Lohengrin

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  • Compleanno 18/01/1989

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    Lettura, scrittura, musica, teatro.

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  1. Nulla Die

    A me risposero dopo un mese e mezzo, quindi c'è ancora tempo.
  2. Robin

    @storyteller Grazie per il suggerimento, anche se purtroppo arriva in ritardo. Ho già accettato, a novembre dell'anno scorso, e il mio romanzo è stato inserito nel piano editoriale. Adesso sono in attesa dell'editing (che mi auguro verrà fatto come si deve, dato che rileggendo recentemente il lavoro vi ho trovato alcuni refusi e inesattezze che mi erano sfuggiti). Vi sapere come andranno le cose.
  3. Lieto fine o no?

    L’arte del Pirandello maturo è un’arte meditativa, votata al passivismo e alla sconfitta. Le uniche via di uscite dalla gabbia della società sono l’umorismo e la rassegnazione. Lui muove una critica alla società non soltanto dell’epoca, ma alla società umana in generale. Non per altro, il suo è un pessimismo cosmico, senza una soluzione storica. Del resto, una delle più aspre critiche da sempre mossa all’arte di Pirandello, è che essa abbia alcun valore educativo. Una critica simile naturalmente lascia il tempo che trova. Dico questo non per fare un’apologia del pessimismo pirandelliano. Intendo dire che l’opera di Pirandello è la dimostrazione che l’arte non ha bisogno di compromessi dal punto di vista dei contenuti, a patto che l’autore abbia la capacità di manipolare efficacemente la forma. Il bambino di cui si parlava può anche morire del più atroce dei mali (e qui mi viene subito in mente Hanno nei Buddenbrook di Thomas Mann), la famiglia può anche andare allo sfacelo, i fidanzati che si fanno le corna possono pure istituire un circolo per libertini cornuti con lo scopo di diffondere il messaggio che la natura degli uomini è più depravata di quella dei conigli in materia sessuale, e dunque inneggiare all’amore carnale e mandare al diavolo tutto il resto… La nobilitazione dei contenuti avviene mediante la stessa trasfigurazione artistica, in modo da suscitare nel lettore (o spettatore) la catarsi o il godimento estetico/poetico. È probabile che dunque, a ben guardare, stiamo dicendo la stessa cosa, @ElleryQ Fermo restando che il lettore, secondo la mia modesta esperienza, preferisce il finale consolatorio a quello tragico. Spesso chi legge vuole essere rassicurato, non tormentato con questioni che preferisce tenere lontane dalla coscienza.
  4. Lieto fine o no?

    Anche io sono un convinto fautore del finale non lieto. Credo che sia nella maggior parte dei casi più efficace del lieto fine, e non soltanto per questioni psicologiche, ma anche per questioni estetiche. Il senso del tragico è intimamente legato alla creazione artistica. Grandi menti del passato lo hanno evidenziato, menti del calibro di Nietzsche, per fare un nome. Certo è che molto dipende anche dal tono che assume quella specifica opera di narrativa. Solitamente il finale tragico viene preparato attraverso una sapiente costruzione degli eventi e più ancora del clima. Difficilmente un fulmine a ciel sereno può lasciare soddisfatto il lettore. A parte questo, io non credo affatto che un finale tragico debba per forza lasciare un messaggio positivo. Se così fosse, non potremmo spiegarci come mai esistano capolavori artistici radicalmente pessimisti. Penso a Pirandello, fra i tanti. I finali di opere come “Enrico IV” o “Sei personaggi in cerca di autore” non lasciano alcun barlume di speranza. Eppure, in senso estetico, sono lavori ovviamente più che validi.
  5. Robin

    Sì, può darsi che per loro sia così. Magari non lo sarà per un'altra casa editrice. In bocca al lupo per gli eventuali altri invii.
  6. Robin

    Scusami, ma non ho capito . Che significa che hanno prevalso le ragioni contrarie, addotte dall'ufficio commerciale?
  7. Nulla Die

