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Aporema Edizioni

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Su Aporema Edizioni

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    Sognatore
  • Compleanno 03/10/2016

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  • Genere
    Non lo dice
  • Provenienza
    Italia

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  1. Fino a
    I soci-autori di Aporema, Alessandro Cuccuru, Stefano Girola e Terry Salvini, presentano al pubblico la propria attività, spiegando come si svolge il lavoro di una piccola casa editrice. Un'ottima occasione per porre domande e soddisfare le proprie curiosità sul mondo dell'editoria. Verranno di seguito illustrati tutti i testi pubblicati nel corso del 2017.
  2. Grazie@Ospite Marco Demma , per il tuo apprezzamento. Un grosso in bocca al lupo da parte nostra, per la tua prossima pubblicazione !
  3. Noi ci mettiamo la faccia, sempre e comunque, e gradiremmo che i nostri autori facessero altrettanto. Speriamo di non offendere nessuno, dicendo che a noi gli pseudonimi proprio non piacciono. In questo caso, poi, c'è qualcosa che non quadra.@Marco Demma prima dice di essere costretto a usare uno pseudonimo, da "ragioni strettamente personali e imprescindibili", che però, proprio perché tali, si guarda bene dallo spiegarci nel dettaglio; in seguito afferma che si tratta di un "segreto di Pulcinella", perché chiunque volendo potrebbe risalire alla sua vera identità... Non è una palese contraddizione? A questo punto verrebbe da chiedersi se tali ragioni siano davvero così "imprescindibili" (da cosa, poi?)... In ogni caso, se forzati a esprimere un parere, diremmo che uno pseudonimo anglofono per un autore che scrive in Italiano ci pare una vera assurdità, a prescindere dal genere di romanzo.
  4. Ci sembra che la questione sia già stata ampiamente analizzata da chi ci ha preceduto, soprattutto per quando riguarda lo scarso appeal commerciale che una piccola casa editrice potrebbe avere nei confronti di un qualsiasi genere di azienda: a chi importa, insomma, mettere il proprio brand solo su qualche centinaio di copie, che possono diventare qualche migliaio solo se si sommano insieme tutti i libri pubblicati? In ogni caso, c'è prodotto e prodotto. Se quello da pubblicizzare ha qualcosa a che vedere con il mondo editoriale o culturale in genere (tipo una catena di librerie, un periodico, un lettore di e-book o roba del genere) non vedo perché fare tanto gli schizzinosi. Se invece non è niente del genere, allora ognuno di noi, editore o autore che sia, deve fare i conti con quella che potremmo definire "la propria soglia di prostituzione". In pratica, è sempre meglio non vendersi; ma nel caso si decida di farlo, meglio non svendersi. Tanto per fare un esempio concreto. Se vi proponessero di esporre il vostro libro in prima fila sugli scaffali, che ne so, di tutti gli autogrill d'Italia, magari in cambio della pubblicità di un prodotto che si vende proprio in autogrill... Voi cosa rispondereste?
  5. Agli autori attualmente sotto contratto abbiamo promesso, e manterremo, delle royalties del 10%; ma nei futuri nuovi contratti, a partire dal gennaio dell'anno prossimo, per i molteplici motivi già sviscerati in molteplici discussioni, ci vedremo costretti a ridurle all'8%, per quanto riguarda la tradizionale distribuzione, e al 5% per quanto riguarda la vendita su Amazon, che, come già ricordato più volte, per sé pretende il 51% del prezzo di copertina, con spese di spedizione a carico dell'editore. Resta fermo invece lo sconto del 40% per le copie che l'autore intende acquistare di persona. Parliamo, lo ricordo, solo di cartaceo, perché al momento, per nostra precisa scelta editoriale, preferiamo non pubblicare e-book.
