Rica

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  1. Ciao @libero_s Avevo letto tempo fa questo tuo breve pezzo. Ultimamente ti pensavo più, però, per "l'apocalisse e le trombe del giudizio" (non ricordo il titolo per esteso). Sembra andare a braccetto con i tempi. Mi è piaciuto il tuo testo. Crudo e asciutto. Essenziale. Lei è una donna descritta bene con poco, sia psicologicamente che fisicamente. Mostri i cambiamenti fisici, quelli di un corpo non tanto soggetto alle trasformazioni della gravidanza, quanto alla sua impossibilità di rimpossessarsi delle proprie forme. Non sempre le gravidanze sono così deformanti. Spesso è la tenacia della mente ad aiutare il corpo a riprendersi le forme della bellezza. In questo caso, la bellezza che ha sempre accompagnato Lei. In questa incapacità, leggo anche una predisposizione della donna a lasciarsi andare. Per perdersi definitivamente. Lei, un carro armato, come dici tu verso la fine, che stanca di passare sopra o tutto/tutti si fa travolgere. Esausta. Trovo solo una nota stonata, che ti sottolineo nel commento e che riguarda Lui. Per il resto, credo tu abbia delineato una vita, quella della donna, con tratti molto incisivi per i pochi caratteri che hai usato. A rileggerti. Era stata bella. Di questo ne era sicura. Ricordava benissimo quando il suo seno magnetizzava gli sguardi degli uomini; uomini che si facevano venire il torcicollo per voltarsi a guardarle il culo. Ed anche il suo viso era stato bello. Le bastava sorridere per far inciampare qualcuno. -Mi piace questo passaggio. Anche lo spostamento che fai dei punti osservati: riesci a descriverla fisicamente in quattro parole. Trovo però che questo passo sia molto descrittivo anche del suo orgoglio femminile, della sua consapevolezza di essere bella. Vedere uomini che cadono come birilli al tuo passaggio, non può che ingigantire la propria autostima e presentare una donna molto, ma molto sicura di sé. Aveva avuto parecchi ragazzi e avrebbe fatto meglio a lasciare che l’elenco si allungasse ancora, invece di sposarsi con quel coglione. Che poi non era nemmeno un coglione, solo un poveraccio qualsiasi che l’aveva subito messa incinta. Ed era stata felice, grassa come un’oca da foie gras con il ventre teso come un otre di pelle, felice per il bambino che cresceva dentro di lei. Certo si era preoccupata, ma solo un pochino, quando il suo corpo non era tornato come prima nemmeno dopo aver partorito. In fondo i seni enormi avevano ancora la loro attrattiva. Ma poi altre gravidanze avevano seguito la prima e ognuna aveva lasciato qualche segno e molti chili in più sul corpo. Era ancora giovane, troppo giovane per diventare invisibile, ma gli uomini non la guardavano più; se lanciava un sorriso rispondevano aggrottando la fronte. - Molto efficace l'immagine dell'oca da foie gras. - toglierei la parte cancellata - sostituirei con "Dopo il parto" - bella la chiusa del paragrafo. Una contrapposizione netta a quella sicurezza e quella consapevolezza espressa sopra. Ormai gli uomini non la guardano più. Forse, l'aggrottante della fronte lo trovo eccessivo. Manifesta sicuramente un sentimento di opposizione, avrei messo un termine che mostrasse indifferenza. In ogni caso, credo rientri esclusivamente nel gusto personale. * E così aveva smesso di sorridere. Tirava dritta per la sua strada, con le labbra strette e lo sguardo fissato in una sfida perenne; labbra tirate e sopracciglia aggrottate che un po’ alla volta si erano fissate nella sua fisionomia, trasformando la dolcezza in acidità e la bellezza in un grugno accigliato. Camminava in linea retta, con passo regolare e costante; non si fermava, non rallentava né accelerava, non cambiava mai traiettoria, che fossero gli altri a scostarsi se non volevano venire investiti dalla sua considerevole massa e dal suo gelido sdegno. Se gli uomini non la degnavano più di uno sguardo avrebbero imparato in fretta ad accorgersi comunque di lei. - è un puntiglio il mio, eh! Ma con un piccolissimo intervento, potresti evitare le ripetizioni. La lettura ne gioverebbe. - Bello. Trova la forza di imporsi al loro sguardo in modo nuovo. Usa sempre il suo corpo, un corpo che investe con la sua considerevole massa. Fermo in colonna accese l’autoradio, tolse la chiavetta USB che sua moglie aveva dimenticato e inserì la sua; finalmente un po’ di musica decente. La voce di Roger Waters iniziò a mormorare le sue strazianti litanie distopiche, non era certo musica adatta alle gite coi bambini, ma almeno quando era solo in macchina poteva ascoltare ciò che preferiva. - Qui, non posso che pensare al marito. Precedentemente presenti una donna, la sua trasformazione, i suoi figli. E io