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  1. @Andrea28 Esatto Qualunque persona coi piedi perterra e un po' di buon senso avrebbe fatto il tuo ragionamento: e perché mai Elena dovrebbe essersi innamorata di Carlo? Ma lui no... Se ci pensiamo bene, quali sono le "prove" che sia stata Elena a lasciare la lettera? Lui l'ha incrociata sulle scale della biblioteca, prima di entrare, e la lettera anonima parla di una frase scambiata una volta durante una visita a teatro con la scuola, senza dare più dettagli... Mhhh... Un po' pochino! Siamo davvero sicuri che Carlo ci abbia visto giusto, quando ha identificato in Elena l'autrice della lettera? O è solo una persona con immaginazione troppo fervida e poco buon senso, che ha appena scritto una lettera come questa, raccontando tutte le sue cose più intime, a una tizia che a malapena lo conosce? Se la cosa continuerà, vedremo Grazie per il commento @Eudes Hai ragione, Carlo appare piuttosto stereotipato qui... Però ti assicuro che gli occhiali non ce li ha, neh Anche a me non piacciono i personaggi-stereotipo, e di sicuro a Carlo qualche strana abilità/passione/mania gliela dò, se la cosa continuerà... Ma in questa lettera volevo che si buttasse giù, che si definisse da solo come uno stereotipo vivente, che abbracciasse la sua condizione di sfigato gridandola come una liberazione, dopo aver finalmente trovato qualcuno che (lui crede) è riuscito a trovarlo interessante nonostante tutto. Ammetto che, quando ho scritto questo pezzo, non ho pensato molto a una lettera autoconclusiva, ma più alla prima di una serie di lettere, in cui il personaggio si svelasse a poco a poco per poi evolvere. Direi che concordo Grazie per il commento, quello che sollevi è un punto molto interessante. Vedremo se qualche animo femminile si farà vivo allora
  2. @Luce Allievi Mi dembra che generalizzi un po' troppo.. Se vuoi dire, come mi pare di capire, che tutti gli sfigati sono vittime solo e soltanto della propria pigrizia, secondo me la questione è un po' più complessa di come la fai tu. Ma detto questo, concordo sul fatto che la pigrizia e l'apatia giochino un grande ruolo in persone come Carlo, e che dovrebbero assolutamente essere loro per primi a cercare di cambiare e migliorare la propria situazione. Infatti Carlo per me non è affato un personaggio del tutto positivo. Può avere alcune caratteristiche positive, ma di certo ne ha anche tante brutte, l'apatia su tutto. Non ho pensato a questa lettera come a un racconto a sé stante, bensì l'ho scritto come se la lettera di Lizz e la mia costituissero l'inizio di un romanzo epistolare. Se mai sarà continuato, voglio far evolvere Carlo come personaggio, e fargli prendere coscienza di quello che non va in lui. Grazie per essere passata di qui
  3. Grazie @Lizz per l'analisi approfondita... Rispondere alla tua lettera è stato un piacere e un onore Una cosa generale che tocca un po' tutti i punti che mi hai fatto notare: non ho cercato uno stile pulitissimo in quanto la lettera l'avrebbe scritta Carlo, nerd impacciato che, da quanto dice, non è abituato a scrivere. Cose come l'eccesso di punti esclamativi, il discorso un po' divagante e lo stile ogni tanto impacciato sono volute, una scrittura pulitissima mi sarebbe sembrata poco consona al personaggio. Diciamo che ho cercato di trovare un compromesso tra il rendere il fatto che Carlo è impacciato, e il non distruggere completamente il piacere della lettura. Sono uno di quelli. Non so davvero perché, ma non ho mai detto "l'una" in vita mia U_U Qui forse mi sembra una cosa un po' drastica. Magari l'hanno spinto giù dalla navetta subito prima che partisse? Altrimenti a me dà l'idea che l'abbiano lanciato da finestrino con la navetta in corsa! Direi che hai