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Montezuma

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  1. @Plata È (funziona, però è Shift e non freccia verso l'alto). Grazie comunque per l'input. @Kuno Ecco, quella è la versione lunga. Pienamente d'accordo con te. Voglio soltanto aggiungere che le miriadi di differenze, frutto delle esperienze personali, della cultura e (anche), del caso, si sviluppano all'interno di una sorta del canovaccio biologico cui mi riferivo. Infatti. Il volere andare necessariamente contro alcune evidenze della ragione, unicamente per apparire "correct", è caratteristico di quella discussione da bar a cui fai riferimento. E sì, le generalizzazione sono stupide, così come i preconcetti e i pregiudizi. Ma il nostro cervello è stato costruito così. La sua stessa architettura si basa su questo. Abbiamo bisogno di procedere attraverso pensieri semplici, utilizzando moduli che decodificano ogni tipo di evento e persona. Questo ha molti limiti ed è lì che deve intervenire la cultura e la ragione. Di default, però, tutti (noi compresi), viviamo di pregiudizi e generalizzazioni. Riconoscerli e superarli dovrebbe essere il dovere di chi vuole migliorarsi.
  2. Giuro che non volevo intervenire. Lo giuro. Ma in quanto uomo, sono debole. Molto modestamente vi sprono a non affannarvi a battagliare sulla natura dello humano genere. Il punto è un altro (e te pareva...). L'uomo è diverso dalla donna. E' (ma nel Mac dove caxxo è la "è" maiuscola accentata?), già stato stabilito all'incirca alcuni milioni di anni fa. La diversità fisica porta con sé tanti altri effetti collaterali: una diversa percezione della realtà, un approccio differente ai problemi della vita, ai rapporti sociali orizzontali e verticali. Non è un'opinione: è così. Ed è così perché la femmina partorisce ed è responsabile del nascituro. A causa di quell'istinto entra in competizione con le altre femmine e sceglie il maschio. E il maschio compie azioni da idiota perché vuole farsi scegliere. Questa è la versione breve. Ognuno di quegli atti resiste e vive anche nella nostra società pur avendo in parte, o completamente, mutato la sue finalità. Ci piaccia oppure no, ne siamo dipendenti. Competizione, invidia, gelosia, cattiveria sono tutte riconducibili a quelle funzioni primitive (come anche amore, tenerezza, lealtà, fiducia). Ma tutto questo, che è ricchezza, è diventato un problema quando le forzature del "lato oscuro" dell'uomo hanno cercato di piegare tali naturali impulsi verso il proprio vantaggio. Donna tu scegli, hai il potere, e io uomo (che sono fisicamente più forte), ti relego in secondo piano, ti picchio, ti umilio socialmente. Uomo, sei debole, semplice, prevedibile, e io donna ti manipolo, ti sfrutto, ti utilizzo. Come sempre la verità è nell'equilibrio e nell'armonia. La consapevolezza dei ruoli naturali assieme all'applicazione delle conquiste culturali (per chi si fosse perso quelle naturali), crea splendide persone sane. Le estremizzazioni, la ricerca di quello che non potrà mai essere, la perdita della memoria storica (direi quasi della storia naturale), crea persone frustrate che generano una società frustrata. La Natura ci indica sempre la strada, la cultura ci aiuta ad applicare la ragione ai cambiamenti della società. Lo so, sono arido e non vedo poesia in nulla. Solo istinti e pulsioni. Invece riesco anche altro nel mio mondo naturale. Ma questa è un'altra storia. Fight!!! P.S. Non sono razzista, nazista, fascista, comunista, femminista, misogino, omofobo, e così via. Una persona la giudico sulle sue idee e non sul suo status o ruolo.
  3. In effetti ne avevo scritta una carina. Poi ho lasciato perdere perché, privo della comunicazione non verbale, avrei corso il rischio di essere frainteso. E tu sei troppo abile nell'imbastire trappole che non lasciano scampo. Mi defilo in una più confortevole zona di sicurezza.
  4. Troll donna: nessuna possibilità di vittoria. Mi arrendo.
  5. @Beppecoraggio Scusami c'è l'hai fatta o ce l'hai fatta? Complimenti
  6. L'incipit non vi cattura. Finite la prima pagina, poi la seconda. Niente. Non scocca la scintilla. Dopo quante pagine ancora decidete di seppellire il nuovo acquisto? Per quanto mi riguarda finisco il primo capitolo a denti stretti. Oltre non vado. E penso sempre che potrei perdermi un capolavoro, ma se non mi diverto proprio non riesco ad andare avanti.
