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Criptico

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  1. Ciao Scrittore, una piccola domanda, "quattro zampe" è il nome o il cognome? Scherzi a parte! Amo gli animali come te. Quando scrivo, a differenza tua, io non penso proprio. Scusa ma non riesco a non scherzare! Ciao a presto.
  2. Ciao Pierpiero e grazie per l'aiuto. Sto cercando di capire l'uso della punteggiatura ma attualmente la nostra maestra di italiano si è limitata a dirci che la virgola indica una breve pausa, il punto e virgola una pausa un po' più lunga, i due punti precedono un'elencazione, ecc. Nei precedenti racconti no ho usato affatto i due punti e mi è stato detto che doveri imparare ad usarli. In realtà ancora non mi è chiaro il meccanismo.
  3. Ciao queffe, Il tuo racconto ha colto l'essenza stessa di ciò che siamo o che avremmo potuto essere. La lettura scorre fluida dalla premessa scientifica fino alla fine. Un viaggio dal big bang ai giorni nostri, che attraversa una moltitudine di mutazioni che vanno dalla separazione delle forze fondamentali fino alla formazione dei primi nuclei. Un viaggio dove le diverse teorie fisiche si sfidano alla ricerca di previsioni. Un viaggio che attraverso le varie ere dell'universo porta un singolo nucleo di elio sulla terra. A seguito di qualche "trasformazione di cui non mette conto parlare qui", quella particella divenuta radioattiva, diviene la causa di una alterazione genetica dovuta unicamente al caso. Il caso che ha reso possibile la persona di Hitler così come lo conosciamo ma che avrebbe potuto essere il tuo, "Se fosse stato..." Ciao
  4. Veramente geniale! Un racconto che oltrepassa ogni dimensione conosciuta ma che è nello stesso tempo si muove nei limiti della pazzia umana.
  5. trallala, trallallero, trallalla mi pare di conoscere questo nome! Ciao Edison, girando qua e la, su e giù per il forum mi sono imbattuto nel tuo racconto. Eccoci qua! Scherzi a parte, ho letto il tuo racconto e devo dire che mi è piaciuto! Ci sono solo delle piccolezze che non mi suonano bene: - "e i successivi quattro giorni dopo" - forse meglio: "e i successivi quattro giorni" dopo - " Mentre io caricavo madre e figlio sulla nave " - caricavo mi suona troppo da caricatore di porto personalmente visto il ruolo del personaggio avrei scritto: " Mentre io scortavo madre e figlio sulla nave " - Gottlieb mi mandò a dire che il mio ruolo nella faccenda rimaneva inalterato. - in realtà la percezione che avevo avuto è che il personaggio avesse già bene in mente il suo ruolo e che ogni dettaglio era già stato previsto, come anche la possibile sconfitta del Brasile. Quindi quella frase sembra stridere un po' con l'idea di organizzazione che avevi perfettamente delineato in precedenza tanto d'aver inteso che nulla fosse stato lasciato al caso. Nell'insieme il racconto l'ho letto con molto interesse ed in modo abbastanza scorrevole (dote che io non ho ) Il finale delinea un'altro ipotetico scenario per la fine del führer che potrebbe essere considerato anche verosimile. E' stato un piacere leggerti alla prossima. Criptico
  6. A conferma di quanto già verificato da altri utenti aggiungo la mia considerazione il testo pubblicato che appare in questo modo: Remo sentiva il battito accelerare, i brividi smuovergli le membra stanche. Gli stava succedendo qualcosa in testa, si disse. La vecchiaia porta sempre brutte sorprese ogni giorno, e forse era arrivata la demenza a rendergli la vista dissennata, a spedirgli il cervello sulla luna, e addio Remo. In realtà viene salvato dal server in quest'altro: " Remo sentiva il battito accelerare, i brividi smuovergli le membra stanche. Gli stava succedendo qualcosa in testa, si disse. La vecchiaia porta sempre brutte sorprese ogni giorno, e forse era arrivata la demenza a rendergli la vista dissennata, a spedirgli il cervello sulla luna, e addio Remo. " Lo si può verificare leggendo il codice html della pagina generata dal software del sito. Ora la differenza appare lampante: nel secondo caso il numero di caratteri è maggiore del primo. Quindi oltre a confermare quanto già detto da Marcello spero di aver dato la spiegazione tecnica al problema. Marcello perdona la punteggiatura PS. ti prego in questo caso di premiare le intenzioni e non la forma.
