AloneInTheDark

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  1. Come detto non ho nulla contro le EAP. E niente contro chi si avvale dei loro servigi. La vita è fatta di scelte. Ma alla fine se intendi non come un hobby ma una professione, l'arte della scrittura.. beh, parlando con alcuni dei Grandi Editori durante fiere e saloni vari, è saltato fuori il discorso che se sul curriculum artistico / letterario risultano essere presenti più di un libro pubblicato con editori a pagamento.. il manoscritto è scartato a priori. Un motivo ci sarà? Non sto sparando a zero sulla categoria. Un conto è esordire in self publishing o con un editore perché nessuno ha voluto rischiare. Un conto è avere dodici (non ho scelto un numero a caso..) libri pubblicati solo con EAP. Che credibilità hai come autore? Si, ok, magari stai a scaffale.. vieni letto.. ma ti sei chiuso potenzialmente comunque una porta, quella delle grandi, che si, può anche darsi ti vengano a cercare nonostante la "macchia" sul curriculum ma.. Non so quanto il gioco poi valga la candela, ecco. E questo lo dico al di là dei soldi. Peace.
  2. Grazie @Mauro Barbarito!
  3. Salve a tutti. Frequentando le librerie delle grandi catene mi sono accorto della presenza di Editori a pagamento messi a scaffale, proprio di fianco ad Editori (spesso) storici e affermati. Ebbene, alla luce di questo, mi chiedevo se qualcuno del forum ha avuto esperienze dirette con queste CE (quelle EAP) e se quindi il servizio che viene offerto ha senso o meno. Personalmente ho sempre scartato a priori questa possibilità ma non per spocchia o arroganza ma per mera questione di obiettivi (e speranza aggiungo io!): pur avendo alcune pubblicazioni in essere, un cammino autoriale vario e variegato che procede di buon passo e alcuni premi vinti - anche internazionali - mi domando se, almeno in Italia, questo sia l'unico modo per finire sotto l'occhio dei lettori. E questo pur usando ogni mezzo possibile (interviste, recensioni, social network etc.)... Ho buoni riscontri sia di critica che a livello editoriale ma... La concorrenza è tanta, gli scrittori bravi anche. Senza calarsi nel profondo pozzo della filosofia, viene insomma da chiedersi: solo chi è economicamente già affermato può dunque, non avendo conoscenze di alcuna sorta / non avendo un canale youtube e dei followers, arrivare a scaffale in Italia? Non è polemica, bene inteso... solo cercare di capire e più che altro parlare delle esperienze dirette avute dal gruppo. Grazie a tutti. Buona giornata.
  4. Grazie per la risposta precisa e schietta, @Niko ! Ahimé no... più di un'editore ha "marchiato" con la definizione mainstream, il mio romanzo dopo averlo letto... ed hanno riferito il genere sottolineando che gli elementi quali città e nazionalità dei protagonisti favorissero tale marchio.
  5. Rispondendo in ordine - alcune doverose precisazioni: @Spartako purtroppo - o per fortuna non so.. - spazio molto tra i generi quindi, fumetto a parte scrivo praticamente di tutto un poco. Non è tanto il fatto di ostacolare i prodotti tra loro, in caso di uscita quasi contemporanea (magari nell'arco di un anno escono tre prodotti di diverso genere), quanto la "fatica" di stargli dietro, non avendo io, da emergente / esordiente (?!) qualcuno che segua i miei interessi. @ElleryQ si in Italia il fumetto in particolare sta avendo un periodo "felice" ma tieni conto che, forse andando OT, il mio discorso era riferito in generale al mondo dell'editoria - della scrittura. La mia domanda è, alla luce di tutti gli sforzi richiesti all'autore dalle piccole - medie CE italiane NO EAP (promozione su web e media in generale pressoché totale, reperire prefatore, reperire relatore ed organizzare presentazioni, minimo 3, in tutta Italia e non solo nel luogo dove abiti..).. conviene? Ho sempre evitato accuratamente self publishing e EAP non per motivi di "disgusto" o di "spocchia" ma semplicemente perché non è mai stato quello che veramente ho cercato / cerco. So bene che l'editoria in genere è una giungla in cui è facile perdersi.. ma.. visto che i libri che sinora ho pubblicato sono andati bene sia a livello di vendita che di eco mediatico, per così dire.. sento adesso l'esigenza di alzare la mira, per così dire, e puntare magari ad una Casa Editrice medio grande. In Italia mi dicono che, a meno di non "conoscere le persone giuste" o avere alle spalle qualcuno (manager o literary agent) alle grandi CE è pressoché impossibile anche solo avvicinarsi. Mi sembra assurdo ma.. se così fosse avremmo un numero esagerato di esordienti perenni e pochissimi "eletti" considerati (magari a ragione, per carità!) "grandi autori" che sfornano bestsellers ciclicamente. Ho scelto, con "audacia", di inviare solamente all'estero la mia prossima graphic novel escludendo a priori il mercato italiano composto nella quasi totalità da "amici di", "figli di" e associazioni culturali con zero distribuzione. Putroppo parlo per esperienza.. La scrittura può essere un hobby o un lavoro. La vita è fatta di scelte. E poi come si dice? Nemo propheta in patria!