  6. Ci fa piacere non essere gli unici a creare discussioni calde Rispondiamo volentieri a @Niko Su cento manoscritti che ci arrivano, solo una decina superano il vaglio preliminare della nostra redazione. Di questi dieci, dopo che sono passati sotto l'ulteriore esame del nostro comitato di lettura, solo due e tre ricevono una proposta di pubblicazione. E a quel punto bisogna pure vedere se l'autore decide di scommettere su una piccola realtà in crescita come la nostra, con tutti i rischi e i limiti annessi e connessi, o non preferisca aspettare un treno più veloce o più comodo. Noi lavoriamo così, se sia la strada giusta o meno, solo il tempo potrà stabilirlo. Non condividiamo affatto né la premessa, né la conclusione di @Il Trampolino , quando afferma: E' vero: nella stragrande maggioranza dei manoscritti che ci arrivano noi non rileviamo gravi errori di grammatica, mentre già per quanto riguarda la sintassi la situazione peggiora e non di poco. Scrivere in modo corretto, tuttavia, non significa affatto scrivere bene. E scrivere bene non significa saper raccontare. E saper raccontare non vuol dire automaticamente interessare, incuriosire o sedurre il lettore. Tutti, o quasi tutti, insieme a un sogno nel cassetto hanno anche un libro, che hanno già scritto o che vorrebbero o potrebbero scrivere; ma per il bene dell'umanità, oltre che per il loro, è bene valutare sempre con cura e saggezza se sia davvero il caso di tirarlo fuori.
  7. Cari @Marco Demma e@AnnLis , vi ringraziamo di cuore per i vostri apprezzamenti, ma non vorremmo generare false speranze. Il giudizio del nostro esperto di fantasy, proprio perché lui è un appassionato del genere, a volte è fin troppo benevolo; mentre il comitato di lettura, essendo composto da lettrici e lettori di età, cultura e gusti assai differenti, rischia di rivelarsi un po' più... cattivello. L'aver superato un primo gradino, capisco tuttavia sia già per voi motivo di una discreta soddisfazione. In ogni caso, anche in caso di rifiuto totale o parziale dei manoscritti, sarà nostra premura indicarvi le eventuali criticità riscontrate, in modo che possiate lavorare alla loro risoluzione.
  8. Credo che una delle prime doti di un editore è, o dovrebbe essere, la curiosità. Non mi riferisco solo a quella relativa a nuovi talenti da scoprire, ma anche a quella più generale, verso tutto ciò che accade intorno a noi. In tal senso la storia di @FedericoLibro incuriosisce, e molto, perché se ciò che ha scritto corrisponde a verità, siamo di fronte a un interessante fenomeno di micro marketing che non può essere ignorato; se invece la vicenda è inventata, tutta o in parte, costituirebbe un ottimo spunto per costruircene sopra una di storia, per un racconto o magari anche per un romanzo. Supponiamo però che vecchietta, amici premurosi e famelici lettori-non lettori esistano per davvero, così come questi misteriosi punti vendita-non librerie... Oltre alle obiezioni già avanzate da altri utenti, ci permettiamo di aggiungerne una nuova: ciò che funziona oggi, o ha funzionato ieri, non è detto che funzioni domani. Nella nostra ancora breve esperienza di editori, e in quella leggermente più lunga di autori, abbiamo verificato che i punti di vendita extra librai si comportano con molta imprevedibilità e alternanza: nel posto in cui il mese prima hai venduto parecchie copie, il mese dopo non ne vendi nemmeno una. E' un fattore del quale non si può non tener conto. In ogni caso, visto che noi eravamo e restiamo curiosi, anche se abbiamo sospeso fino a gennaio del prossimo anno l'esame dei manoscritti, per un caso così singolare ci sentiamo di fare un'eccezione. Invitiamo perciò Federico a contattarci tramite messaggio privato: sarà nostra premura richiamarlo, per ricevere da lui ulteriori informazioni.
  9. Che resta sempre l'incubo peggiore per ogni editor... Rimandiamo a questa discussione e ai nostri interventi in merito.
  10. Fino a

