delon

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  1. @Roan Chiedo perdono, ma qui non sono molto d'accordo. Innanzitutto dipende dal tipo di letteratura; se impegnativa o no. In ogni caso per quanto riguarda me personalmente, un romanzo di cento pagine non sa di niente: neanche il tempo di far bere il caffè al protagonista che è già finito, ma questa è una mia mania, sicuramente discutibile. I lettori accaniti esistono e sono ancora tanti, considera che molti virano sull'usato, a prestiti o si servono di biblioteche. (osserva le varie prenotazioni delle nuove uscite in biblioteca, e ti renderai conto). Per quanto riguarda un romanzo a puntate, non saprei dirti, ma sicuramente non autopubblicato.
  2. Esattissimo se è un commerciante, ma con il privato cambia. Le faccio un esempio, se io CE do dei libri da vendere a un parrucchiere, che terrà nel suo negozio, questo dovrà fare ricevuta. ma un privato, come "prestazione occasionale" può venderli, ma senza guadagnare nulla, senonchè i diritti d'autore emessi sccessivamente, poi dalla CE. E quindi ritorno al quadro D del 730.
  3. @Quartadicopertina Ovviamente, ho il commercialista. Innanzitutto, bisogna verificare le "diversità" ovvero le catene (feltrinelli, mondadori ecc) le quali faranno scontrino non fiscale, e comunque non entro in merito per non conosecnza. Il guadagno sul libro varia tra il 28% e il 37% dipende dalle promozioni. Detto in parole povere, tutto ciò che ha prezzo imposto e quindi stampato, ha l'iva assolta. ( e' per questo che stampano il prezzo) In caso contrario sarebbe libera vendita.. Il libraio indipendente non ha libri in c/deposito ma li acquista, con pagamento a 60/90 però con diritto di resa. Se non fosse così uno si farebbe un magazzino di 100,00 Euro e poi sparirebbe. Nel mio caso Fastbook fa regolare fattura. Il libraio poi consegna tutto al commercialista, fattura e bolla di resa, da qui i volumi fiscali. Questa frase per me è incomprensibile.
  4. @Quartadicopertina Qui la correggo io, dal momento che sono edicolante, cartoleria e piccola libreria. Le confermo quanto detto dal signor Spartako, l'iva è assolta. E per quanto riguarda la vendita degli autori, figurerebbe come "prestazione occasionale". Ma non insisto
  5. Quindi se ho capito bene: tramite un conto deposito e prendendo solo i diritti d'autore, l'autore può vendere. Deve poi dichiarare sul quadro D della dichiarazione dei redditi. Non deve guadagnare altro, ma solo i diritti d'autore.
  6. Ora mi vine in mente, quadro D ma solo per i diritti d'autore. Quindi "no" partita iva fino a 5,000 Euro.
  7. @Adiaphora Edizioni Mi scusi, tenga presente che non parlo per assoluto ma per la mia (forse poca) esperienza. 50 era una cifra d'esempio. Però su una ventina di proposte, ho notato che molti fanno così, altri diversamente ma con lo stesso principio. Per quanto riguarda la parte fiscale, sui privati non le so dire come, ma se non erro fino ai 5.000 euro non si deve aprire nessuna partita iva ma fare una semplice dichiarazione a nuovo quadro sul 730. La mia prima CE da 50 romanzi in c/deposito all'autore, il quale si impegna a venderli, tanto per dirne una.
  8. @Adiaphora Edizioni Come consuetudine l'editore, consegna 50 copie all'autore (lasciamo perdere se in c/deposito o altre formule). L'autore si impegna a venderle, e di solito sono amici, parenti, amici di amici ecc.
  9. @Spartako Onori a voi e alla vostra serietà. Spero di non sbagliare quando penso, che se l'autore vende 100 copie con i propri canali, malgrado i suoi compensi, la CE ci copra le spese.
  10. @Adiaphora Edizioni Tutto maledettamente vero e difficoltoso. Mi permetto pero' di puntualizzare, che non avete menzionato il fatto che un autore, vi vende, "almeno" 30/100 libri, e in questa fase, si evitano parecchi ostacoli: uno su tutti ,quello della onerosa distribuzione. Quindi mettendoci alla calcolatrice, avete sempre un buon punto di partenza, (forse è questo il motivo, per cui ci sono migliaia di CE in Italia). Questo non significa che quello che dite non è vero, ma semplicemente che l'inizio, è sempre a vantaggio, il proseguimento del percorso dopo si complica, proprio per le motivazioni da voi CE rammentate.
  11. Sicuramente c'è un equivoco, non è conveniente per entrambi, lo sviluppo di un progetto avanzato, senza una firma.
  12. Io lo inviai ad agosto 2016, dopo undici mesi è arrivata la mail di inizio lettura,
  13. @Niko
  14. E' una analisi complessa, perché dipende da tante cose, per esempio se di quel romanzo hanno fatto il cartaceo, il lavoro è già grossomodo tutto già "pagato" dalle vendite dello stesso e viceversa. Lo sviluppo dell'elettronico, quindi sarebbe molto meno oneroso. Inoltre penso che costi meno di 500 Euro. In ogni caso è meglio che pensiamo a fare gli autori, perché fare i calcoli senza avere esperienza è un po' come mancare di rispetto, le cose si sanno solo quando si fanno.
  15. @Ludwig von Drake Non solo, c'è anche l'aspetto "guadagno a percentuale su ogni lettura" Se ipoteticamente il guadagno della C.E.è il 20% un conto è su 0,99 un altro su 3,99. Detto in parole povere sono proprio briciole. Un 20% di guadagno su 100 letture elettroniche a 0,99 = Sono 20 euro.