli Addio bello. Per citare Francesco a volte mi sento come se stessi "invecchiando senza diventare più saggio". Giorno-dopo-giorno. Eppure poi mi fermo e mi specchio, con le mie rughe, le mie borse sotto gli occhi, la mia barba incolta e i capelli sfatti, e sorrido a quella persona che mi guarda con gli occhi roridi. Ha qualcosa di saggio in quello sguardo, o comunque qualcosa di profondo che emerge da tutta la merda che ingoia ogni giorno combattendo contro la vita. Mi piace pensare che un giorno potrò godermi il mondo toccando le sue radici nascoste, in luoghi mozzafiato dove fermarmi per ascoltare il canto dell'universo e i consigli di Dio. Nel frattempo cerco di fare del mio meglio per non impazzire e per non lasciarmi andare allo sconforto, anche se a volte la tentazione è forte. Criticare gli altri è un esercizio che mi costerebbe terribile fatica e tempo (soprattutto per guardarli: di solito si critica ciò che si conosce). Sono molto egoista in questo senso. Penso che ognuno debba scegliere la propria strada, perché i conti si fanno alla fine. C'è solo una cosa che mi sento di dire, ma così, spassionata, senza nessun target particolare: attenzione ai modelli che ci scegliamo perché purtroppo internet ha lo strabiliante potere di mostrare solo il lato positivo delle cose, occultando quello peggiore - o che non avremmo immaginato.
  12. Scusate il ritardo, sono stato fuori casa fino ai primi di settembre e poi ho avuto una serie di impegni e cose da fare. Per riprendere le parole di @Niko credo che il il viaggio mentale possa (chiamiamolo trip) possa essere calato dentro un viaggio fisico, ma non viceversa. Quando la mente ha bisogno di scappare lo fa a prescindere dal luogo in cui il corpo è imbrigliato. Che sia tra le mura domestiche o dietro le sbarre di una galera. Peraltro sono fermamente convinto che il viaggio sia la chiave per aprire la mente. Motivi noti: l'incontro con la natura, con le altre persone, culture, religioni, luoghi, è foriero d'ispirazione per riscoprire sé stessi. Non l'unica chiave, ma la chiave per eccellenza. D'altra parte conosco un mucchio di persone che pur viaggiando non hanno mai aperto davvero la propria mente. La maggior parte della gente è di una razionalità sconvolgente, e resta disperatamente ancorata alle proprie certezze, convinzioni, conoscenze, a prescindere da ciò che gli si potrebbe parare davanti durante un viaggio. Il risultato è che spesso un viaggio è semplicemente un viaggio. Uno spostamento fisico da un luogo all'altro, senza alcuna consapevolezza in più. @Francesco Wil Grandis mi spiace deluderti ma credo che il libro sia ben scritto, scorrevole e facile da leggere. Sul piano strutturale non riesco a fare alcuna osservazione particolare. Hai utilizzato lo stile adatto al tipo di scritto. Due domande in merito però te le faccio volentieri: rispetto alla prima edizione, con Rizzoli hai fatto editing? Quanto invasivo?
  13. Ombre. Non è un romanzo ma una raccolta di racconti ispirati ai quadri di Hopper. Bellissimo.
  14. Grazie a te Marcello per avermi dato la possibilità di presentare il tuo bel romanzo. Spero davvero di rivederti presto. E mi unisco ai ringraziamenti a @Rica per essersi sbattuta nell'organizzazione. La prossima volta speriamo solo di vedere più abitanti del forum dal vivo.
  15. Fino a

    Sarà una grande occasione per conoscerci e dialogare tra autori.