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Luca Trifilio

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Tutti i contenuti di Luca Trifilio

  1. @Pennywise hai poi mandato il tuo romanzo? Hanno anticipato l'apertura per l'invio di manoscritti.
  2. Confermo, vogliono narrativa generale. Niente genere, che sia fantascienza, horror, western, giallo e via dicendo. Saghe familiari, storie tristi e/o contemporanee, con qualche sottotesto morale. Insomma, tutto ciò che, personalmente, non mi interessa.
  3. @Pennywise Ho letto sulla loro pagina facebook che riapriranno le selezioni il 29 giugno.
  4. Ho sentito Mozzi in prima persona rispondere a una domanda come la tua. Non risponde in caso la sua valutazione sia negativa. Non lo fa perché a suo dire significherebbe investire del tempo per dare giudizi, anche sommari, che potrebbero innescare una nuova mail da parte dell'autore, e intasare ulteriormente la sua casella che già è bollente. Ti direi quindi che è inutile porgli domande o sollecitare risposte. Non ne avrai.
  5. Leggendo i manuali di scrittura e le interviste ad autori famosi, emerge spesso - se non sempre - il discorso sulle abitudini e i metodi adottati per scrivere. Tutti sembrano ricorrere a qualche stratagemma: alcuni hanno un luogo specifico, magari lo studio, una particolare scrivania, una stanza, una posizione; altri hanno degli orari che usano rispettare; altri ancora si prefiggono un obiettivo da raggiungere, che sia un certo numero di parole, o il completamento di una particolare scena. Solo da poco tempo, da quando cioè mi sono riavvicinato alla scrittura, ho iniziato a darmi anch'io delle regole. Non sono capace di alzarmi presto al mattino, quindi quella strada è per me un vicolo cieco. Faccio già fatica a svegliarmi per andare a lavorare, figuriamoci piazzare la sveglia ancora prima. Ho orari lavorativi lunghi, ho altri hobby, quindi di iniziare a scrivere sempre alla stessa ora non se ne parla. L'unico tratto della giornata che mi rendo conto di poter dedicare alla scrittura è quello tra la fine della cena e prima di andare a dormire. Ammetto che per tanto, troppo tempo quello è stato il momento della giornata che dedicavo al relax: film, serie tv, lettura, musica, o semplice e pura perdita di tempo tra una conversazione telefonica e giri su forum/blog/social network. Ho tagliato quasi del tutto quelle attività. Così facendo, sto riuscendo a dedicare del tempo alla scrittura ogni santo giorno, sia quel che sia. Sto seguendo la regola delle 1000 parole al giorno. Tale regola non l'ha fissata nessuno, ma l'ho scelta perché è un obiettivo credibile, che non richiede una mole di tempo eccessiva, ma che allo stesso tempo permette alla storia che si sta narrando di procedere. Con questo sistema, in poco meno di tre settimane ho prodotto 20000 parole (73 cartelle editoriali) che sono andate a costituire l'inizio di un romanzo. Sono incredulo io stesso. Ammetto che, soprattutto in passato, sono stato del tutto privo di autodisciplina, in tanti ambiti. Ora però, forse per via di esperienze di altra natura che mi hanno portato a dover essere, volente o nolente, disciplinato e ordinato nelle abitudini, sono riuscito a trovare un equilibrio che, sebbene duri da ancora troppo tempo per capire se possa trattarsi di un trend, mi permette di produrre con costanza e di farmi essere sempre dentro la storia che sto raccontando. Vi ho raccontato la mia attuale esperienza, ma lo scopo del topic è quello di sentire la vostra. Quanto scrivete? Avete un metodo rigoroso? Oppure preferite scrivere quando vi sentite ispirati? Quanto tempo dedicate alla scrittura giornalmente (o settimanalmente)? E quanto producete? A voi!
  6. @Johnny P La soddisfazione di sentirsi scelti la comprendo, così come quella di stringere tra le mani il proprio libro. Dal mio punto di vista, però, ne vale la pena qualora si riesca a venire pubblicati non dico da una casa editrice grande, ma quantomeno da una che si conosce e si apprezza, magari per il resto della loro proposta editoriale. L'idea di sparare nel mucchio e di accontentarsi della proposta di una casa editrice ignota e minuscola, per il gusto di dire "Sono stato pubblicato da qualcuno", non mi entusiasma per niente. I miei due centesimi.