    Ieri mattina ho ricevuto anche io la mail da Nulla Die con il questionari allegato. Ho notato che alla fine della prima parte c'è scritto che “l'editore, quale sia l'esito, risponderà al completamento dell'iter di valutazione (che potrebbe richiedere più del termine dei trenta giorni di cui al precedente comma)”. Presumo dunque che l'attesa potrebbe durare anche qualche mese. Quanto al questionario, c'è poi da dire che, almeno io, mi sono sentito subissato di domande. A un certo punto ho pensato che pretendessero anche i risultati dell'emocromo e delle analisi tossicologiche. Ad ogni modo, l'obbligo di non cedere i diritti a un'altra casa editrice prima che siano passati trenta giorni dall'invio del questionario mi rende parecchio titubante. Se mi contattassero dall'Einaudi – parlo per assurdo, s'intende – e si dimostrassero interessai al mio romanzo, mi supplicassero di pubblicare con loro, dovrei rifiutare per rispettare questo strano vincolo? Qualcuno saprebbe inoltre darmi gentilmente notizie in merito alla distribuzione? Nei vecchi post di questa discussione mi è parso di capire che non ci fosse molto entusiasmo su questo aspetto. Oggi le cose sono migliorate?
  8. Il gioco del Testo Alfabetico

    È vero. Che sbadato. Uscì zoppicando ostentatamente; guardò un senegalese ermafrodita dondolandosi quando acciuffò tre indomite filocomuniste. Rischiò, nervoso, e proseguì cauto lungo habitat accarezzando muraglie variopinte. Istintivamente buttò uno zoccolo olezzante giurando umilmente: "Salperò!". Eppure dopo qualche attimo tentennò, indeciso. Fortunatamente ristette, narcotizzato e panciuto RNEPCLHAMVIBUZOGUSEDQATIF
  9. Il gioco del Testo Alfabetico

    Uscì zoppicando ostentatamente; guardò un senegalese ermafrodita dondolandosi quando acciuffò tre indomite filocomuniste. Rischiò, nervoso, e proseguì cauto lungo habitat accarezzando muraglie variopinte. Istintivamente buttò uno zoccolo olezzante giurando umilmente: "Salperò!". Eppure dopo qualche attimo tentennò, indeciso. Fortunatamente ristette narcotizzato
  10. Robin

    Ecco. Tuttavia – pensavo questa mattina mentre sfogliavo alquanto inorridito, preda forse di una curiosità malsana, un certo libro adocchiato alla Feltrinelli – è vero pure che anche le grandi casi editrici pubblicano talvolta libri scadenti, ma dal guadagno sicuro grazie alla notorietà dell'autore (notorietà, beninteso, raggiunta attraversi altri canali, non attribuibile al talento letterario). Ma con questo discorso credo di andare un po' oltre, e in fondo potrei starmene a riflettere e ad argomentare anche per decenni, non risolverò mai i miei dubbi; al massimo potrei raggiungere l'autoconvinzione. Se avessi saputo dall'inizio che la Robin era a doppio binario, non le avrei mai inviato il manoscritto e mi sarei risparmiato queste... tentazioni.
  11. Robin

