meryj

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  1. Innanzitutto complimenti! Hai trovato la nicchia di lettori giusta e il luogo più adatto per la vendita. Non vedo perché rivolgerti alle ce quando hai già sottomano la soluzione: devi puntare sui negozi. E' lì che il libro vende e credo che, se pubblicato da una ce finirebbe in qualche angolo delle librerie insieme a libri simili. Ti sconsiglio anche le piattaforme di self online per lo stesso motivo: questo libro particolare diventerebbe uno dei tanti. Quello che ti consiglio è di creare un sito web apposito per il libro con contenuti legati al tema del libro, magari con una sezione con un'intervista alla signora (o videointervista se non si vergogna), una sezione con la sua biografia con delle foto della sua infanzia/vita sempre dell'autrice (se c'entra con l'argomento del libro), una sezione con e-commerce con gadget relativi al tema trattato (se è possibile) e magari contattare siti/sponsor con lo stesso argomento per fidelizzare possibili lettori. Ovviamente il sito andrebbe sponsorizzato insieme al libro (sul cartonato o all'interno del libro stesso) per incuriosire maggiormente i possibili lettori. La lettera che hai citato sul tuo primo post dovresti inviarla ai negozi non alle ce. Se i negozi fossero interessati dovresti metterti d'accordo sul modo in cui pubblicizzare il libro. Forse ci vuole un budget minimo, comunque ti consiglio di fare un business plan per la vendita. Il libro lo devi considerare come una piccola impresa con costi e introiti. Ovviamente questi sono solo dei consigli. In bocca al lupo
  2. - Nanà - Anna Karenina - Emma
  3. @marizzola Dal regolamento: "L’autore deve essere in possesso dei diritti sull’opera presentata. Sono ammesse le autopubblicazioni (sia cartacee sia e-book), le pubblicazioni che prevedano in qualsiasi forma un contributo dell’autore, le pubblicazioni su riviste cartacee o online, su antologie, le edizioni a distribuzione locale o a cura di associazioni ed enti locali. Qualora l’autore abbia pubblicato opere appartenenti alla suddetta tipologia e ne possegga i diritti può partecipare al concorso con queste stesse opere, qualora invece non sia più in possesso dei relativi diritti, può partecipare ma con altro materiale."
  4. Io un romanzo thriller lo vedrei bene a puntate ma autoconclusive. Per esempio stesso protagonista ma situazioni e storie diverse, un po' come i libri di Agatha Christie con il suo Poirot (solo in versione thriller ).
  5. In verità uno dei finalisti di quest'anno è un romanzo storico “Jimmy Lamericano” quindi una piccola speranza c'è dai (tra l'altro l'unico nelle mie corde, gli altri sono troppo impegnati).
  6. @ewan_j e @bukowsky77 e i già citati @Alain.Voudì e @visionnaire
  7. Anch'io non riuscivo a continuare la storia che stavo scrivendo. Il finale e gli sviluppi erano ben chiari ma c'era qualcosa che mi bloccava. Alla fine ho capito che l'ultima pagina era troppo descrittiva quindi ho aggiunto qualche dialogo tra i personaggi e così ho continuato la storia. Ti consiglio di rileggere le ultime pagine, o l'ultimo paragrafo, a volte basta cambiare qualche frase per ricollegarsi al filo della storia che si è interrotta.
  8. Grazie, anch'io avevo questo dubbio.
  9. Inviata email con il materiale da valutare. Ora attendo gli sviluppi...
  10. Io invece ti sconsiglio di fare una cronologia del passato. Personalmente scrivo di getto e non ho mai avuto bisogno di scalette (tipo lista della spesa) su cui basarmi, le trovo una sorta di "gabbia" che alla fine mi blocca. Quello che ti consiglio, e che forse fai già, è rileggere quello che hai scritto più volte per vedere se tutto torna in modo logico. Hai sempre tempo per aggiungere o aggiustare. L'importante è seguire l'idea che hai già in testa e scriverla .
