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Daniele P

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  1. Noi lavoriamo con gli esordienti, con tutte le difficoltà del caso, siamo medio-piccoli e lavoriamo anche con grosse case editrici.
  2. Sono da spostare in "a pagamento"?
  3. Io e Daniele abbiamo avuto uno scambio di mp dai quali mi sono RIFATTA un'idea: abbiamo avuto un malinteso! Ritiro il commento precedente! Confermo tutto. Mettete agli atti.
  4. in merito al trovare nuovi talenti. Scusa la mia ignoranza, ma che cos'è lo scouting attivo, e come si fa? Per prima cosa, perdonate i refusi, ma stare tutto il giorno a scrivere porta a terribili svarioni. Per scouting attivo intendo andare a cercare autori interessanti sia in libreria tra le opere meno note (il mio socio ha una libreria indipendente per cui abbiamo la possibilità di monitorare bene il mercato), sia in rete leggendo blog, siti. Quando invece sono gli autori a proporis (magari con il servizio di lettura e valutazione) parlo di scouting "passivo". Una distinzione un po' scolastica, ma spero utile.
  5. Grazie a voi. La mia risposta stizzita deriva dal fatto che sono stato accusato di aver dato risposte frettolose. A volte capita che via mail o via mp si cerchi di essere sintetici, magari sbagliando, ma nello specifico ho anche chiesto se ero stato abbastanza chiaro, mi sono perciò mostrato disponibile a completare le informazioni che stavo dando. Ho deciso di partecipare a questa ed a altre discussioni per chiarire punti spesso controversi sull'editoria in generale e sul ruolo degli agenti. Approfitto di questo intervento per dire che io rispondo solo della nostra politica aziendale e non parlo, ovviamente, per tutti gli agenti. Ognuno ha il suo modus operandi ed io non pretendo di dettare linee di comportamento per altri.
  6. Non ho avuto questa impressione... Oggi ho dedicato del tempo a persone che come te avevano domande da farmi. L'ho fatto nel forum, l'ho fatto tramite mp e l'ho fatto via mail. Accusarmi di essere poco attento e gentile mi pare francamente offensivo. Rivolgiti tranquillamente altrove visto che non sai dare valore al lavoro delle persone.
  7. Esagerando? Mah: esagerando, *forse* a 500 euro (lordi) ci arrivi... salvo ovviamente trovare la perla da 5000 copie... Poco da dire: con le sole percentuali sui diritti un agente "umano" non ci campa, a meno che non riesca a mettere le mani su un Grande Autore... e farlo due o tre volte al mese... Per forza ogni servizio aggiuntivo deve essere fatturato, ci mancherebbe! Ma allora il problema torna a essere quello di trovare il giusto equilibrio tra "campo di servizi e faccio l'agente a tempo perso e solo per quei pochi per cui vale la spesa" (situazione svantaggiosa per l'autore, specie se esordiente) e "faccio l'agente per più autori possibile, purché promettenti, e arrotondo con qualche servizio giusto per tirare a fine mese" (situazione svantaggiosa per l'agente). Chi trova il giusto punto d'equilibrio è un buon agente; chi no, o ha la fortuna di vincolare un Eco o un Moccia (tanto per andare ai due estremi) e vivere di rendita, o prima o poi si trova costretto a chiudere. Come ogni impresa che si rispetti. -- Alain Vista così sembra che il servizio di lettura e valutazione a pagamento sia tale solo per fare cassa. Non è così: io lo terrei a pagamento anche nel caso in cui avessi da campare di rendita (che rendita non è perché gestire autori importanti costa lavoro e fatica) con le royalties dei miei autori. E' un modo per fare selezione, piaccia o no. Il discorso è che un agente ha due strade per avere autori validi: fare scouting attivo o scaouting attraverso il servizio di lettura, o cercare autori già affermati (se non ti cercano loro). In questo sta l'equilibrio. Io dedico agli esordienti parecchio del mio tempo perchè li vedo come un investimento a lungo termine e perché non concepisco il lavoro di agente come pesca a strascico.