  7. Ciao Unius, solitamente non amo controbattere su argomenti del genere, ritengo infatti che difficilmente si possa cambiare idea. La diversa prospettiva con cui si osservano (leggono) gli avvenimenti della storia, inevitabilmente ci portano a considerazioni molto spesso diverse. citando le tue parole: "Si arruolò a forza come soldato semplice nella prima guerra mondiale, pur non essendo idoneo fisicamente e combatté in prima linea, subendo un attacco di gas assieme ai suoi camerati che quasi lo uccise. Rimase a lungo degente in ospedale, ci sono foto che lo ritraggono sul letto, con i baffoni spioventi che aveva all'epoca." Citando Adolf Hitler: "HO RISCHIATO la vita in prima linea ogni giorno guardando la morte negli occhi, rimanendo vivo per miracolo. Un soldato sul campo, senza timori nonostante le bombe, i proiettili e gli scontri, nel momento più indimenticabile e più grande della vita, la Prima guerra mondiale." (Non so se accostare queste due citazioni in modo preoccupante) L'arruolamento, le battaglie nel prestigioso battaglione (composto da giovani tra cui intellettuali, studenti, volontari, ariani, ecc.) e le sue imprese eroiche contro la minaccia giudaica che incombeva sull'Europa, sono gli strumenti presi a spunto, da una certa letteratura di parte, per preparare, dalla seconda metà degli anni venti, il pensiero di quella che sarebbe diventata l'azione nazista. Il 16 agosto 1914, a 25 anni, Hitler si arruola come volontario. Da appena un anno ha lasciato l’Austria, dove rischia il processo per reati minori. Molti documenti relativi alle azioni della 16° Riserva Reggimento Fanteria in cui era arruolato smentiscono puntualmente molte sue dichiarazioni o pubblicazioni utilizzate a fini propagandistici. Il Rir 16, male in arnese e con i ranghi non compiutamente addestrati, sconvolto dalle gravi perdite della prima battaglia di Ypres, affronta i francesi nel villaggio fiammingo di Gheluvelt. Nel Mein Kampf, scriverà di essere stato l’unico sopravvissuto di quella sortita e che da quel giorno «l’orrore sostituì il romanticismo nei campi di battaglia». I registri, però, fissano a soli tredici i soldati caduti: la vera mattanza di tedeschi avviene a molti chilometri di distanza e in giorni differenti. Tutto questo però è più materiale per il "prompt di mezzanotte" che non per quello di mezzogiorno. Il senso di questa mia replica? Data la premessa fatta credo di non averla capita neanche io. Ciao CripticoNE
  8. Ciao Simone, devo confessarti che sinceramente il tuo racconto mi ha molto incuriosito. Hai utilizzato degli elementi che mai avrei pensato di usare. Devo dire che la figura quasi demoniaca introdotta che viaggia accanto all'uomo dalla notte dei tempi mi è piaciuta. L'unica pecca se così si può dire e che avevo intuito il seguito del racconto dal punto in cui: "In quel momento nel bar calò la penombra. Erano le undici di mattina, le vetrate si affacciavano sul pieno giorno, un giorno luminoso dal cielo sereno". Introduzione ad un evento legato all'occulto o comunque di cattivo presagio. "Quando si voltò di nuovo a guardare l'uomo, c'era stato un cambiamento. La maschera aveva preso una forma più precisa: si era ristretta in un volto allungato, dalla mascella forte e un accenno di doppio mento, le labbra piegate in basso, crudeli. Erano apparsi dei baffi, corti e neri come la pece, così come il ciuffo di capelli gettato sulla sinistra." Eccolo! L'impersonificazione del demone, la conferma che si tratta di Hitler e che quella mutazione poteva essere associata solo ad una creatura demoniaca. Quindi se devo essere sincero pur avendo trovato il racconto ben scritto e piacevole da leggere, il fatto di aver immaginato il finale mi ha tolto il brivido del colpo di scena che normalmente mi aspetto. Ovviamente Simone, il fatto di attendermi sempre un finale a sorpresa è solo un mio limite e nulla toglie alla bontà del tuo racconto. Inoltre, conoscendo il prompt del racconto, credo di essere stato influenzato in tal senso. Non conosco bene il meccanismo del gioco ma a parer mio hai saputo ben interpretare il prompt. Mi pare di aver capito che ti è stata contestata la non "Morte" di Hitler. Io credo che in realtà questo problema tu l'abbia superato nel momento in cui scrivi: ... " Io, intanto, devo tornare in Siria. " Mettendo fine all'epoca di Hitler in quanto tale, per proseguire il viaggio in altri tempi e con altri personaggi. Ciao alla prossima.