  6. Salve a tutti! Nella speranza di non "cannare" la sezione ove inserire questo thread, domando Voi: conoscete una CE (NO EAP!) con distribuzione fisica nelle librerie (si, lo sappiamo tutti come funziona... non è effettiva spesso e volentieri...) che tratta romanzi "mainstream"? Ho già visitato la sezione apposita del forum e provveduto ad inviare sinossi ed in tegrale come richiesto dalla maggior parte delle CE che ha risposto ad un mio primo contatto. Questa è la mia "prova di genere", diciamo e gradirei conoscere le Vostre esperienze in merito: accetto consigli, "trucchi", indicazioni e, appunto, anche qualche "indirizzo", se già non presente in lista, of course! Di nuovo grazie a tutti e... buona scrittura! A. P.S.: per mainstream - definizione che un paio di case hanno affibbiato al mio scritto - intendo una storia ambientata in una metropoli italiana con protagonisti italiani. Non so se basti questo per relegarlo in questo filone, francamente...
  7. Si. E non me ne vergogno... è successo di recente con l'ultimo volume di un personaggio a cui tengo (tenevo...) molto. Credo che provare emozioni non sia sbagliato. Opinione personale, ovvio...
  8. Grazie a @Spartako per la sua visione obiettiva e non proprio felice, ahimé, della situazione. Mi è parso di capire, alla fin fine, che non conviene pubblicare nulla in Italia ma provare piuttosto il mercato estero, alla fine... a meno di non riuscire ad arrivare alle famose "big" italiane. Anche perché, a parer mio, il self publishing non è un'alternativa, né la "panacea" a tutti i mali. Ma ovviamente è un'opinione personale... Il discorso - e vale per l'editoria italiana in genere - è che ancora debbo trovare una Casa Editrice che si adoperi per fare almeno un minimo di promozione. I miei libri vendono - almeno mi dicono - ma perché ho una "rete" di persone che mi sta vicino e che "diffonde il verbo". Ma è impensabile - dato (purtroppo o per fortuna) il mio essere prolifico - uscire con tre prodotti all'anno ed avere sempre e comunque sostegno da parte di tutti. Vuoi per invidia, vuoi per mancanza di tempo, vuoi perché magari ci si perde di vista etc. ... In sostanza la domanda è una ed una sola: Un autore per quanto tempo può definirsi / essere considerato emergente? Fin quando non è conosciuto dalla massa (e neppure da una discreta cerchia di persone)? La distribuzione è il fulcro di tutto: è nelle librerie che ancora l'uomo medio compra quei cinque - dieci libri all'anno. Si, giusto... ci sono quelli che usano i portali online per l'acquisto ma, dato che in Italia l'informatizzazione procede a rilento ostacolata non solo dalla burocrazia ma anche dalla chiusura mentale (siamo un popolo di over 50, c'è poco da dire e da fare!)... Il discorso sarebbe infinito, è pieno zeppo di domande, dubbi, perplessità etc. ma non mi sembra il caso di andare OT. Grazie a tutti! P.S.: resto a disposizione se qualcuno ha da aggiungere qualcosa (esperienze personali, trucchi, dritte etc.!).
