Vai al contenuto

Benvenuto in Writer's Dream!

Benvenuto in Writer's Dream, la più grande community italiana dedicata a chi ama scrivere e al mondo dell'editoria. Nato nel 2008, Writer's Dream è cresciuto esponenzialmente negli anni, diventando un punto di riferimento nel web. Entrando a far parte della nostra comunità potrai:
  • Pubblicare i tuoi racconti e le tue poesie, ricevendo commenti approfonditi;
  • Partecipare a concorsi e contest di scrittura di ogni genere;
  • Condividere informazioni su case editrici e agenzie letterarie;
  • Trovare supporto, consigli e tutto ciò che ti serve sulla scrittura e per il tuo romanzo.
Guest Message by DevFuse
 

- - - - -

Lista editori free



Dopo una pausa di diversi mesi, vengono reintegrate le liste Doppio Binario e A pagamento a fianco di quella di editori Free. Le liste EAP e DB sono ospitate da Loredana Lipperini. Nota: se volete riportare queste liste sui vostri siti e blog siete liberi di farlo - anche se da dicembre copiarle sarà pressoché impossibile, vista la nuova struttura (se volete copiarvi oltre 300 link a mano fate pure) - ma siete obbligati a inserire i credits. Queste liste vengono compilate in seguito a un lavoro che va avanti dal 2008. Non mancategli di rispetto, dato che è un lavoro faticoso che noi facciamo esclusivamente per voi. Chiediamo solo che ci venga riconosciuto il merito del nostro lavoro. Se riscontrate inesattezze o volete darci la vostra testimonianza, usate i commenti, il forum o l'indirizzo mail segnalazioni@writersdream.org



dic 16 2008 10:46
Buongiorno, tempo fa sono stato contattato da voi per sapere come “funzionasse” la mia casa editrice (Graphe.it Edizioni). Vi ho risposto in maniera chiara e, mi pare che non si sia mai parlato della mia casa editrice in questo blog (se sbaglio, chiedo scusa). Ora la ritrovo tra le case editrici a Pagamento, il che è errato, almeno in parte. Come spiegato nell'email che vi ho inviato, noi proponiamo due tipi di contratto: uno in cui è tutto a nostre spese e uno in cui l'autore acquista delle copie (massimo 100). A seconda del contratto che si sceglie variano le percentuali dei diritti di autore. Siete liberissimi, ovviamente, di fare tutte le liste che volete. Solo che, magari, potrebbero essere più complete e meno “generaliste”. PS: Il nome della casa editrice è Graphe.it e non Graphe


dic 16 2008 10:47
Dimenticavo: la tipologia del contratto la sceglie l'autore, non noi.


dic 16 2008 14:48
Sovera, Armando, Guida, Pironti, Robin, mai sentiti nominare?


dic 16 2008 18:27
Basta con il morphing! Sono stufa! (Mi riferisco a De Matteis) Non conosco questi editori, li contatterò. Roberto, ci siamo già chiariti per e-mail stamattina, in ogni caso un post sulla Graphe.IT lo faccio (chiedo venia per il nome, lo correggo subito) ^_^


dic 21 2008 15:42
Salve, ho appena scartabellato! Eccovi i nomi di due case editrici a pagamento che non figurano nella lista E.A.P.: CHIARALUNA EDIZIONI EDIZIONI PROGETTO CULTURA Se ne troverò altre, vi informerò. Ciao Chiara


gen 05 2009 22:01
Salve, riguardo alla edizioni Il Foglio non mi risulta che non pubblichino a pagamento. Fanno eccezione per la poesia, per la quale chiedono l'acquisto di 100 copie. Almeno così dichiarano Vedi qui http://armoniadellep...m/post/19102429 e qui http://www.ilfogliol...manoscritti.htm Tempo fa ho letto una discussione in merito (non ricordo dove, perdonatemi), e venne fuori che chiedevano agli autori di acquistare delle copie di opere edite da loro, ma il numero era esiguo.


