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Marzia Polito

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  • Compleanno 17/03/1974

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  1. Vorrei segnalare questa casa editrice che su altri siti risulta essere a pagamento. Ho pubblicato con loro e non han chiesto nulla. Nome: Giovanelli Edizioni Generi trattati: saggi di attualità, racconti e romanzi che parlano preferibilmente di amore, avventura, animali, natura e autobiografici. Non desideriamo ricevere gialli, noir, fantascienza, poesie, libri di cucina e libri di "vippettini" e "starlettine". Modalità invio manoscritto: Inviare il testo inedito via e-mail nel formato doc-docx-rtf-odt-pdf a: manoscritti@giovanelliedizioni.it Sito web: www.giovanelliedizioni.it/
  2. Ho un amica che negli settanta si è unita alla comunità degli arancioni, ha resistito due giorni ed è scappata via Di Osho mi affascina, appunto, l'insegnamento di sentirsi liberi da qualsiasi indottrinamento, essere se stessi, alleggerire l'anima e ritrovare la consapevolezza. Veniamo indottrinati dal giorno in cui nasciamo fino al giorno in cui moriamo. Ci dicono chi dobbiamo essere, come, quando e perchè. <<Perché correre affannosamente qua e là senza motivo? Tu sei ciò che l'esistenza vuole che tu sia. Devi solo rilassarti.>>
  3. Ciao a tutti! Mi chiamo Marzia e sono una nuova iscritta. Sono una scrittrice oltre ad essere un'accanita lettrice,leggo di tutto anche se ultimamente sono monotematica. Sono al quarto libro di Osho.
  4. I Da qualche giorno, Rosa vedeva Nando inquieto <<Sei preoccupato, perché?>> <<Stai zitta deficiente! Sei una cretina e non capisci un cazzo! Pensi di sapere tutto te?!.>> Con questa risposta l'uomo che aveva sposato, l'uomo attento e premuroso era diventato improvvisamente scontroso, introverso, per trasformarsi da lì a poco, nel suo uomo-padrone. Adele cresceva e Nando sempre più sgarbato ed assente. Soldi in casa ne portava meno, forse a seguito di problemi al lavoro o forse li spendeva andando a donne o a divertirsi con gli amici <<Devo comprare il latte alla bambina, lasciami qualcosa per la spesa.>> <<Perché, non puoi darle il tè? Può bere anche quello, non solo il latte.>> Tormentata dal dubbio che un'altra donna, potesse essere entrata nella loro vita, si confidò con Filomena <<Non capisci che sono uomini e possono fare ciò che vogliono? Arrangiati con il poco che ti dà.>> Adele aveva circa un anno e mezzo, quando scoprì di aspettare il secondo figlio. Fiduciosa che l'arrivo di una nuova vita avrebbe dato nuovo slancio al rapporto, diede la bella notizia a Nando che, per tutta risposta, iniziò a picchiarla. Schiaffi, pugni, Rosa cadde a terra. Nando chino su di lei, l'afferrava per il collo <<Sei una mignotta, ‘sto bambino è un bastardo, non lo voglio!>> Non si era mai comportato così, era la prima volta che la picchiava. Sconvolta scappò via, sperando nell'aiuto della suocera che ribadì <<Sono uomini e possono fare ciò che vogliono!>> Passarono i giorni, ma non aveva alternative. Aveva provato e riprovato, in ogni modo, a convincere Nando sulla nascita del figlio, prendendo altri schiaffi ed insulti. Controvoglia, accettò il volere del marito e da lì a poco si ritrovò a casa di una mammana per abortire clandestinamente. Lo stato Italiano legalizza l'interruzione di gravidanza nel 1978. Un aborto clandestino non era una pratica priva di eventuali complicazioni. Le più comuni: la perforazione dell’utero o della vescica, oltre ad infezioni ed emorragie. Si ricorreva al medico compiacente, all’infermiera o alle mammane, donne che, a pagamento e con pratiche rozze, eseguivano aborti. L’intervento, per le più fortunate, avveniva a domicilio. Per le altre invece, avveniva nei posti più impensati, come scantinati, soffitte o garage. Le metodiche usate erano diverse. Certe, facevano bollire dell’acqua con scaglie di sapone. Con una cannula e una peretta, in più riprese, veniva iniettata nell’utero l’acqua saponata. Questa provocava nelle 24 ore successive un’ emorragia. nizia a scrivere la tua storia...
