lapidus

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  1. 19 considerazioni sparse

    @Stellina_90 Ho messo la frase giù secca per rendere l'idea. Tieni presente che si stava parlando di ipotetiche cause che uno scrittore avrebbe per rifiutare Mondadori. Il fatto delle presentazioni mi sembrava un po' debole, tutto qua. E' un po' come se uno volesse giocare a calcio da professionista, però poi non ha voglia di sobbarcarsi ritiri, viaggi e trasferte. Purtroppo queste cose fanno parte del pacchetto. @L'antipatico In teoria il tuo ragionamento non fa una grinza. La presentazione però non è solo finalizzata a vendere copie del libro, è anche un'occasione per stringere rapporti con le librerie (che magari con la scusa dell'evento qualche copia in più la espongono), per conoscere giornalisti o altri scrittori, per farsi recensire dalla stampa locale, ecc. Insomma, le presentazioni rimangono uno dei modi (non l'unico per fortuna) che uno scrittore ha per farsi conoscere. Poi è ovvio che la cosa deve avere un minimo di senso, però è molto difficile che tu possa sapere prima quante persone interverranno. Ti faccio un parallelo con il mondo della musica: pensa che Vasco quando ha iniziato negli anni '70 faceva dei concertini che nessuno lo cagava di striscio, anzi la gente sotto gli tirava delle palline di carta. Non credo si divertisse molto. A un certo punto ha pensato anche di smettere, poi sappiamo com'è andata a finire. Tornando ai libri, lo stesso discorso se il gioco vale la candela lo si può fare per le recensioni sui blog letterari: difficile che ti facciano vendere (al massimo qualche copia), però lo stesso si manda in giro il libro perchè è pur sempre un modo per farsi conoscere. Anche perchè se togliamo tutto quello che non ci sposta immediatamente le vendite, rimane ben poco. Questa francamente non l'ho capita. Cioè, io piccolo autore devo farmi un mazzo così per organizzare presentazioni, contattare locali o librerie, supplicare qualcuno di farmi da relatore, pagarmi il costo delle trasferte... per poi comprare a mie spese il libro e regalare le copie ai presenti? Sì, e poi magari vado pure a casa loro e glielo leggo prima che si addormentino Premiare i fan? Quali sono i fan? I fan nella piccola editoria (al di fuori di amici e parenti della propria zona di appartenenza) semplicemente non esistono. E in ogni caso, se uno è fan, il libro lo acquista volentieri per supportarti un minimo. No, perchè se oltre a impiegare mesi e anni per scrivere il libro, mesi e anni per trovare uno straccio di editore serio, mesi o anni per vederlo finalmente uscire... poi lo dobbiamo pure regalare...
  2. 19 considerazioni sparse

    Preciso che non era mia intenzione denigrare nessuno. Io per primo quando devo fare una presentazione sono assalito da mille ansie, faccio molta fatica a parlare di me e del mio libro, ho sempre paura di dire banalità o di non essere capito. E se mi devo spostare fuori dalla mia zona, le ansie si moltiplicano a dismisura, specie quando ti trovi a parlare di fronte a tre persone. Come si fa a superare questa cosa? Credo ci voglia un certo allenamento: alla prima presentazione ci sarà moltissima ansia, alla cinquantesima molta meno. Purtroppo, e questo è un dato di fatto, oggi non è possibile pensare di scrivere un libro, spedirlo agli editori e, una volta firmato il contratto, sedersi alla scrivania per riscriverne un altro, aspettando il rendiconto delle vendite. Persino Fabio Volo, che di per sé non avrebbe un gran bisogno, all'uscita di un suo libro si mette lì seduto a fare presentazioni e a firmare copie; senza contare le ospitate e le varie trovate pubblicitarie. Spiace vedere come quelli che possono essere semplici consigli da parte di chi bazzica da tanti anni questo 'simpatico' mondo editoriale (anche se a livelli molto bassi), possano offendere qualcuno invece che aiutarlo.
  3. 19 considerazioni sparse

