Macleo

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    Ariete
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    Milano
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    Anatocistici

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  1. OK, ci provo.
  2. Grazie del commento, @stefia , lo condivido.
  3. @Fante Scelto , per non far fatica condivido il commento di @Luna . Aggiungo che hai belle idee e scrivi veramente bene. Eviterei solo la concretizzazione troppo complessa che appesantisce e obbliga a una seconda, e poi anche a una terza lettura. E non per il piacere di rileggere, ma per lo sforzo di capire e di combinare il tutto, perché mi sembra proprio che tu abbia messo un po' troppa carne al fuoco in uno spazio forzatamente ristretto. Certo che le mie sono osservazioni squisitamente personali e chiarisco, dato che sono andato a leggermi la tua presentazione, che preferisco le pizza margherite, il wurstel me lo magno a parte. Scusa, ma adesso vado: il temporizzatore sta per scattare.
  4. No, non hai ben compreso quello che hai scritto. Rileggilo e ti accorgerai che il tuo racconto è una perfetta rappresentazione simbolica della droga allucinogena, del tipo Lucy in the Sky with Diamonds dei Beatles: l'evasione dalla città scura e schifosa, la promessa delle colombe che volano nel cielo, l'acquisto nel vicolo dallo spacciatore Magus, l'angolo di paradiso a tempo, l'accettazione dello scotto da pagare in termine di neuroni bruciati, qui rappresentati dalle dita tagliate. Bravissimo (a)! Sto scherzando, naturalmente, ma la tentazione era troppa e l'interpretazione ci sta tutta. Venendo al racconto, l'ho trovato assolutamente valido e convincente. Ma la cosa che più mi ha impressionato è la tua sicurezza nello scrivere, che si concretizza in un testo a mio giudizio esente da critiche, pressoché perfetto. O quasi: dalla regia mi dicono che l'accento non ci vuole. Concludendo, complimenti vivissimi, per quanto mi riguarda hai fatto centro.
  5. Cribbio, non ci ho pensato!
  6. @Unius , dell'Odysseus / Odisseus te l'han già detto. Però c'è anche: ma soprattutto e questo a un supercritico sardo non è ammesso, è gravissimo! Sto scherzando, naturalmente. Il racconto è molto bello, originale e scritto in modo magistrale nel tuo miglior stile militar-granitico. Personalmente non apprezzo i soliti riferimenti biblici, mentre trovo assurdo questo: Dio, se mai esiste, non può che essere onnisciente e sapere tutto da sempre, non è che a un certo punto si mette a credere in Colombo, un uomo!, e nel 1492 gli dà il permesso di fare qualcosa. Ma queste sono cose mie, che rabbrividisco quando qualcuno, magari anche il papa, dice che Dio piange, come fosse mio nonno! Ovviamente quanto sopra nulla leva alla forza della tua narrazione che mi è molto piaciuta.
  7. Grazie del commento, @M.T. . Intendevo dire che avrebbero potuto tornare tutti insieme come si fa quando c'è uno spettacolo. Mi trovi d'accordo: se avessi avuto tempo avrei fatto sicuramente di meglio, ma era una giornata particolare. Tanto che, spostando alcune frasi con taglia e incolla, è scomparso l'applauso al tramonto.
  8. @Luna , acconto surreale, dove non mancano gli spunti umoristici, piacevole e ben scritto. Qualche annotazione: La seconda parte della frase è un po’ contorta. Secondo me così sarebbe meglio, e si otterrebbe anche un effetto spiritoso: Non bisognava nemmeno pagare! L'unica condizione era quella di portarsi da mangiare. eliminerei il “di fronte”; “parlò ancora a tutte quelle persone...” Il suono “esteso” non piace. Meglio: “Ci fu silenzio così lungo che il tecnico del suono, responsabile degli altoparlanti piazzati, credette a un guasto.” “poco più ostile” cozza con “fantastico”. Direi: “Un mondo nuovo, fatto di creature mai viste, con un clima solo poco meno favorevole del nostro che, tra parentesi, è fantastico!” Via le virgole, non è un inciso. “Chissà, magari quelle terre coltivate avrebbero dato vita a vegetazioni particolari, e le nuove specie di animali avrebbero permesso la produzione di salumi o carni...” Via il “si”: “I Niritulbri, che facevano da sfondo a quell'inusuale circostanza, ammutolirono estasiati.” Il finale mi ha colto di sorpresa e sto ancora piangendo per i Niritulbri.
  9. @simone volponi , veramente emozionante, mi è sembrato di essere lì in azione. Scritto bene e molto spiritoso, dall’inizio sino alle uova che pulsano. Qualche annotazione: Ci sta meglio “individuato”. Ravvisare va meglio per gli estremi di un reato. Non fa rima. Avrei preferito « Kaiju, nel culo ce l’hai tu!» C’è un piccolo conflitto fra “ne” e “dalle grotte”. Meglio secondo me: “Il suo indice saggio aveva indicato un monolite unto dei liquami abissali, e i kaiju ne sciamavano fuori.” Oppure, a scelta: “Il suo indice saggio aveva indicato un monolite unto dei liquami abissali, e i kaiju ne sciamavano fuori uscendo dalle grotte frastagliate.” Qui avrei proseguito con il tono umoristico: “Erano i primi uomini ad arrivare là, dove la mano dell’uomo non aveva mai messo piede.” Spero ti piaccia. Proprio un bel racconto simpatico.
