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Contenuti popolari

Sono mostrati i contenuti con più punti reputazione il 28/03/2017 in tutte le aree

  1. 7 punti
    Anch'io li ringrazio per aver dedicato attenzione al mio scritto, rifiutato. Qualche giorno dopo ho ricevuto una buona proposta editoriale che ho accettato. Questo lo dico per invitare tutti a non scoraggiarsi di fronte ai no, fossero anche migliaia...
  2. 6 punti
    Nell'impaginare alcuni lavori, mi sono reso conto che spesso mi arrivano dei manoscritti nei formati più strani, che, quando si decide di cambiare corpo e carattere, creano non pochi problemi. Per ovviare a questa situazione, spero di fare cosa gradita a tutti gli utenti del forum inserendo in fondo alla discussione un link di Dropobox, dal quale potrete scaricare in modo del tutto gratuito una cartella editoriale tipo, in formato Open Office, composta da 30 righe per 60 battute (1.800 caratteri in tutto), con interlinea 1,5 e carattere Courier New. E' importante non cambiare il tipo di carattere (al limite potete usare il Courier), perché è l'unico che per qualsiasi lettera occupa sempre le stesse dimensioni, come succedeva con la cara vecchia e indimenticata macchina da scrivere. Non modificate nemmeno il corpo del carattere: se vi pare piccolo, ingrandite la visualizzazione con l'apposito zoom. Consiglio infine di lasciare attiva la sillabazione automatica o di riattivarla, nel caso si disattivi da sola. LINK alla CARTELLA EDITORIALE TIPO - OPEN OFFICE - modello di testo LINK alla CARTELLA EDITORIALE TIPO per MAC Link alle Unità di misura: cartelle, caratteri, parole Per qualsiasi altra informazione per l'uso della cartella, che potrete usare per avere sempre sott'occhio la lunghezza effettiva di quello che state scrivendo, oltre che per comode correzioni manuali, una volta stampato il manoscritto, non esitate a porre delle domande qui, o tramite messaggio privato. Sempre pensando di rendere un servizio a tutti gli utenti del WD abbiamo modificato la cartella editoriale tipo che potete scaricare da questo link, o da quello all'inizio della discussione. Abbiamo aggiunto al suo interno un testo, che è un po' il riepilogo di quanto è stato scritto qui fino a questo momento nei vari commenti. CARTELLA EDITORIALE TIPO Per utilizzare questa cartella editoriale è sufficiente cancellare il contenuto e cominciare a scrivere al suo interno. Prima però vi consigliamo di leggere le risposte ad alcune domande relative al suo utilizzo. Cos'è una cartella editoriale e com'è fatta? La cartella editoriale è composta da 60 battute per 30 righe (per un totale di circa 1.800 caratteri, spazi compresi) ed è un'eredità giornalistica della vecchia macchina da scrivere, quando si poneva il margine sinistro a 10 e quello destro a 70. Perché usare una cartella editoriale? Perché è quella che dà meno problemi nel trasferimento del file in altri formati, consentendo di tenere sotto controllo in tempo reale e in modo semplice l'effettiva lunghezza di quello che state scrivendo. L'interlinea a 1,5 e il corpo regolare del carattere poi, una volta stampato su cartaceo, facilita l'inserimento di commenti e l'individuazione dei refusi. Troppo speso gli scrittori alle prime armi immaginano i loro lavori già impaginati nel formato scelto da loro. La cosa potrebbe a volte andar bene in caso di auto pubblicazione; ma quando ci si rivolge a un editore, la scelta del carattere e del formato andrà concordata con lui: se gli proponete testi già formattati non gli fate un favore, gli create un problema. Perché adoperare il carattere courier o courier new? Perché questo tipo di carattere, mutuato appunto dalla macchina da scrivere, a differenza di altri occupa sempre lo stesso spazio: una t è del tutto uguale a un i o a una b. Posso copiare e incollare il mio testo in questa cartella? Sarebbe meglio utilizzare la cartella “vergine”, fin da quando si comincia a scrivere, per evitare di trasportare qui le vostre formattazioni di margine, carattere, spazio ecc. Se avete però qualcosa di già pronto, il consiglio è quello di salvare prima il vostro lavoro in RTF, ovvero in Rich Text Format, e non in DOC, DOCX e ODT, e di procedere solo dopo al copia-incolla. Anche in questo caso il rischio di portarsi dietro informazioni che poi possono nuocere all'impaginazione finale non è scongiurato; quindi, una volta copiato il testo, verificate che siano rimasti attivi la sillabazione, il giustifica testo, l'interlinea a 1,5 e, ovviamente, il carattere. Posso creare da solo una cartella editoriale con un altro programma? E, nel caso, come devo procedere? Sì. Di seguito spieghiamo la procedura. 