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  1. Filosofia e narrativa - discussione

    In realtà credo che nel calderone del postmodernismo vengano buttati dentro autori molto diversi fra loro, alcuni di questi li trovo poco interessanti mentre altri sono assolutamente di primo piano, almeno per me.
  2. Contest di Natale 2017 - Scrittopoli - Off Topic

    Inizio a preoccuparmi. Forse mangi troppo pesante la sera, la peperonata con topi morti riservarla per il pranzo,
  3. Filosofia e narrativa - discussione

    @Anglares forse io ho prestato poca attenzione alla parte filosofica del video, ma davvero ci ho visto più un elenco di buone pratiche che una riflessione davvero profonda. Quanto al postmodernismo devo dire che molti degli autori considerati postmoderni a me piacciono molto. Da parte mia ritengo che nell'arte, includendo in era anche la letteratura, dovrebbe esserci una sola regola, quella dell'onestà. Se scrivo qualcosa di sperimentale lo devo fare perché ne sento la voglia e il bisogno, non per seguire furbescamente una moda. Ma onestà significa anche dire onestamente al lettore cosa si accinge a leggere. Non cercherò di spacciare una mia sperimentazione personale come un romanzo che segue la tradizione. Sperando che i critici non li trasformino in quello che non voleva essere. Nella letteratura così come nelle arti visuali il re è troppo spesso nudo, ma nessuno ha il coraggio di dirlo.
  4. Filosofia e narrativa - discussione

    Non mi pare però di aver trovato questo nel video proposto. Vi ho trovato più un'esortazione a considerare la scrittura per esplorare il mondo e se stessi. Non ho visto una chiusura nei confronti del lettore, quanto piuttosto una diversa posizione dell'autore che non deve essere al vertice di una piramide da cui emana la sua opera verso un popolo che attende gli ammaestramenti del genio di turno. L'autore si sposta quasi in mezzo ai lettori, usa la propria scrittura per esplorare le possibilità, non per ammanire una realtà rivelata. L'esplorazione e la sperimentazione linguistica possono essere interessanti e portare a cose davvero innovative, concordo però con te sul fatto che non devono diventare più importanti della volontà di raccontare. Il termine esplorazione però va inteso anche in un altro senso, cioè come esplorazione dello spazio delle possibilità (analogo allo spazio delle probabilità della statistica) dell'agire umano. Affiancherei alla celebre domanda What if? la domanda Cosa farei se? Che in una trama narrativa diventa come agirebbe (e reagirebbe) il personaggio se gli accadesse questo evento? Il racconto passa quindi dall'essere un resoconto: "Mentre cacciavamo nella palude un bufalo ci ha caricati" ad essere un resoconto di fatti possibili e/o probabili, mi domando cosa farei se un bufalo mi caricasse mentre sono a caccia e racconto qualcosa che non è accaduto. Nel farlo mi accingo a esplorare lo spazio delle possibilità.
  5. [N2017-F Fuori concorso] prospettiva [pro-spet-tì-va] s.f.

    Io però nel racconto non mi riferivo a chi ha tenuto lo sguardo al terreno perché pensava a lavorare sodo, ma a quelli che tenevano lo sguardo al terreno perché troppo privi di immaginazione per poter capire che esiste un cielo e che fissavano il terreno per veder bene dove mettevano i piedi gli altri solo per essere pronti a fare sgambetti. E mi riferisco a persone assolutamente fiduciose nelle proprie capacità e competenze pur essendone prive, talmente fiduciose da essere presuntuose e arroganti, "qualità" che hanno permesso loro di fare strada. Si chiama effetto Dunning-Kruger e lo vedo all'opera di continuo. “Una delle cose più dolorose del nostro tempo è che coloro che hanno certezze sono stupidi, mentre quelli con immaginazione e comprensione sono pieni di dubbi e di indecisioni" Bertrand Russel L'unico errore di Russel sta in quel "del nostro tempo", perché se si va un po' indietro si arriva a Shakespeare che diceva: "Il saggio sa di essere stupido, è lo stupido invece che crede di essere saggio" e ancora più indietro a Socrate: «Dovetti concludere meco stesso che veramente di cotest'uomo ero più sapiente io: [...] costui credeva sapere e non sapeva, io invece, come non sapevo, neanche credevo sapere» Non deprimerti però
  6. [N2017-F Fuori concorso] prospettiva [pro-spet-tì-va] s.f.

