MatRai

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    Finnegan sul Liffey
  • Compleanno 30/10/1986

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  1. Mi piacerebbe mollare tutto. Ma forse ho troppa paura, come dite voi. Ho paura di non poter più dare da mangiare a mia figlia, visto che il mio stipendio basta solo per pagare le spese domestiche, le bollette, l'affitto, i pannolini, il cibo, la scuola per la bambina, il cibo per il cane, il veterinario, qualche birra di tanto in tanto con la mia compagna tanto per sentirci ancora giovani. Di non potermi permettere di pagare alloggi, fosse anche in una bettola col ventilatore impolverato che spinge aria sporca a picco su un materasso pieno di pulci. Adoro viaggiare e adoro il viaggio: ho viaggiato tanto in vita mia, ma ora non posso quasi più permettermi di uscire dal territorio italiano. Soprattutto dovendo portare con me l'intera famiglia. Oh lo farei. Lo farei davvero. Ma è proprio così: ho troppa paura. Mi piacerebbe mettere tante cose dentro un sacco e partire. Dio!, quanto mi piacerebbe andare dal mio capo e dirgli Addio bello. Per citare Francesco a volte mi sento come se stessi "invecchiando senza diventare più saggio". Giorno-dopo-giorno. Eppure poi mi fermo e mi specchio, con le mie rughe, le mie borse sotto gli occhi, la mia barba incolta e i capelli sfatti, e sorrido a quella persona che mi guarda con gli occhi roridi. Ha qualcosa di saggio in quello sguardo, o comunque qualcosa di profondo che emerge da tutta la merda che ingoia ogni giorno combattendo contro la vita. Mi piace pensare che un giorno potrò godermi il mondo toccando le sue radici nascoste, in luoghi mozzafiato dove fermarmi per ascoltare il canto dell'universo e i consigli di Dio. Nel frattempo cerco di fare del mio meglio per non impazzire e per non lasciarmi andare allo sconforto, anche se a volte la tentazione è forte. Criticare gli altri è un esercizio che mi costerebbe terribile fatica e tempo (soprattutto per guardarli: di solito si critica ciò che si conosce). Sono molto egoista in questo senso. Penso che ognuno debba scegliere la propria strada, perché i conti si fanno alla fine. C'è solo una cosa che mi sento di dire, ma così, spassionata, senza nessun target particolare: attenzione ai modelli che ci scegliamo perché purtroppo internet ha lo strabiliante potere di mostrare solo il lato positivo delle cose, occultando quello peggiore - o che non avremmo immaginato.
  2. Scusate il ritardo, sono stato fuori casa fino ai primi di settembre e poi ho avuto una serie di impegni e cose da fare. Per riprendere le parole di @Niko credo che il il viaggio mentale possa (chiamiamolo trip) possa essere calato dentro un viaggio fisico, ma non viceversa. Quando la mente ha bisogno di scappare lo fa a prescindere dal luogo in cui il corpo è imbrigliato. Che sia tra le mura domestiche o dietro le sbarre di una galera. Peraltro sono fermamente convinto che il viaggio sia la chiave per aprire la mente. Motivi noti: l'incontro con la natura, con le altre persone, culture, religioni, luoghi, è foriero d'ispirazione per riscoprire sé stessi. Non l'unica chiave, ma la chiave per eccellenza. D'altra parte conosco un mucchio di persone che pur viaggiando non hanno mai aperto davvero la propria mente. La maggior parte della gente è di una razionalità sconvolgente, e resta disperatamente ancorata alle proprie certezze, convinzioni, conoscenze, a prescindere da ciò che gli si potrebbe parare davanti durante un viaggio. Il risultato è che spesso un viaggio è semplicemente un viaggio. Uno spostamento fisico da un luogo all'altro, senza alcuna consapevolezza in più. @Francesco Wil Grandis mi spiace deluderti ma credo che il libro sia ben scritto, scorrevole e facile da leggere. Sul piano strutturale non riesco a fare alcuna osservazione particolare. Hai utilizzato lo stile adatto al tipo di scritto. Due domande in merito però te le faccio volentieri: rispetto alla prima edizione, con Rizzoli hai fatto editing? Quanto invasivo?