  10. @Befana Profana , molto bello il tuo racconto, centra perfettamente il tema e mi è veramente piaciuto. Poi è anche scritto in modo piacevole e si va alla fine senza intoppi. Complimenti! Solo qualche piccola osservazione: "portata" non lo capisco, avrei perlato di cucciolata, se questo volevi dire. "essere" sopravvissuto. Più che "straordinarietà", termine non molto bello, parlerei di superiorità o unicità. Il "passaggio abbagliante" non mi convince, come pure la strana correzione "O piuttosto l'opposto". Pure "riconfortante" va a mio avviso scartato. Personalmente direi: Rimase piacevolmente sorpreso nel passare dalla strada, sporca, grigia, ostile, al parco immerso nell'ombra fresca di alberi altissimi. Qui nessun refuso o altro, ma lo segnalo perché mi è piaciuto molto. Direi: "tanto da non soffrire mai più di sete"... "Una riserva d'acqua, ombra e pesci, una volta che avesse imparato a cacciarli". Per concludere: proprio un bel testo!
  11. @Vincenzo Iennaco , il tuo racconto si divide in due parti. Anzi tu stesso lo dividi inserendo una riga vuota. Primo tempo. Solo un paio di annotazioni: Il concetto di montagna che porta qualcuno a cozzare contro di essa, non è fantastico. Direi meglio: “E ora, un evento inspiegabile aveva eretto quella montagna gigantesca contro la quale era andata a cozzare. Evidentemente non è la perdita che è preziosa - anzi è drammatica o addirittura tragica -, ma era prezioso il carico che aveva fra le mandibole. Quindi: Il terrore per la perdita del prezioso carico le procurò atroci spasmi alle antenne. Questa parte mi è piaciuta moltissimo perché la descrizione del mondo formichesco è affascinante. Un esempio per tutti: operazione che ho sempre sospettato tipica delle formiche, e qui ne ho la conferma. Veramente bravo! Per quanto riguarda la seconda parte, cambi totalmente registro e vai sul divertente e so già che sai già che sto per dirti che non è il mio genere iennesco preferito perché ne abbiamo già parlato in passato. Ma non potevi continuare come avevi iniziato? Dì la verità, lo fai apposta!
  12. @M.T. , come ho già scritto (questo è un copia e incolla), purtroppo il fantasy proprio non mi piace e non ne sento il fascino, per cui è come se leggessi un testo in una lingua straniera. Questo purtroppo è un mio limite e un condizionamento molto pesante. Però, rispetto a quello che ho letto prima, il tuo modo di esprimerti non è pesante e aulico, e questo è già molto per un non addetto al lavori. Infatti il racconto è scritto molto bene, soprattutto nella prima parte dove tutto si comprende e, quindi, a mio avviso si apprezza di più; anche se il concetto di estraneità dalla vita schifosa, che qualcuno impone a questi malcapitati, è un po’ troppo ripetuto e ribadito. Poi, come nel racconto precedente e in molti altri, pure qui si arriva alla foresta sconosciuta che terrorizza i cittadini e che, alla fin fine, non è poi brutta come la si era temuta: certo che Dante mai avrebbe pensato che la sua selva oscura avrebbe avuto così tanto successo nel futuro. Comunque poi non c’è l’albero, ma una porta aperta su un nuovo mondo, uno degli infiniti esistenti. Purtroppo ci sono frasi come questa, che non capisco: Insomma, Shimalya diventa un’Osservatrice dei Mondi, ne scoprirà di nuovi, li conoscerà e apprenderà le sue storie (meglio le loro storie), così da poterle raccontare nei suoi viaggi. Il tutto non mi è molto chiaro, ma il fatto che per la prima volta nella sua esistenza si senta viva, mi conforta molto. Come ho già detto, complimenti per come scrivi, ma questa non è certo una novità.
  13. @Marty12 , purtroppo il fantasy proprio non mi piace e non ne sento il fascino, per cui è come se leggessi un testo in una lingua straniera. Questo purtroppo è un mio limite e un condizionamento molto pesante. Quando leggo di Colombe Nere, Figlie della Madre, scudi energetici degli incantatori al servizio dei regnanti, nonché dell’immancabile albero divoratore di anime, resto a dir poco perplesso. Anche il modo di scrivere lo trovo pesante e a suo modo aulico, anche se capisco che debba essere così per risultare in linea con il genere. Insomma, avverto che sotto c’è sicuramente della bravura, soprattutto nello scrivere e nelle descrizioni, ma non riesco ad entrare in sintonia, proprio come se entrassi in un Selvaticus letterario. L’unica cosa che mi sento di dire, da profano, è che le storie mi sembrano un po’ troppo simili, anche se cambiano vittime e carnefici.
  14. [MI 105-OL] Il più grande spettacolo del mondo Tema di mezzogiorno: Il presentatore