Marco ML

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  1. Grazie, è probabile che mi prenda una pausa. Se poi scrivere non mi mancherà, allora diventerà una scelta definitiva.
  2. Ti quoto già per l'immagine di profilo, il Truman Capote (interpretato da Philip Seymour Hoffman) autore del capolavoro dal quale ho tratto la mia. Per quanto riguarda ciò che hai scritto, beh, non hai tutti i torti, ma lo scopriremo solo vivendo.
  3. @nanoFatato Ho iniziato a scrivere perché volevo condividere dei punti di vista attraverso delle storie, però non è che mi basti farlo con uno sparuto numero di persone... Ora come ora, la sola idea di continuare a inviare i miei manoscritti in giro a centinaia di addetti ai lavori (blogger, agenti, editori) mi rattrista. L'orgoglio mi suggerisce di smetterla di farmi del male.
  4. @AdStr @massimopud Per quel che riguarda il denaro, non mi sono espresso in modo sufficientemente chiaro. Non è che voglia diventare per forza un autore di bestsellers, ma essere cercato da un migliaio di persone, per un guadagno di un misero euro a copia, non mi sembra una pretesa.@JPK Dike Non mi va di farmi pubblicità qui, perché il forum è nato più che altro per scambiarsi le esperienze come faccio io. La pubblicità me la sono fatta altrove, vanamente. Comunque ti ringrazio.@riccamaz Dopo il flop della presentazione e i rifiuti delle agenzie mi sento svuotato, apatico. Prima scrivevo tutti i giorni, ora penso che rivedere da solo i miei testi non serva a nulla. Non posso farlo per un seguito di una decina di persone, non ce la faccio.
  5. Dillo a Saviano, De Luca o Volo e vediamo se sono d'accordo. Forse in Italia sono solo delle eccezioni, però negli Usa gente come King, Brown, Cornwell, etc.. di soldi ne han fatti e ne fanno ancora.
  6. @Rototom Restando sul pezzo e non andando O.T., direi solo che quest'agenzia, valutando in modo assolutamente superficiale il mio romanzo, con me ha chiuso i battenti. Che si trovi altri bancomat.
  7. @alex_gir Per banchetto intendevo uno scaffale dedicato all'ingresso. Quando entro in uno store Mondadori o Feltrinelli e ci vedo Antonella Clerici mi assale la depressione. Non so come abbia venduto 6.000 copie su Amazon l'autore di cui parli, forse era uno di quei tipi che chiede l'amicizia su Facebook a cani e porci nei gruppi di lettura e dopo due minuti gli chiede di comprare il libro.
  8. @heightbox Beh, se consideri che l'agenzia si stampa asserisce di aver invitato blogger e giornalisti e si è presentato un pubblico di persone normali, allora non è un successo.E' anche vero che quelli non si scomodano per uno sconosciuto.
  9. Un'agenzia con gli attributi non si dovrebbe vantare di aver piazzato un contratto con un grande editore, dovrebbe essere uno standard. E' come se io mi vantassi di uscire con Charlize Theron quando di norma frequento Mariangela Fantozzi.
  10. @alex_gir Il libro l'ho pubblicato con un editore free, però non fa pubblicità, non investe, etc... Non ha i mezzi e questo lo possiamo tutti comprendere. Finora ho venduto solo il formato Kindle a 1.99 € al pezzo, una decina di copie per un guadagno di 0,80 centesimi in tutto. La presentazione pagata di tasca mia è stata un flop, con 20 presenze e 5 copie vendute. Abbiamo chiesto spazi a Mondadori e Feltrinelli e ci hanno detto che se ne riparla a gennaio, ma vuoi scommettere che in quel mese ci diranno la stessa cosa per i prossimi? Di avere un banchetto in quei negozi non se ne parla, figurati... Ci trovi solo gli affermati. Vuoi sapere perché scrivo? Perché vorrei essere letto, non da venti persone. Non mi sembra una pretesa, eppure è così. Per quel che riguarda De Carlo, sappi che Morandi canta Uno su mille (...ce la fa). Di libri ne ho già pronti altri due, però sono già stati rifiutati dalle agenzie. Li ho corretti con le loro indicazioni e li invierò di persona agli editori. In teoria, ora dovrebbero essere perfetti, tuttavia resto scettico. Dovrei scrivere ancora per la gioia di quei 4-5 ammiratori? Dimmi tu. Ciao e buona serata.