  3. Ombre. Non è un romanzo ma una raccolta di racconti ispirati ai quadri di Hopper. Bellissimo.
  4. Grazie a te Marcello per avermi dato la possibilità di presentare il tuo bel romanzo. Spero davvero di rivederti presto. E mi unisco ai ringraziamenti a @Rica per essersi sbattuta nell'organizzazione. La prossima volta speriamo solo di vedere più abitanti del forum dal vivo.
  5. Fino a

    Sarà una grande occasione per conoscerci e dialogare tra autori.
  6. Sì, nel mio caso è previsto un anticipo sui diritti
  7. Non abbiate paura di usare la prima parola che vi viene in mente perché spesso è quella giusta.
  8. @Francesco Wil Grandis mi piacerebbe continuare il discorso sul tema della religione, ma non vorrei indirizzare la discussione verso canali che magari il buon @Niko non ha previsto. Io personalmente non credo nell'Ateismo. Credo che ognuno di noi possegga al proprio interno una minuscola stilla d'infinito. "Siamo fatti della stessa materia delle stelle" diceva Carl Segan, Astronomo. I nostri corpi, gli atomi che li compongono (così come quelli che compongono i "sassi" o i "cani") provengono da molto lontano. Non è mera scienza. Forse è vero che Dio l'hanno inventato gli uomini, ma è altrettanto vero che fin dalla sua comparsa migliaia e migliaia di anni fa, l'uomo ha sempre percepito sé stesso e la natura come parte di un complesso disegno divino. L'ateismo è solo una moda nella quale neanche un ateo può credere davvero. Le tue riflessioni sul grande inganno delle religioni sono frutto di esperienze: quella Indiana come quella a San Pietro o alla Mecca. Ma non è tutto lì. Nella mia esperienza di viaggio ho vissuto fianco a fianco per lunghe settimane con chi in nome di Dio vive nella più profonda umiltà, accanto a chi soffre, agli emarginati, agli scansati dal sistema che ignora la loro sofferenza - la loro stessa esistenza forse. Ho trovato Dio decine di volte nella vita, nei posti più impensabili: quasi mai in un sasso, molto spesso negli occhi degli uomini. No, no. Il mondo non è bianco, né nero, né a scale di grigio, secondo me. Io lo vedo a colori. Un maestro non è per forza qualcuno che sta "fuori". Forse l'etimologia troppo classica della parola ci induce ad immaginarlo come qualcuno che sta più in alto ("magis") di noi. No. Il vate non lo immagino come un burattinaio seduto sopra la società. Quello è un ruolo che lascio volentieri a pseudo-intellettuali politicamente coinvolti, di cui il nostro Paese ultimamente trabocca. Per come lo intendo io è una persona che nella società ci vive con tutte le scarpe, che ne conosce le dinamiche, che ne subisce le influenze, che la odia e la ama. Il suo è un movimento centrifugo, che spinge da dentro a fuori. Non è "più" di altri. Forse conosce delle cose, ma tante altre le ignora. Eppure lo troverai lì, intento a influenzare di positività chi lo circonda attraverso i mezzi e canali che più gli si confanno (le parole, nel nostro caso... ma anche i fatti, l'esempio). Chi glielo fa fare? Nessuno. Lo fa è basta. Il maestro è più simile a un Padre, in questo. Un