1) Impostate il carattere courier o courier new, con corpo 12 o 13: se vi paiono troppo piccoli, potete sempre ingrandire la visualizzazione della pagina. 2) Scegliete una lettera, per esempio la O e battetela per 60 volte, così: OOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO 3) Fissate i margini destro e sinistro in modo che non si possano più aggiungere altre lettere. 4) Copiate e incollate questa riga per altre 29 volte, per un totale di 30. 5) Fissate il margine superiore e quello inferiore in modo che non si possano aggiungere altre righe. 6) Ora non vi resta che attivare la sillabazione automatica, il giustifica testo e l'interlinea 1,5. Buon lavoro a tutti! P.S. Resta inteso che, nel caso dovessimo invitarvi a inviarci i vostri manoscritti, li vogliamo in questo formato
  3. 6 punti
    Kafkaroo metamorfosi di Gregor Samsa in marsupiale KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  4. 5 punti
    Strativari: volgarissima imitazione del celeberrimo strumento a corde, riprodotto con compensato multistrato. KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  5. 5 punti
    variegatto: gatto che abbaia, dotato di tentacoli, ali, becco, antenne, proboscide, corna... KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  6. 5 punti
    Torniamo a (sta per bomba ma non ho trovato niente di meglio) La discussione sull'opportunità di chiedere testi inediti e su cosa di debba considerare inedito e cosa no, sarebbe meglio continuarla in questioni legali della sezione editoria ; nel caso provvederò a spostare i relativi interventi. Il flag non è possibile a livello tecnico ma se anche si potesse, o si riuscisse a creare una sezione privata, tipo la over 18, al momento non possiamo garantire che un testo postato là si possa considerare inedito, personalmente ho qualche dubbio in merito La soluzione di chiedere la cancellazione del racconto mi sembra più funzionale, anche perché di rado rimangono abbastanza riferimenti nei commenti da rendere identificabile il testo; ma se ci sono troppi suggerimenti di correzione, forse non si tratta del racconto giusto da presentare a un concorso.
  7. 4 punti
    YYYYYYYYYY: Y10 KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  8. 4 punti
    Oppure una frittura fatta in pochissimo tempo. Nasocomio Casa di cura specializzata in rinoplastiche
  9. 3 punti
    Avrei una proposta e idea varia. Visto che, siccome, poiché, considerando e insomma che tra un po' c'è il MI100; visto che, etc., non ce ne sarà un altro, che il 200 e il 300 non saranno la stessa cosa, che al 1000 molti di noi saranno ormai celebri scrittori miliardari o ignote salme squattrinate; dappoiché, etc., non tutti la (mezza) domenica riescono a partecipare per vari motivi; tutto quanto sopra, per rendere il MI100 uno dei più grandi eventi della Storia Universale dell'Umanità non si potrebbe una tantum, coram populo, cave canem, fare uno strappo alla regola e dare 3-4-7 giorni di tempo, come per i contest periodici (Ferragosto, Natale, etc.)? Qui lo dixi e qui lo scripsi. Ciao
  10. 3 punti
    Da noi invece circolava in forma di domanda: - Sai perché il prosciutto piange? - No, perché? (se uno non rispondeva così veniva immediatamente menato...) - Perché è morta Della. Ok, siamo tornati indietro di una cinquantina d'anni...
  11. 3 punti
    Da noi a scuola circolava così, sotto forma di telegramma: Cara Mella, morta Della, manda Rino. Baci, Nella. (Certo che nomi come Mella, Della, erano un po' improbabili, ma da giovini ci si diverte con poco...)