ragione. Ma bon, si può sempre dire che forse Carlo si esprime male... Questo è il bello di scrivere un racconto epistolare, qualunque errore non è mai colpa tua Qui secondo me, per non ripetere, basta scrivere anche solo "mi sono messo a immaginare" Questa ammetto che mi è scappata, suona proprio male. Effettivamente, potrebbe essere rischioso lasciare una lettera anonima, se poi porta le persone a questi pensieri: fortuna che non era sposato con figli Infatti volevo giocare su questo, far vedere che la tua lettera anonima ha avuto un effetto forte su qualcuno, forte abbastanza da cambiare una vita... E magari creare qualche guaio. Mi fa davvero piacere che la lettera ti sia piaciuta e ti abbia fatto venire voglia di saperne di più su Carlo... Se tu (o qualcun altro) rispondi alla lettera, prometto che continuo
  4. Cara Elena, Guarda, sono semplicemente senza parole. Lascia che ti racconti l'effetto che il tuo messaggio mi ha fatto, perché è davvero una storia che merita di essere scritta. Dunque, sono le una e sto aspettando che Computer Center riapra (conosci? Il negozio di computer in fondo a via Gatti). Vado a prendermi una pizza al taglio al Capriccio, poi inizia a piovere e mi infilo in biblioteca. Lo faccio spesso, mi piace leggere i vecchi numeri di Electronic Magazine, una rivista di elettronica: hanno una collezione che arriva agli anni settanta! Sulle scale ti vedo, io entro e tu esci: ci facciamo un breve cenno della testa, come due che sono cresciuti nella stessa piccola città e che si passano spesso accanto. Un giorno ti vedo entrare in banca, un altro al supermercato. "Andavamo alle medie insieme e prendevamo la stessa navetta": questo pensavo fossi per te, una semplice conoscenza al cui pensiero non avresti mai dedicato un solo minuto del tuo tempo. E invece! Per me eri molto di più, ma questa è un'altra storia. Onestamente sono ancora sotto shock, uno come me non si aspetta certo di ricevere una lettera come la tua! Guarda, a te voglio proprio scriverlo: sì, tutti mi considerano uno sfigato perché sono grasso e passo il tempo davanti al computer. Oh ma posso dimagrire, eh! Secondo me quello che serve nella vita è un po' di motivazione. È un po' un circolo vizioso: più stai chiuso in casa e più ti isoli, gli amici se ne vanno e perdi la voglia di prenderti cura di te stesso. Smetti di parlare con gli altri, inizi a pensare solo alle cose che ti piacciono ancora: per me, i computer e i videogiochi. Internet aiuta molto, da questo punto di vista, perché non sei mai solo veramente: stai seduto davanti allo schermo e c'è un mondo intero pieno di persone con cui puoi discutere di tutto, restando anonimo e senza bisogno di mostrarti per davvero. Conosci World of Warcraft? È un gioco online in cui persone di tutti i paesi assumono il ruolo di personaggi eroici per esplorare un mondo fatto di magie, misteri e avventure. Io lo adoro! Alle medie mi picchiavano, ma questo lo sai. Ricordi quella volta che Franco e Daniele mi hanno buttato giù dalla navetta? Cercavo sempre di evitarli, se li vedevo salire andavo a farmi un giro e prendevo la corsa dopo, ma loro ormai avevano capito tutto e sbucavano all'improvviso quando ero già dentro. E sì, se è questo a cui pensi lo so che non hai mai fatto o detto niente, ma si vedeva benissimo che non eri affatto cattiva. Anzi, in realtà se fossi intervenuta non sarebbe servito a nulla e mi sarei vergognato da morire! Scusa, sto divagando di brutto, ma non sono molto bravo a scrivere. E di sicuro non sono abituato a farlo! Sai che mi fa proprio strano mettere giù tutte queste cose che ti sto dicendo per iscritto? Purtroppo come ormai avrai capito sono una persona solitaria, e quando parlo di me stesso lo faccio su internet, nascosto dietro a