  7. Ad esempio?
  8. Io una volta ci sono stato al Nord. C'era questa cosa bianca e fredda, la neve. L'unica cosa bianca e fredda che avevo conosciuto prima di andare lì era stata soltanto la granita di limone. E poi era tutto verde: campi di mais e colline. E io, prima di andare lì al Nord, l'unica cosa verde che avevo conosciuto era il mare di Favignana. Poi sono andato al Sud. C'erano queste cose bianche e fredde che mettevano ovunque: la ricotta e la mozzarella. Prima di allora credevo che l'uniche cose bianche e fredde fossero le montagne in inverno. E poi c'era il verde dell'olio e delle palme nane, degli occhi dei normanni e della frutta candita. E io, prima di andare lì al Sud, le uniche cose verdi che avevo conosciuto erano i boschi e il muschio.
  9. Puoi chiarire meglio?
  10. @Nativi Digitali Edizioni E io concordo in pieno con le tue riflessioni.
  11. @Kad Marten Infatti. Proprio a proposito di Holden Eco dice: "Questo induce a pensare quanto, nella storia della 'fortuna' di un'opera, contino le circostanze, i contesti storici in cui appare, e il riferimento alla vita stessa del lettore." E anche: "Allora, se il valore artistico di un'opera può essere valutato indipendentemente dalle circostanze della nostra personale ricezione, rimane la questione delle ragioni del suo successo o insuccesso in un'epoca determinata. Quanto il successo di un libro può essere legato al periodo (e al contesto culturale) in cui appare?" Infine: "Potrei citare molte opere che hanno ottenuto vasta popolarità e apprezzamento critico di cui non avrebbero goduto se fossero state pubblicate dieci anni prima o dieci anni dopo. Certe opere devono arrivare nel momento giusto. E dalla filosofia greca in avanti si sa che 'il momento giusto' o 'kairos' costituisce un serio problema. Affermare che un'opera appare o non appare nel momento giusto, non significa poter spiegare perché quello sia proprio il momento giusto. Si tratta di quei problemi irresolubili come predire dove sarà mercoledì una pallina da ping pong affidata il lunedì alle onde del mare." In pratica trovarsi al momento giusto nel posto giusto (e con le giuste persone).
  12. Anche io sono depresso: non riesco a trovare un filmato decente sull'Afasia di Wernicke e il 24 ho il concorsone...
  13. Un concorso, qualsiasi concorso, è un metodo di selezione. Un altro è l'estrazione di un numero a caso. Voi, ad esempio, come selezionereste dieci soldati tra tremila? Una bella lotta a eliminazione non sarebbe una cattiva soluzione. Certo, ci sarà chi metterà le dita negli occhi, chi morderà il polpaccio, chi getterà la sabbia in faccia. Ma su numeri così elevati sono piuttosto certo che arriveranno alla fine i migliori, o tra i migliori. IoScrittore alla fine è questo: una dura selezione (per certi versi autoselezione), che in mancanza di metodi migliori, ci restituirà comunque dieci autori validi. Con questi numeri è inevitabile. Non lo sapremo mai. Io penso di no, ma semplicemente perché oggi la produzione di testi è così elevata che distinguere con la dovuta attenzione quelli realmente epocali è pressoché impossibile. Il caso aiuta ogni tanto la scoperta di vere perle, ma è un evento raro. Se scrivessi The Catcher in the Rye e lo inviassi alle CE, sono certo che me lo tirerebbero in testa dal lato della costa.
  14. Da asociale non avevo una pagina FB. Ho dovuto aprirla per forza maggiore e, in effetti, se quella pagina non avrei concluso un bel nulla. La mia campagna di crowdfunding è stata condotta interamente su FB. Un lavoraccio, lungo e che ha richiesto estrema costanza e attenzione. Ho preferito separare la pagina del libro da quella personale. Sulla prima pubblico soltanto informazioni e aggiornamenti riguardo il romanzo (e quelli che lo seguiranno); sulla seconda anche qualcosa di personale. Che piaccia o meno è un modo rapido, semplice e diretto per raggiungere una quantità di contatti altrimenti impossibile. Deve essere usato con competenza e attenzione. Senza farsi prendere da facili entusiasmi o dalle delusioni. Uno strumento dalle grandi potenzialità.
  15. Sì, abbastanza triste. Però rispondetemi con sincerità: se su quello scaffale ci fosse il nostro libro? Faremmo le medesime considerazioni?
