Banner_Sondaggio.jpg

Bastet

Scrittore
  • Numero contenuti

    70
  • Iscritto

  • Ultima visita

Reputazione Forum

63 Popolare

2 Seguaci

Su Bastet

  • Rank
    Sognatore

Informazioni Profilo

  • Genere
  1. Titolo: Storie per andare a dormire... e soffrire d'insonnia. Autore: Rebecca Panei Casa editrice: Il Trampolino ISBN: 9780993229596 Data di pubblicazione: 12 novembre 2017 Prezzo: 10€ cartaceo Genere: Raccolta di racconti di genere horror/soprannaturale Pagine: 150 Quarta di copertina: Mi chiedi perché mi piacciono questi orrori? Penso sia un modo per tenere la paura imbottigliata. L'orrore, se è tanto plateale, sembra uscito da un libro. E i libri servono a esorcizzare la paura. La imbottigliano, la catalogano e ti dicono: "Vedi? Eccola qui: innocua e controllata" Link all'acquisto: Al momento potete ordinare il libro tramite il sito della Trampolino (sia quello web che nella pagina Facebook) e, anche solo per andare a curiosare (ma certo acquistare è meglio) chi è di Roma lo troverà esposto alla libreria della stazione Termini. In molti mi avevano chiesto di aprire la discussione del libro non appena mi fossi trovata con la mia bella copia in mano, quindi eccomi qui. Praticamente è ancora in fase di pre-order rispetto all'uscita vera e propria, ma visto che per essere disponibile lo è, ho iniziato ad aprire il topic per tutti coloro che me l'avevano domandato. Personalmente adoro la copertina
  2. Porco Kitsis a questa tastiera che manda i messaggi di sua iniziativa. Dicevo: ho scoperto ora la saga di Dagger. In una discussione sul self citavo tre autori auto-pubblicati che mi hanno fatto completamente rivalutare il genere, mille volte più bravi di dozzine e dozzine di autori pubblicati, e l'autore di quest'opera - per ora ferma al quarto volume - è il primo dei suddetti. Io sono a metà del secondo libro, e debbo ammettere che è il migliore fantasy di cui abbia letto negli ultimi anni. Lo metto subito al di sotto della mia amatissima trilogia di DragonWord e addirittura delle Cronache di Martin.
  3. Rispolvero questa discussione per dire che ho scoperto ora la saga di Dagger.
  4. Non avevo citato la percentuale precisa perché, per scrupolo, preferivo fosse uno dello staff a farlo per primo. Ma sì, posso confermare: è superiore al 10% sia per il cartaceo che, chiaramente, per il digitale. Proprio nel tardo pomeriggio mi è infine arrivato il contratto con le modifiche che avevo chiesto, quindi posso anche riportare che questo non è scritto con fuoco e sangue, bensì è soggetto a date necessità o eventuali preferenze degli autori.
  5. Debbo essere onesta: io ero una di quelle persone che storcevano il naso quando, magari su Amazon, nel cercare la casa editrice leggevano "Selfpublishing". Il motivo, molto semplice e in fondo giustificato, è che ai tempi in cui ero un'ingenua fanciulla saltellante nei campi che manco cercava il nome dell'editore, mi sono capitati tra le mani dei "prodotti auto-pubblicati" che mi vergogno a chiamare libri. Poi ho avuto modo di conoscere degli autori Self, tre per la precisione, e tutti e tre farebbero mangiare la polvere a buona parte degli autori pubblicati pure dalle Big. Tutti e tre fanno passare il manoscritto per più di una fase di editing, fanno disegnare professionalmente le copertine e, uno in particolare, ha addirittura creato un proprio marchio dove tutti i libri hanno la stessa linea grafica. Sono insomma professionisti di loro stessi, che ammiro incondizionatamente. Come quasi in tutto, insomma, anche nel Self ci sono le perle e c'è il marcio, tutto sta nel sapere cosa cercare - e anche ad avere fortuna.
  6. Scusate, debbo riconoscere di aver totalmente dimenticato di parlare di un passaggio: il contratto. Mi è tornato in mente ora parlando con Arkady, tramite messaggio privato. Gli avevo scritto tempo fa perché, in quanto autrice contattata dalla Trampolino, ero ovviamente interessata a conoscere tutte, tutte le opinioni possibili sull'editore per avere un quadro completo da valutare. E alla fin fine chi può darti più materiale su cui riflettere dei grandi detrattori? Comunque gli avevo esposto alcune mie esitazioni - peraltro poi pienamente risolte in breve tempo. Più che altro si era trattato di incomprensioni e qualche commento infelice, non voluto. Quindi lui oggi mi ha giustamente chiesto come fosse mai possibile che io abbia finito l'editing senza aver prima firmato il contratto. Sì, è vero, abbiamo iniziato, sviluppato e