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Plata

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Plata ha vinto il 9 giugno 2016

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Reputazione Forum

1.194 Più unico che raro

Su Plata

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    Lupo/wolf/オオカミ/lobo/λύκος/lupus
  • Compleanno 04/02/1977

Informazioni Profilo

  • Provenienza
    - mizzeca

Visite recenti

7.633 visite nel profilo
  1. Jukebox

  2. Cosa state leggendo?

    Di suo ho letto Butcher's Crossing, un western molto bello, e Augustus, un romanzo storico sulle gesta di Ottaviano, questo un vero capolavoro.
  3. Cosa state leggendo?

    approfondisci questo autore, ne vale la pena secondo me.
  4. Cosa state leggendo?

    Ho cominciato Le Cosmicomiche, di Italo Calvino ( @queffe adesso ho capito tutto, mentre leggevo pensavo a te). In giornata o domani inizierò L'urlo e il Furore, di William Faulkner.
  5. Contest di Natale 2017 - Scrittopoli - Finali

    Complimenti a @Marcello @queffe @Kuno per la vittoria meritata. Vorrei ringraziare @Bango Skank e @Joyopi per l'impegno che hanno messo in questo lunghissimo contest, sono stati dei compagni fantastici, @swetty per la direzione perfetta che ha permesso di divertirci come non mai e tutti i partecipanti/votanti/lettori. Al prossimo contest. cala la pasta che arriviamo
  6. Contest di Natale 2017 - Scrittopoli - Off Topic

    Ma... sono bellissime! Vedo che pensate anche all'editing
  7. [N2017 - F] Il fiore più bello

    hai la mia stima
  8. [N2017 - F] Il fiore più bello

    1074 pagine Il gioco di Gerald mi piacque, l'ho letto quando feci il militare e ne ho un vago ma piacevole ricordo. Shining è un bel libro ma io sono un grande estimatore del film e credo sia molto meglio l'adattamento. Comunque ho l'imbarazzo della scelta
  9. [N2017 - F] Il fiore più bello

    Ciao @Ghigo Di King ho letto solo Il gioco di Geralt e Shining, mi pare. Purtroppo non mi ha mai catturato ma prima o poi dovrò dargli un'ultima possibilità. Con Bango è stato un caso, effettivamente inquietante Grazie mille.
  10. [N2017 - F] Il fiore più bello

    @simone volponi @caipiroska @Macleo @libero_s @crazycat @Ljuset grazie per il passaggio. @Joyopi mi ha chiesto di non rivelare nulla al riguardo. in maniera intrinseca la prospettiva o visione, visto che sono sinonimi, della donna in realtà non esiste, come si viene a sapere al termine del racconto. Ma in maniera più specifica, è la prospettiva dello specchio a mostrare cosa in realtà succede alla fine. Non mi ci sono soffermato troppo perché per un lettore attento si capisce facilmente cosa succede nella mente del protagonista.
  11. [N2017 - F] Jones sogna topi alieni

    Mi permetto un consiglio al sommo soverchio: serata con pop corn e birra e visione multipla dei primi due Alien.
  12. [N2017 - F] Il fiore più bello