vedo un marito che cerca un momento di intimità suo, e un padre che cerca una pausa fuori dalla vita familiare, dai rumori, dalle discussioni, anche solo dalle semplice routine. Si riprende il suo tempo e ascolta la sua musica in pace. In auto. Leggo dai commenti che non è il marito. Credo che uno dei motivi dell'incomprensione sia nella frase che ti sottolineo, io lettrice vedo un'intenzione dell'autore di riportarmi l'immagine di lei. Della moglie. Forse, solo togliendo questo riferimento il tuo Lui si svincola dalla storia della protagonista e acquista maggiore autonomia. Il semaforo passò al verde e la scolopendra dalle mille ruote si allungò, si distese fin quasi a spezzarsi per ricompattarsi poi con il brusco stridore di chi, distratto dal cellulare o dai propri pensieri, non aveva notato il ritorno del rosso. - molto bella l'immagine della scolopendra per indicare la colonna di auto che inizia a procedere. Gettò un’occhiata allo specchietto e tirò un sospiro di sollievo vedendo la macchina dietro di lui fermarsi dolcemente a mezzo metro dal suo paraurti. Tamburellò con le dita sul volante, un po’ seguendo il ritmo della musica e un po’ quello dei suoi pensieri. Il semaforo all’incrocio scattò al verde e le macchine si affrettarono per passare prima che riapparisse il temuto arancione. Con la coda dell’occhio percepì, più che vedere, una donna, dall’aspetto e il cipiglio di un carro armato in battaglia, accingersi ad attraversare l’incrocio con passo deciso, incurante del semaforo rosso e del traffico. Saltò sul freno, premendolo a fondo con così tanta forza da farsi dolere il quadricipite. La donna non mutò percorso né espressione e rimase impassibile anche quando la macchina, sospinta in avanti da quella dietro che le si fracassava nel retrotreno, balzò su di lei schiacciandola sull'asfalto. - Quest'espressione la trovo poco in sintonia con il registro del testo. Cercherei un'immagine diversa per descrivere lo sforzo.
  2. Allora, ti vedo al MI. L'hai detto tu.@Komorebi Tanti Auguri!
  3. @Sira Ciao cara Sira. Allora, io ti descrivo ciò che ho visto. Quello che montava dentro e si costruiva in immagini. Può darsi che la mia interpretazione sia errata, perché mi perdo alla fine. Un ode alla scrittura, all'atto di scrivere, al segno grafico inciso su un foglio. Mi hai fatto pensare prima di tutto all'Indovinello Veronese: Se pareba boves, alba pratàlia aràba et albo versòrio teneba, et negro sèmen seminaba Oltre al suo amletico dubbio: primo volgare o tardo latino? Ma l'immagine è vergata tanto in quei versi, quanto nei tuoi. Un secretaire scrigno di ineffabili sogni Spesso questo tipo di mobile ha una chiusura anteriore che, se ribaltata, funge da scrivania. Tanto che dalle mie parti, si chiama proprio, più villanamente, "ribalta". Mia zia, lo usava come scrivania, quel ripiano. E lì scriveva. Spesso corredato di piccoli cassetti, può essere "Scrigno di sogni" per due motivi: 1) perché racchiude fogli scritti "sogni dell'autore già vergati"; 2) perché non custodisce ancora i pensieri fissati nel foglio, ma l'atto di produrli nell'intenzione dell'autore che si accinge a trovarli nella propria testa e trascriverli in immagini. "Ineffabili" in questo caso, mi riporta a entrambi. un calamaio sepolcro di maree taciute Lì giacciono i tentativi non riusciti? Contenuti in nuce nell'inchiostro nero, l'autore non ha saputo renderli e lì restano affogati, come le parole che non escono. e fogli cestinati, tanti, a soffocare pallidi vagiti. E quel "tanti", sottolineato come inciso, visualizza i tentativi: fogli debordano dal cestino e custodiscono, soffocandoli sotto il peso stesso della carta, i tentativi non riusciti dell'autore, "quei pallidi vagiti" che ancora non hanno colore e spessore, ancora non esplodono in una completezza. L'autore si è arreso alla sua insoddisfazione? Su un foglio bianco riposa una penna d’oca L'autore lascia la sua arma, il suo strumento. Che giace come soldato stanco. Lo adagia sul campo. Il foglio è bianco, quindi il tentativo resta inatteso. "Penna" è assolutamente corretto. "Piuma" mi suona meglio, mi suggerisce l'immagine della penna senza nominarla. Ma forse, tu ci giochi al contrario, con il termine. Penna di volatile che include il termine "penna (per scrivere) già in sé. e un raggiante sole nero splende indelebile E qui mi perdo. E penso che la mia interpretazione sia errata. Cos'è il sole nero? Un semplice punto? L'inizio di un nuovo tentativo? Non credo, altrimenti non sarebbe "un sole raggiante". L'immagine mi suggerisce il contrario, con quell''"indelebile" splendore che per me me è la parole scritta, quindi per estensione, un testo, un elaborato compiuto. Dove sbaglio?