concluso l'editing senza avere un contratto firmato. Ma la responsabilità è mia. Dopo aver letto quello standard che mi era stato inviato (comunque a editing iniziato) ho avuto necessità di chiedere una piccola modifica relativa al diritto di prelazione: ossia non potevo bloccare tutte le mie opere future per i prossimi tre anni, perché sto seguitando a pubblicare una Saga Fantasy con un altro editore e, chiaramente, un volume all'anno a loro devo essere libera di mandarlo. Quindi i tempi si sono allungati perché devono riscrivere il contratto con la clausola adatta a me, tutto qui. Ma nel frattempo si è proceduto spediti con il lavoro di editing&grafica&pubblicazione. La qual cosa, comunque, al massimo indica un'eccessiva fiducia loro nei confronti dell'autore, per quest'ultimo non ha nulla di negativo. Scusate ancora se questa fase della lavorazione mi ero dimenticata di citarla tra l'editing e la copertina, ma ho avuto giorni davvero frenetici e qui ho risposto un po' al volo scrivendo l'essenziale.
  7. Scusami se ti rispondo tardi, ho avuto dei giorni abbastanza frenetici e mi sono connessa a fatica al forum. Allora, ovviamente non so ancora proprio nel dettaglio come funzionerà la distribuzione - anche con noi autori questa nuova App di cui si è parlato é in attuale silenzio stampa. Posso solo dirti, e ne avevo già parlato, che alla libreria fisica di stazione Termini (Roma) ho visto una pila di un loro libro. Probabilmente c'era pure il secondo, e per ora ultimo, del catalogo, ma io avevo cercato il thriller. Quindi sì, da ciò che ho potuto vedere sono presenti nelle librerie a un livello quantomeno da editoria medio/alta. Riguardo le Fiere di cui mi avevi chiesto non saprei che dirti, mi spiace.
  8. Assolutamente, vi terrò aggiornati di ogni passo
  9. Grazie, ovviamente speriamo É una raccolta di racconti horror/soprannaturale. Ma sono aperti assolutamente a tutti i generi, di questo non ti devi preoccupare.
  10. Mio piccolo aggiornamento: abbiamo concluso l'editing e, proprio ieri, mi sono state inviate tre possibili copertine; tutte davvero in tema e accattivanti, anche se alla fine ho individuato subito la mia preferita
  11. L'ho spedito solo qualche giorno fa, e i tempi per una risposta credo - credo, non ho idee precise - dovrebbero essere di almeno qualche mese? Comunque il termine Magazine é strano, mi piacerebbe capire meglio al riguardo.
  12. Anche io ho inviato un racconto per il progetto Split. Però rileggere questo messaggio mi ha lasciato un pochino perplessa. Precisamente cosa intendevi con "Magazine"? Parliamo di una normale Raccolta, un libro a tutti gli effetti, o tipo... una rivista? Qualcosa online?
  13. Certo, è precisamente una raccolta di racconti horror. Come prima cosa, poco dopo il mio invio del manoscritto, mi ha risposto una prima editor che mi ha mandato una scheda di valutazione con dei suggerimenti. In base a essi, ho apportato io stessa delle modifiche - parlo proprio di aggiunte o eliminazione a livello di trama. Quindi sono stata passata a un secondo editor, uno che avrebbe operato sul testo vero e proprio, il cui lavoro mi è arrivato oggi. Ora io sto rileggendo a facendo ulteriori appunti, quindi glielo rimanderò e lui a sua volta ricontrollerà il tutto.
  14. Se hai la possibilità di farci un salto cercalo, lo trovi al piano inferiore tra lo scaffale dei thriller e quello degli horror. Fidati che io sono una diffidente cronica - come chiunque abbia avuto a che fare con il mondo dell'editoria per più di un paio d'anni - quindi credo letteralmente solo a quello che vedo. E la pila alla libreria di Termini l'ho vista, avevo anche un testimone con me Infatti sono rimasta stupita quando qui sul forum qualcuno aveva commentato che lo stesso libro non si trovava su Amazon. Probabilmente, la butto lì a ipotesi, dipende dal fatto che a livello online stanno aspettando di lanciarsi con questa nuova App. Perché altrimenti davvero non avrebbe senso l'ottima presenza in una libreria fisica, una enorme, forse la più visitata di Roma vista la posizione, e non quella su Amazon, dove davvero chiunque oramai riesce a piazzare i suoi libri.
  15. Almeno tu hai riso Quando gliel'ho sentito dire, sono rimasta talmente sbigottita da non provare niente. Poi mi sono sentita mortificata. Quindi mi sono infuriata. Per loro gli autori paganti sono polli, quelli senza pecunia delle rape. E metà di questa metafora ecologica se la sono tirata con le loro stesse parole.