  11. Fino a
    Emilio Podda presenterà il suo romanzo "I colori dell'alba". Coordinatore della serata sarà il professor Giuseppe Marras. Interverranno il Colonnello Sandro Branca, Capo Ufficio Logistico Poligoni Sardegna dell'Esercito Italiano, e il professor Antonello Caddeo, docente di Storia e Filosofia al Liceo Classico "E. Piga" di Villacidro
  12. Crearsi un buona reputazione in rete comporta anche un lato "negativo", ovvero quello di ricevere parecchie proposte di pubblicazione. In questi giorni ne stanno arrivando davvero tante, al punto che ci vediamo costretti a chiedervi di non inviarne più, almeno fino a gennaio dell'anno prossimo. I prossimi tre mesi, infatti, oltre alla conclusione delle opere già in cantiere, è nostra intenzione dedicarli tutti alla promozione dei libri pubblicati fino a oggi: è un impegno che ci siamo assunti con i nostri autori e che intendiamo rispettare. D'altra parte, la nostra politica fin dall'inizio è sempre stata quella di rispondere a tutti, motivando in modo specifico e personalizzato anche i rifiuti: un lavoro che richiede impegno e soprattutto tempo, che ora ci vediamo costretti a dedicare ad altro. Da qui alla fine dell'anno, dunque, non avendo la possibilità di eseguirlo in proprio, come facciamo di solito, potremo prendere in esame solamente testi che siano già stati sottoposti a un lavoro di editing professionale: non quello eseguito, tanto per intenderci, dall'amico professore o giornalista, con tutto il rispetto per le rispettive categorie. Fiduciosi nella vostra comprensione e nella vostra pazienza, vi mandiamo un grosso in bocca al lupo per i vostri sogni.
  13. Molto lieti di averti dato una mano, @Niko , e sempre disponibili a farlo di nuovo, così come siamo disponibili a confrontarci con gli utenti del forum sugli argomenti che hai trattato.
  14. Grazie per questo tuo riconoscimento, che, con il tuo permesso, riporteremo nella nostra pagina facebook. E, sempre in tema di social network, rispondiamo a @Marco Demma che dice Riguardo al sito Internet, abbiamo già spiegato che non ha senso aprirne uno, fin quando il catalogo dei libri è ancora così ristretto. Per quanto riguarda invece facebook, è vero che abbiamo solo 246 followers, ma ciò è dovuto al fatto che, a differenza di altre CE, non abbiamo mai scelto di ottenerne a pagamento, anche investendo cifre esigue, e questo non certo per "tirchieria": semplicemente abbiamo verificato che questo tipo di "likes" sono molto effimeri e chi te li concede, dopo un po' tende a a rimuoverli. In ogni caso ti posso assicurare che parecchi nostri post, opportunamente condivisi, raggiungono e superano i 2.000 contatti e che la nostra vetrina di vendita funziona benissimo. Per quanto riguarda la distribuzione, qualsiasi libraio d'Italia può ordinare i nostri libri in qualsiasi momento: gli basta una mail, un telefonata o anche un semplice messaggio. Stesso discorso per i siti di vendita on line, tipo IBS, che in effetti già lo fanno. In aggiunta a tutto questo, c'è il nostro costante impegno nel promuoverci direttamente con le le librerie, nell'organizzare presentazioni e nel partecipare a fiere, mercatini e a tutto quanto possa aiutarci da un punto di vista commerciale e nel consigliare ed assistere i nostri autori, quando decidono di fare altrettanto. Poi c'è sempre il discorso, ripetuto da @Marcello in più e più occasioni, che il tuo libro può essere distribuito da Messaggerie o qualsiasi altro distributore, ma, senza giustificati motivi e valide promozioni, difficilmente un libraio di Bolzano ordinerà un libro scritto da uno sconosciuto scrittore esordiente di Canicattì. P.S. E ora scusateci se non risponderemo subito ai vostri post, ma stiamo appunto andando a una fiera .
  15. Fino a