Nio59

Scrittore
  • Numero contenuti

    75
  • Iscritto

  • Ultima visita

Reputazione Forum

14 Piacevole

Su Nio59

  • Rank
    Sognatore
  • Compleanno 29 gennaio

Informazioni Profilo

  • Genere
    Uomo

Visite recenti

410 visite nel profilo
  1. La domanda sarebbe da porre a circa 3-4000 CE... Forse non mi sono spiegato bene: perchè alcune famose CE accettano manoscritti da autori sconosciuti se, poi, non ne pubblicano mai uno? Le altre case editrice non grandi (cioè: le altre 3-4000 CE a cui ti riferisci, accettano e pubblicano sconosciuti).
  2. Appunto: mi chiedo se ha interesse a pubblicare sconosciuti...ma, allora, perchè accetta manoscritti da loro?
  3. A memoria...di scrittore: quasta casa editrice ha mai risposto positivamente a qualcuno di voi o a qualche "sconosciuto", che voi sappiate?
  4. Ecco: su questo concordo! Il rischio c'è, ma se non si vuol tenere il capolavoro nel cassetto...qual è l'alternativa?
  5. Non ho tutta questa fiducia nel prossimo. In passato ho scritto un paio di gialli e...voilà, dopo qualche tempo (entro un paio d'anni) mi ritrovo con due gialli molto simili e ben più famosi. Addirittura anche due protagonisti uguali (un prete e un detective). Sfido ognuno di voi ad avere una miniera di idee a disposizione (le centinaia di manoscritti che arrivano alle famose CE e alle famose agenzie) e non cercarne lo spunto per adattarlo al vostro stile o ai vostri personaggi. Perchè non dovrebbe farlo un grosso nome? Basta leggere una sinossi e poche pagine qua e là per far accendere una lampadina. Prima l'autore, poi l'opera, ricordate...
  6. Molti lettori, per comprare, guardano prima l'autore, poi il titolo del libro. La case editrici lo sanno e questo spiega perchè non rispondono mai agli esordienti e agli sconosciuti (uno su centomila), ma non è detto che non apprezzino le idee di questi esordienti. Detto questo, mi fermo. Resto con i miei dubbi.
  7. Sarei puerile se dicessi una cosa del genere, non credi? Ricordo semplicemente una risposta di Hitchcock ad un suo fan che gli chiedeva un finale per il suo giallo "io, le idee le cerco, non le vendo!". Le idee (bada bene: non l'opera, mi riferisco a una trama, un intreccio, un particolare tipo di romanzo, di stile...) sono preziose! Tanto che i grandi scrittori ci campano su. E quale grande miniera di idee è rappresentata da un'agenzia ambita che riceve decine di manoscritti al giorno! Il capolavoro a cui mi riferisco non è il manoscritto ma l'idea che c'è dentro: che razza di agenzia è se non è in grado di vedere che un'idea può avere successo? E' il suo lavoro! L'unico ostacolo potrebbe essere rappresentato dall'anonimato del Pinco Pallino di turno, ma è un ostacolo facilmente aggirabile: se ha sotto contratto un "grande" scrittore basterà dirgli di rielaborare quella particolare idea (rielaborare non significa solo cambiare il nome dei protagonisti, ma presentare la storia in modo diverso) per avere un probabilissimo successo. Faccio un esempio pratico: mettiamo che io sia un "grande" scrittore del genere fantastico ma, ultimamente a corto di idee originali. La mia agenzia letteraria mi fa leggere il romanzo che gli è arrivato da una Pinco Pallina che si intitola "Harry Potter" che ha quel "quid" che lo differenzia da centinaia di altre opere simili: secondo te, io, grande scrittore, non riesco a rielaborare quell'idea, quel "quid", in modo da farla apparire mia? Ogni opera, ogni romanzo, parte da un'idea: se qualcuno mi fornisce l'idea buona sono già ben oltre la metà dell'opera! La tua affermazione che sia importante la narrazione e non l'idea la paragono alla scatola e al regalo che c'è dentro: la scatola può anche essere carina, ma se dentro c'è solo aria, avrai regalato sempre e solo aria. E non credo che il lettore sia stupido.
  8. Io ho qualche dubbio sulle agenzie famose, quelle che non rispondono mai ai poveri esordienti. Facciamo un ragionamento semplice. Io, Pinco Pallino, invio un'opera ad una agenzia che ha sotto contratto autori famosi. Questa agenzia capisce che la mia idea (la trama di un giallo, un romanzo particolare, ecc...) può avere successo...sicuro che contatta Pinco Pallino per fargli pubblicare la sua opera con una grande casa editrice? Non gli conviene passare quell' idea all'autore famoso che ha sotto contratto, fargliela rielaborare e pubblicare lui, assicurandosi il successo dell'opera? "A pensar male si fa peccato ma, spesso, ci si azzecca" diceva uno che se ne intendeva.
  9. Non convince neppure me. Non mi convincono le agenzie in generale. Immaginate un'agenzia che capisce che un romanzo o, soprattutto, un'idea possa avere successo.
  10. La butto lì, riferita a tutte le agenzie. Noi inviamo storie, soprattutto idee, che possono essere interessanti: chi garantisce che tali idee non vengano poi fatte proprie da scrittori affermati che le rielaborano e diventano (loro) successi?
  11. E' pur vero che, se ti spetta il 7% di ogni copia venduta e l'editore ti paga solo dopo la 100esima copia, stiamo parlando di un importo di circa 100 euro (considerando il costo del libro intorno ai 15 euro). E' poca cosa. Però mi sembra che in passato sia stata spostata il doppio binario anche qualche casa editrice che chiedeva l'acquisto di una ventina di copie a prezzo scontato (in totale 200 - 300 euro). La differenza tra 100 euro e 200-300 non è abissale e non credo possa rappresentare una linea di demarcazione tra no EAP e free. C'è una casa editrice, che voi avete in "doppio binario", che ti fa comprare 20 o 30 libri ma ti dà anche il 15% ogni copia venduta, fin dalla prima!
  12. Il fatto che si dica che l'opera ha una sola possibilità di essere rispedita all'editore con un editing perfetto, altrimenti viene scartata... non lo capisco. Se l'opera vale...vale! Io, editore, non mi faccio fermare dall'idea di dover portare qualche modifica per migliorarla. Soprattutto se dite di aver voi un editor in grado di fare il lavoro come si deve: secondo voi cosa è portato a pensare l'autore? Che è bene affidare l'editing a un altro editor? Se vuole essere sicuro della pubblicazione, pagherà e l'affiderà al vostro! E' il mio parere.
  13. Mi associo alla domanda: solo cartaceo?
  14. Se "passa" questo concetto, a mio avviso bisogna rivedere tutte le case definite "free". Se l'editore comincia a pagarti solo dopo un tot numero di copie vendute, significa che tu, in pratica, gli dai quei soldi che ti spetterebbero e che lui non ti dà.
  15. Auguri! La distribuzione e la promozione, quindi, ci sono.