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vally13

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  1. L'incubo delle presentazioni a rischio flop

    @Nik3004 ma si vai tranquillo! Considera che durante la seconda presentazione c'è stata una litigata tra persone del pubblico (io ho provocato parlando della condizione femminile in svizzera che non è delle più rosee). Comunque la signora che non la vedeva come me e amica della presentatrice ha comprato il libro, lo ha letto e mi ha chiesto la presentazione nella sua associazione. Quindi vai tranquillo che peggio della mia non potrà andare !
  2. L'incubo delle presentazioni a rischio flop

    @Nik3004 in bocca al lupo! Io ne ho fatte tre fino ad ora e ne ho altre due tra poco! Le prime tre sono state con presentatori diversi e cambia tutto! Anche il pubblico cambiava! Comunque il presentatore è la parte più importante per quello che ho visto fino ad ora. Prima di tutto può portare persone che non conosci o non verrebbero se lui/lei non ci fosse (a me è successo questo e queste persone mi hanno chiesto nuove presentazioni) e poi fa effetto avere qualcuno che parla bene della tua opera a parte te!
  3. L'incubo delle presentazioni a rischio flop

    @Marcello grazie, è andata benissimo! Metà sala vuota, ma ho guardato le sedie piene e ho pensato al tuo consiglio! Le sedie piene sono bastate a farmi sentire il calore del pubblico entusiasta. Molti non li conoscevo, amici di amici della relatrice. Due signore non le conosceva nessuno, un bel traguardo per un esordiente! Grazie ancora per il consiglio!
  4. Dipende anche dal target al quale il libro è dedicato. Ti racconto la mia esperienza. Una casa editrice free me lo pubblica, tutti gli amici non mi danno feedback, penso che a loro non piaccia e mi butto giù. In realtà il mio libro piace molto alla terza età (io ho 36 anni), ho avuto dei commenti ottimi da quel target e soprattutto da donne. Non so come ma ho scritto un libro per donne dai 50 in su e neanche me ne ero accorta! Quindi dipende dal libro e dal target, spero di averti tirato su!
  5. L'incubo delle presentazioni a rischio flop

    Domani ho una presentazione in una biblioteca molto attiva (mi hanno detto), la relatrice è una signora molto attiva sia in teatro che nella biblioteca. Il bibliotecario ha voluto comunque leggere il libro prima di dare l'ok e alla fine è andata bene! Con tutte queste premesse positive dovrei stare tranquilla e invece? Ho il terrore che ci siano molte sedie vuote (la sala ospita 80 persone). Sono terrorizzata e anche senza voce! Però ci vado a testa alta, come diceva qualcuno di voi in questa discussione non si sa mai, ne basta uno di nuovo lettore che si appassiona e la voce si sparge. Mi è successo ad una presentazione precedente, è venuta una signora amica della relatrice (che non faceva parte delle mie amicizie strette) ed è rimasta talmente entusiasta che mi ha invitato per una presentazione nella sua associazione! Non saranno molti, non so, ma può succedere! Tornando a domani mi dirò: non fa niente se ci saranno molte sedie vuote, basta una sola persona che ancora non conosce il libro e che si appassiona perché la presentazione sia comunque un successo! Insomma bisogna cercare di essere positivi e sorridere, anche se dentro sarò spaventatissima.
  6. L'Isola

    Grazie della dritta, vivendo qui ti dimentichi degli orologi a cucu' o della cioccolata! Volevo comunque aggiungere altre cose, tipo il lago di Zurigo pulitissimo, ma anche con alte concentrazioni di cocaina. Comunque ho letto un altro tuo racconto e complimenti, mi piace molto il modo in cui scrivi!
  7. L'Isola

    @Luce Allievi hai ragione, infatti forse sul finale dovrei aggiungere che parlo della Svizzera, dipende dove lo pubblico, in che contesto, qui lo saprebbero tutti, soprattutto del passaporto negato, dato che è una notizia calda in questo momento. Mi piacerebbe estenderlo e raccontare più cose. Per ora era una prova, chissà. Tu che dici, io lo rivelerei alla fine il paese. Grazie comunque era proprio quello che mi serviva, capire cosa generasse in un contesto estraneo.
  8. L'Isola

