MrBungle

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    Narrativa contemporanea, musica rock and blues.
  1. Io lo lessi appena uscì e non mi piacque affatto. Sicuramente è un ottimo libro, scritto bene e tutto quanto. Capisco che possa piacere, ma lo stile troppo verboso non s'intona coi miei gusti.
  2. Complimenti vivissimi per il tuo esordio. Questa è la prova che si può abbattere il muro che divide gli anonimi esordienti dalla grandi casi editrici, semplicemente con la bravura. Alla faccia di quelli che dicono che le Big pubblicano solo i nomi noti e i raccomandati (alle volte anch'io l'ho detto... non siamo per niente sportivi, noi aspiranti scrittori... ). Se mi capita di vederlo in libreria, lo prendo di sicuro!
  3. Ho pubblicato un racconto sul mio sito, scaricabile gratuitamente, che - in qualche modo - pubblicizza anche il mio romanzo. O, se non altro, dà un idea del mio stile narrativo. Trovo importante dare un saggio delle proprie capacità al potenziale lettore, prima di comprare a scatola chiusa o leggere solo la quarta di copertina. http://emiliodefilippo.com/racconti/ Grazie per l'attenzione e buone vancanze a tutti!
  4. 25 euro per un libro... col cavolo! Oggi ho preso l'edizione rilegata della Collana Mammut della Newton Compton de I MISERABILI di Hugo, a 14,90 euro, tanto per dire...
  5. Anche in terza persona puoi andare a fondo della loro mente, scrivendo i pensieri in corsivo, o i loro flussi di coscienza (King docet...).
  6. Ho letto tutta la bibliografia di Bukoswki, essendo uno dei miei autori preferiti. Lo reputo un genio, ciononostante non sono affatto sorpreso del trattamento che hanno riservato al manoscritto-scherzo inviato alla CE italiane. Bukowswki è uno dei pochissimi autori in cui la vita personale non può essere staccata in alcun modo dalla sua opera. Se uno si fosse "inventato" quelle storie non avrebbe venduto una copia. Il suo fascino sta proprio nel fatto che è tutto autobiografico (e infatti l'unico romanzo "inventato", se vogliamo dire così, "Pulp", è una cagata pazzesca.) Poi quella che dipinge Bukoswski è l'america degli anni 40-70, precisamente i sobborghi di Los Angeles. Che CREDIBILITA' può avere uno scritto in cui si sostituiscono i nomi anglofoni con quelli italiani? Come si può essere presi sul serio nel raccontare le disavventure di un barbone alcolizzato che vaga nelle retrovie del sogno americano? Ecco, nella narrativa non puoi travestirti, si capisce subito se stai bleffando o meno. Avranno pensato "vabbè, questo è uno dei tanti che gioca a fare il Bukoswki italiano...". Anche se il fatto che non abbiano riconosciuto la fonte da un libro così famoso resta un fatto assai disdicevole... E' come se io prendessi un libro di Celine, ne cambiassi i nomi, e lo spacciassi per mio. A chi la darei a bere? Mi prenderebbero solo per uno che sta scopiazzando lo scrittore francese. In giro ci sono centinaia di scrittori che - non trovando una loro identità stilistica - si limitanao a fare la copia carbone di Bukowski, di Stephen King, di Hemingway, di Fante. E, anche se si avvicinano al loro stile (non è che ci voglia molto, quando hai letto tutto di loro!), nessuno li prende in considerazione. Perchè? Ma perchè è qualcosa di GIA' visto e GIA' letto! E' un po' come se uno passasse la vita a suonare le canzoni degli U2, e ne facesse di proprie uguali, e poi le proponesse a una grossa casa discografica. Gli direbbero "Ok, ma gli U2 esistono GIA', non c'è bisogno della loro copia...". Quindi nelll'arte prima di tutto ORIGINALITA' e AUTENTICITA'.
  7. Perchè non opti per una terza persona "soggettiva"? Cioè il romanzo è scritto in terza persona, ma il punto di vista è sempre focalizzato solo su uno dei protagonisti.
  8. Infatti. Una CE straniera acquisisce i diritti di un'opera che ha già avuto successo "in patria", solitamente tramite agenzie letterarie. Hai mai visto una sola CE francese (o di qualunque altra nazionalità estera) lanciare un autore italiano esordiente?
  9. Il mio libro sarà presente presso lo la libreria Ubik nello stand della Regione Calabria con Meligrana Editore, al Salone Internazionale del Libro di Torino, 16-20 maggio 2013, Lingotto Fiere.
  10. Sì, avete letto bene, proprio CINESI. Sembra che lì, al contrario dell'Italia, si legga davvero parecchio tra le nuove generazioni, soprattutto su ebook. Molte CE italiane stanno cedendo i diritti dei propri libri in Cina. Se conoscete qualcuno che mastica il cinese, potete provare a proporvi lì, sembra che gli italiani siano molto apprezzati! http://blog.booksprintedizioni.it/news/item/139-cina-scrivere-conviene
  11. Sì, anch'io lo ritengo molto "stiloso". Però, non so, per uno scritto a mo' di flusso di coscienza (come nel romanzo che sto scrivendo adesso), forse non lo utilizzerei...
  12. Noto che negli ultimi libri di narrativa italiana sta pian piano scomparendo. E forse anch'io lo sto eliminando nella mia scrittura. Cioè una frase o la chiudi con un punto, o la spezzi con una virgola, il punto e virgola appesantisce solo il testo... (ecco, ad esempio ora al posto dell'ultima virgola avrei usato un ; ) Eppure prima lo usavo un sacco, molto spesso per introdurre qualcosa (più o meno come i due punti). Voi come siete messi? Lo usate? Lo usate senza abusarne? Infarcite i vostri scritti di punti e virgola? Lo avete messo da parte?
  13. confermo
  14. Bah, a me 'sta cosa non sembra fattibile. Ti sei almeno informato su quanti autori ITALIANI hanno pubblicato le suddette CE nell'ultimo anno?
  15. Mi piace quel "proficuamente"