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Yaxara

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  • Genere
    Donna
  • Provenienza
    Marsiglia
  • Interessi
    Fantasy, Storia, Speleologia, Arrampicata, Fotografia, Fisica
  1. L'importante è che sia plausibile in uno scenario italico, nel tuo caso.
  2. Di che genere di romanzo stiamo parlando? Per la cronaca, il villaggio di Vigàta dei romanzi di Camelleri, in cui vive il celeberrimo Montalbano, non esiste realmente, quindi perché dovrebbe essere brutto?
  3. Come scrivere una lettera di presentazione a un editore

    Domandina scemina (ma più che altro una curiosità): nella lettera di presentazione è consigliato/si deve indicare come si è venuti a conoscenza dell'editore, soprattutto se la CE è piccola? E qualora la si sia incontrata qui, è bene dire del WD o fa tanto "ehi, frequentiamo lo stesso bar!"?
  4. Romanzi troppo lunghi

    Prendi quello che dico come se fossero chiacchiere da bar, magari si fa viva una delle CE che bazzicano il WD e darà risposte sensate. Comunque, credo che la risposta sia nella "gestione" del rischio: un libro "grosso" è più difficile da piazzare rispetto a uno di 200 pagine, oltre a richiedere un editing più lungo (non tanto per la qualità della scrittura, quando per il numero di caratteri che un editor è in ogni caso costretto a leggere). Quindi rappresenta un investimento più rischioso, da un certo punto di vista. Poi ci sarà forse un fattore dipendente dal genere: i lettori appassionati di certi generi (oserei dire il fantasy, per esempio) sono abituati a libri più voluminosi rispetto ai lettori di romanzi rosa. Sia chiaro, si tratta di un esempio a cappero, sarò lieta di essere smentita Se parliamo di cartaceo, c'è il costo del supporto: banalmente, più pagine, più costi di produzione, quindi libro dal prezzo più alto per rientrare nelle spese, e prezzo più alto uguale più lettori scoraggiati, da cui meno vendite. Questo potrebbe essere meno vero per gli ebook, ma sono ben lungi dal conoscere il mercato...
  5. Romanzi troppo lunghi

    Ciao @Eilidh , non sono una vera scrittrice, ma piuttosto una scribacchina (anche io da libroni non pubblicati, argh!). Ti quello che è il mio parere personale da lettrice: se un romanzo lungo mi interessa per la sua tematica/storia/stile, non mi importa che l'autore sia esordiente o meno. Ma in linea di massima mi interesso agli autori e alle loro opere solo dopo aver letto il libro che mi interessa. Il discorso cambia per le case editrici che devono pensare in termini aziendali. Sono vere in generale due cose: libro più grosso, costi più alti e che il bacino medio dei lettori (per esempio quelli che smozzicano poche pagine solo quando si annoiano) opta con maggiore difficoltà per i mattoni pensando "chissà quando lo finisco". Ora, forse la fascetta con scritto "Se vi è piaciuta L'etica del pollame da allevamento, adorerete questo libro di 2342 pagine!" fa più marketing di quella "Il mattone d'esordio di Illustre Sconosciuta". Forse.
  6. Creare Mappe e Cartine

    Peccato aver già disegnato la mia, visto che dopo gli ultimi lavori l'intonaco sopra al gabinetto potrebbe essere un'ottima mappa E infatti il vantaggio di AutoRealm è che permette di lavorare in vettoriale, anche se alla fine io sono scarsa e uso solo un ingrandimento in particolare...
  7. Come scrivere una sinossi

    Non vorrei dire corbellerie, ma certe CE (alcune qui sul WD) annunciano che, in caso di una saga, sono un po' più permissivi in fatto di lunghezza della sinossi. E se non erro @Silverwillow ha scritto tre/quattro tomi...
  8. La cura

    Commento senza alcuna velleità di andare nei dettagli, ma ci tengo a farti sapere che mi è piaciuto moltissimo il racconto!
  9. Audiolibri, che ne pensate?

    Trovo questa discussione e me rallegro. Mi aggiungo a @Lemmy Caution in quanto anche io devo sorbirmi tragitti in macchina solitari. Dove lavoravo prima potevo concedermi il bus e consacravo gli spostamenti alla lettura, ma ora non ho scelta. Per fortuna ho scoperto gli audiolibri, per ora quelli letti nella trasmissione "Ad alta voce". Non è come leggere, ma è sempre meglio ascoltare qualcuno che legge mentre sei imbottigliato nel traffico, che dover fare zapping fra programmi di dubbia qualità.
  10. Scheda personaggi

