rushvoivod

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  1. @Mathiel di certo non è assoluto, può darsi che ognuno di noi dica una cosa giusta. Il confronto è sempre utile, anche perché, come hai ammesso tu, i commenti altrui ci fanno svegliare di notte con la verità all'improvviso.
  2. In fondo, già ce l'ho... ovviamente
  3. @Mathiel onestamente non riesco a capire quanto si possa suggerire per una poesia. La poesia è un attimo di intensa ispirazione dell'autore, non è un racconto o un romanzo dove c'è da controllare stile struttura trama ecc. Nella poesia, secondo me, è tutto o niente opinabile, o ti colpisce oppure no. Io, comunque, sto ancora aspettando che qualcuno si faccia sentire. E non ci tengo più di tanto, adesso. In fondi, l'agente letterario già c'è l'ho.
  4. @Nuwanda più di due mesi
  5. @franka diciamo che è possibile, ma non sicuro. Di certo sono in cerca, e fin quando non vedrò un nero su bianco, ogni sogno resta latente. Ho il buon difetto di arrendermi all'ultimo, e questo mi dà la forza di tentare. Unitamente alla - guai se non ci fosse! - passione in quel che scrivo.
  6. Ora posso parlarne. Ero tra i dodici, con Mille papaveri rossi, e questi ragionamenti ero già lì a farmeli. Ritengo però che, quando ci si immerge in un mondo così concorrenziale e opinabile (chi di voi non ha, almeno una volta, rigettato la lettura di un libro osannato da milioni di persone?) o ci si presenta con l'esperienza giusta o saranno sempre i più esperti a spuntarla. Tra l'altro, se vogliamo, il Cabuche o Munforte che dir si voglia, sarebbe stato ancora più favorito, in un contesto del genere. Invece, a vincere è stata la "giovane" Marangoni. So per certo che, a quei livelli, ci si batte per questioni di stile, e quindi è più che accettabile un verdetto del genere. Io la prendo così, come uno stimolo a migliorarmi, consapevole di aver avuto conferma di un certo margine di crescita, e quindi di speranze future da non necessariamente seppellire. Io suggerisco, infine, di provarci comunque. Nella vita e nella morte (meno spesso), non si sa mai.
  7. A me non hanno chiesto nulla, quindi credo che l'estratto non li abbia colpiti.
  8. @Kenzo Kabuto hai sintetizzato in due righe l'angoscia dell'attesa, l'attesa di tutti noi astronauti dell'universo letterario. E l'hai fatto con l'ironia che non guasta
  9. @Nuwanda quasi. In bocca al lupo a tutti
  10. Niente.
  11. @ElleryQ hai scritto parole giuste. Vorrei solo aggiungere che, da quello che sento in giro, spesso la professione di agente letterario viene vista "all'italiana", per cui si opera spesso in questo modo. Ecco perché credo che TZLA non faccia eccezioni. La verità è comunque che più ampia e differente è la produzione di un autore, maggiori sono le possibilità di strappare un contratto vantaggioso, anche con l'aiuto dell'agente. E' tutto.
  12. Credo che le nostre aspettative dagli agenti letterari (almeno quello che in genere rappresenta questa figura in Italia, e per autori minori e sconosciuti) siano molto elevate, e ci sfuggano cose che potrebbero capitare a ognuno indipendentemente dalla qualità del lavoro svolto dall'agente. Mi spiego meglio. Conosco esperienze di gente accasatasi temporaneamente con agenti che stanno piazzando autori su autori presso CE medio grandi; questa gente, pur decantando il lavoro dell'agenzia ed essendo stata pubblicata, si è trovata abbandonata a sè stessa. Altri - i più - hanno esperienze almeno biennali, con ottimi rapporti e discussioni, crescita ed altro ma non la pubblicazione. In questo secondo caso, alcuni la prendono con filosofia e accettano la fine del rapporto con l'agente, altri lo prendono come tempo sprecato e magari con dispendio di denaro per improbabili editing. Le aspettative - comprensibili - non tengono conto di chi ha davvero il coltello dalla parte del manico: l'Editore. Intendiamoci, parlo di "Editori" e non di "editori". Quindi, il tanto desiderato salto di qualità spesso non avviene ma non per colpa dell'agente o dell'autore. Semplicemente, lo scrittore può non essere ancora pronto, o non aver scritto il libro "giusto". Ecco, da autore che ha da poco firmato con un'agenzia, questo problema inizio a pormelo da adesso, così da evitare brutte sorprese. Ovviamente, in una collaborazione, l'agente non dovrebbe puntare a guadagnare dall'editing ma migliorare il lavoro del suo assistito per strappare un contratto ottimale.
  13. @Mirtillasmile se non ricordo male, sì.
  14. Appena ricevuta la mail di rifiuto. Accetto con filosofia, come sempre; al massimo, è bello constatare come le valutazioni siano soggettive e un romanzo possa essere apprezzato o rifiutato in contesti e background letterari differenti (per es., finalista in un premio importante per inediti). Non demordere mai, quindi, è la prima regola per coronare un sogno che ti veste coma una seconda pelle.
  15. @Tapioca hai ragione per quanto riguarda la sinossi. Un mio lapsus.