  9. Ciao Unius, ho letto, anzi ho divorato il tuo racconto. Ha tratti mi ha regalato l'impressione di essere fisicamente nei luoghi da te descritti. Il tuo modo di disegnare i luoghi e i volti ricchi con dettagli misurati ma evocativi l'ho trovato molto efficace. Mi è piaciuto molto come mi hai condotto verso il finale della storia. Il finale però devo ammettere che per quanto ben scritto non mi ha molto convinto. Cerco di spiegarmi meglio, non discuto il finale in se, quanto l'immagine che hai dipinto di Hitler che per certi versi me lo ha quasi rivalutato, se non per il suo scopo ultimo per il fatto di aver combattuto, in prima persona, quasi da eroe, in nome di un ideale. Infatti anche il suo atto finale (la granata), quasi lo rende un eroe, seppur psicopatico, pur sempre un eroe. Per certi versi non è molto difforme dalla storia che conosciamo. La differenza sta nell'antefatto che precede il suicidio, che lo rende quasi più umano. E' come se avesse sacrificato la propria vita per accompagnare quel soldato verso una morte più umana. Infatti la premessa fatta nei suoi pensieri: "Hitler sorrise pensando che diverse fiale del suo sangue si trovavano al sicuro, congelate. Un giorno sarebbe stato possibile creare delle copie di sé stesso, un nuovo Führer in un nuovo mondo da purificare." Non mi ha convinto fino infondo. E' ovviamente una questione di suggestioni personali e comunque non posso che complimentarmi per il bel racconto. Ciao Criptico e CripticoNE
  10. Dimenticavo il mio solito fumetto.
  11. Grazie Edison, come sempre apprezzo il tuo interesse per i miei racconti. Sto lavorando molto sulla debolezza della mia scrittura facendo tesoro di ogni vostro commento. Sinceramente Grazie.
  12. Commento Prompt di mezzogiorno. Aktion T4 Primo settembre del 1939. Oggi ho ricevuto l’incarico, insieme al dottor Brandt, di estendere le conoscenze ad un gruppo fidato di medici, al fine di autorizzarli a concedere la morte a chiunque, viva uno stato di sofferenza. L’ordine citava esattamente: “Il Reichsleiter Bouhler e il Dottor Brandt, sono incaricati, sotto la propria responsabilità, di estendere le competenze di un gruppo di medici da loro nominati, autorizzandoli per grazia a concedere la morte ai malati considerati incurabili secondo l’umano giudizio, previa valutazione critica del loro stato di malattia.” Ora il mio pensiero va all’arcivescovo di Münster, Monsignore Clements August che più volte a tentato di condannare le politiche sociali del Führer. E’ già complicato far capire all’opinione pubblica l’importanza di tale programma che non ho proprio bisogno di personaggi così scomodi. Già in passato l’arcivescovo ha tentato di screditare la bontà del programma. In un epoca in cui ci è richiesto di intervenire sul riordino dello stato, i malati mentali, coloro che soffrono e per cui non è possibile alcun rimedio, quelle stesse creature che potrebbero rappresentare un problema per la nostra stessa sopravvivenza, non sono altro che un inutile spreco a spese dei cittadini oltre a rappresentare un problema di salute pubblica. L’esempio riportato dal Führer nell’ultima conferenza spiega molto bene il problema. Le esatte parole furono: “Pensate a quegli individui malati di mente che si nutrono dei loro stessi escrementi o a quelli che possono rappresentare un pericolo per loro stessi o per gli altri. Cosa rimane di più dignitoso che valutare la loro possibile morte, con il conseguente risparmio di risorse economiche per gli ospedali, i medici e il personale.” Sacrosante parole! Conosco molto bene il Dottor Karl Brandt, fidato medico del Führer, posso dire che siamo consapevoli entrambe che è difficile far passare questo concetto e forse lo è ancor di più in tempo di pace. Certo in tempi di pace occorre misurarsi con il consenso, con ciò che il popolo pensa ed è per questo che è auspicabile una guerra. nel frattempo … Gli strateghi di Berlino coniano il termine “Blitzkrieg “ - Guerra Lampo, una guerra che si deve consumare nel più breve tempo possibile cercando quindi di puntare dritti allo scopo: la conquista. Kampania wrześniowa – Campagna di Settembre. La Germania nazista con l’impiego massiccio di tutte le forse e tecnologie mette in campo un nuovo modo di concepire la guerra e in soli trentasei giorni la Germania ottiene la resa dei Polacchi; è l’inizio della grande guerra. Oggi il nostro capo della Kanzlei des Führers (Cancelleria del Führer) è soddisfatto per l’esito di quella campagna, perché sa che la Germania ha ottenuto due scopi; la conquista della Polonia ma soprattutto quello di aver scatenato una guerra di ordine più grande. E’ arrivata la guerra che porrà fine hai suoi problemi. Konzentrationslager Auschwitz – Campo di concentramento di Auschwitz Josef Mengele, un giovane medico