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konradin

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  1. Dubbi sui Contratti editoriali

    Tempo fa ho firmato un contratto di pubblicazione con un editore italiano. Il contratto prevede tra le varie clausole una prelazione su opere successive. Siccome vivo all'estero vorrei cominciare a scrivere libri in una lingua diversa dall'italiano, come funziona con l'editore con cui sono sotto contratto? Ha senso proporre a lui un'opera in altra lingua o sono, diciamo, “libero di farmi una nuova vita qui”, senza darne conto?
  2. Lorem Ipsum

    Grazie @JaV come sempre per il chiarimento. Mi permetto di aggiungere una cosa, senza entrare nei dettagli, il rifiuto di @Daphneali mi ha fatto però suonare un campanello d'allarme. Mi spiego: l'agenzia ha affermato (e non ho motivi per dubitare della sincerità) di giocare in Champions League. Ora, per mia esperienza si rifiuta una proposta o perché se ne hanno di migliori, o perché l'editore è di Serie C, o peggio (ma mi sentirei di escluderlo) perché il contratto non è vantaggioso (acquisto copie obbligatorio e simili). Questi ultimi, personalmente, sono gli unici che respingo subito. Lo dico perché, sapendo certamente di non avere garanzie, e avendo altri manoscritti in lavorazione oltre a un libro appena pubblicato, non sto inviando ad altri quello in lettura presso Lorem Ipsum dalla scorsa primavera.
  3. Lorem Ipsum

    Credo che in questa frase ci sia un elemento utile a capire come lavora l'agenzia, mi corregga @Daphneali se sbaglio: l'agenzia aspetta a lungo, ma la proposta comprende due contratti. Mi sembra di capire quindi che l'agenzia cerchi prima l'editore, e poi faccia la proposta, invece di metterti sotto contratto con loro e poi darsi alla ricerca.
  4. Libromania

    Per quanto riguarda l'esclusiva di 60 giorni a loro favore, non capisco, anche in caso di proposta da parte loro, non bisognerebbe sempre firmare un contratto? E se non si accetta di farlo? Non credo si possa essere obbligati. Quindi secondo me l'esclusiva non ha un reale valore legale. Nel senso, cosa potrebbero fare anche se un autore mandasse in lettura ad altri? Bloccare la pubblicazione? E come se uno non ha firmato niente? O basta l'invio come accettazione del regolamento? E anche così non possono secondo me obbligare nessuno a firmare con loro piuttosto che con un altro editore. Qualcuno ne sa di più, in modo da chiarire la questione?
  5. Dubbi sui Contratti editoriali

    @Marcello In realtà il concorso a cui ho inviato il racconto prevede che loro possano pubblicare, sfruttare, diffondere ecc., insomma tutto quello che vogliono col mio racconto, per cinque anni, addirittura prevede che io non faccia concorrenza a loro con un racconto simile, è un concorso della Rai. Ma, ripeto, ho preso l'esempio del racconto solo per capire meglio il diritto di prelazione, mentre il discorso sul racconto riguarda un altro argomento.
  6. Dubbi sui Contratti editoriali

    @Marcello Sì non sono stato preciso, intendevo la possibilità di pubblicare il racconto, ma non era questo l'aspetto fondamentale del post bensì il diritto di prelazione.
  7. Dubbi sui Contratti editoriali

    A proposito del diritto di prelazione, nel caso si partecipasse con un racconto a un concorso che prevede la pubblicazione in antologia, si ha qualche vincolo? Il concorso prevede che già all'invio si ceda il diritto di pubblicazione del racconto, quindi non lo si può discutere in seguito. E poi, un racconto pubblicato insieme ad altri può essere considerato come opera successiva per cui si è concesso il diritto di prelazione all'editore?
  8. Il seme bianco

    L'editore ha annunciato che un proprio autore verrà ripubblicato da Castelvecchi. Quindi il passaggio può avvenire anche al contrario, mi sembra una buona notizia, aspettiamo i dettagli. Certo, idealmente, vorrei che fossero gli editori importanti a trovare gli autori di qualità e usare il proprio potere per renderli noti. Ma in realtà oggi non va così, si comportano come qualsiasi azienda, niente rischi a prescindere.
  9. Il seme bianco

    Comunque può non piacermi in quanto scrittore, ma non sono esperto di marketing e pubblicità. I fatti sono che si tratta di un editore free, che in teoria serve da test per gli esordienti che potrebbero essere promossi nel circuito Castelvecchi, come fanno altri editori con pubblicazione solo in ebook e tornei letterari tra scrittori ecc.
  10. Il seme bianco

    Sinceramente credo che alcuni abbiano confuso la segnalazione da parte di Castelvecchi con la pubblicazione automatica presso il Seme bianco. Mi spiego: inviai a Castelvecchi e fui rifiutato. Però mi segnalarono la possibilità di inviare nuovamente al Seme bianco. Dopo averlo fatto con un'opera che mi fu rifiutata anche da loro, la successiva fu invece accettata e mi fu proposto il contratto. Per me non è stato quindi “noi Castelvecchi ti rifiutiamo ma pubblichi con Il seme b”, bensì è stato il Seme bianco a rileggermi e fare la proposta. Credo sia complice anche la dicitura sul loro sito “con noi pubblichi gratis e vai in libreria” che sinceramente è la cosa che non mi piace di questo editore, perché la trovo fuorviante rispetto a quello che fanno in realtà, cioè il piccolo editore con in più il benestare di Castelvecchi (che potrebbe essere un punto in più rispetto agli altri piccoli).
  11. Il seme bianco