    Traccia: prospettiva «Io ti amo.» «Allora perché sei andata via?» domandò l'uomo. «Perché era giusto così.» «Giusto per chi? Per te? Non puoi decidere per entrambi.» «Non è così semplice. Non lo è mai.» Sembrava stizzita, come se non ci stesse a passare per egoista. Lui provò ad avvicinarsi; lei rimase immobile, solo i suoi occhi si muovevano per guardarlo dall'alto in basso. Ma la distanza tra loro rimaneva la stessa. Allora l'uomo provò ad allungare le braccia per stringerla, ma senza riuscirci. «Non lasciarmi» disse. Ma la donna era sempre più distante. Giorgio aprì gli occhi. «Mh, che sogno orribile!» Distese i piedi dalla posizione rannicchiata in cui dormiva di solito, in cerca di un contatto: allungò una mano sotto le lenzuola e le dita incontrarono il cuscino con cui lei amava dormire abbracciata. L'uomo aveva conosciuto quel capriccio quando in quella prima notte passata assieme, dopo aver raffreddato la passione che li bruciava, dormirono nello stesso letto. “Dormo abbracciando un pupazzo di stoffa o un cuscino da quando sono piccola” aveva detto lei con voce da bimba prima di addormentarsi, e lui ne fu quasi geloso. Giorgio frugò con le dita sotto le lenzuola, senza trovarla. È in bagno pensò, quando cominciò a sentirla canticchiare. Si alzò dal letto e indossò pantaloni e camicia: doveva uscire per andare a prendere quel regalo che lei desiderava tanto. Oggi andremo a pranzo fuori, dopo tanto tempo. Sarà tutto come una volta. Le settimane dopo l'incidente erano state difficili da superare; grazie alla cintura lui ne era uscito con qualche punto di sutura in testa e poco altro. A lei era andata peggio, se l'era vista brutta: trasportata d'urgenza in ambulanza, poi il lungo ricovero con dei tubi che le entravano nel corpo per nutrirla e monitorarla, e i dottori che non davano mai sicurezze: Giorgio più volte aveva temuto di perderla, assieme al proprio senno. Ma alla fine era ritornata a casa. Avevano passato gli ultimi giorni chiusi in casa, a leccarsi le ferite e a convincersi reciprocamente che sarebbero rimasti insieme per sempre. Fino alla vecchiaia, vicini anche nel loro ultimo giorno di vita. Giorgio uscì dalla camera da letto e passò davanti la porta chiusa del bagno. Si diresse in cucina, per il caffè. La caffettiera è già pronta, aspettava solo che qualcuno accendesse il fuoco per scaldarsi e compiere il suo dovere. Era stata lei a prepararla, la sera prima. Nei giorni successivi al ricovero, passati a letto, lei aveva interrotto quel piccolo rituale; Giorgio aveva dovuto pensarci da solo e in quei giorni il caffè non era mai stato tanto cattivo. Forse era il tuo sorriso mentre mi porgevi la tazzina a renderlo così buono, pensò. Bevuto il caffè prese le chiavi di casa e si avvicinò alla porta del bagno ancora chiusa: «Esco, devo fare una cosa. Hai promesso che oggi saremmo usciti per una passeggiata, dopo tanto. Come ci piaceva fare prima.» «Va bene, fa' presto» si sentì rispondere Giorgio mentre indossava la giacca. «Faccio in un attimo.» Le farò una sorpresa pensava sull'autobus che lo conduceva in centro; dal giorno dell'incidente non era più riuscito a guidare. Una volta arrivato alla sua fermata scese e si recò al negozio di vestiti dove un pomeriggio, mentre passavano mano nella mano, lei era rimasta a fissare incantata quel vestito coi fiori colorati, lo stesso che di lì a poco Giorgio le avrebbe fatto indossare. Una volta dentro lo accolse una commessa mai vista, molto carina e dai modi gentili. «Buongiorno» disse sorridendo. «Vorrei il vestito che c'è in vetrina, quello con i fiori. È per mia moglie.» Il prezzo era elevato ma quel giorno non avrebbe badato a spese per quel regalo e un pranzo romantico. L'uomo stava dando un'occhiata distratta tra gli scaffali mentre la ragazza confezionava l'acquisto quando una sua collega più anziana le si avvicinò; l'uomo le vide ciarlare ed ebbe la sensazione che stessero parlando di lui. Quando si avvicinò alla cassa fissò la ragazza negli occhi; mentre gli consegnava il pacchetto sembrava più timida rispetto a prima, con un nuovo rossore sulle guance e gli occhi sfuggenti. Lui pagò, prese il suo acquisto e uscì fuori, infastidito. Arrivato a casa tolse la giacca ed eccitato come un bambino poggiò il regalo sul letto. La porta del bagno era ancora chiusa. «Sono a casa» disse a voce alta. «Sì, ho quasi finito.» «Ho una sorpresa per te.» «Arrivo.» Il tono di voce che percepì Giorgio sembrava tradire una curiosità tutta femminile che lo fece sorridere. Soddisfatto, l'uomo si diresse in balcone a fumare per impegnare l'attesa. «Ma... è bellissimo!» sentì quando rientrò. «Mi daresti una mano a indossarlo?» «Arrivo» rispose, andando verso la camera da letto. «Dai, che dobbiamo andare.» Il vestito sembrava calzarle alla perfezione, ma aveva un po' di difficoltà ad allacciare la fila di bottoni che, impertinenti, dalle scapole scendevano verso il sedere. «Come sto?» sentì chiedere Giorgio da quella voce da bimba, rotta dall'emozione. «Guardati allo specchio» rispose con un filo d'orgoglio. Insieme si diressero nel corridoio e lo attraversarono, fino al grande specchio che si trovava davanti la porta d'ingresso. La vide specchiarsi: un fiore rivestita di fiori. «Sei bellissima» le disse. «Grazie» rispose l'immagine riflessa. «Adesso possiamo andare» concluse mentre dava un'ultima occhiata soddisfatta al vestito colorato: Giorgio si sentiva felice, anche se non poteva prenderla per mano. Nello specchio la sua immagine vestita di fiori varcò la soglia di casa e accostò la porta, chiudendosela dietro. commento
  13. [N2017 - F] Jones sogna topi alieni

    per alcuni minuti mi ricordano qualcosa... astronave o nave spaziale, quindi per la Nostromo idem è chiaro che si tratti di un gatto, ma allora preché Jones? Non può essere fuorviante per un lettore poco attento? essere al posto di uno dei due questo cambio temporale (passato-presente) non mi convince: la seconda parte ci sta visto che si tratta di immagini del gatto, ma la parte prima dei due punti secondo me, no Il black out arrivò e coprì tutto, lasciando come ricordi le ultime immagini viste: Ripley che spara l’arpione, il portello che si apre, la bestia nemica che vola fuori. Bravo Volpone, l'idea di raccontare una storia famosissima da una prospettiva diversa è vincente, anche se intrinseco viene fuori l'unico vero difetto del racconto: si sa già come va a finire. La traccia è bella ma infida: frega anche il finale del mio, di racconto. Un'altra cosa è la cassa in cui viene chiuso Jones: come fa da lì a sentire gli odori e capire ciò che accade? non sarebbe stato meglio una gabbia? Bella anche la resa dei personaggi, soprattutto Ripley, uno dei personaggi femminili più fighi della storia del cinema.
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