Marco Scaldini

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  1. Se siete così fortunati da ottenere un anticipo, aspettate a spenderlo. Solo il 25% è esentasse, sul rimanente l'anno successivo calerà la potente mannaia delle tasse e potrebbe rimanervi meno di quanto avete nel frattempo speso...
  2. @swetty Devo contraddirti (parzialmente) quando affermi che l'anticipo non è a fondo perduto. E' vero che viene scalato dai diritti d'autore, ma se questi non raggiungono la cifra dell'anticipo quest'ultimo non viene comunque restituito dall'autore.
  3. La domanda fondamentale da porsi è: perché alcuni concorsi sono gratuiti e altri no? Non dipende dal prestigio: ho visto concorsi sconosciuti richiedere cifre esose e viceversa. Non dipende dalla pubblicazione: il Calvino ti fa pubblicare con un grande editore ma è assurdamente caro, il Neri Pozza idem ma non costa niente. Non dipende dall'entità del premio in denaro: ci sono concorsi gratuiti dove il vincitore intasca mille ero e concorsi a pagamento in cui al vincitore spetta un diploma. A mio parere la differenza risiede nella bravura degli organizzatori: c'è chi è bravo a trovare sponsor e sostenitori e chi no (o chi magari non ci prova neppure). Da cui la conclusione conseguente: perché dare soldi a chi non è bravo?
  4. @Lorenzo Calanchini Il romanzo che avevo inviato loro è già stato pubblòicato da tempo da un'altra casa editrice. Niente di male a non rispondere. A meno che, come fecero loro a suo tempo, al momento della ricezione non ti inviino una mail nella quale GARANTIVANO non solo una risposta, ma addirittura anche una valutazione di un editor. Se non puoi fare, non promettere...
  5. @minimalista Se la tua preoccupazione principale sono i guadagni, temo tu abbia sbagliato luogo. Meglio frequentare un forum di idraulici che non di scrittori.
  6. Qualche decina di interventi fa ho dato (involontariamente) inizio a questa querelle, facendo notare che il premio Calvino aveva (per me) dei costi esageratamente alti rispetto a qualunque altro concorso letterario. In molti si sono affrettati a giustificare quella che io ritenevo un richiesta esosa, facendo notare come l'organizzazione (che comunque non mi risulta sia una no-profit) non solo non ci guadagni ma probabilmente ci rimetta pure. Stephen King sosteneva in uno scritto che la dote fondamentale dello scrittore è l'ingenuità. Io sono un pessimo scrittore.
  7. Sono OT ma bisognerà pur dirlo che non siamo su Facebook bensì in un forum di scrittori e la terza persona singolare del verbo essere vuole l'accento grave e non acuto (è non é).
  8. @heightbox Per il giallo io sceglierei senz'altro il premio Tedeschi della Mondadori (gratuito). A pagamento Delitto d'autore, che comunque pubblica il vincitore (un anno sono arrivato secondo, porca miseria...). Una precisazione: a me il premio Calvino non può interessare in ogni caso, avendo alle spalle una lunga storia editoriale e quindi essendo tutt'altro che esordiente. Ne ho approfittato solo per alcune considerazioni, che forse mi hanno portato OT e quindi chiudo
  9. @heightbox Io sono più taccagno: in genere calcolo per la spesa del regalo due volte il costo del pranzo. Però, scherzi a parte, il discorso rimane sempre lo stesso: esistono molti premi letterari prestigiosi e gratuiti. Perché pagare quando si può presentare la propria opera in concorso senza pagare nulla? (Premio Neri Pozza, tanto per fare un esempio.) Per una scheda di lettura? Siamo ai limiti del masochismo: oltre a farmi respingere il libro, devo volere anche che mi mettano per scritto e a pagamento quanto sono scarso a scrivere? No, grazie, lo so da solo, e gratis.
  10. @Middlemarch1967 Scusa ma perché dev'essere il partecipante a pagare il buffet di fine cerimonia? Se puoi permetterti di offrirlo bene, altrimenti ci rinunci. Sarebbe come far pagare il pranzo agli invitati al matrimonio. A mio modo di vedere, poi, se uno scrittore ha bisogno di un supporto di ANNI per riuscire a trovare un editore, forse è meglio se anche lui rinuncia. Però, lo ripeto ancora una volta, esprimo opinioni di retroguardia...
  11. Non mi sembra che nessuno lo abbia fatto rilevare finora, ma Arduino Sacco prima di approdare all'editoria faceva il regista di film pornografici. A parte che mi fa spanciare dalle risate lo pseudonimo che usava (Hard Sac) e assodato che non voglio fare lo snob (fra l'altro Sacco ha diretto alcuni classici del settore) mi sembra che comunque il livello sia basso.
  12. @heightbox Io, se devo essere sincero, a pagare per l'editing mi scandalizzo, e non poco. Non perché non sia giusto retribuire l'editor, ma è compito della casa editrice, non dell'autore.
  13. @maclover Io sono il primo che è a favore della remunerazione del lavoro, in particolar modo del lavoro intellettuale, in Italia spesso misconosciuto e malpagato. Ma, a mio modo di vedere, i premi letterari NON devono essere un business. Il premio letterario lo indice una fondazione, un'associazione, una casa editrice, una pro loco e via dicendo, con scopi di promozione culturale. Se servono dei soldi si cercano degli sponsor e più un premio è prestigioso più gli sponsor dovrebbero essere reperibili. Però non si fanno soldi alle spalle dei partecipanti. Ripeto, opinione personalissima.
  14. @camparino Il Premio Tedeschi per il romanzo giallo, tantio per citarne uno, è gestito dalla Mondadori e il vincitore è pubblicato da Mondadori, major che più major non si può. Eppure è gratuito.
  15. @maclover A occhio e croce il sessanta per cento dei concorsi letterari, anche prestigiosi, sono gratuiti. Il rimanente quaranta per cento circa ha quote di partecipazione che oscillano dai cinque ai venti euro. Poi c'è il Calvino, con i suoi cento e passa euro. Qualche domanda sul perché di una simile sproporzione sorge...