un nickname. Farlo con te mi dà un brivido, ma dopo le cose bellissime che mi hai scritto è un brivido piacevole, come una liberazione. Non hai idea di quanto faccia bene! Tornando alla lettera, devo dire che sei un'attrice fenomenale: non una smorfia, non un gesto, su quelle scale, a tradirti! Avevi già preparato il messaggio? Oppure sei tornata dentro quando mi hai visto entrare e mi hai seguito in silenzio come un ninja, hai scritto la lettera in fretta mentre leggevo Electronic Magazine e l'hai infilata nel libro quando mi hai visto andare verso lo scaffale delle novità? Sei stata bravissima! Non so perché quel libro mi ha attirato. Forse il titolo? Sembrava un fantasy! L'ho preso in mano e il tuo messaggio è volato via, l'ho raccolto da terra e ho iniziato a leggere. Quando ho visto "Non cercare il nome alla fine della lettera, non ancora, per favore" ero già corso a cercare la firma da un bel po'! Leggevo per curiosità: mai, mai e poi mai avrei pensato che quelle cose bellissime erano state scritte per me! Ma poi, la scena del teatro: lo shock mi ha atterrato, eri tu! Ho avuto un flash e mi sono ricordato di averti incontrata sulle scale poco prima. Non potevo crederci, eppure... Davvero ti sei scordata quello che mi hai detto quella volta? "Ahia, occhio con quel piede!" Mi viene da ridere, a ripensarci adesso, ma certo non mi veniva da ridere allora! Ti avevo tirato un calcio senza farlo apposta, ricordi adesso? Avevi una maglietta gialla (me la vedo ancora!) e eri seduta vicino a quella tua amica con cui andavi sempre in giro (quella coi capelli corti). E sì, ti concedo che il tuo non era proprio il modo migliore per attirare l'attenzione di un ragazzo, ma in fondo eravamo ancora piccoli e di stupidaggini ne facevamo tutti tante! Mi sono vergognato di quanto fossi scemo e imbranato con le ragazze e sono tornato di corsa a parlare col tizio alla mia sinistra, senza più osare nemmeno guardarti (era un compagno di classe, ma sinceramente non ricordo più quale). La verità è che mi piacevi, mi piacevi tanto, ed ero così nervoso quando ti sei seduta vicino a me! Ero sicuro che l’avessi fatto perché era l’unico posto libero! A tutti noi di prima media piacevano le ragazze di terza, ovviamente, ma per me tu eri un po' speciale. Forse perché ti vedevo tutti i giorni su quella navetta e, senza mai osare rivolgerti la parola (sarei morto dall'imbarazzo!), mi facevo dei film mentali e immaginavo di vivere con te. Era un gioco, un po' come le avventure che mi sono creato più tardi su World of Warcraft, perché sapevo bene che le storie che immaginavo non si sarebbero mai realizzate. Però lo facevo lo stesso, mi aiutava a tirare avanti (non erano dei begli anni). Ricordo ad esempio che una volta mi sono messo a immaginarmi che ci costruivamo un catamarano e partivamo assieme per l'Australia, e che durante il viaggio vivevamo tutta una serie di avventure incredibili! Poi hai iniziato le superiori e non ti vedevo più. Mi mancavi, mi mancavi davvero tanto. Sulla navetta non avevo più nulla per distrarmi, me le prendevo e basta. È quell'anno che ho iniziato a passare tanto tempo davanti ai computer. E col tempo ho smesso di pensare a te, lo ammetto. Non perché non mi piacessi più, eh! Ma a che serviva? Di sicuro tu saresti andata avanti per la tua strada, avresti trovato un uomo bello e intelligente con cui essere felice, saresti diventata una mamma. E io un giorno ti avrei incontrata per strada con la tua famiglia e avrei sofferto, in quel modo speciale con cui soffriamo noi sfigati. "Meglio non pensare più a lei", mi sono detto, "Falle un cenno con la testa quando la incontri per strada, e passa oltre". Mi spiace davvero, davvero tanto, che la tua vita non sia stata soddisfacente. Che lavoro