    Ho dimenticato di dire che l'ho chiamata isola rifacendomi a come l'ha chiamata un blogger (dal cui blog è nato un libro molto divertente) inglese espatriato in Svizzera: Switzerland, the landlocked island. In italiano non saprei come tradurlo bene, qualcosa tipo: Svizzera, l'isola racchiusa tra le terre. Suona malissimo, ma rende l'idea di una terra così vicina, ma anche chiusa, a parte, lontana.
  9. L'Isola

    Ve lo dico? Ma sì ve lo dico, è la svizzera! Se ne sa poco di queste cose proprio perché non se ne parla neanche qui tantissimo, qualcuno ci prova, ma è difficile. Grazie ragazzi, è venuto di getto!
  10. L'Isola

    Solo un piccolo appunto prima del testo. Tutti i fatti che trovate nel mio racconto sono reali e rispecchiano fatti realmente accaduti nel Paese (inteso come Nazione) dove risiedo. Chi indovina? Io vivo in un’isola bellissima: ha laghi, fiumi e montagne. Puoi fare il bagno dove vuoi, anche in città perchè l’acqua è sempre pulita, così come lo sono le strade, i prati e i parchi. Quest’Isola è meravigliosa, il bagno nel mare che la circonda non puoi farlo però, quello serve solo a tenere fuori i forestieri. Tutti i cittadini dell’Isola sono molto orgogliosi della loro terra e della sua bellezza. Ci sono cose che non vanno bene, ma visto che amiamo tutti la nostra Isola, non ne parliamo, così i problemi non esistono. A volte qualcuno prova a parlarne, spesso sono i forestieri però, quelli che non hanno ancora capito che se hai un problema e non ne parli il problema non esiste più. Nella nostra bellissima Isola, se sei una mamma, ti facciamo crescere i tuoi figli a casa, non c’è niente meglio di una mamma per crescere i figli. Non ti obblighiamo a stare a casa, abbiamo capito però che è più facile renderti impossibile lavorare. Siamo molto intelligenti sull’Isola, facciamo in modo che gli asili nido siano costosissimi e anche i doposcuola, infatti la scuola da noi ha la pausa pranzo e non ci sono le mense, solo i doposcuola a pagamento. Tanto noi a tuo marito lo paghiamo tanto, non hai bisogno di lavorare, la mamma è bello sia a casa e faccia trovare il cibo pronto in tavola. Non siamo stupidi, sappiamo che ti serve del tempo per fare la spesa e cucinare due pasti al giorno, quindi non avrai tempo di cercare un lavoro. Siamo proprio intelligenti sulla nostra bellissima Isola. Se sei un forestiero poi, se in qualche modo sei riuscito a superare il mare che usiamo per tenerti fuori e tenerci dentro, non sarà facile per te diventare un abitante dell’Isola. Non possiamo mica permettere che un forestiero porti idee che noi dell’Isola non condividiamo. Allora, dopo tanti anni che sei qui, se vuoi puoi fare un test e ti diciamo se puoi diventare un nostro concittadino. Però devi studiare prima, meglio se prima fai parte di qualche associazione, tipo quella di caccia. Noi amiamo le armi, tutti gli uomini hanno il fucile qui. Nella nostra bellissima Isola decidiamo noi se puoi diventare nostro connazionale, abbiamo una legge, ma è fatta in modo tale da poter farti una bella intervista e noi decidiamo le domande. Non tutti noi, solo quelli più’ influenti della cittadina o paese dove vivi. In città è un pochino diverso, ma non molto. Ma noi siamo intelligenti sull’Isola e abbiamo poche città, nessuna metropoli e tanti paeselli. Insomma ti chiediamo se fai la spesa nel negozio di paese, oppure se la fai dove vanno i forestieri, poi ti chiediamo se conosci il presidente dell’associazione di caccia e se ti piace fare la casalinga se sei donna. Ovviamente devi sapere il dialetto, perché nella nostra area si parla solo quello. Se vuoi puoi anche mentire se proprio vuoi essere nostro concittadino, ma ti ostini ad andare al supermercato dei forestieri. Però nel paesello noi lo sappiamo che non vai al piccolo negozio, quindi mentire serve a poco. Ad una ragazza forestiera lo abbiamo fatto, le abbiamo negato il passaporto. Lei è nata qui, ma sapete non si è mai integrata perché va al supermercato dei forestieri, mangia cose forestiere e non le piacciono le nostre splendide montagne. Sapete come lo sappiamo? Lo ha detto alla sua amica, che lo ha detto a sua madre, che lo ha detto al presidente dell’associazione di caccia. Siamo proprio intelligenti noi dell’Isola. Se vuole infatti, questa forestiera può sempre andare dal giudice e spendere tanti soldi per il processo. Alla fine il passaporto lo avrà ugualmente, ma avrà pagato per essere così forestiera. Ha pure studiato all’università e magari vuole pure un lavoro senza pensare ai figli quando li avrà. Noi siamo molto intelligenti sull’Isola perché cerchiamo di non far studiare tanto i ragazzi e li mandiamo subito a lavorare. In questo modo nessuno si farà mai delle domande su come è organizzata l’Isola e lei resterà sempre uguale. A noi dell’Isola piace la vita semplice di campagna, ci piace che le cose rimangano immutate, abbiamo dovuto rinunciare a qualcosa purtroppo. Tanti anni fa, ma neanche troppi, avevamo trovato un modo intelligentissimo per sbarazzarci dei poveri. Scusate non ve l’avevo detto, ma a noi i poveri non piacciono, se sei povero è perché sei pigro, così funziona sull’Isola. Dicevo, non molti anni fa, sempre con il solito metodo della commissione di paese, prendevamo i bambini ai poveri e li davamo ai contadini. Era un sistema geniale, perchè i bimbi, sin da piccolissimi, imparavano un mestiere e potevano un giorno non essere piu’ poveri. Ovviamente non dovevano più’ vedere la madre, il padre e i fratelli, altrimenti si sarebbero impigriti. Alcuni non ce l’hanno fatta, non avevano il fisico. Ma devi essere allenato sull’Isola, altrimenti non puoi apprezzare una corsa sulle montagne. Un’altra cosa molto intelligente che facevamo era mettere in prigione le ragazze madri. Anche questo non molto tempo fa, poi abbiamo dovuto smettere, ma di tutte queste cose non ne parliamo, cosi’ il problema non esiste. Ve l’ho già detto che i nostri treni e i nostri autobus e tram sono sempre in orario? Non siete d’accordo con me che la nostra Isola è perfetta? Dovreste seguire il nostro esempio: se c’è qualche problema basta non parlarne e quello PUFF, come per magia sparisce.
  11. monologo interiore

