Marco Scaldini

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  1. Adelphi

    Credo che uno o due esordienti in 55 anni non siano rilevanti. Anche perché è molto probabile che né Maurensig né Busi siano passati attraverso l'invio spontaneo. Il problema non sussiste solo per Adelphi, bensì per tutte le grandi case editrici: non vogliono né potrebbero leggere gli invii spontanei. Mi capita di leggere qui sul forum interventi di piccoli editori che dichiarano di essere sommersi da centinaia di invii al mese. Provate allora a immaginare quanti possa riceverne un grande editore. Migliaia, sicuramente. E nessun editore, per quanto grande, è in grado di gestirli. Stiamo parlando infatti di editoria, non di telefonia: si tratta di un'industria povera, in crisi perenne, dove gli organici sono ridotti all'osso anche nelle aziende più grandi. Nessuna può destinare risorse umane all'esame degli invii spontanei. Per di più la crisi induce a puntare solo sui nomi già affermati, che riducono il rischio, e niente è più rischioso di un esordio. Alla pubblicazione con una grande si arriva solo attraverso altri canali. Non parlo di raccomandazione: se hai scritto una ciofeca non te la pubblicheranno neppure dietro forte raccomandazione, ma anche il lavoro valido deve usufruire di una presentazione, che sottoponga il lavoro direttamente all'editor. A me è accaduto in passato di pubblicare con una grande casa editrice, ma partivo dall'interno, come traduttore, quindi conoscevo personalmente l'editor. E le considerazioni che ho esposto qui sopra non sono farina del mio sacco, ma provengono appunto da conversazioni con persone che lavorano dentro una grande casa editrice. A mio modo di vedere spedire a una big ha dei contraccolpi negativi: è vero che non costa niente, però se uno lo fa significa che una sia pur piccola speranza la nutre. E poiché questa speranza è sicuramente destinata a non realizzarsi, non fa altro che alimentare il senso di frustrazione. Meglio mirare soltanto in basso, dove esistono (se si è bravi, ovviamente) concrete possibilità di pubblicare.
  2. Adelphi

    Correggo il mio precedente intervento. In effetti Adelphi un esordiente lo ha pubblicato: Roberto Calasso. Chissà se il fatto che fosse anche il direttore editoriale della casa editrice ha pesato a suo favore?
  3. Adelphi

    Adelphi è nata nel 1962. In 55 anni di vita non ha mai pubblicato esordienti. E, detto fra di noi, io credo che non li abbia mai neppure letti. Perché perderci tempo?
  4. Feltrinelli Editore

    Feltrinelli non legge neppure una riga degli invii spontanei. Ho lavorato per loro come traduttore, lo so per certo.
  5. 0111 Edizioni

    @Nio59 A rischio di finire di nuovo OT, la battuta è necessaria: sarà mica vero che non abbiamo un piffero da fare e allora ci mettiamo a scrivere?
  6. 0111 Edizioni

    @don Durito Vado OT comunque ti rispondo. Sono contento se Perboni ti è piaciuto. Se non sbaglio anche tu fai l'insegnante, quindi avrai ritrovato più di un aspetto del nostro lavoro.
  7. 0111 Edizioni

    @Nio59 Personalmente non propongo più testi a nessuno perché ho smesso di scrivere. 0111 è una buona casa editrice se il tuo obiettivo è la soddisfazione di pubblicare senza pagare e con un prodotto librario dignitoso. Se i tuoi scopi sono anche leggermente più alti (guadagnare qualche euro, ottenere un po' di notorietà) allora non è adatta.
  8. Rizzoli

    Purtroppo è così. Una volta era diverso: per farsi leggere da una casa editrice grande occorreva comunque un canale di presentazione, però se avevi scritto una ciofeca non ti pubblicavano neppure se eri il re dei raccomandati, perché avevano un nome da salvaguardare. Adesso pare che al nome non ci tengano più: a confrontare il catalogo Rizzoli di adesso con quello anche solo di dieci anni fa si rizzano i capelli in capo (per non parlare di Einaudi...)
  9. Edizioni e/o

    ...che poi uno si potrebbe chiedere: perché non dicono chiaramente che non sono interessati a ricevere manoscritti e non bloccano gli invii? Anche qui (sempre parere personale) credo ci sia dietro una considerazione opportunistica: gli autori sono tanti potenziali lettori; perché inimicarseli rifiutando a priori i loro lavori, con il rischio che smettano di comprare i libri e/o? Meglio far loro coltivare la sottile illusione che un giorno potrebbero entrare a far parte della scuderia...
  10. Edizioni e/o

    Parere personalissimo: per me l'invio dei manoscritti limitato a due soli mesi all'anno è solo un furbo escamotage per evitare di trovarsi la casella di posta piena tutti i giorni. La fine è sempre quella (il cestino) ma il lavoro viene compattato.
  11. Quarup Editrice

    Una qualche selezione comunque la fanno. A me infatti non hanno risposto, mentre gli editori a pagamento "puri" rispondono a tutti, pur di accalappiare qualcuno.
  12. 0111 Edizioni

    @Fleur Io ho pubblicato tre libri con loro. Se hai dei dubbi chiedi pure, anche in privato.
  13. Milena Edizioni

    @Fleur Non commettere l'errore di comprare i due titoli. Io l'ho fatto e nonostante ciò non mi hanno mai risposto.
  14. Echos Edizioni

    @Sanguy Grazie per l'apprezzamento. Come tutti gli scrittori sono assai sensibile ai complimenti. A Ronco ho scritto varie volte, anche recentemente, ma non ho mai avuto risposta. Né ho insistito più di tanto, poiché il mio era soprattutto un interesse dovuto alla curiosità: so bene che con i diritti d'autore al massimo potrei andarci una volta a cena fuori, però ci tenevo a sapere come era andato il libro.
  15. Rizzoli

    @Kenzo Kabuto Forse non ho chiarito bene. Si tratta di cue cose distinte: non mi hanno (ancora) pagato i diritti di un libro che ha venduto delle copie e di cui c'è un resoconto che dice che mi spettano (spetterebbero) tot euro. Di un altro libro, invece, secondo loro non ho venduto niente e quindi non ho niente da chiedere. E neppure lo chiedo: hai ragione a dire che dovrei protestare, ma mettersi in beghe legali con una casa editrice, che comunque ha un proprio studio legale dove ci sono avvocati già pagati anche se non fanno niente... credi a me è tempo perso e fegato consumato per nulla.