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Charlotte

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8 Neutrale

Su Charlotte

  • Rank
    principiante
  • Compleanno 27/08/1969

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  • Genere
    Donna
  • Provenienza
    Brianza/Bologna
  • Interessi
    Musica, libri, viaggi ..

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  1. Ciao, ho pubblicato a novembre 2016 un racconto nella raccolta "Racconti Bolognesi". Ho prenotato alcune copie per me, ma senza obbligo di acquisto. La presentazione delle raccolte si è svolta in una bellissima sala del Palazzo Segni Masetti a Bologna. Stanno anche organizzando serate di letture degli incipit in zone suggestive della città. Bravi.
  2. Wssbh wsssbh ... Quiiiik quiiiik ... Aaaaaaaaaah! Klunk ... Blubb blubb blubb blubb Brooommm brooommm brooommm ... Ah! Ah! Ah! Ah!
  3. @Macleo leggendo ho capito che chi ha l'alito pesante è meglio che ti stia alla larga ... Questa cosa mi ha fatto sorridere, pure l'aria era fetida. A rileggerti
  4. @Joyopi bella l'idea di un virus che non lascia scampo! Solo alcune inezie: - La ronda fu abbastanza tranquilla. Ne soppressero solo due e senza molte difficoltà. Il primo era un uomo abbastanza anziano e smunto - davanti ai genitori che bruciavano mentre i pompieri lo riuscivano a tirare fuori ... Il termine 'riuscivano' non mi ha convinto molto, forse: mentre lo portavano in salvo? - entrambi stavano sul punto di piangere ... Erano? - a quel punto preferivano tutti il sonno alla realtà: lì, almeno, nel caldo delle lenzuola, una speranza di incappare in un bel sogno era ancora possibile. ... Visto che gli incubi vengono proprio quando si dorme, qui avrei preferito che il sonnifero facesse dormire senza fare sogni, né belli né brutti. Mi piace come l'hai scritto! Fa parte di qualcosa di più lungo? A rileggerti
  5. Che meraviglia L'odore era nauseabondo e l’aria irrespirabile; ormai vomitava solo saliva. Margot era accanto a lui, ma era morta da giorni.
  6. @Komorebi bellissimo viaggio nella mente di una malata di Alzheimer. Che tenerezza, mi ha ricordato una signora che ogni giorno riviveva la morte del marito. Bravo! Hai reso benissimo l'angoscia del non ricordarsi nulla ...
  7. @Floriana
  8. @ettore70 ciao! Non sapevo Hope fosse un nome femminile, ma hai ragione sulla motivazione della mia scelta. I frammenti che propongo sul WD in effetti sono sempre la prima stesura, l'idea buttata su carta. Grazie per il tuo incoraggiamento. A presto!
  9. @ettore70 grazie! Scusa mi era sfuggito il tuo commento. Chiedo venia
  10. War