    Mi sembra non ci sia una discussione su questo genere, Lo so è un genere un po' ''passato'', non molti lo usano, mentre io lo adoro! Mi piace scrivere cosi': mi diverto, mi intristisco, mi arrabbio. Insomma lo trovo perfetto per il mio modo di scrivere. Chi altro di voi lo usa?
  12. Kundera, Milan

    Ah Kundera è il mio scrittore preferito, lo adoro. Ha un modo per me sensuale di scrivere. Amo i suoi prologhi cosi' filosofici, dove capisci in che direzione il libro andrà e quali cassetti dell'animo umano aprirà. Se solo sapessi scrivere come lui! Lo vedo un po' come un punto d'arrivo, come l'Olimpo!
  13. Il mostro della brevità

    Anche io la penso così e anche a me due CE hanno voluto il mio libro che è di un centinaio di pagine (diciamo con un'impaginazione standard), non ricordo esattamente il numero di battute. Penso che dipenda semplicemente da quello che il libro trasmette, il mio è un diario/monologo interiore con un unico personaggio. Se invece hai molti personaggi e una trama complicata, molto probabilmente devi allargarti di più (descrizioni di ambienti, personaggi etc..), ma non è detto!
  14. Domande alle presentazioni del tuo libro

    @ElleryQ Grazie infatti ha detto che non se la sente... Chiederò ad un'altra giornalista che vive qui.
  15. Domande alle presentazioni del tuo libro

    Ma come lo avete trovato il relatore? Alla mia prima presentazione ho avuto una giornalista amica di famiglia e ok, pra ne devo fare una nel posto in cui vivo e non ho nessuno.... Ho un'amica che ha adorato il libro, se ne è proprio innamorata, potrei chiedere a lei, ma non so se se la sente...
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