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Altrove

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    Sognatore
  • Compleanno 18/05/1968

Informazioni Profilo

  • Genere
    Maschio
  • Provenienza
    Altrove (è ovvio, no?)
  • Interessi
    Tanti, troppi ma irrimediabilmente irrinunciabili :-)

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  1. Occhio... è un ottimo adulatore... Canterà le lodi al tuo lavoro e....
  2. Non funziona così perché non è compito di un editore fare da nave scuola, da maestrina o da tutor. L'editore è un imprenditore. Se crede nel tuo prodotto lo fa suo, se non crede nel tuo prodotto lo scarta (questo a livello puramente ideale, la realtà poi è più macchinosa e meno "romantica"). Pertanto non possiamo mai aspettarci da un editore un confronto nel quale ti segnali punti deboli, punti forti, elementi di valore o di disvalore. Questo, al limite (e non sempre), lo fa un agenzia letteraria...
  3. Nessuna ha più avuto contatti con questa casa editrice? Consegnai loro un mio dattiloscritto lo scorso anno al salone del libro di Torino ma nonostante alcune successive richieste non ho mai ottenuto risposta... mumble... mumble...
  4. Devo essere stato particolarmente sfortunato allora... Grazie per la tua testimonianza...
  5. Perdona il mio intervento ma vorrei capire alcune cose (non ho intenti polemici, ma solo comprendere visto che la mia esperienza con questa agenzia è stata totalmente negativa). Su che base giudichi positiva la tua esperienza? In altri termini... quali sono i parametri che ti portano a una tale conclusione? Per quanto mi riguarda gli elementi che mi possono portare a un giudizio (positivo o negativo che sia) sono fondamentalmente basati sul fatto che i contratti di rappresentanza dovrebbero essere bilaterali, ovvero dovrebbero impegnare entrambe le parti ognuno per il proprio ruolo, fatta salva la non certezza che si arrivi necessariamente alla stipula di un accordo con un CE (questo non è in discussione). In altri termini dovrebbero esserci dei punti di contatto e degli impegni che anche l'agente dovrebbe far suoi, altrimenti non è più un contratto tra "le parti" ma un "faccio quello che voglio" . Dovrebbero quindi esserci dei parametri oggettivi che io credo si possano riassumere così: - condivisione con l'autore di una strategia finalizzata ad agganciare una CE e arrivare a una firma con la stessa (risultato, ripeto, che nessuno può garantire ma che entrambi, agente e autore, devono prefissarsi come obiettivo finale). - comunicazione (periodicamente e spontaneamente l'agente dovrebbe informare l'autore sulle proprie mosse, sui propri successi e sui propri fallimenti, sui contatti da approfondire e sulle CE da scartare) - rapporto stretto che impegni l'autore a seguire consigli, direttive, suggerimenti che l'agente fornisce - continuo interscambio di opinioni e informazioni che migliorino il lavoro e conducano il rapporto in una direzione ben definita. Ecco, questi sono i principali (tralascio quelli meno "misurabili", tipo onestà intellettuale, disponibilità, prontezza, professionalità, etc.). Mi chiedo quindi... il tuo giudizio positivo nasce dalla valutazione anche di questi fattori o è basato solamente sul lavoro di editing e sul contratto stipulato? Ripeto senza fini polemici ma solo per amor di chiarezza. Grazie
  6. Credo di essere l'unico homo sapiens al mondo a non avere un profilo facebook
  7. Ho provato più volte a contattarlo tramite il suo sito ma non ho mai avuto risposta... Ha forse un indirizzo mail fruibile col quale raggiungerlo?
  8. CI conto!!
  9. È successo anche a me con l'ultimo lavoro ed era successo tale e quale in precedenza. Ma mentre per il primo romanzo ho la ragionevole certezza che sia stato letto, stavolta ho la netta sensazione (sensazione eh!) che non sia nemmeno stato aperto il file