gen 05 2009 22:31
Numero esiguo significa che il contributo lo chiedono ;) In ogni caso stiamo adottando una nuova classificazione, Paradiso, Inferno e Purgatorio, in maniera da essere più chiari ed esaustivi.


gen 05 2009 22:51
Be', volendo dare una informazione esauriente, forse potreste pensare di indicare, per ogni tipo di casa editrice, la forma del contributo richiesto. Esistono anche editrici rispettabili che chiedono contributi. Non che approvi l'editoria a pagamento, ma le schematizzazioni troppo rigide (paradiso, purgatorio e inferno, per esempio) lasciano sempre spazio per ambiguità ed equivoci.


gen 06 2009 22:50
Infatti le tre liste servono proprio a questo...e avranno più dettagli, in ogni caso.


gen 09 2009 14:27
La mia compagna Francesca Ghisu ha pubblicato un libro di poesie ('Il ginepro') con la editrice Aletti, che voi segnalate tra quelle a pagamento. Francesca NON ha sborsato un centesimo. Suggerirei maggior attenzione nel diffondere notizie, non vi pare ?


gen 09 2009 17:26
Franco, come detto per e-mail la lista E.A.P. comprende anche gli editori a doppio binario. Tra l'altro, nel nostro forum c'è un autore che ha recentemente pubblicato con loro, si è acquistato 70 delle 150 copie stampate e il resto è finito in magazzino, come dicesi anche nella mail che ho ricevuto tempo fa da loro. Suggerirei maggior attenzione prima di diffondere dubbi, non ti pare? Ogni nostro articolo, ogni inserimento, è frutto di accurate ricerche e di test ben precisi, per Diana!


gen 09 2009 21:05
Dal ell'editore Filo e da Aletti ho ricevuto la loro comunicazione che avrebbero pubblicato il libro con 40 poesie ma avrei dovuto (questo vale per Il Filo perchè su Aletti non ricordo le quantità ma il sistema è sempre quello)comprare o ritirare,con contratto firmato in e sottoscritto,n. 150 libri a 12 euro prezzo di vendita. Ma sono così la maggior parte di loro e ora usano tecniche di marketing (imbroglio?????) molto più sofisticate come quelle della pubblicazione delle antologie che sono una doppia,tripla,quadrupla,fregatura detta papale papale.. Ciao Juanne Salvador


gen 10 2009 00:19
Le antologie sono più o meno inutili, non vendono. In ogni caso la maggior parte sarà pure a pagamento...ma ci sono editori che non chiedono contributi, ed è a loro che noi consigliamo di rivolgerci.


gen 10 2009 13:18
Segnalo: Oppure editore Editrice Zona saluti


gen 16 2009 10:42
Ciao volevo segnalare che ho avuto una proposta editoriale della casa editrice Parole Sparse..dovrei acquistare 60cps (ma non a prezzo pieno). Mi hanno detto che la poesia non vende...ed in effetti come dargli torto..non so che fare. Devo dire che il filo mi aveva chiesto 2000eur quindi capite che...parole sparse m'è sembrato decisamente più onesto e sincero! Ho lì il contratto e non so che fare...consigli?? Grazie Chiara - Padova


gen 17 2009 20:36
fosse per me la caravaggio la metterei all'inferno: potrà anche cambiare la salsa, sono comunque ignoranti e lucratori, in più si credono furbi. sono una tipografia mascherata da casa editrice, che pubblica gentaglia tipo residui di Uomini e Donne per vendere quanto più possibile e poi si vantano che QUELLI li hanno pubblicati gratis, per dire cosa poi? che Uomini e Donne è un programma di manichini! Ma và? Nove euri per 65 pagine!!!! http://www.caravaggi...1&products_id=9


gen 18 2009 21:38
Gentili Signori, ho letto la lista da voi riportata e vorrei comunicarvi, avendo un'esperienza diretta e sentendomi quindi di parlare con cognizione di causa - essendo il mio editore - che la Deinotera (da voi inserita in Purgatorio) non chiede contributo per la pubblicazione di alcun libro. Semplicemente non pubblica i manoscritti in cui non crede. Segue l'autore in ogni fase della pubblicazione, partecipa alle fiere e di dà molto da fare per spingere i suoi libri proprio perché deve recuperare i costi della pubblicazione. Mi sembra giusto comunicarvi quanto sopra per correttezza.Cari saluti. Marina Dionisi


gen 18 2009 21:48
Fa pagare l'editing. A me sembra più che sufficiente per farla finire in Purgatorio...