    Giordano ha pubblicato altri 2 libri che hanno venduto tanto (non come il primo): 1 per Mondadori e 1 per Einaudi. Di sicuro si può definire uno scrittore di successo. Di sicuro ha lasciato il segno. Di sicuro vive di scrittura. Quanti di noi faranno altrettanto?
  4. 19 considerazioni sparse

    Si vede che non hai mai provato la delusione di vedere il tuo libro, l'opera a cui hai dedicato mesi o anni della tua vita, uscire tra il disinteresse generale e vendere 200 copie. Ci si può bruciare anche in questo modo. Mi sembra che, in generale, si dia per scontato che tutti avremo una mirabolante carriera di scrittori, tanto da arrivare a porsi certi problemi... addirittura non fare a cambio con il successo di un Brizzi o di un Giordano mi sembra esagerato (parliamo di libri che hanno lasciato un segno e anche bello profondo). Io mi pongo in una prospettiva più umile e apprezzo molto @MatRai che mi sembra se la stia vivendo con assoluta serenità.
  5. 19 considerazioni sparse

    Avrà anche deluso con i libri successivi, però intanto ha scritto un best seller che ha venduto milioni di copie in tutto il mondo e da cui è stato tratto un film. Direi che il suo apice lo ha avuto. Quanti possono dire di esserci riusciti? Stesso discorso vale anche per Brizzi con 'Jack Fruciante'. Non mi pare che con i successivi libri abbia replicato tale successo, anzi. Però intanto Jack Frusciante è diventato un libro generazionale, a distanza di oltre vent'anni è sempre lì in libreria, non so neppure a quale ristampa siamo arrivati. Questa cosa, il fatto di non replicare un successo del genere, vuol dire bruciarsi? Se è così io mi brucerei più che volentieri
  6. 19 considerazioni sparse

    Dimentichi la stanchezza e lo stress dei continui viaggi per le trasferte europee... per non parlare delle tournée estive in Cina o in Arabia. Sai mica? Ma chi te lo fa fare? A parte gli scherzi, a me vien da dire che la grande casa editrice logora chi non ce l'ha (me per primo ).
  7. 19 considerazioni sparse

    @JPK Dike Sì, però sopra si dicevano che tantissimi esordienti rifiutano. Secondo me per capire le statistiche o le probabilità di vedersi offerto un contratto da Mondadori (senza avere santi in paradiso), bastano le statistiche di questo sito attorno al quale gravitano o sono gravitati una miriade di scrittori esordienti. Certo, nella storia della ce ci sarà anche chi ha rifiutato. Però continuo a non credere che lo facciano in tantissimi.
  8. 19 considerazioni sparse

    Io però non ho detto questo. Ho detto che non credo che tantissimi esordienti rifiutino Mondadori, per i motivi esposti sopra.
  9. 19 considerazioni sparse

    Io non ci credo. 1) Non credo che Mondadori offra un contratto a tantissimi esordienti, anzi... 2) Tutti quelli che scrivono un libro sognano di pubblicare in grande. Se uno sogna davvero di fare lo scrittore (se ne ha lo spirito) non credo rifiuterebbe la proposta della più grande casa editrice italiana per poi pentirsene tutta la vita. Casomai è il contrario: tutti aspettano con impazienza di poter avere la grande occasione, esattamente come il surfista aspetta l'onda perfetta (per cosa? per il gusto di lasciarsela sfuggire?). 3) Se uno scrittore ha paura dello stress, delle presentazioni, delle ospitate, dell'esposizione... allora è meglio che non faccia lo scrittore. Ma anche lavorare, andare avanti e indietro in treno, partecipare a riunioni, sottostare a obiettivi, non è che sia divertentissimo.
  10. Fare Network (al WD e fuori)

