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Nanni

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  1. Procedura? Pensavo bastasse leggere e poi dire la propria opinione. Nel caso specifico confrontare le impressioni che da oggi con quelle del tempo in ci l'ho letto la prima volta. E poi chiacchierarci un po' sopra. Se si trova qualche buon argomento. Vi prego, ditemi che non ci sono vincoli di alcun tipo perché non lo potrei sopportare.
  2. Ho capito. Aspetto che mi diciate la data.
  3. Suppongo di sì, ma non mi è chiaro cosa devo fare.
  4. Auguri Ginevra: concordo, gli auguri costano poco, ma fanno sempre piacere.
  5. Non sei stata affatto troppo critica, @Silverwillow . Ti confesso anzi che probabilmente sono meno soddisfatto di come uscito questo racconto di quanto tu ne sia critica. Hai ragione: non coinvolge. Qualche piccola spiegazione, il resto sono appunti che accetto senza troppe riserve. Un depistaggio. Volevo tener nascosto chi fosse il vero protagonista. Inoltre i due caratteristiche molto diverse, Kaspar è un personaggio importante, un grande artista, probabilmente un genio, Gigliola invece è molto più modesta. Volevo che il lettore si rendesse conto da solo che una persona, così apparentemente discosta dal centro delle cose, meritasse più attenzione dell'altro. Poi bisogna vedere se l''idea si realizza. In un certo senso c'è un narratore onnisciente, ma il punto di vista è quello di Gigliola, come se qualcuno raccontasse attraverso di lei. Anche in questo caso ho cercato di tenere il più nascosta possibile questa scelta. Qui non ho ben capito chi ha affittato cosa a chi. Se ho capito giusto, l'ufficio è stato affittato a Kaspar e dopo lei è diventata la sua aiutante? Accidenti a me, qui non si parla di uffici, ad essere affittata è Gigliola stessa. Solo che ho scritto lo avevano affittato invece che l'avevano affittata.
  6. Io ho risolto così. All'inizio vene raccontato un episodio; la presentazione di un mostra d'arte da parte del presentatore stesso. Che sara l'io narrante" del racconto. Dopo alcune pagine è introdotta, quasi casualmente, la protagonista: A questo punto Pina è lasciata in disparte e l'io narrante presenta se tesso e la sua famiglia rivolgendosi direttamente ai lettori: Finito il pistolotto Marco e Pina vanno al buffet e si scambiano qualche frase, poi lei va via. Si ritroveranno: e la loro storia avrà finalmente inizio. Sono passati tredicimila caratteri, non so esattamente a quante pagine corrispondano, ma potrebbero tranquillamente essere di più. Dipende da per quanto si riesce a far girare la storia - apparentemente - a vuoto prima di annoiare il lettore.
  7. Riconosco di aver letto solo le ultime due pagine di questta discussione (chee ha quattro, mi pare). Però mi sembrava di essere in topic. E via così. Non è questo il topic? Se non lo è mi scuso.
  8. Ho un'obbiezione da fare: cos'è che rende un racconto un buon racconto? Immaginiamo di dare un punteggio a ciascuna delle voci di uno qualsiasi degli schemi proposti in questa discussione, il racconto col punteggio più alto dovrebbe essere considerato il l migliore? Secondo me no; faccio un esempio concreto. Qualche tempo fa mi trovai a commentare, credo per un MI, un racconto che era un vero casino. Scritto male e pieno di errori, con una trama satura di contraddizioni e incomprensibile. Doverosamente segnalai quello che vi avevo trovato. Poi, al momento di votare, lo misi tra le mie scelte. Credo di avere anche spiegato il perché, a scanso di equivoci ripeto la motivazione: Nonostante gli errori - forse, almeno in parte, proprio grazie a quegli errori - il racconto era forte, violento, prendeva alla gola. E questo è il punto, i motivi che rendono un racconto un buon racconto sono diversi da racconto a racconto. Se devo commentarne uno cerco di spiegare perché mi piace o perché no. A questo fine gli schemini non ci dicono nulla, sono solo delle gabbie interpretative fini a se stesse. Un limite alla creatività di chi fa il commento, che ne ha bisogno anche lui, come l'autore del racconto stesso.
  9. Non mi funziona il correttore ortografico. Buoni i suggerimenti, anche se non di facilissima applicazione. Ti ringrazio molto. Ovviamente tutta la storia è un scherzo...