gen 18 2009 22:53
Un piccolo appunto: quando si parla di "case editrici a pagamento", solitamente ci si riferisce a quelle case editrici che chiedono un contributo di spese all'autore per pubblicare un suo manoscritto. Di conseguenza, è fuorviante e scorretto inserire nella lista (peraltro molto generalizzatrice, come qualcuno ha giustamente obiettato) case editrici che NON fanno pagare le spese di edizione, ossia che NON chiedono alcun contributo. Pertanto, sulla base della definizione di "casa editrice a pagamento" qui sopra enunciata, mi sento di dire, a riguardo di quanto appena letto, che la Deinotera non dovrebbe far parte della lista. Aggiungo anche che è poco serio rispondere all'argomento in questione introducendo un argomento come l'editing: così rispondendo, infatti, non solo sembra che si accetti il fatto che la Deinotera NON è una casa editrice a pagamento (il che è vero), ma si dice anche: "e mbè? Fa pagare l'editing". Un po' come voler avere ragione a tutti i costi. Di conseguenza, la risposta alla precisazione della Dionisi è quanto mai poco senza logica. Inoltre, quante delle case editrici che sono elencate in Paradiso non fanno pagare l'editing o la correzione di bozze? Sarebbe una questione interessante a cui rispondere, visto che sono convinto che se si aprisse una discussione di questo tipo, la lista dovrebbe essere riformata. Ma, naturalmente, finora nessuno ha parlato di editing come CONTRIBUTO (a parte la persona che ha risposto alla Dionisi), proprio perché, chiaramente, l'editing NON è un contributo che caratterizza una "casa editrice a pagamento", bensì un servizio (= lavoro) che viene effettuato sul testo (non pagare l'editing è un po' come chiedere una consulenza ad un legale gratis). Dunque, perché non ricominciate da capo con questa lista? (pessima idea, a mio modesto parere, quella di una lista alla carlona...).


gen 18 2009 22:58
Errata corrige: "quanto mai poco senza logica"; leggasi "quanto mai senza logica". Un'ulteriore dimostrazione del fatto che il suddetto servizio "paga". Saluti, Elias


gen 18 2009 23:07
Io mi chiedo da dove escano questi commenti... CHIEDERE UN CONTRIBUTO significa chiedere di pagare una qualsiasi tra editing, correzione bozze, isbn, valutazione dei testi e quant'altro. Non solo acquisto copie. Pensavamo fosse ovvio. L'editing è un elemento BASILARE per la pubblicazione di un romanzo, indi non lo si può escludere dai "servizi" che un editore deve offrire gratuitamente con la pubblicazione. L'editing non è un servizio a parte. Collegare il cervello prima di scrivere, grazie.


gen 18 2009 23:32
Ma non scherziamo, per favore. Pubblicare non è un contentino che l'editore da' all'autore, è un investimento che l'editore fa perchè ritiene di avere per le mani un prodotto valido. L'editing è parte del processo di pubblicazione, nè più nè meno che impaginare lo scritto o incollare le pagine in tipografia. Ah già, ci sono case editrici che fanno pagare anche quello...


