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Komorebi

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    Da molti anni (mi pare 27, ma potrei sbagliare) sono in conflitto con me stesso. Nel continuo tentativo di migliorarmi, finisco solo per complicarmi la vita.

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  1. @Ginevra anche del mio compleanno si sono dimenticati, questi cattivoni. Tanti auguri!
  2. @Joyopi toy story versione triste, ho interpretato bene? Bel racconto!
  3. @Ghigo avevo dimenticato di commentare anche te! Sono una brutta persona. Come i delfini. Lo stile mi è parso buono, ma troppo rapida la narrazione degli avvenimenti. Da quando il protagonista si risveglia in una vita non sua fino a che non torna al proprio presente, i fatti si succedono rapidamente e il personaggio si lascia trasportare in modo passivo. Non ci sono crisi, da parte sua, paura, rabbia, dubbi. In teoria non dovrebbe sapere niente di sua moglie e della sua nuova vita, eppure riesce a mantenere relazioni adeguate con tutti. Mi rendo conto che si tratti di un racconto semplice e fantastico, ma la parte razionale che è in me (ed è una grossa parte, ahimè), esigeva più coerenza e reazioni più verosimili da parte del protagonista. un saluto!
  4. Ciao @Luna! Per banale, non intendevo tanto la storia in sé, quanto l'idea di partenza: un'artista che ha bisogno del proprio corpo e che se ne vede privato per mera sfortuna. Sarà che mastico troppi anime giapponesi, ma di violinisti che non possono usare un braccio ce ne sono a bizzeffe Per il resto, confermo (e mi spiace di sbagliare) che l'impressione che ho avuto è stata quella di voler commuovere il lettore a ogni costo. Ciò non toglie che in quanto a stile il racconto viaggiasse bene e sicuro. Erano questi due dettagli ad avermi fatto storcere il naso. Un saluto!
  5. @Plata ti ho votato e mi sono dimenticato di commentarti. Che brutta persona, che sono. In generale il racconto mi è piaciuto per l'ambientazione, un po' meno per la parte del sogno (non mi ha entusiasmato come trovata, avrei preferito ti fossi concentrato di più sull'ambientazione distopica). La scrittura semplice e pulita, comunque, ti hanno fatto aggiudicare il punto. Un saluto!
  6. Complimenti a tutti, organizzatori, giudici, tabellonieri, partecipanti, vincitori e vinti. Ammetto di essere in parte sollevato per non aver vinto perché sarebbe stato difficile, per me, essere giudice del prossimo MI XD. Alla prossima! Che magari non sarà la prossima domenica, per me, ma comunque alla prossima!
  7. @Luna da un punto di vista stilistico, ho poco da dire. A parte il dialogo con il commesso del negozio, in cui la protagonista si sfoga un po' troppo e un po' troppo presto (nemmeno lo conosce!), lo stile mi è piaciuto e la narrazione è fatta bene. In alcuni punti si rischia di diventare ripetitivi, ma è poca cosa e basterebbe asciugare un po' qui e un po' lì per sistemare il tutto. Quello che mi è piaciuto poco, invece, riguarda il tema, che ho trovato un po' banale. La narrazione, inoltre, tende in più punti a diventare drammatica, quasi melensa, come per voler a ogni costo commuovere il lettore. L'argomento e la sofferenza della protagonista dovrebbero essere riportati in maniera più velata, magari soffermandosi meno sui pensieri di lei e più sulla sua attività quotidiana, la sua passività e remissività, gli scatti d'ira (anche contro se stessa) ecc... Un saluto!
  8. @Emy ciao! Arriverò subito al dunque: il racconto è bello e, da quello che ho compreso, ciò che lo rende bello è da ricercarsi nella sua verità. Bisogna scrivere solo ciò che si conosce, tu l'hai fatto (e ci vuole coraggio) e la storia ne ha guadagnato. L'unico motivo per cui non ti ho votato, ma solo menzionato ad onore, risiede nella eccessiva ridondanza di alcuni concetti, ripetizioni che si accumulano soprattutto, in fine testo. Ti consiglio di asciugare la scrittura, renderla più rapida e scorrevole, nel caso, anche di togliere alcune frasi ripetute, che appesantiscono la lettura. A parte queste piccolezze di stile (ma che mi hanno trattenuto dal votarti), il racconto va benissimo così com'è.