    Questo è un aspetto che ritengo molto interessante e, a mio avviso, nemmeno troppo complicato da realizzare. Forse si potrebbe dedicare una sezione per l'organizzazione di singoli eventi o book tour. Per esempio se ci fosse un autore della mia zona che è interessato a presentare nella mia città, potrei dargli una mano cercando di indicargli il luogo più adatto (libreria o caffè letterario o altro ancora). Sarebbe già qualcosa. Magari se il suo libro mi piace potrei pure presentarlo e organizzare io, ovvio che in questo caso dovrei averlo letto. Dico questo perchè a me sarebbe piaciuto organizzare più presentazioni dei miei libri, ma senza un contatto o un appoggio l'ho sempre trovato enormemente faticoso. Siccome sappiamo che le piccole case editrici di grandi aiutini in questo senso non te ne danno (non per cattiveria ma perchè nemmeno loro hanno agganci), fare network in questo senso trovo che sarebbe importante. E intelligente.
  11. Fare Network (al WD e fuori)

    Io penso che almeno un supporto reciproco a livello di contatti e presentazioni si potrebbe tranquillamente fare e aiuterebbe non poco.
  12. 19 considerazioni sparse

    @MatRai Ammetto che di fronte a un caso come il tuo mi sento un po' di difficoltà. Da un lato è davvero bello (oserei dire fantastico) pensare che c'è qualcuno che ce la fa a pubblicare con una big senza godere di raccomandazioni né di canali privilegiati. Dall'altro temo che la tua storia possa creare una specie di illusione di massa: ci sarà una moltitudine di autori che in questo momento starà pensando: "ecco, se ce l'ha fatta lui che è il signor nessuno e non aveva dietro un agente né altro, allora ce la posso fare anch'io". E giù a inviare manoscritti a tutte le più grandi case editrici del pianeta. Senza considerare che su oltre diciottomila utenti del forum, storie come la tua le possiamo contare sulle dita di una mano. Quindi, è evidente che le possibilità ci sono, ma sono una su ennemila e vanno anche collegate a una serie di variabili e non solo a un fatto tecnico o di bravura. Se non si ha questa consapevolezza si rischia di finire in un tritacarne, e alla fine questo meccanismo crea infelicità e frustrazione. Quello che voglio dire è che è giusto provarci, ma alla fine ognuno ha il proprio percorso che non per forza porta dritti al successo o al grande pubblico. Si può fare letteratura e si possono scrivere ottime cose anche rimanendo nell'underground o magari nemmeno in quello. L'importante è migliorarsi sempre, dare il massimo e soprattutto essere onesti con se stessi.
  13. Sì, però purtroppo non è sempre così. Giusto per fare un esempio... Io ho un amico che qualche anno fa è arrivato tra i 12 finalisti dello Strega. E' stato rappresentato da 2 delle più grandi agenzie italiane (parlo davvero del top) ed è tuttora rappresentato da una di queste. Anni fa è stato lui a essere cercato dagli agenti e ha avuto la fortuna di poter scegliere. Ebbene, nonostante questo, non è mai arrivato a vendere 1.000 copie. Però almeno gode di credibilità e visibilità nell'ambiente.
  14. @NayaN Secondo me, oggi come oggi, gli introiti maggiori per un'agenzia arrivano comunque dalle schede di lettura. Ad eccezione, ovviamente, di quelle poche agenzie che possono permettersi in scuderia autori che vendono decine, se non centinaia di migliaia di copie, e sono tradotti all'estero. Supponiamo che l'agenzia prenda in carico un autore esordiente e lo faccia pubblicare con una buona casa editrice che gli fa vendere 2000 copie (che non sono poche, anzi). L'autore percepirà royalty per circa 2000 euro (1 euro a copia, al netto dell'iva, giusto per semplificare). L'agenzia su questi 2000 euro ci ricava circa il 15%, che alla fine sono 300 euro. Queste 300 euro l'agenzia le può guadagnare molto più velocemente attraverso la scheda di lettura, motivo per cui ormai quasi tutte adottano questo passaggio obbligato (tranne quelle 4/5 che mantengono il modello anglosassone). A me sembra comunque abbastanza facile capire quali sono quelle con cui vale la pena provare: basta andare nel loro sito e spulciare l'elenco delle loro pubblicazioni e dei loro autori.
  15. Agenzia Literaria

    Più che altro non ti leggeranno. Quindi non ha molto senso, anche perchè potrebbe precluderti future possibilità.