    Preciso che non so se con altri autori hanno fatto un editing più profondo, di sicuro non riscrivono l'opera. Ma potrebbe essere un modo per selezionare opere già pronte, forse meglio della velocità del dito allo scoccare di un dato orario. Per essere sicuri di questo criterio di selezione ci vorrebbe l'intervento dell'editore qui. Ovvio che nessuna opera può essere perfetta, ma non ricordo di chi è la citazione che dice che non ha molto senso sostituire imperfezioni umane di uno scrittore con altre imperfezioni umane. Loro lavorano con dei kit su cui adatti il tuo materiale. Poi lavorano sulla grafica e adattano il testo alle loro norme redazionali (caporali per i dialoghi ecc.) Ora ho ricevuto il kit che loro utilizzeranno (si spera) per la stampa, che posso inviare a riviste ecc. con cui sono in contatto. Ho avuto il tempo di rileggere più volte le bozze, di mio sono molto scrupoloso, ho una moglie che, a parte Adelphi, scova refusi ovunque e un fratello che scrive e ha pubblicato, come lettori. Si fa quello che si può, spero che i testi siano ben fatti come lo è il mio, su cui ho lavorato seriamente, poi i gusti non si discutono e non entro nel merito. Non tutti possono essere tenuti per mano a ogni passo e ad alcuni non piace nemmeno. I grandi editori pubblicano molte cose che non leggerei mai e sono professionisti nel farlo. È vero che c'è la probabilità che con questo editore non si ottenga niente, che troppi autori pubblicati non vanno bene, però anche ricevere apprezzamenti e pacche sulle spalle ma in sostanza nessuna possibilità di pubblicare non è un granché.
  12. Il seme bianco

    Anche se non è questa le sede per discutere di questo, l'editing è di certo essenziale, ma dipende quale tipo. Un editing non solo per la correzione di refusi, ma anche di incongruenze che possono sfuggire all'autore, lo è sempre. Mentre personalmente non condivido la pratica di molti grandi editori di riscrivere completamente un libro, perché più che di un editor mi sembra l'intervento di un ghostwriter, e si può finire per avere prodotti in serie come spesso accade oggi. Tornando all'editore in questione, non voglio difenderlo, ma mi sembra che si sia stati davvero implacabili, mentre con altri editori che mi hanno chiesto espressamente l'acquisto di copie non lo si è stati, nonostante io abbia riportato la mia esperienza. Giusto esserlo con editori a pagamento, per aiutare gli altri autori a non cadere nelle loro trappole. Ma leggendo sembra che si parli di un editore a pagamento, mentre non lo è. Si può così finire per danneggiare proprio gli autori che stanno cercando di fare uscire un prodotto ben confezionato, ancora prima di cominciare. Lo dico perché negli anni sono andato alcune volte vicino a fare il "salto". Per esempio la Meucci mi ha espresso più volte apprezzamento, dicendo che però per un autore sconosciuto non basta la bravura, ma ci vuole il libro giusto, con l'argomento giusto al giusto momento in cui lo cerca l'editore giusto. Insomma i grandi editori non sono noti per il loro "coraggio" oggi, forse lo erano un tempo, in cui c'erano meno editor e più editori. Come dicono in molti, "da qualche parte bisogna cominciare". Non so se sia questa quella giusta, ma non ho di meglio, e non so se quello che non ho ottenuto è poi davvero "meglio". Però non vorrei finire come col mio primo editore, il cui nome oggi non metto neanche nella mia biografia, perché pur non avendo pagato io nemmeno una lira, l'editore poi cambiò politica diventando a pagamento come riportato su questo forum, e sarebbe un grave danno per me essere associato a un editore a pagamento, pur non avendo mai pagato e lottato per rifiutare tutte le proposte e segnalarle qui. Grazie a chi ha espresso incoraggiamento, vi terrò aggiornati su eventuali sviluppi.
  13. Il seme bianco

    Io sto per pubblicare con loro. Non hanno chiesto soldi, né acquisto copie, né editing. Il contratto contiene tutte le principali clausole dei contratti standard indicati in rete. Unico neo il già noto pagamento oltre le centesima copia. Nonostante non sia una giustificazione, per esperienza col mio primo editore, comunque le percentuali al di sotto di quel numero sono misere. Sempre meglio riconoscerle, ovvio, ma poi ognuno fa le sue scelte in base alle altre proposte. Nel mio caso non hanno pubblicato tutto, perché hanno rifiutato una mia prima opera. I testi che pubblicano sembrano interessanti, almeno in apparenza. Per quanto riguarda l'editing, si sa che è una spesa per i piccoli editori, e molti non lo fanno. Mi pare di capire che loro scelgano opere già pronte in questo senso, senza refusi insomma. Hanno comunque apportato subito le correzioni che ho chiesto per le bozze, fatte da me ovviamente. Non so per gli altri testi pubblicati, se qualcuno ha esperienze di loro libri pubblicati con errori ecc. Credo che alla fine il mio testo sia ben confezionato, aspetto di vederlo stampato. Vero, pubblicano molto, come fanno altri editori simili, c'è il rischio che tanti autori insieme non siano altro che numeri per fare guadagnare l'editore. Staremo a vedere, forse è un po' presto per stroncarli, non so...
  14. Il seme bianco

    @Scrittoreincrisi Il mio primo testo è stato rifiutato. Mentre il secondo inviato tempo dopo è stato accettato e verrà pubblicato. A presto in caso di novità.
  15. Quarup Editrice

    Ciao a tutti, un piccolo aggiornamento "trasversale": alla fine il romanzo che non ho accettato di pubblicare con Quarup per via della richiesta di acquisto copie verrà pubblicato da un altro editore senza contributo. Se un romanzo è in qualche modo valido alla fine trova la sua strada, quindi mai accettare forme di pagamento. Ovviamente non so come andrà, ma almeno non ci avrò rimesso dei soldi.
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