  12. 3 punti
    Ed ecco la classifica in ordine alfabetico, dopo averci pensato parecchio e poi aver deciso di botto prima di ripensarci. @Bango Skank : La stessa battaglia @Marty12 : La sacra corsa @Rica : Il ginnasta Il motivo di tanta incertezza è il solito @camparino, al quale però va il meritatissimo Premio Speciale della Regina.
  13. 3 punti
    Morta Della e il prosciutto piange KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY una freddura di quando avevo otto o nove anni...
  14. 3 punti
    Ti correggo io. Ci sono diverse agenzie letterarie che non richiedono compensi per l'editing, soprattutto indorando la pillola con una telefonata piena di elogi e il contratto di rappresentanza come fa Tzla. Posso citarne alcune: Silvia Meucci, Laura Ceccacci, la nuova Lorem ipsum. Il duro mestiere dell'agente letterario è quello di vedere i propri sforzi raggiungere un risultato lavorando completamente gratis sino al risultato finale, cioè il contratto di un editore. Soltanto in quel caso gli agenti guadagnano la propria percentuale. E spesso questo non avviene quando non si arriva a un contratto con le case. Se un agente ti chiede quasi mille euro per un editing ha già guadagnato da te scrittore. Che interesse avrebbe poi a lavorare bene sul tuo manoscritto? A proporlo alle case editrici di livello? Questo è il dubbio che abbiamo (quasi) noi tutti sulla Tzla. Dubbio che, per fortuna, molti evitano, lasciando cadere simili proposte nel dimenticatoio.
  15. 3 punti
    @Cannonball Se ti rispondo mi bannano per sempre. Quindi me ne resto zitto zitto e non i cao più, tanto la mia l'ho detta e ho finito il cibo per il troll. Aloah.
  16. 3 punti
    Secondo me Augh! o Alterego è la stessa identica cosa. Io devo pubblicare con Augh! a breve. Ho già pubblicato con diverse case editrici rigorosamente noeap e posso mettere la mano sul fuoco dicendo che per quanto riguarda il lavoro sul libro è assolutamente a migliore. Sono assolutamente professionisti, fanno un editing serio che è difficile trovare, c'è lavoro di grafica ecc., hanno una distribuzione che permette di trovare i libro in ogni libreria. Cosa volete di più? la mondadori? Va benissimo per me che non mi definirei un esordiente, figurati per chi lo è.
  17. 2 punti
    Non mi piace votare fuori dai seggi, però appoggio anch'io l'idea @massimopud. Pensa: nelle prime ore ogni scrittore sforna una quantità variabile di idee, nelle successive ore scarta quelle meno brillanti, verso sera riesce ad assemblare un mezzo capolavoro. Trattandosi del [MI 100], con più tempo a disposizione, si rimane svegli fino a tarda notte, partorendo ognuno il capolavoro della vita. Ci si addormenta felici. Al risvegli si ha lo stesso sorriso che ha concluso la precedente giornata. Però c'è ancora del tempo e qualche ritocco si può anche fare, magari lavorando un po' di più sul protagonista... e perché no anche sull'antagonista... Già, ma per due personaggi così, bisognerebbe cambiare anche l'ambientazione... E perché non inserire anche qualche spunto filosofico? Anche una buona battuta non guasta mai. E poi il lieto fine... Anzi no: le tragedie sono più catartiche e poi il lettore si sente liberato e meglio disposto a votare il racconto... Magari anche una citazione colta, qualcosa che richiami il periodare del Dolce Stil Novo, o (perché no?) un dubbio shakespeariano (Si dice "Essere o non essere... quest'è il dilemma o quest'è il problema? Poche ore dallo scadere dell'ora X. Cazzo! Manca ancora il commento. E la storia non è pronta! Se solo non avessi sovrascritto la trama iniziale del racconto! ... Ciao, ragazzi. Vado a nanna.
  18. 2 punti
    Applausi! Pud for president!