  16. Direi che è proprio così. Non che questo sia un male, tutt'altro. Ma non prenderne atto è da miopi. Certo, il tema è delicato è si rischia di sconfinare in argomenti poco gradevoli e di facile fraintendimento. Personalmente non faccio una selezione in base al sesso dello scrittore. Non posso evidenziare, però, che su dieci libri che non gradisco o non riesco a concludere, la maggior parte siano scritti da donne. Naturalmente non vuol dire che il testo sia brutto ma semplicemente che a me non piace. Ho una certa impostazione mentale e non vedo perché debba torturarmi dando "pari opportunità" a roba da taglio delle vene.
  17. Benvenuta!
  18. Un vezzo? Se pensate sia tale non credo vi convenga averne uno. Mi ricorda tanto quell'azienda che ha sentito dire che al giorno d'oggi bisogna avere una pagina FB. Vai a vederla e l'aggiornamento è fermo al 2006. Il booktrailer è uno strumento. Al pari di una penna. Puoi usarla per scrivere " Giuseppe è f..." sui muri dei bagni pubblici oppure Guerra e Pace. Come tale, quindi, per essere efficace deve essere utilizzato secondo alcuni accorgimenti. - deve essere utile: deve avere, cioè, uno scopo. Se lo vuoi soltanto per poter dire di averlo anche tu, lascia perdere non serve. - deve avere un progetto: è come un racconto breve. Deve essere presente un'idea chiara, con un capo e una coda. - serve a comunicare: hai qualcosa da comunicare? E non parlo della semplice esistenza di un nuovo libro. - deve essere realizzato bene: il fai da te comunica esattamente quello. E non c'è cosa più fastidiosa, noiosa e irritante dei prodotti realizzati con approssimazione (vedi le odiose e orrende copertine delle mille case editrici a pagamento). - deve essere diffuso secondo i canali corretti. Ognuno di questi punto meriterebbe un approfondimento. Il punto, a mio avviso, è che il booktrailer può essere molto utile. Nel mio caso è stato fondamentale. @cinciallegra La foto del tuo profilo è una cinciarella e non una cinciallegra Scusami ma non ho resistito
  19. A capitoli alterni: Il giovane Holden (nuova traduzione) Alba di Fuoco (Cussler) I viceré Il viaggio di Artemidoro (Canfora) La rivoluzione del filo di paglia Devo sbrigarmi perché la colonna degli altri che attendono il proprio turno sta per crollare.
  20. Di nulla. Se vuoi puoi limitarti al primo. Ha scritto una marea di libri, pescane uno a caso tanto la struttura è sempre quella. Del secondo ti consiglio Il sepolcro segreto. Ciao.
  21. Santo cielo! Un altro. È così. Sono Paolo, scrivo (male) da sempre. Sono un grande appassionato di Fantascienza, Storia, Avventura ma leggo veramente di tutto. Non credo esistano libri belli e brutti, ma libri che mi divertono e altri che mi annoiano. Il mio primo romanzo, dopo avere partecipato con successo a una campagna di crowdfunding, è in fase di pubblicazione. Adesso sto lavorando al secondo e anche ad alcuni racconti. Sono molto lieto di essere fra di voi.
  22. Se vuoi ti suggerisco i miei preferiti. Sono nomi molto noti, ma magari non così tanto tra i non appassionati del genere. Clive Cussler: sarà scontato, sarà visto e rivisto, ma ci sa fare. Puoi prenderlo come punto di riferimento. Steve Berry: un po' più elegante degli altri. Glenn Cooper: molto sopravvalutato e altalenante tra buone cose e scempiaggini immonde. Però quando è in vena non è male. James Rollins: una macchina da guerra stampa-dollari. Andy McDermott: non è il migliore ma si lascia leggere. Desmond Bagley: vecchia scuola, sconosciuto. Fantastico. Mi fermo qui. Questa è azione "avventurosa". Ma esistono pagine di splendida azione anche in altri (da Ken Follett a Forsyth). Si tratta di azione con suspense, poi c'è azione "paurosa", azione militare (Andy McNab), azione erotica... La tua che tipo di azione è? Sto affrontando la scrittura del mio secondo libro che, rispetto al primo, è molto più ricco di scene si azione. In parte ho avuto i tuoi problemi, ma spero di avere risolto facendo così come altri ti hanno già suggerito: immagina la scena (quasi fossi lì presente), e descrivila. Di getto. Se, quando l'avrai sistemata, si legge con trasporto e scorrevolezza (fondamentale), allora hai fatto centro. Spero di esserti stato utile.
  23. @il librometraggio
  24. @queffe Grazie a tutti.