  5. Da qualche giorno, Rosa vedeva Nando inquieto <<Sei preoccupato, perché?>> <<Stai zitta deficiente! Sei una cretina e non capisci un cazzo! Pensi di sapere tutto te?!.>> Con questa risposta l'uomo che aveva sposato, l'uomo attento e premuroso era diventato improvvisamente scontroso, introverso, per trasformarsi da lì a poco, nel suo uomo-padrone. Adele cresceva e Nando sempre più sgarbato ed assente. Soldi in casa ne portava meno, forse a seguito di problemi al lavoro o forse li spendeva andando a donne o a divertirsi con gli amici <<Devo comprare il latte alla bambina, lasciami qualcosa per la spesa.>> <<Perché, non puoi darle il tè? Può bere anche quello, non solo il latte.>> Tormentata dal dubbio che un'altra donna, potesse essere entrata nella loro vita, si confidò con Filomena <<Non capisci che sono uomini e possono fare ciò che vogliono? Arrangiati con il poco che ti dà.>> Adele aveva circa un anno e mezzo, quando scoprì di aspettare il secondo figlio. Fiduciosa che l'arrivo di una nuova vita avrebbe dato nuovo slancio al rapporto, diede la bella notizia a Nando che, per tutta risposta, iniziò a picchiarla. Schiaffi, pugni, Rosa cadde a terra. Nando chino su di lei, l'afferrava per il collo <<Sei una mignotta, ‘sto bambino è un bastardo, non lo voglio!>> Non si era mai comportato così, era la prima volta che la picchiava. Sconvolta scappò via, sperando nell'aiuto della suocera che ribadì <<Sono uomini e possono fare ciò che vogliono!>> Passarono i giorni, ma non aveva alternative. Aveva provato e riprovato, in ogni modo, a convincere Nando sulla nascita del figlio, prendendo altri schiaffi ed insulti. Controvoglia, accettò il volere del marito e da lì a poco si ritrovò a casa di una mammana per abortire clandestinamente. Lo stato Italiano legalizza l'interruzione di gravidanza nel 1978. Un aborto clandestino non era una pratica priva di eventuali complicazioni. Le più comuni: la perforazione dell’utero o della vescica, oltre ad infezioni ed emorragie. Si ricorreva al medico compiacente, all’infermiera o alle mammane, donne che, a pagamento e con pratiche rozze, eseguivano aborti. L’intervento, per le più fortunate, avveniva a domicilio. Per le altre invece, avveniva nei posti più impensati, come scantinati, soffitte o garage. Le metodiche usate erano diverse. Certe, facevano bollire dell’acqua con scaglie di sapone. Con una cannula e una peretta, in più riprese, veniva iniettata nell’utero l’acqua saponata. Questa provocava nelle 24 ore successive un’emorragia. Inizia a scrivere la tua storia...
  6. Vivere nella paura, temendo per la propria vita e la vita dei propri figli. Ostaggio di un amore malato. Vivere nel dubbio e nella confusione, tra ciò che senti giusto e quello che il tuo uomo-padrone ti impone come giusto. …Tu? Cosa avresti fatto? Rosa ha trovato le risposte alle sue domande troppo tardi, perdendo quello che di più caro aveva. Una storia realmente accaduta, tra vessazioni e soprusi, ambientata a Roma dagli anni sessanta fino ai nostri giorni.