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Yaxara

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  • Genere
    Donna
  • Provenienza
    Marsiglia
  • Interessi
    Fantasy, Storia, Speleologia, Arrampicata, Fotografia, Fisica
  1. Posso dare la mia opinione da blogger a tempo perso (ho un blog personale da una decina che seguono in tre e che tengo per puro divertimento), visto che ne ho seguiti diversi: l'impressione generale è che la qualità è mediocre nel migliore dei casi e che quelli che hanno più "fave" e commenti li generano tramite lo scambio (commentami tu che ti commento io). A mio avviso la forma del blog, che in fondo è nata come un diario digitale, non è adatta per i racconti e ancora meno se questi sono a puntate. A meno che non si parli di racconti singoli abbastanza brevi, visto che il tempo di lettura del post di un blog credo non superi i cinque minuti. Ultimo ma non ultimo problema, in qualche modo comune al self publishing, è l'assenza di qualsivoglia filtro, da cui il rischio di essere sommessi da tsunami di fuffa e deprimersi moltissimo perché il tizio che scrive "Vita e miracoli di un batuffolo di lana nel mio ombelico", sbagliando tutti i tempi verbali, ha più visite/like/commenti di te.
  2. Se posso dare la mia opinione, dipende se vuoi che l'assassino sia scoperto facilmente o che la faccia più o meno franca. E anche dai partecipanti alla scena. Per dire, una vecchietta difficilmente potrebbe tramortire un aitante bagnino, mentre sarebbe più probabile che gli offra un caffè corretto all'arsenico
  3. Magari mi sbaglio, però durante un'autopsia un esame tossicologico potrebbe smascherare la sostanza, no? A meno che il tizio in questione non prenda già abitualmente, forse (non so, non sono un medico, guardo solo troppo X-Files :P)
  4. Se vuoi simulare una morte accidentale, potrebbe essere tramortito, sia in acqua che fuori, e poi ributtato in acqua per affogare. Tutti possono pensare che l'uomo abbia preso una testata inavvertitamente e voilà, un tragico incidente.
  5. A me in continuazione ed è la ragione per cui non trovo mai il coraggio di inviarlo. Posso sempre migliorare, trovare nuove idee, ritoccare qui e là... come diceva la mia prof di disegno delle medie, "un'opera non è mai finita, ma a un certo punto ci diamo un taglio". Hai fatto un grande passo già a farti accettare da una CE, mi pare un ottimo risultato! E se puoi fare meglio... beh, fai del tuo meglio con il secondo libro.
  6. @Silverwillow In effetti ho visto il tuo annuncio in bacheca dopo averti scritto. A mio modesto parere, le lunghe descrizioni iniziali come "la storia si svolge nell'Inghilterra del XIII secolo..." andavano bene per Walter Scott ai tempi di Walter Scott. Lo stile è cambiato e, escludendo la letteratura da bambini, suppongo che un libro con un inizio troppo didascalico rischi di essere scartato facilmente.
  7. Come dicono gli inglesi, high five, @Silverwillow ! Spero solo che non abbiamo scritto lo stesso libro... Stupidaggini a parte, mi ritrovo molto nel tuo messaggio. Anche io ho scritto un fantasy, diviso in tre parti, in cui la prima è piuttosto "preparatoria" a quello che accade dopo. Il primo libro copre una ventina d'anni con diversi salti temporali che mi sono funzionali perché i protagonisti maturino. Il primo e il secondo sono separati da sette anni (di cui mi piacerebbe scrivere una sorta di spin-off senza incorporarlo, perché tralascia totalmente una delle due megatrame). Senza contare la paginetta del prologo, che mi serve come fondamento della religione del mio mondo e che risale a mille anni prima dei fatti narrati. Personalmente, ho evitato tutti i possibili "riassunto delle puntate precedenti", focalizzandomi solo sull'azione e dando sporadiche informazioni al lettore per raccapezzarsi su "dove siamo nel tempo". Prologo a parte, il libro comincia in medias res, con un flashback e un personaggio che riflette su quanto è accaduto prima. Se posso darti un consiglio, prova con un proof reader. A me ha aiutato molto: il mio primo libro sembrava troppo staccato dal resto della storia e iniziava troppo lentamente, un lettore esterno mi ha fatto notare che tutto il primo capitolo poteva essere tagliato senza che il libro ne risentisse. Altre parti sono state ridotti per velocizzare e rendere più agevole la lettura. In ultimo, il discorso case editrici: posto che non sono un'esperta in quanto a pubblicazioni sono a zero tondo, ma l'idea di distaccarsi dal fantasy ordinario con un protagonista travagliato-qualche amico-un cattivo (non me ne vogliano i lettori della Troisi ) potrebbe essere un punto a favore. In fondo ci dicono sempre che gli editori cercano la novità, no?