  7. Considerando quanto si legge sull'operato di tante piccole case editrici (editing sommario o nullo, promozione limitata o nulla), quali sarebbero le motivazioni per pubblicare con una CE, dovendo attendere mesi per una risposta e sobbarcandosi anche l'onere di promuovere il proprio lavoro, per ricavare poco o nulla? Per il "curriculum"? Serve davvero citare una pubblicazione con una casa editrice sconosciuta e non distribuita? Le mie perplessità su questo argomento sono molte. Se devo investire su me stesso, probabilmente preferirei farlo da "libero professionista", se mi concedete la definizione.
  8. Non credo ci sia una maniera univoca di affrontare la scrittura. Quello di cui sono certo è che qualsiasi attività, artistica o meno che sia, richiede tecnica. La tecnica si studia sui manuali o dai maestri, e la si applica mediante l'esercizio. Per portare la tecnica a un livello discreto - non eccezionale, discreto - servono tempo, applicazione e costanza. Solo allora si potranno ottenere anche risultati soddisfacenti. Rimanendo sulla similitudine musicale, per suonare la chitarra devo imparare l'impostazione, devo fare esercizi per ciascuna mano, lavorare sulla coordinazione dei movimenti, imparare gli accordi, imparare a legarli, iniziare a suonare canzoni semplici. Tutto questo per iniziare, non per suonare. E anche solo questo richiede settimane di applicazione. E anche quando sarò diventato un chitarrista discretamente bravo, non potrò permettermi di lasciare lo strumento nella custodia per tanto tempo, per mesi magari, perché ogni volta sarà come ripartire da un passo indietro, dovrò riprendere l'abitudine a fare cose che prima mi venivano naturali. Questi aspetti non si possono sottovalutare. Esprimersi richiede una tecnica e un metodo, non può venire dal nulla o dal "sacro fuoco". P.S.: in tutto ciò sottolineo che questi sono principi che sto cercando di applicare su di me. Li ho già applicati in passato per altre discipline e interessi, ma mai alla scrittura, pensando che ci fosse bisogno di condizioni magiche per riuscire a farlo. Non è così. Ma io non sono niente, solo uno come tanti che sta provando a capire dove riesce ad andare a parare.
  9. Ah, dimenticavo alcuni aspetti che ho trovato utili. 1) scegliere la stanza più silenziosa della propria casa o del proprio appartamento. Nel mio caso è la camera da letto 2) chiudere la porta. Luci basse, silenzio, tv spenta. Il telefono lo lascio in soggiorno, spento. Il tablet idem. Durante la scrittura, uso la modalità a tutto schermo di Scrivenere per estraniarmi dal resto. Se proprio necessario, direi di staccare il wifi Io tendo a distrarmi per un nonnulla, quindi so di dover agire in maniera drastica. Devo creare le condizioni ideali per la scrittura. Per altri potrebbero essere completamente diverse. Quel che conta è che quelle benedette parole, che siano mille o duemila, vengano scritte. Non conta se si è stanchi, se si è annoiati, se quella sera si preferirebbe scorrere la bacheca di facebook per due ore filate. Oggi, sfruttando una giornata a casa per malattia, sto approfittando per darmi obiettivi più impegnativi, ma credibili. Mi rituffo alla caccia di altre mille parole.
  10. La gestione del tempo è fondamentale, in qualsiasi attività. E lo dice uno che di tempo ne ha perso (e ne perderà ancora) tantissimo, facendo cose inutili, anzi, non facendo nulla, stando semplicemente passivo. Mi sto imponendo una tabella di marcia perché ho maturato la convinzione che non si possa raggiungere nessun obiettivo senza una ferrea disciplina. Vale per lo studio, vale per lo sport, vale per le diete, vale per il bodybuilding, vale per il lavoro, vale per suonare uno strumento musicale. Scrivere secondo me è "solo" un'altra attività, voglio spogliarla di quell'alone mistico e romantico che, per anni, mi ha portato solo a fantasticare di scrivere ma, all'atto pratico, non mi ha fatto combinare niente.