fai? Io faccio il tecnico informatico, alla BST (giusto per completare lo stereotipo!). Non è un bel lavoro, proprio per niente. Se vuoi cambiare vita, io sono pronto. Tutto quello che ho lo lascio più che volentieri. Dai, in fondo non siamo mica vecchi, no? Mi fa così strano pensare alle cose che mi hai scritto: sai che verso la fine piangevo? Nessuno mi ha mai chiamato "amore" prima. Nessuno! Onestamente non so cosa ci trovi in me (sei davvero sicura di quello che hai scritto?): so benissimo che sono uno sfigato ciccione senza amici che non ha mai combinato niente nella vita. Pensare che sei riuscita a vedere attraverso le apparenze, e capire come sono fatto davvero, mi riempie il cuore della felicità più pura. Sappi che ti amo anch'io: ti amavo a undici anni e ti amo adesso più che mai. Che dici, lo costruiamo questo catamarano? Scusa se ti mando questo messaggio per email, mi piacerebbe davvero fare qualcosa di romantico anch’io ma non ne sarei mai capace! Volevo scriverti su carta e mandarti la lettera per posta, ma mi hai parlato di una relazione insoddisfacente e non volevo che il tuo uomo (marito?) la trovasse e ti creasse problemi. Ho trovato la tua email cercando il tuo nome su Google. Ti amo, Elena, ti amo tantissimo, sei la cosa più bella che ci sia mai stata nella mia vita! A presto, Carlo
  5. Ehilà! Ovviamente sono arrivato qui per via del titolo, quando cercavo qualcosa da commentare. Quindi sì, il titolo è fastidioso come una trapanata il sabato mattina ma funziona, per attirare l'attenzione. Nella prima parte, per i miei gusti, c'è troppo nervosismo psicotico incazzoso, al punto che la protagonista riesce a starmi antipatica. Capisco che fa caldo, che sta invecchiando, che stanno trapanando alle otto del mattino, ma secondo me hai calcato un po' troppo la mano. Espressioni come "vorrei solo scrivere questa merda" mi paiono un po' eccessive. Vorrebbe dormire, ma stanno trapanando, quindi si sveglia. E se non trapanassero? Si sveglierebbe lo stesso, in quanto la madre viene a portarle i pantaloni. Mmmhhhh... Visto il livello di incazzosità della protagonista, poi, me la vedrei di più ad andare a prendere a pugni la vicina. A meno che non sia una repressa che si sfoga solo scrivendo (probabile). La seconda parte funziona bene, ma soprattutto per via dell'effetto nostalgia, che non tradisce praticamente mai. Mi sa che sono grosso modo coeataneo con la protagonista, e col superliquidator ci giocavo anch'io. La verità, mi sa, è che basta mettere insieme qualche immagine sui bei tempi che furono per risvegliare quella parte nostalgica che c'è in tutti i nostri cervelli e provocare un rilascio di endorfine generale. Facile. Detto questo, secondo me ci sono parecchi spunti che mostrano che sai scrivere più che bene: le cose sono raccontate piuttosto bene, ci sono tanti piccoli spunti che fanno sembrare la storia più "vera", rendendola qualcosa in più rispetto a un semplice sfogo incazzoso seguito da un po' di memorie nostalgiche: la signora che è morta nel palazzo, le spiegazioni sui granchi e specialmente Filippo, davvero un'aggiunta simpatica. Insomma, togli un po' di nervosismo e sfrutta un po' meno l'effetto nostalgia, poi secondo me sai scrivere molto bene. Mi sembra comunque più un frammento che altro: che è successo a questa tizia per transformarsi dalla bimba felice che era in questa nevrotica? In ogni caso ammetto che alla fine mi viene da prenderla per le spalle e scuoterla avanti e indietro dicendole: "ma piantala di lamentarti e muovi le chiappe, prima che sia troppo tardi!"
  6. Complimenti ai vincitori e a tutti i partecipanti, e un grazie speciale allo staff e a chi si è letto il mio racconto. È stata una gran bella esperienza, questo mio primo MI Da ripetere...