    Saresti gentilissimo a farmi sapere. Grazie.
  12. Mi presento

    Spero vivamente di potervi offrire una bella somma, allora
  13. Robin

    Grazie per le vostre risposte. A dire il vero, io stesso l'ho definito impropriamente un thriller, ma in realtà è un miscuglio di generi probabilmente non collocabile in una categoria precisa. Ed è pure già sfoltito, considerato che l'ho revisionato dall'inizio alla fine per tre volte, e la prima versione conta circa cento pagine in più. Il fatto è che tra sfoltire ancora il romanzo per renderlo più “commerciale” e pagare una modesta somma per vederlo pubblicato grossomodo così come io l'ho concepito, preferisco quest'ultima possibilità. Intanto mi sto dedicando alla scrittura di un altro romanzo da presentare a un concorso letterario, un romanzo meno ambizioso la cui trama può svilupparsi in un numero contenuto di pagine. Diciamo che scrivere un nuovo romanzo, concepito come opera breve fin dal principio, mi risulta più congeniale. Sarebbe invece veramente difficile riuscire ad abbreviare il mio primo lavoro senza comprometterne il ritmo, l'atmosfera e la definizione dei personaggi. Stessa cosa dicasi per me. Non ho scritto un giallo, ma un romanzo di narrativa generale, piuttosto corposo. La Robin mi aveva posto le stesse condizioni che ha posto a te, io ho tergiversato dubbioso, e il risultato è che il romanzo è ancora inedito. Pensarci bene è giusto, aspettare altre eventuali possibilità idem, ma il tempo passa, e gli editori hanno la loro tabella di marcia, e non stanno tanto ad attendere. Recentemente, e lo dico come ciliegina sulla torta, cogliendo l'occasione di un evento letterario nella mia città, ho parlato con due critici letterari piuttosto noti e docenti universitari di mia conoscenza, chiedendo loro cosa ne pensassero di Robin. Ebbene, entrambi hanno biasimato la mia scelta. Questo per dire come la presunta diffidenza che gli "addetti ai lavori " (critici, accademici, ecc) avrebbero per le case editrici che chiedono un contributo economico o acquisto copie per la pubblicazione siano spesso leggende metropolitane. Quello che conta, sempre a mio avviso ovviamente, è la qualità letteraria del testo. E, altrettanto ovviamente, ci sono casa editrici e case editrici, sia tra quelle che richiedono contributi che tra quelle dette "free". Fare d'ogni erba un mazzo, non è mai buona cosa. In effetti, quello che più mi preme sapere è la serietà della casa editrice. Voglio pure contribuire alla spese, in minima parte, purché sia sicuro che la Robin pubblica testi di una certa qualità. Se sapessi con certezza che è effettivamente come dicono loro, e cioè che leggono con attenzione i testi e ne scartano il novanta per cento, credo proprio che non avrei più dubbi e sottoscriverei il contratto. La tua testimonianza lascia pensare che si tratti di una casa editrice affidabile. Il mio timore è di essere preso in giro, dando in pasto a qualcuno affamato di denaro un romanzo che mi è costato tanto impegno e tanta costanza. E poi sono abbastanza sfiduciato. La vedo veramente difficile che una piccola o media casa editrice free possa investire sul mio lungo e complesso romanzo. Potrebbe farlo soltanto una casa editrice grossa; ma quelle, in molti casi, non accettano nemmeno nuovi manoscritti, specie se di esordienti. Le poche che li accettano, poi, non vedo che interesse possano avere nel leggerli.
  14. Robin

    Buongiorno a tutti. Ho letto con attenzione i vostri interventi. Io non ho pubblicato con Robin, ma ho inviato un mese e mezzo a questa casa editrice il mio manoscritto e proprio questa mattina ho ricevuto risposta. Sono in preda al dubbio e mi sarebbe davvero molto utile un vostro consiglio. Premetto che sono un autore esordiente; il romanzo inviato alla Robin è il mio primo lavoro in assoluto, dunque sono proprio alle prime armi. Dalla casa editrice mi hanno risposto dicendomi che hanno letto il mio “vasto e impegnativo” romanzo e che sarebbero interessati ad averlo in catalogo. D'altra parte, mi hanno chiesto un acquisto obbligato di 50 copie, che complessivamente richiede una spesa di 525 euro. In linea di principio, sono contrario all'editoria a pagamento, eppure, per vari motivi, non so che fare. Leggevo pareri discordati sulla Robin, anche se, sorvolando sulla controversa questione dei contributi chiesti all'autore, difficilmente ho trovato qualcuno che mettesse in dubbio la qualità delle sue pubblicazioni. Inoltre, che il mio romanzo sia vasto e impegnativo è senz'altro vero. Si tratta di un thriller che – come già mi hanno scritto nella mail – conterà circa 600 pagine una volta pubblicato. So che sono tantissime per un esordiente; e infatti la lunghezza era la mia più grande preoccupazione, temevo che nessun editore si sarebbe preso il rischio di investire nel prolisso romanzo di un autore del tutto sconosciuto. In fondo il contributo che mi hanno chiesto, considerata la mole del romanzo, non mi sembra eccessivo. Ho inviato il manoscritto anche ad altre case editrici. La Robin è stata la prima a rispondermi e, ovviamente, potrebbe restare la prima e l'ultima, e intanto io non so se accettare. Non conosco bene il mondo delle case editrici, dunque non sono in grado di valutare da solo i pro e i contro di una mia eventuale sottoscrizione del contratto. Ogni vostro consiglio sarà per me prezioso. Grazie.
  15. Mi presento

    Buongiorno a tutti, mi chiamo Samuele e ho 27 anni. Negli ultimi tre anni mi sono cimentato con la creazione di un romanzo, che ho terminato poco più di un mese fa. Le informazioni che ho trovato su questo sito mi hanno aiutato molto nel lavoro di scrittura. È da un po' di tempo, infatti, che leggo i vostri post, e oggi ho finalmente deciso di iscrivermi al forum.