Padre amorevole e affezionato ai propri figli. Se posso permettermi una piccola critica (ma è davvero piccola Francesco, e spero tu non te ne risenta perché la gelida freddezza dello schermo renderà sicuramente le mie parole più dure di quanto non sarebbero se le potessi pronunciare) è che ti ho trovato a tratti un po' troppo fermo nelle tue asserzioni. Una piccola stonatura, secondo me, nel coro di un uomo in cammino. Purtroppo non possiamo ignorare chi non è come noi. All'inizio del libro tu dici a più riprese che non è colpa tua se alcune persone non possono prendere e mollare il lavoro; che non sei stato tu a dir loro di metter su famiglia e non può essere un problema tuo se c'è chi con poche migliaia di euro deve mantenere più persone e far fronte ai problemi quotidiani della vita. Beh. È vero, ci mancherebbe altro: non è un problema tuo, né mio. Io sono fermamente convinto che i problemi degli altri non possono diventare un ostacolo alla nostra realizzazione. Ma se ho intenzione di smuovere anche i loro animi (quelli dunque di chi non può semplicemente mollare tutto e mettersi in viaggio) devo trovare le parole adatte per entrarci in contatto, ed ipotizzare risposte diverse a esigenze diverse. Per tornare all'esempio iniziale è un po' come quando parli di religione e spiritualità. In quelle pagine diventi così duro che sembra alla fine tu sia entrato in possesso delle Verità primarie del cosmo, mentre credo che non sia così. Capisco che lo shock di ciò che hai visto in India dev'essere stato forte, e credimi immagino la tua rabbia. L'ho sentita sulla mia stessa pelle, per empatia, ma non è detto che quell'esperienza sia rappresentativa di un intero campione. La nostra esperienza è solo nostra. Potrebbe non funzionare nello stesso modo per tutti, non essere sufficiente da sola a spiegare ciò che accade a livello globale. Di sicuro hai centrato in pieno un punto, però, ed è il punto di partenza: così non si può continuare. Non solo per i ritmi folli della vita, non solo per il progressivo e insensato distacco dalla natura, dal creato, dal nostro io interiore persino. Qui c'è un intero sistema che sta collassando sotto il peso dei suoi stessi detriti. Non ci si può sottrarre dal fare un tentativo per "svegliare" chi dorme intrappolato, è un atto di responsabilità nei confronti di questo universo che ci sta ospitando, un piccolo gesto di restituzione nei confronti della vita che tanto ci ha dato in termini di esperienze: è il vero ruolo del letterato, perso nel tempo. In questo senso, lo ripeto, secondo me c'è bisogno di maestri...
  9. Mi strappo gli occhi. Scherzi a parte. Il problema di questo libro è che non esiste una traduzione definitiva, prevista solo per Maggio 2019, anniversario degli ottantanni dell'Opera. Per "rileggerlo" aspetterò quella data. Alla lista di @sefora aggiungerei anche l'Ulisse, e voterei per quello. Ma nel frattempo metto un " + " vicino a Furore.
  10. Presentalo come un progetto di trilogia allora. Potrebbe essere persino più interessante, per una CE.
  11. 440 mila parole. Ho letto bene?