  9. @M.T. il racconto, nella sua semplicità, non è male, ma ci sono state due cose che non mi sono piaciute: 1) la prima parte, per me, è troppo puntigliosa nella descrizione: il ritmo è lento e faticoso. Vero è che stai rendendo per iscritto la difficile pedalata, ma comunque, dato che si tratta di un incipit, avrei preferito qualcosa di più rapido e snello (gusto mio, ovviamente). 2) avrei preferito che il tema venisse trasmesso al lettore in maniera più velata, facendogli capire e sentire "lo scorrere del tempo", più che rendere questo stesso tema un pensiero del protagonista. In altri termini, il lettore viene accostato al pensiero del protagonista, non è il sentimento che emerge da solo dalla storia. Infine il racconto, a parte alcune scelte stilistiche (come le parole messe in bocca ai vecchi) e l'eccessiva caricatura dei vecchi stessi, è scritto bene
  10. @Joyopi ci accontentiamo della lettura, il commento non è necessario, ripensaci! (Leggendo tra le righe: votami sulla fiducia, che va bene così u.u)
  11. @Andrea28 mi è piaciuto lo stile, rapido e senza fronzoli, preciso e evocativo nelle descrizioni. La trama non mi ha esaltato particolarmente (hai descritto una situazione, più che dato spazio a una narrazione vera e propria e organizzata). Nel complesso, però, hai saputo tratteggiare bene i personaggi e con realismo. Per questo, anche, ti ho votato.
  12. @Plata@Unius @M.T. @Vincenzo Iennaco @Emy @Thea @Luna @Rewind @Andrea28 @Ghigo @Macleo grazie a tutti dei commenti! Non ho molto da aggiungere, in realtà, se non che in origine la storia non doveva concludersi in questo modo. Il finale si sarebbe dovuto rivelare più ambiguo, col bambino che spariva sulla montagna insieme alla volpe. Per garantire maggiore aderenza al tema ho dovuto modificare qualcosa.
  13. @Joyopi ti voglio bene, lo sai, ma a me non è piaciuto . Ammetto che non è un racconto così Criptico come in un primo momento mi è sembrato, ma resto dell'opinione che ho avuto la prima volta che l'ho letto (l'ho riletto due volte per non farti alcun torto con giudizi frettolosi): la prima parte è troppo pesante, con domande ridondanti che, nonostante tutto, non permettono al lettore di orientarsi su cosa stia accadendo. Solo da metà in poi il racconto prende piede e diventa incalzante, fino alla conclusione/colpo di scena che ho apprezzato, ma non mi ha strabiliato (come altri tuoi racconti hanno saputo fare).
  14. @Rica ciao sociah (cit.)! Il racconto mi è piaciuto nella sua intimità e profondità che, nonostante tutto, non ho trovato stucchevole. Quello che non mi è piaciuto è lo stile: troppo ampolloso a tratti, enfatico, con dialoghi poco realistici (ho letto che nei commenti se ne discute: io preferisco il realismo, se c'è da scegliere). Lo stile e la tematica prettamente intimistica rendono il racconto pesante. A mio parere, dovrebbe essere snellito non tanto nei contenuti (che, anzi, sono ben fatti), ma nella forma, con maggiore semplicità di narrazione.
  15. @Nanni qui sul forum ho letto altri tuoi racconti e, nel complesso, devo dire che mi piacciono le tue idee, gli spunti da cui parti per narrare le storie. Sei un po' troppo aderente al Bizzarro (credo), per i miei gusti, ma riconosco la bravura e la capacità. Anche qui le bizzarrie dominano, divertenti e assurde come, in generale, le situazioni che descrivi. Lo stile mi piace, ma può essere ancora migliorato. Nel complesso, non mi è dispiaciuto, come racconto, ma puoi fare decisamente di meglio (anche e, soprattutto, in quanto a inventiva). Una perla, questo sì, il Pera-robot, ma da solo non basta a farti guadagnare il voto