MariaCarla

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  1. @MarcoPioggia Eeeh la speranza è l'ultima a morire
  2. @Erika1 Grazie!
  3. @Unius grazie mille!
  4. Condivido ogni parola, che poi, senza andare lontano, è quello che capita col cinema e la televisione: le produzioni italiane sono solo su alcuni temi (agiografia, mafia, commedia "becera", realismo contemporaneo) mentre gli altri semplicemente "non si fanno ". Vabé, questa è un'altra storia
  5. Ciao, benvenuta!
  6. @M.T. Purtroppo questo è vero, ma, come sempre, mi sembra che questa sia l'opinione di chi "i giovani" non li ha mai visti se non dai tempi in cui era giovane anche lui. I ragazzi sono proprio come gli adulti: per tanti idioti ce ne sono altrettanti, se non di più (io sono ottimista), molto in gamba. E' vero, in Italia si legge poco e, purtroppo per noi aspiranti scrittori, tutti scrivono! Però i prodotti YA dimostrano che un mercato c'è, così come le fan fiction dimostrano secondo me che chi vuole leggere, ne vuole sempre di più; poi si critica anche cosa leggono, ma a me sembrano critiche idiote. Mi spiego, ammetto che mi dà fastidio quando una ragazzina mi dice che il suo libro preferito è "Cinquanta sfumature di grigio" però poi penso: che legga quello che le pare, l'importante è che legga, perché prenderà una buona abitudine e in futuro, chissà, magari leggerà il libro che le cambierà la vita. Onestamente non capisco perché. Le ultime saghe che ho letto con piacere erano nella categoria "per ragazzi" e non mi vergogno ad ammetterlo. Come sempre, in Italia, si critica tutto, specialmente quello che non si conosce.
  7. @JPK Dike Sì, lo penso anche io. Anche perché, mi rendo conto, è uno dei modi più semplici in cui inserire un "amore puro", fresco e nuovo. A molti autori (e a molti lettori) piace l'idea dell'unico, primo, grande amore e, per tanto, per forza di cose, devi mettere i protagonisti giovani. @M.T. Vero! Però ci sta, lo capisco: ammettiamolo, gli adolescenti sono la categoria che legge di più. Conosco tantissimi ragazzi che leggono molto, mentre, se devo essere sincera, mi vengono in mente pochi adulti.
  8. @JPK DikeLo so!!! è il grande mio problema con i YA: adoro tutto, i contenuti, le ambientazioni, tutto... meno gli adolescenti! Ma è colpa mia se si sono presi i generi più fighi?
  9. Ciao, benvenuto!
  10. Amen, condivido in toto, però, come il fantasy, l'ambientazione corona il tutto. Ovvio, la trama deve essere la colonna portante, ma per gli amanti del genere deve esserci tutto. Sul YA condivido, nel senso che la maggior parte dei libri che adoro è per un pubblico YA, però io, confesso, li amerei di più se i protagonisti fossero adulti: come hai detto tu, bisogna apprezzare davvero il genere.