    Non l'ho veramente capita, chiedo perdono per l'ignoranza personale. Scusa, mi ero scordato di risponder a questo interrogativo. Il minimalismo è una corrente artistica, ma soprattutto architettonica e del design secondo cui ogni oggetto va ricondotto all'essenziale, eliminando l'espressività. Gli architetti minimalisti sono dei fanatici delle cose geometriche, squadrate, semplici e vuote. Un architetto minimalista ti arrederebbe una biblioteca lasciandola vuota con solo un cubo su cui appoggiare un libro (esagero un po'). L'horror vacui è la paura degli spazi vuoti, quindi un architetto con l'horror vacui tenderebbe, al contrario del minimalista, a riempire gli spazi. I due concetti sono in opposizione, accostandoli si ottiene un ossimoro, da qui l'ossimorico architetto minimalista con l'horror vacui. Non è obbligatorio conoscere Battiato. Il quadro l'ho inventato in effetti. Avevo cercato su google qualche paesaggio che ritraesse la veduta che descrivo, ma non ho trovato nulla, anche se probabilmente qualcosa ci sarà, per cui l'ho inventato.
  7. Contest di Natale 2017 - Scrittopoli - Off Topic

    quasi mi scoccia dirtelo, ma... il piccolo principe non è un libro russo
  8. Contest di Natale 2017 - Scrittopoli - Off Topic

    Non ti ho detto il titolo perché so che non ami la fantascienza, anche se questa è una fantascienza talmente particolare che potresti apprezzarla. Si tratta di Hard to be a god di Aleksei German, tratto da un libro dei fratelli Strugackij. L'inglese (coi sottotitoli) lo capisco abbastanza bene, nel caso specifico di questo film conoscevo la storia avendo letto il libro altrimenti, non credo che ci avrei capito nulla. Ma è un film incredibile.
  9. Contest di Natale 2017 - Scrittopoli - Off Topic

    Non ne dubito Io mi sono guardato un film meraviglioso in russo con sottotitoli in inglese e mi ha fatto venire voglia di imparare il russo. Soprattutto perché mi sono reso conto che ci sono cose interessantissime che non arrivano nemmeno in occidente.
  10. Contest di Natale 2017 - Scrittopoli - Off Topic

    eh ma se parli russo anche tu adesso...
  11. Contest di Natale 2017 - Scrittopoli - Off Topic

    In realtà avevo trovato anche questa spiegazione su un qualche sito, ma non ricordo quale. Mi sono però fidato della Treccani che riportava la traduzione Corso della Neva e della traduzione della frase di Gogol: « Non c'è cosa più bella del corso Neva, almeno a Pietroburgo: per essa è tutto. Di che non rifulge la strada regina della nostra metropoli? So per certo che neppure uno di questi incolori e burocratici abitanti darebbe il corso Neva per quanto oro vi è al mondo. » proposta da Wikipedia. Purtroppo non conosco il russo e mi dispiace parecchio perché vi sono cose interessantissime che mi piacerebbe leggere o vedere in lingua originale.
  12. [N2017-F Fuori concorso] prospettiva [pro-spet-tì-va] s.f.

    Accidenti, non volevo farti partire il blue mood Su, coraggio che le stelle sono ancora lì ti che aspettano. :*
  13. Contest di Natale 2017 - Scrittopoli - Off Topic

    La Prospettiva Nevskij (Nevskij Prospèkt) è un racconto dello scrittore Nikolaj Vasil'evič Gogol'. (Wikipedia) Del resto quando si parla di Spagna si usa rambla o avenida, per rendere un po' più musicale ed esotico il nome di una strada russa di può usare prospettiva invece di corso o viale. Io comunque ho scritto Corso della Neva, per non usare un termine che in italiano ha un significato diverso e così solo chi la conosce può trovare l'aggancio con prospettiva
  14. [N2017-F Fuori concorso] prospettiva [pro-spet-tì-va] s.f.

    Bella anche la descrizione finale, molto poetico ed evocativo il confondere alba e tramonto o l'intendere il tramonto come la futura alba In realtà questa è una citazione di una canzone di Battiato intitolata appunto Prospettiva Nevski (Corso della Neva), la strofa finale dice: "...il mio maestro mi insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire" Non posso quindi appropriarmi totalmente di questo finale
  15. Serpe della psiche

    Grazie @theluz, si trattava di un esercizio di scrittura, ammetto che sia un po' strano. Però ho appena iniziato la lettura dell'ultimo libro di Kim Stanley Robinson, New York 2140 e ho scoperto con piacere che il primo capitolo è quasi interamente dialogo. Le prime 7 pagine (su 11) del primo capitolo sono unicamente dialogo. Quello che io stesso pensavo come un esercizio bizzarro acquista un senso.
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