  7. La scelta non è affatto facile, ma comunque va fatta. Voto arma letale di Macleo.
  8. @Ponghetta84 Grazie, mi fa piacere che ti sia piaciuto
  9. Grazie Farò del mio meglio per evitare la cecità, ma tutto dipende da che ci si trova
  10. Ciao, sono plurimaggiorenne, posso dare una sbirciatina anch'io? Grazie
  11. Ecco i miei voti. Sono al mio primo MI e scegliere non è stato affatto facile: alla fine ho letto tutto e lasciato decantare qualche giorno, per vedere quali mi sarebbero restati appiccicati di più addosso. Lizz, l'inferno del sorriso Macleo, Arma letale Rica, scrivi scrivano
  12. Allora ti farà piacere sapere che a me non è proprio sembrato per niente una persona malvagia, anzi. Non mi è passato nemmeno per l'anticamera del cervello che potesse essere un pedofilo. Solo che secondo me il suo comportamento sarà visto dagli altri come malato. E quindi che, se fosse una persona del tutto razionale, avrebbe agito diversamente. Ma come ti dicevo, va benissimo che non agisca razionalmente, forse è normale in quella situazione. Però ci vorrebbero delle spiegazioni in più per capire meglio come mai agisce in quel modo. Non preoccuparti, lo so benissimo che non te la sei presa, il mio "non prendertela" era solo un modo di dire
  13. @Emy Grazie, mi fa piacere che ti sia piaciuto. L'ho scritto molto in fretta e ci sono molti refusi, hai ragione
  14. @Emy Ciao, Non te la prendere, ma continuo a vedere un po' di incoerenza nel comportamento del prof. Capisco che ha buone intenzioni, ma ho difficoltà a capire quello che gli frulla nella zucca: - se davvero pensa che ci sia stato un omicidio al momento del tonfo, mi sembra strano che la mattina successiva risponda allo sparo con una lacrimuccia: dovrebbe reagire con shock e sopresa, perché non se l'aspettava. Poi mi sembra anche strano che non chiami la polizia: e se la donna sta morendo dissanguata sul pavimento? - se pensa che i due stiano avendo un litigio e che prima o poi si riappacificheranno, ho lo stesso problema di prima con la lacrimuccia, e in più credo che l'uomo si dovrebbe chiedere che cosa pensaranno i genitori della bambina quando sapranno che ha passato la notte a letto con lui. - se pensa che i due vanno sicuramente verso un omicidio, doivrebbe chiamare la polizia per fermarli: quella è sicuramente la cosa migliore per la bambina! Quindi secondo me, comunque si rigira la frittata il professore è un po' irrazionale nel comportamento. Il che non è necessariamente un male, anzi! Può essere la base per rendere il racconto interessante (non una storia semplice semplice, bensì una reazione umana e complessa ad una situazione destabilizzante). Magari tentenna tra le tre opzioni sopra: non sa bene quello che è successo e che succederà. Pensa che probabilmente è solo un violento litigio, ma ha paura per quel tonfo, poi si ricorda anche del suo trauma infantile e ha paura che si possa arrivare anche qui a questo estremo. In questo caso tutte le sue azioni potrebbero spiegarsi: è confuso, non sa bene che fare e fa alcune cose un po' irrazionali. Però secondo me ci vorrebbero un po' di spiegazioni su quello che gli frulla nella zucca, bisognerebbe mostrare meglio i suoi pensieri, farlo vedere che tentenna: ogni tanto, ad esempio, vorrebbe chiamare la polizia, poi si dice "ma sì, questi prima o poi smetteranno...". Poi magari si dice: "e se cercano la bambina e non la trovano?". Pensa di rimandarla indietro, poi sente nuove urla e si dice "ok, la facciamo star qui ancora un pochino..." Cose del genere. Con qualche spiegazione in più riuscirei ad immedesimarmi meglio in questo tizio che è finito in mezzo ad un dramma familiare, e che, un po' come tutti forse, non sa bene come reagire. Tutto qui
  15. @Cristina Vacci piano col condividere appieno quello che dico, altrimenti finisce che mi monto la testa @Emy Capisco benissimo che le intenzioni del tuo personaggio fossero pure, ma è anche vero che in questo mondo tutti pensano subito male (e visto quello che si sente in giro, probabilmente è normale!). Se io fossi il tuo personaggio, ci penserei due volte prima di prendere la bambina in casa, e credo che ogni uomo sano di mente farebbe così... cioè, metti che i genitori smettessero di litigare (cosa del tutto non improbabile, direi: mica lo sapeva il prof che tutto sarebbe finito con un omicidio!), cosa sarebbe successo? I genitori che si mettono a cercare la figlia disperatamente, e alla fine la trovano a letto con lui E allora, quel papà così irascibile, che avrebbe fatto al prof? No, onestamente credo che il professore non si sarebbe mai comportato come ha fatto. Piuttosto avrebbe lasciato la bambina sul pianerottolo e fatto una chiamata anonima ai carabinieri o qualcosa del genere.