  12. Inizio io. Sì. Tutte le biografie mi fanno riflettere. Soprattutto quelle ben scritte (e quella di Francesco lo è: una lettura piacevole e ordinata anche nei concetti, un lavoro tutt'altro che semplice a livello narrativo quando ci si trova davanti a tante cose da raccontare). Le riflessioni sono quelle ispirate dal libro. Francesco ci guida dalla prima pagina all'ultima pagina, ci prende per mano lungo un percorso definito che ammette poche deviazioni. Lo fa in modo molto scrupoloso, senza lasciare troppo spazio alla personale interpretazione del viaggio. Ho provato sentimenti contrastanti. Dall'invidia alla stima, passando per un pizzico di biasimo, se così si può dire, per certi rischi corsi (sono un appassionato di montagna e quell'episodio sulla München–Venedig mi ha messo i brividi per te...) fino ad arrivare all'empatia nei confronti del suo desiderio di spiritualità (a proposito, ho una domanda che mi frulla nella testa più o meno dall'inizio della lettura: Francesco, credi in Dio?). Dopo cento/centocinquanta pagine mi sono ritrovato a pensare: Sì, ok, ragazzo, ma ancora non parli di soluzioni. È stato un pensiero che mi ha accompagnato fino alla fine del libro, quando ho ho scoperto che risposte, Francesco, non ne ha (o non ne vuole dare). E lì mi sarebbe anche stato bene: avrei classificato Sulla strada giusta come un bellissimo libro di viaggio, senza ulteriori pensieri. Poi però ho ho letto qualcos'altro. Alla fine Francesco invita provocatoriamente il lettore ad unirsi al suo grido solitario. E qui ho dovuto rimettere in discussione tutta la lettura e sono tornato a chiedermi: qual è il suo vero scopo, allora? Francesco vuole essere un grido isolato oppure la testa di un moto rivoluzionario? E come si aspetta che i lettori possano unirsi al suo grido: intendo dire, facendo cosa? La sfida che propone è affascinante. Mi mette i brividi e mi commuove. Dovrebbe essere uno dei Valori del nostro tempo, al pari di quelli che nel 700-800 hanno ispirato le grandi rivoluzioni. Si parla di stravolgere il punto di vista dal quale ognuno di noi guarda se stesso, gli altri e soprattutto il mondo (perché non l'universo...) che ci circonda. Cambiare stile di vita, annientare i condizionamenti, stracciare le istruzioni per l'uso - un'operazione che per qualcuno significa forse mettere in discussione l'educazione ricevuta, un compitino niente male da portare a termine. Si tratta di non cedere alla serializzazione delle nostre esistenze (è in corso un tentativo di fordismo sociale, se non ce ne siamo accorti, che meriterebbe non una ma cento rivoluzioni - soprattutto culturali). Ma per rispondere alla sua chiamata (è davvero una chiamata?) manca ancora qualcosa. Un grido isolato può scuotere, e quello di Francesco lo fa, peraltro da solo non può bastare a scatenare un cambiamento. Ma per fare tutto questo c'è bisogno di maestri. Non può bastare, e non basta infatti, lanciare solo un sasso nello stagno. La nostra civiltà è troppo complessa e troppo entropica per accontentarsi di un semplice scossone: la gente ormai va guidata passo dopo passo per uscire da Matrix. Non credi, Francesco? Per ora mi fermo qui.
  13. Niko ne ha bannato un altro! Te lo dicevo che è uno molto fiscale." "What?! Ma come si è permesso? Tiranno!" "Tanto più che, banna oggi e banna domani, presto il WD rimarrà senza utenti. Bisogna assolutamente fermare la sua furia bannomicida, prima che sia troppo tardi. E poi, questa sua passione per le bannane (nane bannatrici) è veramente sconveniente per un Community Manager. Rasenta la perversione". "Altroché! Dobbiamo agire prima che sia tardi e ci porti alla rovina. Non se ne può più delle sue oppressioni!” " Che si fa allora? Se riuscissimo a coinvolgere tutti gli utenti e innescare la fiamma rivoluzionaria che è in loro... Magari potremmo iniziare proponendo la lettura di testi 'giusti' e mirati" "Joyopi è l'unico che ci può salvare. Facciamo lui Community Manager e sbattiamo fuori Niko a calci". "Zio ma scherzi? Non