Alberto E. Long

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Su Alberto E. Long

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    Appassionato di poesia, Montale e soprattutto Leopardi sono i miei autori preferiti. Amo scrivere in poesia ma anche in prosa. Vivo in città, ma la montagna è il mio habitat naturale.

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  1. Commento lampo. Questa, insieme a quella della volpe e del principe, è forse la miglior poesia tra quelle che hai pubblicato sul WD fin ora. Secondo il mio gusto ovviamente. I versi più belli sono: Sarà che il passare del tempo è uno dei miei temi prediletti. Comunque davvero brava, complimenti!
  2. Figuratevi! Non so voi ma io controllo il calendario ogni giorno per vedere quanti giorni mancano al 31 ottobre. È una malattia. Se davvero mi spostano la premiazione rischio di diventare pericoloso.
  3. Ho chiamato e chiesto spiegazioni e mi hanno detto, come a Claudia, che la scadenza del 31 dicembre è riferita alla prossima edizione, che abbraccia il 2017 e il 2018 e la cui premiazione avverrà il 31 ottobre 2018. Allora ho chiesto se la scadenza di tale edizione era davvero il 31 dicembre 2017, o se c'era un refuso. Risposta: "per il momento risulta così". Ad ogni modo mi ha confermato che la premiazione dell'edizione a cui abbiamo partecipato noi è il 31 ottobre di quest'anno. È vero che sembra strano, ma ho fede che non siano dei distributori di frottole seriali. Staremo a vedere.
  4. Controllo sul sito, chiamo e torno a relazionare.
  5. @JPK Dike ti chiedo di motivare la tua affermazione. Se ti riferisci al fatto che egli stesso fu un vizioso, non è ipocrita, in quanto la Commedia racconta proprio del percorso che lui affronta per liberarsi dei suoi vizi: le tre fiere sono proprio i vizi da cui lui stesso era tormentato. Ma nel liberarsi di tali vizi, cerca di insegnare anche ai suoi contemporanei (e anche ai posteri) come farlo. Se invece la tua affermazione ha una motivazione diversa, son lieto di sentirla.
  6. @JPK Dike , @swetty fermi, fermi! Facciamo un po' di chiarezza. 1. Io non ho mai detto che Dante ha scritto la Commedia perché Insegnare non vuol dire per forza acculturare, si possono insegnare tante cose. La cultura, la filosofia, la retorica, l'etica e chi più ne ha più ne metta. Per l'appunto io so che la Commedia ha il fine di raddrizzare i costumi, di dare una via morale per raggiungere Dio. E questo lo dice Dante in primis nel passo della lettera a Cangrande che Swetty ha riportato. Poi lo si può evincere dai canti VI, i canti politici in cui sono aspramente criticati i vizi dei fiorentini, dei toscani, degli italiani; gli stessi vizi capitali che sono impersonati dalle tre fiere proprio nel primo canto; e se critichi così aspramente dei vizi sarà per intrattenere o per correggere? E poi io sono piuttosto sicuro (anche se, ripeto, non totalmente) che in qualche passo del poema lo dica espressamente. 2. Non ho mai detto che la Commedia non appartiene a un genere. Appartiene a un genere eccome, il genere poema, e anche ad un sottogenere, il didascalico-allegorico. E allora? Ho ripetuto infinite volte, nel corso dei miei interventi, che il problema non sta nell'utilizzare gli strumenti di un dato genere, il problema sta nel fine per cui li si utilizza: intrattenere o dire qualcosa. E Dante, come Leopardi, come Montale, come tutti gli altri, ha il fine di dire qualcosa.
  7. Mi piace decisamente di più l'intenzione con cui l'hai scritta che l'interpretazione che temevo! Son contento di essermi sbagliato.
  8. @Ginseng ho tempo solo per un commento lampo. Questa poesia mi piace molto, è calibrata ma insieme espressiva, mi sento in quel momento al volgere della sera in cui la luce del sole comincia a lasciar spazio all'ombra, ed è un momento che io amo. Tu l'hai evocato benissimo! Questa poesia sembrerebbe inusuale per te, diversa da tutte le altre che hai pubblicato, molto più positiva: si parla di amore. Però intravedo un'interpretazione molto più cupa di questa, che riguarda l'identità della donna che stai baciando. Mi sbaglio?
  9. @swetty , @GiD ho giusto un minuto. Sì, lo è perchè l'ho studiato qualche tempo fa e non mi ricordo il passo esatto, ma mi ricordo che c'era. Se non sbaglio ne parlava con Cacciaguida, ma non ne son certo. Certo, così non nascerà niente di buono. Vorrei fare un discorso più lungo e generale, ma visto che non ho tempo ora ti dico come scrivo io: ci son dei problemi che mi assillano, che mi continuano a frullare in testa; allora cerco di trovare risposta; e quando la trovo la sfogo su carta, e oltre a sfogarla su carta mi accorgo che questa risposta può non essere solo mia, mi accorgo che potrebbe interessare a qualcun altro, e da qui l'intento di dare un messaggio. Ovvio che io non avrò in mano chissà che verità, ma quel che so lo voglio dire.