  8. @Silverwillow Sono d'accordo, talvolta leggendo certe descrizioni mi scappa un "ma chissenefrega!". Poi all'improvviso Jordan piazza un momento di azione geniale ed è quello che ti mette la voglia di arrivare alla fine del libro. Quindi piazza tredici capitoli su "lei fa i musi a lui perché lui ha parlato a un'altra", nel mentre quelle tre si dividono un uomo, soffrono e, come dici, restano amicone. Anche io lo trovo maschilista, forse non con cattiveria, ma comunque infarcito di stereotipi sui rapporti uomo/donna. Però la trama è affascinante, mette veramente voglia di sapere come va a finire. Se fosse possibile sfoltirla di tutti i momenti di stagnazione/descrizione inutile/dialoghi inconcludenti, la saga terrebbe in cinque-sei libri e sarebbe meravigliosa, secondo me.
  9. Vabbè, volevo scrivere una critica "costruittva" e non positiva. Lapsus freudiano!
  10. Sicuramente dipende dalla persona. Per me il proof reader ideale è mio fratello, che sa essere molto critico. Diciamo che da un amico/parente accetto molto più facilmente una critica positiva che il "oh, bello, perché non lo pubblichi?".
  11. @JPK Dike , ho visto il tag solo adesso, viva la tecnologia! Comunque, direi che la chiave di tutto sia "al momento giusto". Ho letto un libro di cui non ricordo il titolo (pensa quanto lo ho apprezzato!) in cui il protagonista indaga in un bordello e a un certo punto, sbam! Una prostituta gli salta al collo e inizia l'amplesso. Ammetto che mi abbia mandato in corto circuito il cervello, tuttavia nel modo "ma perché?! Che senso ha?!". Per il resto sono d'accordo, la sessualità è un modo per definire i personaggi. @Kalley Per apprezzare le scene di sesso da lettrice tendenzialmente sì, ma ancora una volta, dipende se lo scrittore le sa usare. La scena di sesso descritta frettolosamente da Robert Jordan in uno dei libri de "La ruota del tempo" è imbarazzante: i due protagonisti sono adolescenti che vogliono farlo a tutti i costi, ma il sesso in sé è trattato come "un dovere coniugale", che cozza totalmente con i sentimenti che si vorrebbero descrivere. Personalmente (ma qui de gustibus), dal punto di vista letterario mi disturbano tantissimo le scene riassunte con "lei si spogliò, lui si liberò dei vestiti e fecero l'amore tutta la notte". Veramente mi danno ai nervi.
  12. @Miss Ribston Grazie mille per il riscontro! In effetti mi sono concentrata sul punto cardine "una frase", tralasciando il resto. Mi hai dato un spunto utilissimo sui cui riflettere e l'idea di dividere le due macrotrame è ottima. Finora mi sono sempre preoccupata di intrecciarle il più possibile per il timore che sembrassero troppo scollegate. Ho materia su cui riflettere.
  13. La risposta mi rincuora! Per curiosità, la casa editrice è svizzera o italiana?
  14. @Edison Il film in sé era divertente, ma quel discorso in particolare non mi ha fatto ridere molto. Magari sono io che non comprendo l'umorismo inglese, che è possibilissimo. Poi come ha giustamente evidenziato @ValeErre , dipende anche dalla personalità del personaggio in questione.
  15. In effetti è vero, con la conclusione fa molto meno effetto marketing dei poveri. Ho provato, mi è uscita una cosa del genere: Le lotte di potere della pasticceria CiccioBomba si intrecciano col conflitto fra l'Incarnazione della Tradizione, campione dei canditi nel panettone, e un eretico, che vorrebbe far convivere i canditi e le antiche uvette: la forza della tradizione la spunterà a mala pena, ma la pasticceria CiccioBomba ne resterà profondamente segnata. Nota: no, non ho scritto un epic fantasy ambientato in una pasticceria, però potrebbe essere un'idea originale...