  10. Questa è un po' la logica del "pochi, maledetti ma subito", logica che può avere un senso ma non è sicuramente pensata a vantaggio dell'autore ma solo dell'editore (vuoi per "mascherare" inefficienze nei pagamenti delle royalties nel tempo, vuoi per una logica di risparmio, vuoi per un'idea più o meno attrattiva di "marketing creativo" o altro che ora mi sfugge). La sensazione comunque è che sia una sorta di escamotage che rende poco merito al valore dell'opera e dell'autore in sè, merito che solo il tempo (e il mercato) possono sancire e che non si può quantificare a tavolino all'inizio di un percorso (breve) che dovrebbe, invece, essere lungo e costruito nel tempo... That's my opinion of course
  11. vero. Tutto serve... alla fine resta l'esperienza fatta e un pizzico di consapevolezza in più. Il mio consiglio spassionato è di fare sempre attenzione, soprattutto nei confronti di chi tesse lodi sperticate al proprio lavoro o illude che possa esserci un futuro radioso. Diciamo che per un istante è stato bello crederci (e sicuramente non mi ha portato a pensare di smettere di insistere )
  12. A gennaio 2015 sottoscrivo un contratto di rappresentanza con loro per un romanzo che avevo finito da poco. Parlo al telefono con Trentin, il quale tesse lodi sperticate al mio lavoro, mi introduce in un mondo per me nuovo e affascinante sottolinenando smaccatamente le potenzialità del romanzo. Facciamo una lunga (l'unica) chiacchierata telefonica nella quale mi spiega come lavorano, come intende procedere e così via. Mi proporne l'editing a una cifra francamente iperbolica ma accetto trascinato dall'entusiasmo e dall'intenzione di investire su me stesso (faccio l'imprenditore, so cosa significa credere a qualcosa e investirci del proprio). Il romanzo viene indubbiamente letto, l'editing proposto però mi pare scarno, qualche taglio qua e la e l'eliminazione di alcune parti ripetitive, nulla di sostanziale. Nulla a mio avviso che possa giustificare la cifra spesa. Ma, ripeto, ci credo e investo. Mi viene scritto (le comunicazioni dalla prima e unica telefonata avvengono solo con scarse e rare mail) che ho fatto un ottimo lavoro e così sottoscriviamo un contratto di rappresentanza esclusiva della durata di 18 mesi. Lo firmo, sono al settimo cielo, dopotutto la TZLA ha un nome, mi pare un'agenzia di tutto rispetto. Il contratto non è certo capestro, semplice, chiaro, ben strutturato. Trentin si impegna a trovare (senza assicurare il risultato ovviamente) un editore tra i 15 big (se non ricordo male il numero) con cui dice di collaborare correntemente. Da li il buio totale. Passano mesi di assoluto silenzio. Di tanto in tanto lo contatto via mail e la risposta è sempre vaga, mai dettagliata, mai utile. In tutti i mesi di durata del contratto non vengo mai aggiornato, non so a quali editori è stato proposto il mio lavoro, non so quali siano le critiche sollevate, non so quale sia la sua strategia, quali le scelte. Niente. E niente viene condiviso con me. Neppure una telefonata o una mail se non sempre (scarne) risposte ai miei input. Passa il tempo e spazientito chiedo lumi, chiedo ripetutamente un confronto telefonico che con scuse varie non avviene mai. Riesco a fatica a fissare un appuntamento telefonico ma quando chiamo non risponde nessuno. La misura è colma, avanzo allora tutte le mie rimostranze a Trentin e la risposta che ottengo è stucchevole. Decido di rescindere il contratto a circa due mesi dalla scadenza naturale. E così faccio. Cosa mi resta? La forte, fortissima sensazione (certezza?) di aver perso tempo e di aver avuto a che fare con un interlocutore la cui professionalità... be', devo continuare? Questa è la mia esperienza.
  13. La battuta A parte tutto la mia esperienza è stata totalmente. innegabilmente, inesorabilmente negativa... Ma non posso escludere di essere stato io particolarmente... come dire... sfortunato?
  14. Purtroppo questo non è vero
  15. La mia esperienza con loro è stata altrettanto negativa. La racconterò appena riesco perché potrebbe essere d'aiuto ad altri che, in buona fede o lusingati da una certa verve oratoria, potrebbero cedere al canto delle sirene