    Mie opinioni personali, opiniabili, ovviamente. La scheda personaggio come scrittore è utilissima e lo faccio anche io, avendone tanti. Tratti somatici, famiglia, data di nascita, eccetera. La scheda personaggio come lettore non mi convince moltissimo. Come già detto, il carattere e anche la descrizione del personaggio devono emergere dal romanzo, magari nei tempi necessari. Ormai non è più necessario riempire due pagine di descrizione di occhi/capelli/corporatura/vestiti come avrebbe potuto fare Walter Scott nel XIX secolo. Qualche particolare qui e là secondo il principio dello "show, don't tell" sono sufficienti al lettore. In fondo è un libro, non una campagna di Dungeons&Dragons in cui hai bisogno della scheda perché le informazioni siano sempre sotto mano. Se hai tanti personaggi e temi che il lettore si perda, si può sempre inserire una lista alla fine del libro, come hanno fatto per esempio G.R.R. Martin e Robert Jordan.
  11. Nelle tenebre

    @Eudes, grazie per il commento! A dire la verità mi ero posta il problema, poi mi sono detta che vista la brevità del brano, forse potevo permettermelo. Ho cambiato, infatti, nella versione su pc. Qui lo lascio a mo' di monito. grazie! A dire il vero siamo a metà del pozzo (inutile precisazione da speleologa) Però in effetti certi aggettivi li ho messi per allungare il brodo, sindrome da "troppo poche parole!!!" che mi prende assai raramente. Prendo in considerazione il consiglio in generale, durante una rilettura del mio romanzo ho notato la stessa cosa. Grazie! Alla fine è un raccontino senza pretese che ho buttato giù in una mezz'oretta, soprattutto per sbarazzarmi di un'idea che mi rigirava in testa da qualche tempo. Tanto meglio se si lascia leggere.
  12. Wattpad: opinioni ed esperienze

    Esattamente!
  13. L’idea di Pennac funzionerebbe in Italia?

    In merito ci sarebbe da aprire un discorso/voragine su come la scuola sia strutturata "male" riguardo questo particolare aspetto. Ma andrebbe moooolto off-topic. Cosa ci ha portato a Moravia, ahem... il fatto che il mio professore se non c'era di mezzo un'omosessualità più o meno latente non prendeva nemmeno in considerazione gli autori?
  14. L’idea di Pennac funzionerebbe in Italia?

    Personalmente non sono d'accordo: una cosa è l'amore per la lettura, un'altra la storia della letteratura. E lo dico dopo aver fatto un liceo classico in cui il nostro professore di italiano voleva fare solo autori contemporanei, fra cui Moravia. Il risultato è stato zero dibattito, zero riflessioni e solo un buco nella storia della letteratura italiana (colmato in parte solo perché sono figlia di due professori di italiano). A mio modesto avviso, un libro come i Promessi Sposi non si dà in mano come se fosse l'ultimo di Stephen King e non ha senso farlo per nessuno dei classici della letteratura italiana per il semplice fatto che dei ragazzi non hanno gli strumenti per comprenderli. Si dovrebbero affrontare assieme durante le lezioni, con un commento adeguato. Per quanto riguarda l'amore per la lettura, secondo me giunti al liceo non è più una cosa che spetti alla scuola: sono già passati otto anni di scolarizzazione da quando i pargoli hanno scoperto l'esistenza dei libri. Non dico che se uno non legge a 14 anni non leggerà mai più per il resto dei suoi giorni, però non credo che sia utile o produttivo voler imporre un libro da leggere che non abbia un interesse per la storia letteraria. Ho sempre letto un sacco da quando ho imparato, ma all'età di quindi anni la scuola mi impose di leggere "La lunga vita di Marianna Ucria" della Maraini, in un goffo tentativo della mia prof di lettere di invogliarci alla lettura e forse intavolare un dibattito sulla condizione della donna, e... non ce l'ho fatta. Andai a cercarmi su internet come finiva e una scheda dell'opera perché arrivata a metà non riuscivo ad andare avanti. Del resto, per restare in tema Pennac, fra i diritti del lettore è annoverato anche il diritto a non leggere. Chiudo con un'idea positiva: la mia professoressa di lettere delle medie teneva distinta l'ora di letteratura e l'ora di narrativa. Nell'ora di narrativa ci leggeva/faceva leggere in classe libri leggeri, come "Lo Hobbit". E fu lei che, nel 1998 (quindi prima dei film), ci portò in classe Harry Potter. A dimostrare che la lettura può essere tutt'altra cosa che un'imposizione e qualcosa da studiare.
  15. Intelligenza Artificiale, specifiche tecniche e cose varie.

    Ho una domanda: cosa dovrebbe fare questa AI? Perché con AI si intendono spesso cose da fantascienza alla Neuromante, ma amici che lavorano nel campo mi raccontano di compiti tutt'altro che entusiasmanti, come il riconoscimento di grafie manuali o l'elaborazione di informazioni piuttosto basilari. Insomma, al di fuori di ambiti di ricerca accademica o militare, l'AI non è quella cosa super-eccitante che ci raccontano Gibson o Asimov...
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