  9. Grazie mille @ElleryQ per la tua replica! Intendevo che, facendo un giro in due delle più grandi catene librarie italiane(si, non è un gran campione...), ho visto sempre e solo i prodotti "grafici" di tre CE italiane a scaffale. E basta. Molti editori, sul contratto hanno scritto "assicuriamo distribuzione con pinco pallo e con caio" ma poi i volumi editi non vengono esposti. Come fa a vendere un autore se praticamente è presente ma non lo è al tempo stesso? Si, d'accordo... si deve puntare in questo caso su presentazioni, firmacopie, fiere del fumetto etc. ma allora la distribuzione cos'è? "Solo" un di più? Ok, alla fine le librerie magari hanno, effettivamente, i prodotti in magazzino, quindi fisicamente sono lì... ma che senso ha se un autore emergente pubblica un prodotto che già, come hai detto tu, è difficile per il mercato italiano, e poi non viene nemmeno messo in vendita - perché poi è quello che succede se la graphic non viene esposta nemmeno... L'acquista solamente chi la conosce già perché magari l'ha vista sui social o pubblicizzata chissà dove! Credo che questo sia un punto debole dell'Editoria italiana - uno dei tanti, direte Voi... - con un peso significativo per l'autore e per l'editore. D'accordo, è impensabile mettere a scaffale tutte le graphic in uscita di tutti gli Editori con cui hai accordi... ma almeno un volume non credo sia impossibile da sistemare. Alcune già lo fanno ma sono la minoranza. Si, si esistono le "leggi di mercato" i "regolamentei aziendali" e blablabla... ma noi giovani autori già siamo condizionati da mille e più fattori. Non è possibile che prendiamo il 7% e nemmeno abbiamo visibilità, da quel punto di vista! Amen.
  10. Salve a tutti! Nella speranza di non essere OT per quanto riguarda la sezione e anche per quanto riguarda l'argomento - ma pur sempre di libri / "romanzi" si tratta - chiedo Voi: avete esperienza come lettore / autore circa la distribuzione delle graphic novel? Molti sono gli Editori che professano una distribuzione seria e capillare dei libri col proprio marchio (questo ahimé, vale per tutti i generi letterari.. l'ho provato sulla mia pelle avendo pubblicato una decina di scritti con varie CE..), pochi, purtroppo spesso non a causa loro, quelli che mantengono il patto. Alla luce di ciò... cosa trovate a scaffale quando andate nelle grandi catene per quanto concerne le graphic novel? Sono sempre "le stesse", le medio grandi? O trovate anche prodotti non dico di "nicchia" ma che non hanno grandi marchi alle spalle, ecco.. Ribadisco spero di non "offendere" nessuno con questo post: non è una critica. Solo una domanda. Grazie.
  11. Il sito linkato nel primo post non è più raggiungibile.
  12. Aggiornamento: in un post sulla pagina ufficiale Facebook, l'Editore ci rende partecipe di quanto segue: "A partire dai prossimi giorni, i titoli della Talos (Edizioni), in virtù dell'accordo con directBOOK, godranno di una distribuzione nazionale. Attraverso i canali FastBook e Arianna accorceremo di molto la distanza che separa i nostri libri dalle librerie, offrendo a tutti i nostri autori una maggiore visibilità. A voi lettori non ci resta invece che augurare buone letture."
  13. Riporto quanto segue, dopo contatto email con questa CE: "Da circa due anni Lavieri pubblica solamente letteratura per bambini. Saluti. (segue nome del responsabile Lavieri)".
  14. Cito dal sito della CE in questione: "Il manoscritto va inviato esclusivamente in forma cartacea per posta ordinaria presso il nostro indirizzo: Libreria Erasmo Viale degli Avvalorati 62 57123 Livorno" Sembra che accettino, dunque, solamente il cartaceo...
  15. I libri della Bietti sono distribuiti in libreria da CDA, Consorzio Distributori Associati. I librai che per ordinare i nostri libri abbiano bisogno di contattare la sede nazionale di Bologna della CDA o un singolo distributore regionale, possono fare riferimento ai numeri di telefono di seguito indicati. Chi ha avuto esperienza diretta? Grazie.