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Reputazione Forum

-7 Inopportuno

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    Sognatore
  1. Scrivere di Perdenti

    Mi pare che i personaggi delle opere di Verga (almeno per quanto riguarda le più importanti) appartengano a questa categoria di perdenti che hanno fallito nel momento stesso in cui hanno deciso di ''volare''. Non è nulla di nuovo ciò di cui parli e si tratta semplicemente dell'ingrangersi dei sogni di un uomo contro il muro della fredda e pura realtà. Uno sfigato per eccellenza è il protagonista de ''Il giovane Holden''; un ragazzo incostante e senza assolutamente nulla di speciale, eppure si tratta di un'opera molto famosa. Come nel secondo caso che ho citato, non è necessaria la ''morale'' per giustificare il fallimento e renderlo semplicemente un esempio di vita. Perché si ritiene necessario descrivere la vita del leone fino a quando non cattura la gazzella? Forse perché tutti vorrebbero essere i leoni? Ritieni, invece, che non sarebbe ugualmente interessante (e forse anche di più) descrivere quella della gazzella fino al giorno in cui non riesce a sfuggire alla morte? Nel mio ultimo caso si tratta semplicemente della stessa storia, soltanto vista e raccontata da due punti di vista diversi e opposti, che ne determinano da una parte il vincente e dall'altra il perdente.
  2. Poi dici che uno non...

    Almeno c'era qualcosa di interessante nelle sottocartelle?
  3. Ragazze italiane: showgirl e femminismo

    In effetti, ora che la rileggo, quella mia uscita era abbastanza stupida XD
  4. Ragazze italiane: showgirl e femminismo

    Mai sentito dire da nessun uomo una frase del tipo: -Se avessi avuto quella cosina lì avrei ottenuto tutto quello che volevo dalla vita?-. La vendita del proprio corpo è un fenomeno non solo femminile, perché se il capo in azienda fosse più sovente donna, allora sarebbero gli uomini quelli avvantaggiati, ma dato che raramente è così, criticano le donne per questo vantaggio che hanno, che da altro non dipende che da una società figlia del maschilismo che ancora ne ha mantenute molte facce. In pratica questo svantaggio ce lo siamo voluto noi, offrendo alle donne una scorciatoia, alquanto discutibile ma efficace XD Belen al giorno d'oggi è un simbolo e in questi discorsi tutti noi prendiamo lei ad esempio, ma non è certo l'unica, e se una che manco parla italiano è riuscita ad arrivare al top surclassando tutte le italiane, ciò non toglie che è la regina di una categoria dall'intelligenza molto discutibile (poi ognuno si faccia i propri conti). Se sei uomo, in teoria, devi essere bravo per forza perché, appunto, non ci sono, se non di rado, altre scorciatoie.
  5. Ragazze italiane: showgirl e femminismo

    Nella tua ipotesi si arriverebbe a un livellamento del fenomeno e probabilmente si accetterebbe l'idea della vendita del proprio corpo e del suo uso quale mezzo per la realizzazione personale, in quanto non ci sarebbe più la caratteristica che la rende attaccabile, ovvero il fatto che questo fenomeno sia molto più evidente nelle donne. In realtà la vendita del corpo è associato in tal senso a quel tipo di categoria femminile perché la società è costruita in modo che il potere sia detenuto dagli uomini. Un totale sfondamento (in tutti i campi) delle discriminazioni sulle donne o su qualunque altra differenza umana porterebbe a isolare il problema in quanto non coinciderebbe con ''il dilagare dell'idea della donna-oggetto''. In realtà, appunto, sono due fenomeni ben diversi quello del ''vendere il proprio corpo'' e il fenomeno della ''velina'', ma che hanno semplicemente finito per coincidere per via dell'impostazione della nostra società, quando potrebbe essere benissimo tutto rovesciato, come giustamente hai dimostrato tu, Swetty, uccidendo questo argomento del forum con il tuo post XD Per quanto riguarda la prima domanda sì, c'è una profonda preparazione per riuscire a rispondere a una determinata bellezza e riuscire a trasformare la propria immagine in icona, ma resta il fatto che non si conducono i programmi televisivi e tutte le altre aziende con la bellezza. Bisognas avere determinate capacità anche mentali, dialettiche ecc. Riducendo l'importanza di una persona alla sua bellezza, alla sua superficie, è chiaro che si otterrà soltanto un corpo vuoto.
  6. L'autoassoluzione