  11. Sono perplessa: questo agente letterario mi ha risposto che, se mi elencasse in anticipo i nomi delle case editrici con cui collabora, gli sembrerebbe alquanto inconsueto nei termini di tutela della privacy professionale e che potrei avvalermi di tali nomi per intraprendere eventuali trattative con gli editori a scapito della sua mediazione. Mah! Non capisco tutto questo mistero.
  12. Alla fine ho "tagliato la testa al toro" chiedendogli con quali case editrici collabora e se i miei scritti, che ho brevemente accennato nella email di risposta, possono essere di loro interesse. Non so se è il modo migliore per approcciarsi con un editor ma, se devo essere sincera, non ho più voglia di mandare inediti a casaccio.
  13. Salve a tutti, ero indecisa se aprire il topic nella sezione editor ma, non sapendo chi sia, ho ritenuto aprirlo qui. (nel caso qualcuno dello staff può spostare il topic grazie ) Sono stata contattata via email da questo editor/agente letterario indipendente che "si occupa di scouting editoriale". Non ho trovato in internet alcuna informazione che lo riguardi (niente pagina fascebook, linkedin o sito web). Qualcuno lo conosce o ha collaborato con questa persona? Grazie in anticipo
  14. Personalmente penso che il punto della questione stia nell'educazione alla lettura fin da piccoli (e intendo di bambini dai due anni in su). Ricordo con piacere mio padre che mi leggeva le storie da piccola, che me le raccontava e questo mi ha fatto nascere la curiosità e l'interesse per la lettura. Non è vero che la scuola non è in grado di far apprezzare la letteratura. Anche qui, ho ricordi molto nitidi di come alle elementari ci facevano leggere come compito per casa un libro che ci piaceva e che poi dovevamo spiegare alla classe. Alle medie e alle superiori l'italiano era invece una materia noiosa per me, ma credo che fosse perché avevo professori incapaci di trasmettere la passione per la letteratura. Un altro esempio è il mio nipotino di due anni: ha già la sua piccola libreria personale e spesso ci chiede di raccontare le storie associate alle figure che vede nei libri. Sicuramente da grande ricorderà con piacere questi momenti e quindi associerà la letteratura a qualcosa di interessante e piacevole. In definitiva sta tutto nelle mani dei genitori: se si compra un libricino o un tablet con giochi interattivi a due bambini della stessa età, chi dei due crescerà con la voglia di leggere libri?
  15. @Alberto E. Long In verità sono in parte d'accordo con te ma in parte no. Dal mio punto di vista (dello "scrittore") hai perfettamente ragione: meglio scrivere un libro di qualità che cercare il successo a tutti i costi con libri mediocri. Tuttavia da lettrice ho notato che i libri di "alta" letteratura sono spesso, non sempre per fortuna, troppo difficili da comprendere. Mi oriento quindi sui libri di autori stranieri (ultimamente quelli asiatici) e soprattutto nei classici. La mia "non comprensione", se vogliamo dirla così, risiede in un insieme di caratteristiche che proprio non riesco ad apprezzare. Innanzitutto la ricercatezza del linguaggio non dovrebbe soffocare la narrazione. Il libro non dovrebbe essere solo un libro scritto in modo magnifico ma ci dovrebbero essere i contenuti, qualcosa che dovrebbe affascinare il lettore. Il punto è che al lettore non servono pagine e pagine di introspezione psicologica, di descrizioni approfondite o di termini desueti o latinismi che, solo chi ha un'istruzione elevata, capisce. Al lettore basta una storia che si legga in modo scorrevole, che lo faccia catapultare nel mondo dell'autore. Questo è quello che alla fine io, personalmente, cerco in un libro, non un esercizio di ottima scrittura. Quindi tornando al tuo discorso, da lettrice, non sono d'accordo con te. Preferisco un bestseller scritto in modo mediocre ma che mi affascina, che un libro di alta letteratura che mi annoia.