gen 18 2009 23:32
Questa risposta farebbe sorridere, se non fosse che contiene una serie di informazioni errate e, mi si scusi la ripetizione, senza logica alcuna. Ma andiamo per ordine e senza dare alcunché per scontato, in quanto vi potrebbe esser sempre qualcuno disinformato e quindi indotto all'errore. Per CONTRIBUTO s'intende, in ambito editoriale, la richiesta di una somma di denaro da parte dell'autore per la produzione della sua opera (la stampa delle copie, per intenderci). Questa è la forma di contributo più comune richiesta dalla casa editrice a pagamento all'autore. Un altro tipo di contributo, nell'ambito di questo discorso, è la richiesta di denaro dalla casa editrice all'autore per la prenotazione di un certo numero di copie dell'opera, che l'autore è costretto, per contratto, ad acquistare se vuole vedere la sua opera pubblicata. Fatti questi distinguo, viene da sé che è ridicolo associare un contributo come le spese di stampa o il riacquisto di copie a quello che invece è il "Pagamento di un lavoro necessario". Infatti, si badi bene, mentre il servizio di editing o di correzione di bozze è un lavoro che viene operato su un testo ed è necessario (quasi sempre)affinché un'opera veda la luce, il riacquisto di copie e le spese di stampa a carico dell'autore NON sono elementi necessari alla nascita di una pubblicazione. Ma pensavo che QUESTO fosse ovvio. Come pensavo che fosse ovvio, ad esempio, il fatto che i servizi di editing e correzione di bozze sono prerogativa di qualsivoglia casa editrice SERIA che cura la pubblicazione dei manoscritti che Le vengono sottoposti in visione. Come pensavo che fosse ovvio, naturalmente, che un editore serio NON lascia i libri scorretti e NON li pubblica così come gli arrivano, poiché, da che mondo è mondo, quasi mai un manoscritto è perfetto in partenza. Lo svolgimento di un lavoro su un manoscritto che va naturalmente corretto o comunque esaminato, alla luce di quanto appena detto, è una dimostrazione di onestà da parte dell'editore. Naturalmente tale svolgimento richiede tempo, e la spesa di tempo, si sa, ha un costo, per qualunque professionista (e con le sue tariffe). E' dunque OVVIO che un professionista si faccia pagare per questi servizi, invece di dover ricorrere a mezzucci quali il riacquisto delle copie da parte dell'autore o la spesa della stampa a carico dell'autore (cosa che fanno le Case editrici cosiddette "a pagamento"). Ma credo che la lezioncina possa bastare, dacché spero che chi parla, dall'altro lato, sia perlomeno in buona fede.


gen 18 2009 23:37
E, tanto per ricollegarmi a quanto sopra, alla luce di quanto detto è più che mai inopportuno citare la Deinotera o altre case editrici che non usano quei mezzucci assieme alle case editrici che chiedono il CONTRIBUTO. Anche volendo prescindere da una speciosa discussione sul significato specifico del termine "contributo", è infatti chiaramente ridicolo vedere come la lista sia stata fatta su criteri illogici. E si badi che tutto questo argomentare è stato fatto senza scendere nello specifico, altrimenti non si finirebbe più di parlare... Saluti, Elias


gen 18 2009 23:45
No, nessun criterio illogico. L'editing è un lavoro che va fatto necessariamente prima di mandare in stampa un libro, e non va fatto pagare a parte. Assolutamente NO. Sarebbe come far pagare a parte la copertina, il codice isbn, l'apposizione del nome sulla copertina, l'impaginazione...ma stiamo scherzando?


gen 18 2009 23:53
Cara Elias, adesso la lezioncina te la do io. Collaboro con una casa editrice e so come funziona il processo editoriale, conosco innumerevoli altre case editrici che fanno tutto il lavoro di editing, correzione bozze, copertine, e quant'altro totalmente gratis, e per gratis intendo che l'autore non deve sborsare una lira. Sono queste le case editrici che fanno parte della lista Paradiso. Tutte le altre finiscono o in inferno o in purgatorio. Se la Deinotera fa pagare l'editing su i libri che pubblica non può, secondo i criteri stabiliti, finire in paradiso. Punto. Non vedo perché discutere. L'editore DEVE offrire tutta l'esperienza e la professionalità all'autore ripagato dal successo del libro, non ripagato dalle tasche dello scrittore. Se l'editore non ci crede semplicemente non pubblica quel libro. È un investitore che deve credere in quello che fa, se crede solo nei soldi che può sborsare l'autore è meglio che cambi lavoro. Poi ovvio che c'è differenza tra una casa editrice che chiede 7000 euro e una che ne chiede 500, ma sempre di soldi si tratta no?