    Secondo me il convincersi che sia un miserabile per giustificare il proprio comportamento è anche un atto di codardia. Un po' come il bullo della classe che se la prende con il più debole, mentre gli altri compagni stanno a guardare senza dire nulla e magari lo incitano anche, e se dentro di loro una voce si ribella loro per non mettersi dalla parte del debole cercano di giustificare il tutto dicendo che quel ragazzo se lo merita per svariati motivi che ci ripetiamo fino a quando non diventano delle verità. Penso che questo fatto sia dettato dalla paura di fermarsi, di andare controcorrente, sia essa la società o quello che essa si aspetterebbe da noi. Un po' come il desiderio a volte di voler fare la carità a qualcuno per strada, poi ci si rende conto che la gente snobba quell'uomo apparentemente senza nulla e allora lo fai anche tu, e per giustificare te stesso e gli altri cominci a dire che certamente quella persona fa finta e che addirittura si fa i soldi chiedendo la carità.
  7. Quel matto che mi sono ritrovato in casa tempo fa

    Non è a quello che mi riferivo, ma al modo, a mio parere troppo svelto, con il quale hai descritto il momento in cui il ragazzo si trova il vecchio in casa. Non discuto le scelte di un autore, in linea di massima, ma qui penso che la critica possa trovare un po' di posto in quanto quel momento è fondamentale nel racconto da te scritto, e diciamo che potresti aggiungerci qualche parola per rafforzare il contrasto tra la realtà descritta fino a un attimo prima con l'assurdo che il ragazzo si trova di fronte.
  8. Quel matto che mi sono ritrovato in casa tempo fa

    Secondo me hai speso troppe poche parole sullo stupore del protagonista. Insomma, se io davvero mi fossi trovato uno sconosciuto sul tavolo da cucina, immobile e con lo sguardo fisso su di me, penso che sarei rimasto a osservarlo con la bocca spalancata per almeno cinque minuti, senza davvero capacitarmi sul fatto che quella fosse la realtà. Il racconto offre qualche spunto simpatico e a suo modo interessante, però non mi è parso realistico il protagonista. Il finale, su di me, non ha avuto alcun effetto. Il testo è scorrevole. Se vuoi un consiglio, approfondiscilo e prova a trarne qualcosa di più corposo.
  9. Scrivere racconti in dialetto

    Interamente in dialetto? Mi pare esagerato. Posso capire, se si vuole mettere in risalto l'ambientazione, scrivere i dialoghi in dialetto, questo sì, ma anche la narrazione?
  10. Fazi Editore

    Non è a quello che mi riferivo, ma al fatto che da quei post emerge che la CE accetta anche manoscritti tramite e-mail, quando mi pare che usi soltanto la procedura sul proprio sito
  11. Fazi Editore

    Ottima cosa... Ma via email il testo intero? Il procedimento sul sito permette di allegare solo le prime 50 pagine.
  12. Studiare o non studiare?

    Bravo, complimenti. Hai perfettamente ragione. Penso che ti copierò tutto e lo farò leggere a un po' di gente XD
  13. Legge italiana contro Amazon

    Nemmeno io amo comprare i libri nelle librerie indipendenti, in genere, ma non sarei affatto contento se esse sparissero del tutto; non mi piace molto l'idea che la grande distribuzione e le grosse catene librarie possano monopolizzare il mercato. Oltretutto, non so cosa pensiate voi, ma è proprio per via della concorrenza che esistono gli sconti... Nemmeno io condivido molto questa scelta di imporre una soglia agli sconti, anche se la ritengo fatta in buona fede perché sconti del genere erano un bagno di sangue per chi vendeva. Comunque, vorrà dire che mi toccherà spendere un po' di più, o leggere un po' di meno...XD
  14. Legge italiana contro Amazon

    Per come la vedo io non è proprio così... Ad appricare i grossi sconti altri non sono che le grandi distribuzioni e le catene come quelle Giunti, Mondadori e Feltrinelli. Teoricamente, la legge contro gli sconti va a vantaggio delle librerie indipendenti, e non il contrario. Per quanto riguarda gli editori, non vengono tutelati in nulla, in quanto gli sconti esposti nelle librerie altro non sono che quelli offerti dalla libreria stessa, nella sua scelta di tagliare parte della sua percentuale. Per questo dico che va a vantaggio delle librerie indipendenti, che faticano a star dietro ai colossi per via dei loro sconti, che così proibiti non faranno altro che combattere ad armi pari.
  15. Ci pensavo giusto l'altro giorno. Nella mia provincia (a livello regionale non so), c'è una CE davvero molto ben distribuita, tanto che la si trova nelle librerie mondadori accanto agli Einaudi, ed è anche nelle tabaccherie e nelle edicole, superando quasi Mondadori...Il problema è che pubblica roba che nel resto d'Italia non andrebbe mai: storie di piccoli paesi, a volte raccontate in dialetto, o addirittura libri di cucina, sempre con ricette rigorosamente della zona...Dando un'occhiata al suo catalogo, si che ci sono alcuni libri che potrebbero essere lanciati a livello nazionale, ma quella CE ha sfondato soltanto in una piccola zona e, quindi, il suo mercato è ristretto e, per come la vedo io, se si possiede nel cassetto un romanzo capace di sfondare le muraglie del provincialismo, trovo un tantino limitativo questo genere di editori.