lo sai che si fa di crack?" "È ElleryQ a procurargliela.Tu non lo sai, ma tempo fa lo segnalai alla 'narcotici "Lui? Ma non vive a New York?" "Ha una rete di contatti in tutto il mondo. Sapessi che si dice di lui in giro!" "Ostenta la cultura per nascondere i suoi loschi traffici. A pensarci bene, però, potrebbe esserci utile per far fuori Niko. Ricattiamolo. "Forse hai ragione, è un personaggio pericoloso e malvagio. Ma io so come ricattarlo. Nasconde un altro segreto scomodo per tutta la comunità!" "Xenofobia e omofobia sono il suo credo, oltre alla droga. È anche su questi punti che potremmo scardinare le sue sicurezze?" "Basta dirgli che siamo intenzionati a parlarne con la moglie. Vedrai, farà in modo che lei non lo sappia mai. Così lo teniamo in pugno" "Idea eccellente! Dobbiamo contattarlo subito prima che la situazione precipiti per impedire a Niko di rimanere sul trono a spargere altro sangue." "Marcello? Cosa ne facciamo? Lui e Niko sono pappa e ciccia, dobbiamo sistemare anche lui." "Urca! Da lui non me lo sarei mai aspettato ed ho il sospetto che non sia il suo unico adepto. È giunta l'ora di agire." "Karl potrebbe aiutarci nella faccenda. È uno che non si fa scrupoli se pagato profumatamente." "Verissimo, ma siete fuori strada sul segreto di ElleryQ, è un altro. E poi non ha moglie, è un libertino incallito!" "Perdincibacco, non l'avrei mai detto! Comunque, non so perché ma credo che il suo segreto riguardi in qualche modo i dolciumi. Ho sentito strane storie a riguardo." "Questo è impossibile. So di per certo che è diabetico." "Yes Sir, ElleriQ soffre anche di questa patologia. Comunque sia sono riuscito a procurarmi il suo numero del fisso e se fate un po' di silenzio ora lo chiamo: 'pronto, parlo con ElleryQ?' " "Right!" "Ground zero è nulla in confronto a ciò che sta accadendo nel WD e ciò che potrebbe succedere a te. Io preferisco rimanere anonimo. Tu invece faresti meglio a collaborare, dato che sul tuo conto sappiamo parecchie cose..." "Dannata Telecom italia..." < Riagganciando. > NWTACJZELHOFXBIMUKVPQYRGDS
  14. "Niko ne ha bannato un altro! Te lo dicevo che è uno molto fiscale." "What?! Ma come si è permesso? Tiranno!" "Tanto più che, banna oggi e banna domani, presto il WD rimarrà senza utenti. Bisogna assolutamente fermare la sua furia bannomicida, prima che sia troppo tardi. E poi, questa sua passione per le bannane (nane bannatrici) è veramente sconveniente per un Community Manager. Rasenta la perversione". "Altroché! Dobbiamo agire prima che sia tardi e ci porti alla rovina. Non se ne può più delle sue oppressioni!” " Che si fa allora? Se riuscissimo a coinvolgere tutti gli utenti e innescare la fiamma rivoluzionaria che è in loro... Magari potremmo iniziare proponendo la lettura di testi 'giusti' e mirati" "Joyopi è l'unico che ci può salvare. Facciamo lui Community Manager e sbattiamo fuori Niko a calci". "Zio ma scherzi? Non lo sai che si fa di crack?" "È ElleryQ a procurargliela.Tu non lo sai, ma tempo fa lo segnalai alla 'narcotici' " "Lui? Ma non vive a New York?" NWTACJZELHOFXBIMUKVPQYRGDS
  15. "Niko ne ha bannato un altro! Te lo dicevo che è uno molto fiscale." "What?! Ma come si è permesso? Tiranno!" "Tanto più che, banna oggi e banna domani, presto il WD rimarrà senza utenti. Bisogna assolutamente fermare la sua furia bannomicida, prima che sia troppo tardi. E poi, questa sua passione per le bannane (nane bannatrici) è veramente sconveniente per un Community Manager. Rasenta la perversione". "Altroché! Dobbiamo agire prima che sia tardi e ci porti alla rovina. Non se ne può più delle sue oppressioni!” " Che si fa allora? Se riuscissimo a coinvolgere tutti gli utenti e innescare la fiamma rivoluzionaria che è in loro... Magari potremmo iniziare proponendo la lettura di testi 'giusti' e mirati" "Joyopi è l'unico che ci può salvare. Facciamo lui Community Manager e sbattiamo fuori Niko a calci". "Zio ma scherzi? Non lo sai che si fa di crack?" NWTACJZELHOFXBIMUKVPQYRGDS ( @Joyopi scusami )