Fraudolente

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  1. Beh, io ho scritto un romanzo ambientato nel Montefeltro e la WLM di Bergamo me lo ha pubblicato. Ne ho scritto un altro ambientato nel Golfo di Venezia e la Alter Ego di Viterbo me lo ha pubblicato. Se il tuo lavoro è buono l'importante è trovare un bravo editore che ti segua e che valorizzi la tua fatica. Concordo, tuttavia, che un importante editore free e sotto casa sia meglio di uno stampatore truffaldino a pagamento e in Australia! Meglio una moglie ricca, giovane, bella, intelligente e innamorata, piuttosto che (un vero piutto,sto che, @Marcello!) una vecchia tr... brutta e sdentata... @Joyopi, quello che posso assicurarti è che Walter Manzoni è onesto, serio e preparato.
  2. @Joyopi la WLM edizioni è un piccola CE di Bergamo, e il titolare, Walter Manzoni, fa quasi tutto da solo, dall'editig al commerciale. Si avvale dell'aiuto di alcuni collaboratori per organizzare i concorsi e, al momento, pur non avendo pubblicato autori famosi, vendicchia abbastanza. Anche se il volume d'affari non è eclatante, posso garantire personalmente sulla serietà e la professionalità di Walter. Trovate la WLM nel doppio binario, ma non mi risulta che chieda più contributi all'autore. Chiaramente ha tutti i limiti dei piccoli editori, in particolare la difficoltà di mettere i libri a scaffale al di fuori delle librerie della zona dove abita l'autore. Per le promozioni, pur dandovi un po' di assistenza, lo sforzo maggiore grava sulle spalle degli scrittori. Ho pubblicato con loro il mio secondo romanzo e ho ricevuto regolarmente i diritti. Ha organizzato con Ezio Gavazzeni un concorso per gialli che ha avuto un discreto successo. Insomma: aziendina sana e condotta con passione dal titolare. Ma non aspettatevi la Mondadori. Se siete esordienti troverete comunque un serio e onesto editore. I libri sono un po' cari, ma è un male comune alle piccole CE...
  3. Di solito sarebbe bene non dare giudizi su brani che non si capiscono. Rileggo e continuo ad avere difficoltà a capire. Francamente, questo frammento proprio non appartiene al mio modo di sentire. Comunque, è qualcosa di molto simile a una poesia molto sofferta e che pare lo sfogo di una persona afflitta da una lieve depresssione. L'apice si tocca con la divergenza onirica del pianto. Che dire? Mi ha incuriosito, e questo può essere positivo, ma non entusiasmato. Voglio spiegarmi: chi scrive, anche se involontariamente, recita una parte, mentre l'utilizzo delle parole ha un senso più musicale che logico. Non ci vedo nulla di gotico, ma solo tristezza e malinconia. Potrebbe essere il testo di una vecchia canzone Vasco...
  4. Però, leggendo sul forum, puoi farti un'idea di quale potrebbe essere il tuo editore ideale, e troverai anche parecchie indicazioni sulle clausole contrattuali.
  5. Eh, sì! Insomma, siamo davanti a un nuovo editore che starebbe cercando un modo innovativo di proporsi a noi scrittori più o meno esordienti. Almeno così sembrerebbe. Io, prima di giudicare, lascerei loro il tempo di dimostrare la bontà dei loro intenti. Giudicheremo se e quando qualcuno di noi pubblicherà con loro...
  6. Ok, provo a dire la mia, nella speranza che nessuno se la prenda troppo. Un piccolo editore che pubblichi un altrettanto piccolo autore si muove, quasi sempre, nella certezza mercato ristretto degli amici e dei parenti dell'esordiente. Non si tratterà di certo di fatturati importanti, ma comunque sufficienti a coprire buona parte dell'investimento iniziale. Se uno scrittore ha già pubblicato lo stesso romanzo con un'altra CE, è quasi sicuro che parenti e amici abbiano già letto il suo lavoro e che non avranno alcuna intenzione di ricomperarlo. Ecco il motivo, davvero insindacabile comunque, per il quale la maggior parte dei piccoli editori non gradisce testi già editi. Siamo noi scrittori ad avere l'onere della ricerca di un bravo editore e a dovere stare molto attenti a non incappare in aziende che, per i più svariati motivi, non possano far fronte agli impegni presi. Pur essendo, per così dire, dall'altra parte della barricata, capisco perfettamente le ragioni di @edizioni montag. Senza considerare che i manoscritti da leggere saranno tantissimi, il tempo per farlo poco e il lavoro dell'editore già difficile e incerto senza andare a cercare situazioni particolari... Però, @Montag, dopo i punti, non i puntini sulle i, ci vorrebbe la maiuscola...