  11. Gentili ex colleghi, io ci rinuncio. Dopo anni di self, pubblicazioni con piccoli editori, schede a pagamento fornite da agenzie che rifiutano a priori, non ne posso proprio più. Se anche una presentazione remunerata di tasca mia a un'agenzia di stampa è un flop, allora significa che esiste un destino e che è inutile combatterlo. Non venite a dirmi che si scrive per passione e non per fama o denaro, non siate ipocriti. Chi di voi passa sei mesi a scrivere un romanzo e poi è felice di farlo leggere a 10 o 20 persone? La speranza di arrivare al grande pubblico c'è sempre, siate sinceri. Se nel nostro futuro c'è la Presidenza del Consiglio, non dobbiamo sbatterci più di tanto per arrivarci. In caso contrario, possiamo iniziare a fare politica già a dieci anni mentre giochiamo con l'automobile radiocomandata, tanto non serve a nulla. Con questo vi saluto e vi faccio i miei migliori auguri.
  12. @alex_gir @lapidus Io sarei meno insofferente se, dopo la scheda pagata fior di quattrini che nessuno mi ha regalato, avessero il buon gusto di offrire un'opportunità dopo la revisione del testo in base alle loro indicazioni. Sarebbe logico e corretto, ma se ne sbattono tutti altissimamente, tant' è che appendo la penna al chiodo. E' finita, vi auguro buona fortuna.
  13. Pochi giorni fa ho ricevuto dalla Bennici & Sirianni la scheda di valutazione pagata ben 290 €. Già nelle prime due righe hanno scritto che non è adatto al mercato editoriale, cosa che già fa passare la voglia di leggere il resto. Oltre a dover essere più delicati, dovrebbero essere anche più lucidi nell'impostazione. I loro giudizi sono affrettati, banali, precostruiti e si capisce bennissimo che lo scopo non è scoprire un emergente, ma solo intascare il denaro relativo alla scheda, il nuovo business dopo l'editoria a pagamento. A onor del vero, per tale nefandezza sono tutti sullo stesso gradino del podio. Nel mondo letterario dominato da maghetti, orchi, vampiri ed erotomani, sentirsi dire che la propria storia è inverosimile quando tanti vorrebbero agire come il mio personaggio ma non lo fanno per mancanza di fegato, è decisamente fuori luogo. Quelli di 50 sfumature sono più credibili? Il Codice da Vinci col frate assassino e albino?Mah! Stendiamo un velo pietoso definizione del mio lessico: scolastico. Uno che usa termini come apostata, abiurare, obnubilare ha un linguaggio elementare? Forse sono abituati ai sofismi di Nicky Vendola. Ops, ho usato sofismi che è una parola da asilo, scusatemi... Non voglio né tediarvi con i dettagli per ciascun parametro, semplicemente ve la sconsiglio.
  14. @Il Conte Esattamente, carissimo. Io accetterei il servizio di editing SOLO e SOLTANTO se mi garantissero la rappresentanza e la pubblicazione, altrimenti dovrebbero ridarmi i soldi indietro. Per quel che riguarda la scheda di valutazione, una volta letta una è come se le avessi lette tutte. Si concludono con la frase standard che è una sentenza definitiva: "Non adatto al mercato editoriale attuale".
  15. E' incredibile come alcuni professionisti del settore, pur di piazzare il loro prodotto, cerchino in tutti modi di raggiarare dei poveri aspiranti scrittori. Ho sentito dire (testuali parole) a uno di loro che si occupa di editing che senza il loro aiuto è impossibile arrivare a un grande editore e che l'alternativa sarebbe pagare fior di quattrini per pubblicare con loro. Praticamente ha paragonato la major a un comune EAP. Gente, ma come abbiamo fatto a non pensarci prima? Tiriamo fuori 10.000 o 50.000€ e paghiamo un colosso per avere il suo logo sui nostri libri e la nostra faccia nelle vetrine dei loro negozi!