  10. Veramente la tag [fantascienza] qui non c'è, per cui sei liberissima di considerare questo racconto come ti pare. Mi dispiace che non venga incontro alle tue aspettative, anche perché di racconti di fantascienza veri ne ho scritti diversi. Questo probabilmente non lo è.
  11. Scusatemi se rispondo solo adesso. Un po' sono stato impegnato col Mi, un po' il forum sembra molto indeciso su cosa deve segnalarmi. Grazie per gli apprezzamenti e per le correzioni, utilissime. Una sola risposta per@Ginevra : Non è un taxista con una limousine, non so come sia la situazione da te, a Roma e in altre grandi città c'è polemica tra i taxisti veri e propri e i guidatori di auto a noleggio (tra cui le limousine di rappresentanza. I taxisti accusano questi ultimi di fare concorrenza sleale perché pur non essendo taxì si comportano come tali, cioè vanno in giro in cerca di clienti mentre dovrebbero aspettare le chiamate da un posto fisso. Il nostro amico vuole rassicurarci che lui rispetta le regole.
  12. Ci faccio affidamento. Per il momento mi complimento coi vincitori se no son dolori. E col terzo arrivato che non va dimenticato. Perché è un privilegiato. Anche lui ha vinto ma risparmia fatica e sbattimento E, ne son sicuro Che sarà contento come un geco sul muro come un pelo sul mento.
  13. Ancora una volta molte storie incentrate su di un solo protagonista che parla essenzialmente di se stesso. Forse nel poco tempo lasciato da un MI è davvero difficile uscire da questo cliché. Ho comunque provato a premiare i racconti che mi sembrava avessero qualcosa in più. Oltretutto bloccare l'uso della terza persona non ha semplificato le cose, incrementando l'uso della prima. Lode quindi a Ljuset per l'uso della seconda. Comunque dopo lunghe e faticose meditazioni questi sono i racconti che mi sono piaciuti di più: @Joyopi Aspettando qualcuno la fuori. @Macleo Jack lo Squartatore @Ljuset Sacro Graal Niente taggamenti, 'sto coso non vuole. Alla prossima.
  14. Mi scuso se non ti faccio una recensione, non ho la forza per farla in questo momento, mi limito a dirti che il tuo racconto mi piace. Però volevo togliermi una curiosità: Esistono le chierichette? Avevo sempre pensato di no.
  15. Racconto ottimamente scritto, un solo dubbio: è nel prompt? Intendiamoci, a me non importa assolutamente nulla che lo sia o non lo sia, valuto il racconto per quello che è, non per la sua aderenza ai parametri del contest. Però quest aderenza/non aderenza suscita un'interessante questione: di che tipo di racconto stiamo parlando? In effetti potrebbe essere essere nel prompt. Possiamo considerare la protagonista dipendente dall'immagine di Maddalena, senza la quale soffre e non riesce ad andare avanti. Ma siamo al limite. Non ci sono i sintomi tipici della dipendenza, in nessun momento la tua protagonista sente il bisogno di liberarsene, tanto per dire, né mai c'è il dubbio che si tratti di qualcosa di negativo. Forse è una dipendenza da un'idea, una piccola ossessione di cui la ragazza è quasi inconsapevole. O forse hai tirato il concetto di dipendenza suggerendo che abbia significati mai esplorati prima. Penso a un racconto, mi sembra di Maupassant, ma non ne sono sicuro, in cui il protagonista trova in un vecchio mobile appena acquistato, una ciocca di capelli e, da questo, costruisce tutta una storia. Progressivamente la donna immaginata diviene reale fino sostanzialmente a distruggerlo. Nella tua storia c'è qualcosa di simile, da una immaginetta la tua protagonista ricostruisce il personaggio femminile di Maddy, che l'accompagna fino a che non è più necessario. Però il rapporto tra i due è, come dire? Asintomatico. La donna più anziana finisce per assomigliare a un'amica immaginaria che accompagna e sostiene una ragazzina adolescente in un mondo che non la tratta proprio benissimo. Ma mi sono dilungato anche troppo. In qualche modo qualcosa dell'ossessività della dipendenza c'è, anche se sottile come una bava di vento. Ma anche se non lo fosse che importanza avrebbe? Due noticine: Questa frase è troppo vicina all'inizio, e lascia il dubbio che si tratti di una storia con protagonisti animali. Almeno a me ha fatto questo effetto. Solo dopo qualche paragrafo si capisce che non è così. Non ho mai sentito usare questa espressione in questo senso. È tipica delle tue parti?