  7. Una trama interessante e originale scritta da una non scrittrice? Non sei "inopportuno", ma la vicenda che ci racconti è "strana". Detto questo, sarei curioso di saperne di più. Comunque sia, se hai in mano un lavoro valido, nella lista free del forum troverai sicuramente un editore per pubblicarlo. Ammesso e non concesso che l'autrice accetti l'eventuale e probabilmente necessario editing... Per me si tratta di culinaria.
  8. La perversione di @Letiziadilorenzo forse non sarà vera perversione, ma ciò non toglie nulla alla gradevolezza dei suoi versi. La perversione del commento di @Ginseng, invece, simula davvero la vera perversione e condivido l'opinione di @Ljuset: (Ho dato, per sbaglio, un punto a Ljuset, e mi scuso... anche se mi dispiace averglielo dovuto tirare via) Mentre scrivo mi accorgo che qualcuno ha già provveduto alla bisogna...
  9. Leggo e rileggo questo frammento. Sembra scritto da una donna e non per una donna. Non è il mio genere, infatti di solito ci sbadiglio sopra, ma mi hai incuriosito, al punto che ti chiedo sfacciatamente se si tratti di uno sprazzo di autobiografia. Naturalmente, dato che viviamo in un modo libero, è lecito fare qualsiasi domanda indiscreta, ma anche tu sei liberissimo di non rispondere e, se vuoi, di mandarmi tranquillamente a quel paese. La vicenda sa di vissuto, ed è comunque gradevole e veloce, quasi ispirata. Questo forum è pieno di pettegoli...
  10. @JPK Dike, temo che sia una questione di età e di gusti. Ho trovato qualche tuo brano in rete e, in effetti, scrivi in modo asciutto e per nulla arzigogolato. Anche troppo per i miei gusti, appunto. Ma proprio di gusti andiamo discutendo, e non di regole e consecutio temporum, che noi tutti avremmo l'obbligo, per scrivere in italiano, di ripettare. Non vuole essere una critica, ma solo un'osservazione...
  11. Mamma mia, @JPK Dike, che visione barbara e moderna della nostra lingua! Ok, la lingua evolve e cambia, ma il congiuntivo è il congiuntivo. Se la nostra intenzione è quella di scrivere in italiano, e così credo che sia, ben venga il congiuntivo... Idem per il condizionale. Dobbiamo forse rinunciare perché qualcuno non sa come gestirlo? Fantocci, batti lei? Ci sono delle regole, e chi scrive dovrebbe rispettarle! Ma io, ormai, sono fuori mercato... (...e il lettore ne farebbe volentieri a meno!)
  12. Solo gli stupidi non conoscono il dubbio...
  13. Ok per la forma, ma noi, o almeno io, vorremmo avere notizie più dettagliate sulla sostanza. Qualcuno ha letto libri editi da Il Trampolino? Ci sono già delle recensioni? Seguono gli autori dopo la pubblicazione? Come avviene la distribuzione? Chi cura le traduzioni? E come si chiama il professore? Un'ultima curiosità: quanti erano i partecipanti? Dimenticavo: grazie @Bastet!
  14. C'è una misura nelle cose; vi sono determinati confini, al di là e al di qua dei quali non può esservi il giusto.
  15. Verga si sarà rigirato tre o quattro volte di fronte a un tale pressapochismo descrittivo di stampo anglosassone! Se l'intento è quello di lasciare spazio all'immaginazione del lettore, tra poco rischieremo di riassumere soltanto senza più descrivere. @JPK Dike, quell'erba che tu dai per scontata, potrebbe essere in modi diversi, a seconda dei tempi e delle situazioni: secca o pregna di rugiada, verde o gialla, alta o bassa, trapunta di mille papaveri rossi, pesta dagli zoccoli delle bestie al pascolo e coperta da una miriade di fiori profumati di bovino, eccetera... Senza contare che il modo di descriverla dovrebbe usufruire dell'eloquio e del gergo attribuibile a colui che lascia o osserva le impronte, che probabilmente non sarà quello del lettore. Insomma, per esempio, se il protagonista è daltonico, vedrà i colori in modo diverso dal lettore. Se tagli il superfluo rischi di inaridire il racconto e di sottovalutare i personaggi. Per uno scrittore il gioco consiste nel raccontare, mostrare e descrivere, non nel lasciare tutto alla fantasia del lettore. Sono un po' antichino e tradizionalista, lo so...