  4. Adesso però ho capito bene. credo tu abbia ragione. Grazie per la segnalazione! Grazie del vostro tempo!
  5. Ma bravo @massimopud ! Mi era piaciuto molto il racconto. Ah! Devi aprire un altro profilo, per le targhette.
  6. @darktianos ciao. Avevo commentato te per postare questo racconto. Ricordi? Detto quello di cui sopra, che dire. Prendo le misure e ti ringrazio al quadrato. Grazie del tuo tempo.
  7. @Lizz Tantisismi!
  8. @Ljuset ciao. On 10/9/2017 at 22:29, Rica ha detto: parlando di arte e letteratura. - Troppo specifico per appartenere al pensiero della madre, alla quale probabilmente non fregava nulla dei "passeggiatori". Per me era un pensiero importante, invece, quello della madre. Volevo evidenziare la sua preoccupazione. Era un modo per dire che quell'uomo, per lei, non prometteva nulla di buono. Il circo, la moto, le passeggiate a parlare di "nulla". Lei così lo vedeva, una specie di nullafacente, ma evidentemente non mi è riuscito trasmetterlo. * Capisco che in alcuni passaggi tu abbia sentito una forzatura. Quelli che mi hai indicato li avevo messi dentro uno sfogo rabbioso proprio per giustificarli. Sai, quando uno è arrabbiato dice cose di cui poi si pente. Senza freni. * Così il dare un significato alla scelta di lasciare una macchina posteggiata... Perché Sara ha fatto proprio questa scelta? Così. Una scelta vale l'altra in questo caso. - Ho pensato proprio così. Il gesto era la cosa importante. Come ti dicevo, non è scritto male, anzi. E le descrizioni sono buone. Ottimi i "primi piani" dell'inizio. Però la trama - di per sé la storia - non mi ha convinto. Mi dispiace non ti abbia convinto. In fondo, la trama e la storia non ti sono piaciute, vuol dire che non è una roba che ti tocca. Poco male. Ognuna vibra a modo suo. Io ti ringrazio per le indicazioni e per il passaggio. @camparino ma buonasera! Grazie dell'applauso, esagerato! Ci provo a lavorare lo stile, alternare descrizioni liquide a descrizioni compatte. Grazie a entrambi per il vostro tempo.
  9. @massimopud grazie, per le salme...
  10. @Sira MorsiCane RediMorsi! Due volte! Grazie del passaggio. E delle tue belle parole. Sono contenta ti sia piaciuto il testo. l'esibizione della superiorità della natura. - Già, e di fronte a un'esibizione, si è solo spettatori. @MarcoPioggia ciao, piacere. Dal titolo e dalla prima frase credevo fosse un racconto di fantascienza. Poi ho letto tutto. - Mi hai fatto sorridere. Io e il fantasy... Proprio non andiamo d'accordo. Ti ringrazio tanto per il passaggio e il commento. Mi ha fatto piacere leggerlo. Grazie a entrambi per il vostro tempo. A presto.
  11. Ma grasssie! Pure io... Pure io ve la dedico. Rock'n Roll Robot Notare il playback. Please. M e r a v i g l i o s o!
  12. Postato due volte. Boh. Cancello.
  13. @Sira ha ragione... @Roberto Ballardini sei uno skiantos ! Rock the Casbah
  14. @Roberto Ballardini buongiorno Robi. Smoke gets in your eyes
  15. 1 Per niente. Infatti io, per quanto interessante, ho glissato! 2 Tu ko hai fatto come ti è sembrato più consono farlo. Bene così. Dei commenti devi prendere solo ciò che ti serve, e che è maggiormente funzionale a migliorare il tuo stile. Di stili, ognuno ha il suo. 3 Le parentesi sono un problema mio, mica devono diventare per forza anche tuo! Mi scuso per alcuni errori nel commento. Il mio Mac mi cambia le parole, tipo "specifichi esempi, anche nella prima parte." era specifici, ma lo ha reso terza persona plurale. Boh. Non mi succedeva con il PC. Grazie @M.T. Alla prossima.