villegas

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villegas ha vinto il 14 febbraio 2013

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Su villegas

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    Psychedelic Man
  • Compleanno 11/05/1977

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  • Sito personale
    http://giannivillegas.wordpress.com/

Informazioni Profilo

  • Genere
    Maschio
  • Provenienza
    Verona
  • Interessi
    scrivere. creare, ascoltare musica, leggere, leggere, leggere!
  1. La seconda che hai detto, anche se sinceramente è importante pure in fase di prima stesura cercare di scrivere correttamente. L'ispirazione non deve essere sopraffatta dall'impeto
  2. Credo onestamente non ci siano risposte univoche al tuo quesito. In fondo quanti libri annoiano dopo un po', e non si vede quasi l'ora di arrivare alla fine. E di contro quanti libri sono pienamente compiuti entro poche pagine, al punto che si avrebbe magari desiderato di continuare? Quindi, a fare la differenza è sempre la forza espressiva della storia raccontata. Poi, un romanzo può essere ben scritto, definito e sviscerato ma magari lo si può ampliare descrivendo maggiormente le emozioni dei protagonisti (scelta che però può rivelarsi dannosa, qualora l'autore finisse per "imbarcarsi" nell'introspezione pura e senza costrutto).
  3. Posso capire lo spiazzamento di un interessamento precoce, però anch'io ti direi di temporeggiare, nei limiti ovviamente. Da esterno è facile dare questo consiglio, cioè di pazientare in attesa magari di riscontri migliori e più quotati, ma mi rendo conto che la prospettiva di una pubblicazione più o meno immediata possa ingolosirti. Però se i tentennamenti riguardano soprattutto la scarsa promozione e distribuzione, beh, allora a meno che tu non punta davvero in alto, devi metterti l'anima in pace che per la quasi totalità delle piccole - ma anche di tante medie - il punto problematico è proprio questo.
  4. Ma stiamo scherzando dai... Bisogna essere sempre sè stessi, al limite può essere utile imparare a "vendersi" un po' bene, incuriosendo chi andrà a leggere la nostra presentazione ma ricamare su curriculum o chissà quali studi universitari direi proprio non sia una scelta adeguata.
  5. ciao Agave... beh, orribile potrebbe sembrare eccessivo come aggettivo, però credo che ognuno di noi, seppur soddisfatto del proprio lavoro, avesse la possibilità di riscriverlo, cambierebbe qualcosa. Mi rendo conto che avrei potuto osare di più nel mio primo romanzo. All'epoca fu una scelta quasi consapevole quella di non strafare, preferendo concentrami sulla trama che di per sè era già piuttosto complessa per un'opera prima. Se sono contento di come sono riuscito a tenere pienamente legate le tante vicende, dall'altra sicuramente mi sarei soffermato maggiormente sull'interiorità dei singoli personaggi, avrei voluto sviscerare di più le loro emozioni, condividerle col lettore. Invece troppe volte ho lasciato intendere certi sentimenti che stavano provando, senza addentrarmi troppo sui risvolti psicologici di ognuno (maledetti quei libroni a sfondo psicologico che un po' mi avevano stancato all'epoca in cui lo scrissi). Temevo di appesantire il tutto e invece probabilmente l'intero testo ne sarebbe uscito rafforzato. Ma forse parlo così perchè nel frattempo di acqua sotto i ponti ne è passata e ho acquisito anche più esperienza, per così dire. Riconosco in toto la mia storia, il mio libro ma molto semplicemente riconosco come fosse inevitabilmente acerbo. Credo che la stessa cosa possa valere per alcuni punti del tuo romanzo d'esordio, ma non certo che fosse orribile
  6. posso concordare... il fatto è che... trovare un agente "serio", quanto meno medio/grande è facile quanto trovare una casa editrice media/grande!
  7. Una fantastica recensione dal blog "Note d'Azzurro" del giornalista Carlo Calabrò, che ringrazio davvero di cuore per le bellissime parole spese sul mio libro. http://notedazzurro.blogspot.it/2015/03/recensioni-letterarie-revolution-90-di.html