  10. @Stellina_90 , @sefora già i vostri interventi bastano e avanzano a sciogliere il nodo. Per di più, in preda al dubbio istillatomi da @swetty ho chiesto a mia madre, insegnante di letteratura italiana e latina al liceo, e appassionata di Dante, se fosse vero che in un passo Dante stesso diceva di avere intento didascalico: mi ha risposto che ce n'è ben più d'uno!
  11. @swetty non lo ricordo adesso. L'ho studiato al liceo e anche se non al 100% sono abbastanza convinto di ciò che dico. Ora devo studiare altro (la scuola siciliana) e non ho tempo di verificare, ma più avanti nell'anno accademico arriverò anche a studiare la Divina Commedia e ti farò sapere, abbi fede.
  12. @JPK Dike se tu dici che ho usato l'espressione "vera letteratura" ti credo sulla parola, certamente, ma il fatto che nemmeno mi ricordo di averla usata significa che l'ho usata un po' alla leggera (ahimè, la prossima volta starò più attento), magari un momento in cui avevo poco tempo e cercavo un modo veloce per esprimere un significato un po' più complesso. Fatto sta che fin dal mio primo commento ho usato espressioni come "io ritengo", io credo, io penso. Molte volte ho ripetuto che "io rispetto le vostre opinioni ed espongo umilmente le mie". Addirittura ho detto esplicitamente (mi pare rispondendo ad un'abitazione di Marcello) che non pretendo certo di avere in mano verità assolute. Sei tu che qui: Hai sparato a zero su grandissimi autori e prima ancora su uomini che hanno tanto sofferto, proclamando verità assolute (perchè se mi dici "è qui che sbagli" invece che "io la penso diversamente da te", vuol dire che ritieni di avere in mano una verità), non usando espressioni come io credo, io penso ecc. E hai persino detto cose che sei liberissimo di pensare, per carità, ma che chiunque troverebbe alquanto opinabili e forse addirittura impensabili. Perché se mi dici che a te la letteratura "impegnata" (il termine non mi piace per niente ma ora che ho poco tempo lo uso lo stesso per comodità) non piace proprio, che addirittura la trovi totalmente inutile ecc è un conto; ma dire che Leopardi o Dante non avevano intenzione di insegnare è chiaramente falso: magari a te non insegnano niente, ma la loro intenzione era quella. E non lo dico io, non è una mia opinione, e nemmeno è un'opinione dei critici, ma Dante nella Commedia dice esplicitamente che ha l'intento di fornire un aiuto a coloro che come lui si son persi nella selva oscura; e Leopardi tentò in tutti i modi di far capire ai suoi contemporanei quanto vera fosse la sua filosofia. Dunque, lo ripeto per l'ennesima volta, io non pretendo assolutamente di proclamare verità assolute. Ma perlomeno le mie opinioni cerco di argomentarle a dovere e mostrare a coloro con cui converso che sono quantomeno ragionevoli.
  13. @Stellina_90 grazie per l'appoggio, mi sentivo in una gabbia di leoni! Che poi tale opera usi gli strumenti fantastici come piacciono per esempio a te (e anche a me) oppure si mantenga sul piano della realtà oggettiva, questo è un altro paio di maniche.
  14. @Ginseng poesia molto potente, potentissima! Per certi versi da brividi. E a me la potenza piace. La povertà di punteggiatura crea un flusso di coscienza frenetico e molto poetico, visionario, anche se forse sarebbe meglio far capire quando finisce una frase e ne inizia un'altra se non con il punto fermo che disturberebbe questo flusso, almeno mettendo la maiuscola a inizio di frase. La parola Luna con la Luna maiuscola mi piace molto, è molto evocativa perché richiama il fatto che sia la luna la fonte di verità a cui il poeta si abbevera e che indica a tutti gli altri (però normalmente luna si scrive con la minuscola). Per quanto riguarda il contenuto, però, sono dubbioso. Io penso che al vita sia il più prezioso dei doni anche per chi è condannato ad atroci sofferenze, perché è l'opportunità di combattere, di opporsi, di stringere i denti e alla fine dire: sì, ce l'ho fatta. Ce l'ho fatta non perché non soffro più, ma perché ho compreso di essere superiore a questa sofferenza. Ad ogni modo bellissima poesia, forse una delle tue più belle che ho letto (credo superata solo da quella sorta di haiku che hai pubblicato qualche tempo fa). Ora scappo che il dovere mi chiama. Complimenti ancora!
  15. @Ginseng grazie mille! Mi fa piacere.