  11. Anch'io ritenevo improbabile riuscire a scrivere 1000 parole ogni giorno. La realtà è che, come in tutte le attività umane, l'esercizio rende perfetti. Nelle sere migliori, butto giù 1000 parole in una quarantina di minuti. Chiaro che stiamo parlando di una prima stesura, e quindi si arriverà a dover riscrivere/tagliare chissà quanto di ciò che si è scritto, ma darsi delle regole e degli obiettivi funziona, a mio modo di vedere.
  12. Ciao Alexandra, benvenuta e buona permanenza. Spero di leggerti presto.
  13. Credo che raccontare sia la cosa che più mi ha appassionato da bambino, quando ancora non conoscevo la musica e il cinema. E le passioni di bambino le porti dentro, per sempre.
  14. Ciao a tutti! Mi sto cimentando con la stesura di quello che, inizialmente, doveva essere un prologo per una storia lunga, che potrebbe/potrà diventare un romanzo. Scrivendolo ha acquistato un volume maggiore di quello che avrei creduto, e al momento mi ritrovo per le mani 15000 parole. Non manca molto alla conclusione - difficile da quantificare, ma ritengo credibile si rimanga sotto le 20000 parole complessive - e, una volta che avrò completato la scrittura e la prima rilettura, gradirei avere un primo parere esterno. Il mio scopo è capire se quanto prodotto finora possa suscitare nel lettore un qualche tipo di interesse e se dal punto di vista strettamente stilistico venga apprezzato. E' molto importante per me confrontarmi e ricevere pareri e critiche, soprattutto considerando che non mi cimentavo con la narrativa - pur non avendo mai abbandonato la scrittura - da tanti anni. Chiunque abbia piacere di aiutarmi, si senta libero di contattarmi come meglio ritiene, sia in questo topic, sia per vie private. Vi ringrazio fin d'ora.
  15. Ciao a tutti, atterro su questo forum presentandomi con nome, cognome e foto. Come già sapete, mi chiamo Luca e sono un trentaduenne trapiantato a Milano per lavoro. Coltivo la passione per la scrittura dacché io abbia ricordi: iniziai a scrivere brevi racconti su un quadernino a righe, ai tempi delle scuole elementari, ispirandomi alle storie del brivido lette su Topolino. In adolescenza tentai la strada del primo romanzo, scritto interamente a mano. Riempii una pila di fogli, ma non giunsi mai ad una conclusione. Ho poi veicolato il mio interesse nei confronti della scrittura in altre forme, iniziando a scrivere di musica dapprima, di cinema poi. Nutro una smodata passione per l'horror cinematografico, mentre a livello letterario sono un lettore vorace e poliedrico. Mi unisco a voi per condividere letture, dubbi, esperienze ed opinioni sui nostri sforzi creativi. Vi abbraccio, e vi auguro buona scrittura. Luca
  16. Ringrazio tutti per il benvenuto. I contenuti di questo forum sono molto preziosi, sia quelli sul mondo dell'editoria che quelli sull'attività di scrivere. Mi auguro di apprendere e, per quanto mi è possibile, di contribuire. @Ezbereth, interessante la tua segnalazione. Alla prossima occasione mi metterò alla prova. Sarà un piacere.
  17. Ho iniziato a leggere Le Correzioni di Jonathan Franzen. Costruzione della frase e della pagina notevole. Vedremo se i contenuti si riveleranno all'altezza della forma.
  18. @Provence Complimenti vivissimi, ricevere apprezzamenti da uno come Mozzi, che di romanzi ne legge - o quantomeno ne inizia a leggere - centinaia all'anno, è già un traguardo considerevole che deve darti molta fiducia in te stesso. Apprezzo molto Mozzi, infatti ho deciso di iscrivermi al suo corso fondamentale di narrazione, che comincerà a giorni.
  19. Ho finito di leggerlo ieri sera. Dopo aver visto Cold In July, film di Jim Mickle con Michael C. Hall, mi sono interessato al romanzo da cui era tratto. E' un eccellente esempio di storia pulp, non banale nello sviluppo, con personaggi caratterizzati a dovere. Gode inoltre del dono della sintesi: 240 veloci, efficaci, con una prosa diretta, costituita da frasi brevi che favoriscono il ritmo.