gen 18 2009 23:59
Lei scrive: "Lo svolgimento di un lavoro su un manoscritto che va naturalmente corretto o comunque esaminato, alla luce di quanto appena detto, è una dimostrazione di onestà da parte dell’editore. Naturalmente tale svolgimento richiede tempo, e la spesa di tempo, si sa, ha un costo, per qualunque professionista (e con le sue tariffe). E’ dunque OVVIO che un professionista si faccia pagare per questi servizi..." E secondo lei questo professionista dovrebbe essere pagato dall'autore? Non direi. E' la casa editrice che, investendo sull'autore e sul testo, si occupa dell'editing. Una casa editrice SERIA offre al proprio pubblico il meglio che può, il che significa testi corretti. Certo, ogni pubblicazione è un rischio per l'editore, per questo i criteri di selezione sono duri, tuttavia è impensabile che un esordiente debba pagarsi l'editing. Che differenza c'è tra pagare l'editing e le spese di stampa? Io non ne vedo molta. Anche uno stampatore è un professionista...


gen 19 2009 00:11
Concordo. Perfettamente. E sottolineo che con CONTRIBUTO non si intende solo la richiesta di acquisto copie o contributo per la stampa, ma QUALSIASI richiesta di denaro all'autore da parte dell'editore.


gen 19 2009 00:11
Non è così. Una cosa è la REDAZIONE di un testo, un'altra la PRODUZIONE di un testo. Tra le operazioni riguardanti l'ambito "REDAZIONE" rientrano l'editing e la correzione delle bozze. Tra le operazioni riguardanti l'ambito "PRODUZIONE", operazioni che, ovviamente, sono di compito della casa editrice, rientrano la copertina, il codice ISBN, l'apposizione del nome, l'impaginazione, la quarta di pagina... ecc. ecc., la distribuzione, la diffusione del libro. Un esempio che aiuta a far comprendere la distinzione tra questi due ambiti è il seguente: esistono autori che si rivolgono ad agenzie letterarie allo scopo di far pervenire alla casa editrice il testo già perfetto. Le agenzie letterarie naturalmente si occuperanno di svolgere sul testo l'editing e la correzione delle bozze. Pensate che lo facciano gratis? Ah ah! Negli USA quella delle agenzie letterarie, per dire, è la prassi. Le ultime 3 righe del post di Ayame tradiscono un'informazione più che grossolana su quelli che sono i reali compiti di una casa editrice e quelli che, di conseguenza, dovrebbero essere i suoi meriti e i suoi compiti. Ora io mi chiedo: data l'evidenza dei fatti, che senso ha compilare una lista in cui i criteri di selezione sono dettati dall'incapacità di distinguere tra redazione e produzione di un testo? Concludo inoltre chiedendomi sulla base di quali criteri vi siano delle case editrici in Paradiso. Dato che, secondo i vostri criteri, è tutto un "contributo", i dimoranti in Paradiso lavorano gratis? Naturalmente ciò sarebbe senza logica. Non mi dilungo oltre, spero soltanto che abbiate la compiacenza di ricompilare la lista secondo altri criteri di distinzione. Grazie. Elias Se poi lascerete tutto intoccato, affari vostri... sarà stato solo tempo perso, il mio. Amen.


gen 19 2009 00:25
Distinguiamo l'AGENZIA LETTERARIA dalla CASA EDITRICE, per favore. Sono due cose ben diverse. L'agenzia letteraria è pagata per fare tutto ciò che fa, l'editore non dev'essere pagato in nulla. Poi, è evidente che abbiamo concetti diversi su cosa significa pubblicare senza contributo. Dato che evidentemente Elias è duro/a di comprendonio, ritengo che sia inutile continuare la dicussione. Concludo dicendo che i criteri secondo cui dividiamo gli editori li definiamo NOI e agiamo di conseguenza. Punto. Elias scrive: Le ultime 3 righe del post di Ayame tradiscono un’informazione più che grossolana su quelli che sono i reali compiti di una casa editrice e quelli che, di conseguenza, dovrebbero essere i suoi meriti e i suoi compiti. Ma anche no.