  11. Ciao!
  12. Salve! Mi piacerebbe intervenire in questa discussione anche se, lo ammetto, sono assolutamente di parte, in quanto scrittrice di libri di fantascienza. @JPK Dike Devo dire che condivido abbastanza la tua analisi, ma non saprei dirti se sia solo un problema italiano. A me la fantascienza piace principalmente perché mi permette di andare a creare mondi totalmente liberi dai vincoli del reale, sia in termini di luoghi sia in termini di personaggi: esempio banale, un mondo che non è maschilista se non lo ambiento in qualche universo fantastico sto fresca. Detto questo, mi piace "da scrittrice"; da lettrice, invece, adoro il fatto che sappia trasportarmi in un mondo fantastico che però è profondamente verosimile, ed è la cosa che più mi piace. Lo posso sognare davvero, magari in un futuro lontano, ma possibile. Tuttavia, purtroppo spesso è come dici tu: la descrizione sci-fi super figa e super scientifica ruba la scena alla trama del libro, per non parlare del fatto che succede quello che accade anche in moltissimi fantasy, cioè i personaggi sono piatti e stereotipati, con protagonisti super intelligenti e donne angelo/Mary Sue (non per niente la Mary Sue viene proprio da una fan fiction di Star Trek, se non erro). Secondo me questo è un peccato, perché per me il futuro della fantascienza dovrebbe essere nei libri, molto di più che nei film, banalmente anche per una questione di budget; possibile che il momento magico della fantascienza sia già finito? A me sembra incredibile, però se poi mi trovo a fare un bilancio onesto mi rendo conto di non averne poi letti molti belli, specialmente italiani. Tuttavia, spezzo una lancia in difesa degli scrittori italiani, avete mai provato a tentare di pubblicare un romanzo di fantascienza in Italia, con metà case editrici che non accettano in alcun modo nemmeno di visionare i manoscritti? L'unica soluzione (e io mi rammarico, lo ammetto, di non essere il tipo) è di mettere una super gnocca adolescente che sa fare tutto e lanciarsi nel pubblico young adult, ma è davvero questo il futuro della fantascienza? Mah...
  13. Ciao! Scusa, mi permetto di riprendere la discussione partendo dall'inizio. Secondo me ogni scrittore o scrittrice vive questo momento a intervalli più o meno regolari, per questo, anche per sdrammatizzare, ti metto un'immagine che per me ha significato molto, in diversi momenti della mia fase creativa. In ogni caso, venendo al punto della tua discussione, io credo che tu ti sia risposto da solo qui Tu vuoi scrivere questa storia, ci ritorni da tempo, ecco perché lo dovresti fare. Se i personaggi ti sembrano piatti, sfacettali: può sembrare un consiglio banale, ma alla fine è la storia che vuoi raccontare che deve guidarti. Prendi un blocchetto e butta giù tutta la trama, poi "sporca" i personaggi, rendili più reali mettendo caratteristiche che nelle persone ti colpiscono, anche in negativo e soprattutto sui personaggi protagonisti. Non aver paura di fare sbagliare i personaggi che più ti piacciono, specie quelli femminili, ma con errori dati da veri difetti e non in buona fede; quanto alla trama, ti posso solo dire quello che faccio io, cioè penso a dove voglio arrivare e poi costruisco una finta trama alternativa, che è quello che deve essere portato a credere il lettore... la finta pista. Funziona con i gialli, ma anche con i thriller e, più in generale, per me un buon colpo di scena funziona sempre. Se i personaggi ti sembrano piatti, riconsiderali, ma non partire mai dall'aspetto estetico, a meno che non sia caratterizzante (ad esempio nelle Cronache del ghiaccio e del fuoco il nanismo di Tyrion): devono essere persone "reali", quindi devono avere chiari difetti oltre che chiari pregi, così come i cattivi non possono essere totalmente malvagi, perché sennò sono macchiette. Un ultimo consiglio che ti do è quello di immaginare scene e dialoghi: ti capita mai di immaginarti intere conversazioni che intendi fare con le persone della tua vita? Fai lo stesso coi tuoi personaggi: tu sei loro, ma tutti tutti loro, e così come tu provi le tue conversazioni prima, devi provare le loro. In ultimo non ti abbattere: scrivere deve essere un piacere. Per aggiustare c'è sempre tempo, tu inizia a buttare giù quello che TU desideri scrivere, solo così potrà funzionare.
  14. A me aveva colpito molto per il fatto che non fosse una banale critica moralista, cioè che concentrarsi troppo sul possesso invece che l'essere fosse eticamente sbagliato, quanto piuttosto come confutava logicamente la sua utilità, rendendo la ricerca del "avere" come faticosa, litigiosa ma soprattutto insoddisfacente. Mi ricordo che c'era un pezzo molto interessante sull'autorità, la differenza tra "avere autorità" ed "essere autorevole", che secondo me era un esempio molto bello e molto calzante... ehm, ammetto che sono passati tipo quindici anni dalla mia lettura, quindi non mi ricordo così tanto