tedesco, è denominato “Angelo della Morte” perché ha saputo ben interpretare gli insegnamenti del dottor Brandt. Con una forte capacità di analisi è in grado di selezionare con estrema precisione i malati da condurre alla morte. Sotto di lui, Adrian Becker un altro giovane medico, che suo malgrado non ha ben chiaro il fine e l’importanza di programma. Lui non aveva vissuto a contatto con le menti dell’eugenetica, quindi non poteva comprendere, ma aveva imparato ad eseguire ed eseguiva perfettamente gli ordini. Gli è stato detto che un malato mentale, un bambino o un adulto deforme, rappresentano un pericolo per la salvezza delle specie umana. Adrian ha realizzato una tecnica particolare con cui eseguire la sterilizzazione coatta in quegli individui ritenuti geneticamente pericolosi. Si tratta di una tecnica rapida. L'importanza della rapidità gli fu insegnata da Mengele che sosteneva: "non occorre fare troppe domande per individuare una creatura pericolosa. Spesso è sufficiente il proprio istinto." Capì presto che non poteva permettersi coinvolgimenti sentimentali con i malati e che in alcuni casi l’uso della sua Luger P08 da 7 millimetri era il rimedio più veloce per ridare un po’ di dignità a quelle creature malate. Stalingrado, 2 febbraio 1943 Ciò che rimane della 6° armata tedesca si arrende. Dnepr di Kanev, 18 febbraio 1944 Dopo oltre 50.000 perdite nelle file tedesche, le truppe che Hitler aveva ostinatamente lasciato nella testa di ponte, vengono accerchiate e distrutte. E’ in corso la fine dell’impero nazista. 15:30 del 22 aprile 1945, Hitler in preda ad un collasso nervoso, riceve la notizia che gli ordini impartiti a Steiner in forza al Armeeabteilung Steiner per la difesa di Berlino erano stati disattesi. In quel momento Hitler capisce di aver perso una battaglia ma che la guerra non è ancora perduta. Convoca un pugno di uomini fidati e pianifica la sua fuga. Come copertura annuncia che rimarrà a Berlino in attesa della sua fine. Si trattava di una manovra necessaria per riorganizzare le forze, eliminare i traditori e riprendere il controllo. Quella stessa notte il Führer, dopo aver camuffato il suo aspetto, lascia Berlino alla ricerca di un luogo sicuro, dove avrebbe potuto nascondere la sua identità. Ad Auschwitz, il dottor Mengele avendo avuto notizia dell’imminente caduta dell’impero tedesco fugge, lasciando continuare il suo lavoro a Becker che così come aveva imparato, non aveva smesso un solo giorno di applicare gli insegnamenti che gli erano stati dati. Il suo instancabile lavoro non conosceva riposo, le creature malate erano sempre di più e sempre meno medici erano lì a continuare quel difficile ma necessario lavoro. 2:20 del 30 aprile 1945, Becker in questa notte è particolarmente provato, troppo lavoro, troppe valutazioni da fare e troppo in fretta. Uno dopo l’altro prima per suo pugno e poi per mano dei soldati ogni possibile creatura a rischio viene soppressa. Con gli occhi oscurati dal buio quel difficile lavoro diventava sempre più arduo. Per ogni 10 malati uccisi ne spuntavano altri 20, sembrava una battaglia persa. Quando un soldato esitava, Becker lo anticipava perché aveva capito che ogni minuto era prezioso. Ora un due soldati scortano un uomo, sporco e dall’aspetto inquietante, come a volerlo sottrarre al suo destino, Becker gli si avvicina e chiede loro cosa stessero facendo. E’ il Führer dottore, è il Führer continuano a ripetere, in quell’istante a giovane medico tornarono alla mente le parole di Mengele: “Non bisogna farsi troppe domande per capire se una creatura è pericolosa o no. Spesso basta l’istinto per capirlo” e comprendendo che quei soldati erano stati contagiati da qualche malattia sparò tre colpi uno per ogni soldato e uno a quel pazzo che sosteneva di essere Adolf Hitler.
  13. Lasciamo da parte il discorso sulla metrica già affrontato nei commenti precedenti e concentriamoci sui versi e l'emozione suscitata in me. Voglio violentare il mareIngravidare la terra Ripopolare a mio modo Due verbi molto forti ma adatti all'immagine che mi hai evocato: -lo scatenarsi di forte emozioni -una forte voglia di affermare il proprio io. -quasi un desiderio di onnipotenza. Tutti i cieli, sia di ieriSia di domani ... Ora quel desiderio di onnipotenza si rafforza con l'aggiunta quello di possedere il tempo, quasi ai limiti dell'onniscienza Quel sia ripetuto due volte effettivamente non è il massimo E andare andare, e andareVivo, come un bambino avidoIn cerca delle sue stelle:Quelle quelle quelle… quelle! L'immagine del bambino "avido" di stelle mi rimanda a quel misto di curiosità e desiderio tipico di un bambino. Ma il desiderio nasce da un adulto che cerca quell'energia tipica del bambino alle prese con un regalo da scartare. Ciao e grazie per la bella poesia.