  8. Non era questo quello che intendevo. Quello che intendevo è che se questi pochi che sanno arrangiarsi (*) sono, poniamo, l'1% degli autori, e sulla scrivania di un agente arrivano mille manoscritti, statisticamente lì dentro ce ne saranno dieci. Perché allora selezionarne venti, e durare così tanta fatica con i dieci che non sanno arrangiarsi da soli? (*) Arrangiarsi da soli non significa produrre opere perfette al primo colpo. Significa produrre opere leggibili e presentabili con poco più che una correzione di bozze. Presentabili, di nuovo, non significa perfette, ma proponibili a una o più case editrici con una qualche speranza che vengano prese. Arrangiarsi significa anche che se l'agente legge e trova dei problemi, rimanda il manoscritto all'autore con due righe e l'autore sa dove correggere senza bisogno che glielo si spieghi. Ma se un'opera ha bisogno di ben due editing, uno dell'agente e uno dell'editore, forse non è proprio così buona. E siccome i manoscritti abbondano e gli scrittori sono una marea, quello che davvero non capisco è perché non essere più selettivi. Tutto qui. Il fatto è che tu stai facendo un ragionamento su casi astratti, noi facciamo i conti con fatti reali tutti i giorni. Se trovo un testo X che secondo me ha del potenziale posso decidere di lavorarci per correggere alcuni elementi oltre che fare un lavoro di correzione bozze. Poi lo porto da un selezionato numero di editori e posso ragionevolmente pensare che il testo sia pronto per loro, ma a volte capita che l'editor la pensi diversamente e ci rilavori. Noi agenti non abbiamo la bacchetta magica e nel mio caso non abbiamo nemmeno una mega struttura che faccia lettura, scouting, servizi vari e gestione degli autori. La nostra selezione, per noi, è dura.
  9. Certo, ma anche il rischio d'impresa è ben diverso, non si possono paragonare le due cose. Certo che lo è, ma avete mai pensato quanto guadagna un agente su un libro che vende 5000 copie? Sia chiaro che non mi sto lamentando.
  10. Se posso: non è detto che si punto solo su un Autore esordiente che ha un libro da migliaia di copie. A volte si fanno scommesse a lungo termine anche perché capita che alcuni di noi facciano questo lavoro con passione e non solo guardando, almeno nell'immediato, ai facili guadagni. Che facili poi non sono mai.
  11. Agenti ed Editori hanno strutture molto diverse così come è diverso il loro margine di guadagno. Opere pronte ne arrivano ben poche, nemmeno gli autori affermati producono opere già perfette per il mercato ed oggi gli editori chiedono che sulla loro scrivania arrivi materiale su cui c'è poco da fare. Cerco di essere chiaro e sintetico perché il mio intento non è quello di vendere servizi: leggere anche solo poche pagine quando si tratta di molte opere impegna ore di lavoro e che non siano remunerate è almeno per noi inammissibile. Leggere poche pagine va bene per l'editore che fa una prima scelta di massima, ma noi agenti dobbiamo leggere e cercare i problemi prima che li veda l'editore e dobbiamo anche preparare del materiale per presentare l'opera agli editori e dobbiamo anche essere in grado, di persona o per telefono, di parlare dell'opera. Noi facciamo pagare la lettura poi NON imponiamo nessun editing. Si lavora insieme all'autore e non si chiede altro a meno che l'opera non richieda un lavoro più importante o non sia lo stesso autore a chiedere servizi aggiuntivi. Leggo che noi agenti dovremmo cercare autori che sanno arrangiarsi da soli. Che dire, io credo che ci siano svariate categorie di autori, ma sono molto pochi quelli che fanno davvero tutto da soli. Paradossalmente a pensare che le cose stiano così sono alcuni esordienti che credono di essere perfetti e che se non vendono è solo perché sono incompresi...
  12. Capisco il tuo punto di vista, ma io credo che un agente debba conoscere bene l'opera che rappresenta e che occorra, per fare questo e per migliorare la stessa, una lettura fatta in maniera professionale. Tale lettura richiede necessariamente competenze ed ore di lavoro che come per tutto vanno remunerate. Se offrissimo la lettura gratuita ci arriverebbe una mole di manoscritti impossibile da gestire. Faccio presente che il "premio" che spetta ad un agente è ben diverso da quello che spetta ad un editore.
  13. Può convenire, ma si tratta di una scommessa. Pretendere di poter calcolare freddamente costi e benefici in questo campo è da ingenui. Aggiungo una cosa: una agenzia non serve solo a trovare un editore, ma può intervenire anche nel caso in cui, trovato un editore, occorra trattare i termini dei contratti per poi sostenere autore ed editore nella promozione.
  14. Hai visto anche le altre cose fatte da noi? Per una pubblicazione contano parecchie cose e non ho mai affermato che con un'Agenzia i risultati siano certi. Io ritengo che una valutazione professionale sia comunque utile e che un buon mediatore possa fare la differenza. Se stiamo parlando di esordienti completamente sconosciuti ti posso dire che ho detto loro, molto spesso, che un agente non è indispensabile. Ti posso assicurare che per curarne la produzione, posto che la lettura è un servizio che per noi ha un costo, le numerose ore di lavoro raramente vengono compensate dai bassi introiti che vengono da un esordiente, ma alcune volte io preferisco scommettere.
  15. Scusa dimenticavo. Prendiamo 120 euro, iva inclusa. Abbiamo deciso di fare un forfait per le spese onde evitare di caricare durante l'anno eventuali spese sull'autore.