  8. Una bellissima, quasi commovente, recensione del critico musicale Claudio Lancia. Ne sono molto soddisfatto perchè Onda Rock è uno dei più influenti e seguiti siti musicali su piazza http://www.ondarock.it/speciali/giannigardon_revolution90.htm
  9. Viste le credibili testimonianze di Sarah, direi che in Italia come sempre non c'è voglia di rischiare, mentre concordo sul fatto che all'estero possano essere attratti da autori italiani solo se parlano del proprio paese. Ricordo bene un libro di Grisham, dedicato al football americano. L'ha ambientato in Italia, ma con l'ottica dell'americano che p venuto qui a soggiornarvi (in quel caso, per giocare a football appunto). E' stato un tentativo a mio avviso molto interessante, oltre che riuscito, di calarsi nella nostra mentalità, senza rischiare di scrivere cose che non conosceva. Ma stiamo parlando di un gran professionista, non tutti sanno padroneggiare le storie come lui.
  10. Acquistato l'ebook, lo leggerò volentieri. Unica cosa, la mia coda di lettura attuale è lunghissima, ma io leggo molto e vedrai che presto ti saprò dire come l'ho trovato
  11. Intervengo solo per dire che il salto di qualità "vero" lo si ottiene quando uno scrittore esce dalla cerchia di amici, parenti e conoscenti. E' quasi banale sostenerlo, e ovviamente diviene difficile incuriosire nuovi lettori che non ti conoscono e devono per prima cosa venire a conoscenza che il tuo libro esiste. Scusate l'esagerazione ma il difficile, l'ho già sostenuto altrove, è farsi notare in mezzo a un numero sempre più ingente di uscite letterarie. Quello però, permettimi se ora mi rivolgo a te in quanto neo editrice e non scrittrice "collega", dovrebbe essere un compito quanto meno da dividersi. La catena di Sant'Antonio letteraria per me sarebbe controproducente, uno leggerebbe perchè obbligato e perchè consapevole che qualcun altro poi ricambierà il favore. Io per primo sostengo anche come lettore diverse case editrici indipendenti, ma credo che il movimento dovrebbe nascere in modo spontaneo. Uno deve leggere perchè invogliato in modo naturale a farlo, non perchè lo ritiene un dovere morale
  12. Domanda interessante Virginia, me lo sono chiesto anch'io tante volte, e non saprei da dove iniziare anche solo a voler pensare di proporre all'estero i miei libri
  13. Ammetto che anch'io sono finito a spulciare nel tuo sito (in fondo il forum serve a farci conoscere) e direi che innanzitutto scrivi bene, e questo è già un primo passo importante. Poi sei di tuo molto introspettiva e profonda, lo si capisce anche dagli articoli che pubblichi nel tuo spazio. Il pessimismo latente emerge però spesso tra le righe e alla fine, almeno per me, ha indotto ad approfondire, perchè di persone superbe - anche qui - è pieno il mondo e pertanto ben venga un po' di umiltà. Ora a mio avviso direi di tener buoni i consigli dell'editore di Nativi e di Dolcenera, con la quale mi sento di condividere le ultime osservazioni. Anche a me la presentazione non convince e forse nemmeno quella definizione di "narrativa psicologica" può indurre molti alla lettura. Non fraintendermi, tu tra l'altro hai intrapreso un percorso di studi affine, ma quella terminologia potrebbe apparire un po' più pretenziosa, come se il tuo libro fosse un lungo flusso di coscienza (e per quel tipo di racconti, occorre essere proprio particolari per coinvolgere il pubblico!). Però a maggior ragione, ti dico di continuare a migliorarti, ne possiedi gli strumenti, e di trovare un maggiore "equilibrio" nell'interpretazione dei numeri su amazon, senza esaltarsi troppo per le alte posizioni ma senza nemmeno scoraggiarsi se una settimana vendi meno copie che in altre. Facile a dirsi :-)
  14. Mah, secondo me, se ti sta a cuore questo progetto, devi cercare di dissuadere il tuo amico. Per quanto possa essere dotato per la scrittura e talentuoso, un atteggiamento da parte sua così restrittivo, di inviare solo a chi non richiede sinossi, a mio avviso si rivelerà controproducente.