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    Donna
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    Trento
  • Interessi
    Lettura & scrittura

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  1. Infatti. È quello che è successo. Leggendo ora, la risposta di @Renato Bruno, mi sono resa conto di essere stata forse un po' brusca e di aver frainteso le sue parole. Chiedo scusa. Se in uno scritto leggo: Anna pianse, è solo un'informazione che l'autore mi dà e probabilmente la prenderò come tale e basta. Ma se, invece, mi mostra lo stato d'animo di Anna, la sua tristezza, se riesco a leggerle dentro, allora sì che l'emozione mi arriverà sul serio. Questo intendevo prima, quando dicevo che un libro scritto bene e infiocchettato, ma incapace di portarmi oltre la superficie, non è un buon libro. Non di quelli che ricorderò a distanza di tempo.
  2. Perché? Concordo con lei sul fatto che un'opera debba trasmettere cose al lettore e tra questi "messaggi" ci deve essere anche l'emozione. Mi scusi tanto se dissento, ma mi si può dire tutto tranne che emozioni sono ipocrite (ho scelto di evidenziare l'aggettivo che più mi ha colpito, in senso negativo... ma è tutta la frase citata che mi ha lasciato perplessa). Un libro scritto bene, e leggo da quando ho ricordi (anche mia madre, come quella di @Cicciuzza, mi rincorreva perché portavo libri ovunque, persino a tavola mentre mangiavo. Ovviamente quando i miei genitori non erano nei paraggi.), ma incapace di lasciarmi sensazioni dentro, per me resterà un'opera infiocchettata e basta. Sarò un'illusa, o forse, come direbbe lei ipocrita, ma per me quando leggo (ma anche quando scrivo) è importante provare emozioni. La rabbia o la tristezza, la voglia di litigare con l'autore (mi è capitato l'anno scorso con un libro citato da @libero_s prima, La ragazza del treno, che ho mollato quasi subito), ma anche la gioia, la curiosità per cose o luoghi che non conosco: sensazioni per lei magari inutili, ma per me di vitale importanza.
  3. A questo non avevo pensato. Hai ragione. Correggerò. Suona meglio. Grazie. Era una licenza poetica. Mi piaceva. Ma allora, di che colore sono gli occhi? Diventano azzurri con le lenti a contatto che mette per lui No, è lui che la guarda dal buco, in pratica la fa prostituire si riferiva alla decisione di farlo, al primo taglio insomma Grazie @Ljuset per il passaggio e il commento gradito. A presto per la sfida.
  4. Ridondante. Sai che io amo, a volte, "ricaricare dose", pur essendo consapevole che possa sembrare superfluo. Hai però ragione, è ridondante. Forse è meglio il passato prossimo. Ero molto indecisa e alla fine ho scelto il passato remoto per rendere il fatto che sia passato tanto tempo. Forse era meglio usare il passato prossimo. Infatti lo è, potevo staccare. Mi sembrava si capisse cosa volessi dire però evidentemente no. Per come vedevo la scena, lui abbassava la testa e si guardava e perciò la scelta di mettere due punti. Per me l'ultima parte rappresentava la sua presa di coscienza, infatti la scelta di registro narrativo era dovuta a quello. Dipende molto anche dal genere. Mi piace sperimentare. Finora ho sempre affrontato quelli con cui avevo più confidenza. Uscire ogni tanto dalla propria zona confort, al di là dal risultato finale, fa sempre bene. Grazie @Andrea28
  5. Avevo immaginato una via in salita, con una pendenza... abbi pazienza
  6. Se risale, mi già dà la sensazione di una camminata lenta, quindi l'avverbio mi sembra superfluo in questo caso.
  7. Ok... ma come fai a qualificare il suo passo? Quel lento incedere può essere il suo modo di camminare abituale, quindi non per forza devi dire che è lento. Quello che volevo dire prima quel "camminava" per me non basta di per sé per dire che è lento. può essere, ma comunque rende il concetto.. Come si fa a mostrare un passo?
  8. Ho letto tutta la discussione, che trovo interessante, e non ho resistito dall'intromettermi. Se tu dici camminava, l'imperfetto mi fa presupporre un'azione che dura nel tempo. Giusto? E se uno cammina per ore, il suo ritmo cambia per forza: prima o poi si stancherà e magari procederà a un passo molto più lento rispetto a quello iniziale. Non so se si capisce quello che voglio dire, però dire solo "camminava" per me non basta per esprimere il concetto di lentezza. Tornando all'esempio di @libero_s, io avrei messo procedeva a passo di lumaca, perché nella mia testa associo la lumaca alla lentezza della camminata.
  9. Tutto il merito della nostra palestra
  10. Ottimo, quindi potrò mettere, giusto per compensare, un sacco di paroline in -endo che ti piacciono tanto p.s Sono migliorata un po’ con gli articoli
  11. Possiamo sempre aiutarti ad evadere dal carcere Sto morendo già dalla curiosità!
  12. Quando il gatto non c'è, i topi ballano
  13. Le penalità, poi, non uccidono ma fortificano. Viste quante ne ho ricevute nel MI 100 (e non solo), ora dovrei essere morta e invece...
  14. Mi sento un po' in colpa, scusate se intervengo. Avevo espresso ieri sul sito delle OL la mia disponibilità per dare una mano ai ragazzi da fuori. @stefia ad esempio mi aveva chiesto delle cose e le avevo spiegato attraverso un MP. Avrei potuto accorgermi delle mancanze tecniche, tipo la mancata tag, però ero impegnata a scrivere e non stavo neanche bene. Infatti, non sono riuscita a finire il racconto. Mi dispiace molto e chiedo scusa. Per la questione delle regole, anche se ferree, vanno rispettate e valgono allo stesso modo per tutti. In bocca al lupo per il resto della gara.