    @vally13 sei troppo gentile! Grazieeee ... Qui nel WD ho postato altri frammenti 'Luna' per esempio. Il mio giallo invece è ancora in fase di revisione, una faticaccia . Un abbraccio
  11. @vally13 grazie mille
  12. @Mirko TB grazie per essere passato e avermi letto. In effetti il sole che moriva era il protagonista, proverò a riverderlo mettendo a frutto i tuoi consigli sui personaggi. La parte stilistica è più che acerba, scrivo di getto e si vede . grazie ancora!
  13. @Ponghetta84 ma ciao! Il sangue indica la morte degli abitanti delle caverne. Capisco che sia un racconto poco affine alla realtà, anche l'impermeabile tessuto con gioia, speranza e vita risulta alquanto improbabile, ma è così che immagino la morte del Sole ... E la speranza (Hope) è l'ultima a morire
  14. Seduto sulla sua sedia a dondolo Hope guardò tramontare il Sole Viola per l’ultima volta. Tutt’intorno, dal terreno grigio e arido, gocce di sangue evaporavano verso il cielo. Accadeva in continuazione. Si fece il segno della croce. Entrò in casa e indossò il suo impermeabile. Hope ormai era vecchio, con la barba candida e le mani nodose abituate a lavorare quella dura terra. Viveva solo da sempre; tutti gli altri, forse ormai pochi, avevano scelto la sicurezza delle caverne, dove il colore predominante era quello nero della rassegnazione. Riusciva ancora a ricordare l’ultima volta che aveva visto il Sole nel suo bellissimo colore Giallo: era il giorno del suo cinquantesimo compleanno. Da allora tutto era cambiato. Chiuse gli occhi e tornò con la memoria a quel giorno. Come tutte le mattine si alzava prima dell'alba, mangiava un tozzo di pane e formaggio, sciacquava faccia e mani con l’acqua della bacinella e usciva per accudire gli animali e coltivare l’orto. Hope era sordomuto e viveva da sempre isolato nel suo mondo ovattato; il suo corpo robusto forgiato dal duro lavoro. L’unica pausa che si concedeva era per ammirare il miracolo dell’aurora e dei suoi splendidi colori. Quel giorno però, anche quando fu alto in cielo, il Sole rimase color Arancio intenso. L’iniziale stupore fece posto, negli anni a seguire, al pensiero di brutti presagi. Le temperature aumentarono di un grado all'anno nei dieci anni successi. Al compimento dei suoi sessant'anni anni Hope assistette al sorgere del Sole Rosso: con le sue temperature di cinquanta gradi costanti bruciò alberi e fiori, prosciugò laghi e fiumi, e sterminò la maggior parte degli animali. Dopo dieci anni le terre erano aride, il bestiame era sparito e l'intera popolazione aveva scelto di vivere nelle caverne più profonde e buie. Tutti tranne Hope. Nel suo mondo silenzioso i colori erano vita, gioia e speranza. Un giorno decise di tesserli tra loro. Creò così un tessuto speciale capace di proteggere qualsiasi cosa dalle intemperie: si cucì un’impermeabile, coprì le serre, isolò la casa e la stalla. Imperterrito continuò la sua vita fatta di gesti ripetuti e rassicuranti. Rimase l'unico testimone del cambiamento in atto. Al compimento del settantesimo compleanno vide sorgere per la prima volta il Sole Viola. Ci fu un brusco calo della temperature; il terreno, negli anni, divenne duro come la roccia mentre i colori svanivano. Non sapeva in quanti fossero sopravvissuti laggiù nel profonde delle viscere della Terra. Cominciò a sentirsi stanco. Quella sera l’aria era gelida; era il giorno del suo ottantesimo compleanno. Le gocce di sangue acido, portate dal vento, bruciavano sulla pelle. Stingendosi nell’impermeabile mormorò una preghiera per le anime che stavano volando in cielo. Seduto sulla sua sedia a dondolo Hope, era pronto. Sereno aspettò l’alba per vedere sorgere, per la prima volta, il Sole Nero. Sapeva che prima o poi il buio avrebbe vinto.
  15. @camparino ciao, il tuo frammento mi ha ricordato il film 'Una poltrona per due'. Borsa anni '80/90 dove cinismo, speculazione e potere erano le regole del gioco. E dove l'apparenza conta ed inganna, l'hai descritta perfettamente con i particolari della cravatta e dell'orologio. Nella seconda parte invece vi ho letto il cambiamento nato dalla crisi finanziaria degli ultimi anni... Spero di non sbagliare. In poche parole sei riuscito rendere bene la figura di Filippo che per denaro vende falsi sentimenti e rinuncia alla propria integrità, almeno questo è quello che mi hai trasmesso. Scritto bene e scorrevole, solo in alcuni punti ho dovuto rileggere un paio di volte: - Filippo stava urlano di comprare marchi ... Refuso urlando - Te ne presterò una” disse lui e chiamò la caposala, dicendole di procurare una cravatta scura. Si materializzò come per un gioco di prestigio. ... Qui per non momento sono rimasta indecisa se si fosse materializzata la caposala o la cravatta - parabola dell’uomo che molto aveva ricevuto da Dio e molto lo aveva fatto fruttare - comprati un baume mercier” ... Baume & Mercier, maiuscolo sta meglio A rileggerti!