  19. 2 punti
  20. 2 punti
    Non posso rispondere al posto dei diretti interessati, ma Jav ha dichiarato che l'agenzia è assolutamente "onnivora", aperta quindi a tutti i generi (esclusa la poesia, se non erro). Perciò non penso proprio che il responso positivo/negativo dipenda dal genere del lavoro proposto. Mettiti pure il cuore in pace :=)
  21. 2 punti
  22. 2 punti
    Allora, letti tutti i racconti. Alcuni di essi mi hanno fatto riflettere a lungo. Che a Slender man bisogna farci il culo. La votazione: "Il ginnasta" di @Rica, nonostante il seno che incute rispetto (quello del racconto, intendo); "Rose" di @Doria, per la fantasia che viene prima della sintassi; "Testa a testa" di @Macleo, per i sommessi richiami autobiografici, celati da delicato pudore (la pippa, le emorroidi, Sdentate al Mambo). Fatto bene?
  23. 2 punti
    Per la gioia di @Federico72 (e probabilmente di molti altri) siamo riusciti a smanettare un po' sul sito e a ridurre significativamente i tempi di caricamento, sia su desktop che su mobile. Prima era lentissimo, ora è solo lento
  24. 2 punti
    Personalmente non considero "naif" (che nell'accezione comune sta indicare un modo o un personaggio "ingenuo", "sempliciotto") questa visione delle cose. Tutt'al più "retrò", che nella mia, di accezione, sta a significare al massimo "passatista", "romantico", "fuori dal tempo"... e probabilmente dal mercato (editoriale e non solo). Nessuno qui Si parla di piccola editoria un po' per tutti noi, no? O nascosto dietro qualche nickname, nel forum, si celano autori Mondadori, Feltrinelli o Einaudi in vena di burle? (ne dubito... Diciamocelo, se fossimo nel giro della "grande editoria", avremmo altro da fare, e parleremmo di cose differenti, probabilmente altrove. Sbaglio?)... ma magari qualcuno crede ancora in una certa vetusta "divisione dei ruoli": lo scrittore scrive e l'editore pubblica (e si occupa di promozione... se ci crede davvero, in quello va a editare, altrimenti, per quanto mi riguarda, per come la vedo io, può fare altro). Poi, d'accordo con te che... L'ho detto poco prima, volenti o nolenti, oggi :Tu, essendo un autore Bookabook, ovviamente perori la loro causa (che quindi è pure la tua) e ne canti le lodi, ma capirai (e, coerentemente e coscientemente lo fai, mi sembra) la perplessità di chi, a differenza tua, fatica a farsi carico (in questa visione giustamente modernista, anzi, diciamo pure "attualista", anche se non vuol di dir nulla) della fase promozionale (pre promozionale?) del processo di vendita. Infine: Permettimi: il momento non lo ora, ma nemmeno lo è mai stato, se consideri che persino Nietzsche, più di un secolo fa, ha autoprodotto le sue prime opere. E' pur vero che, se non fossero stati opportunamente foraggiati (termine che può far pensare al vil denaro, ma non è a quel tipo di appoggio che penso mentre sto scrivendo questo post), da editori coraggiosi (e magari un po' matti), fior fior di romanzi non avrebbero mai visto la luce (la lista è davvero lunga). Lo so. Una visione d'altri tempi. Che ti devo dire... sarò nato nel secolo sbagliato.
  25. 2 punti
    Premio Aurelia Josz Milano Anno: 2017 - Edizione: 2 - Scadenza 30/04/2017 Concorso letterario gratuito per Racconti Poesie (opere inedite) Premi in Denaro Bando di gara ufficiale non disponibile Premio Aurelia Josz Milano 2017 Il Concorso prevede TRE SEZIONI: 1) Poesia inedita in lingua italiana (ogni autore potrà concorrere con una o al massino tre poesie); 2) Racconto breve inedito in lingua italiana con il limite indicativo e non tassativo di 10.000 battute/ 5 cartelle; 3) Fotografia Il TEMA di quest’anno è INCONTRI Com’è bello, l’inverno, chiacchierare accanto al fuoco, sopra un divano morbido, pieni di cibo, e dire bevendo un vinellino dolce e sgranocchiando ceci: “Di dove sei? Come ti chiami? E dimmi un po’ l’età? Quanti anni avevi quando venne il Medo?” “Non svelarono agli uomini gli dei tutti i segreti: sono migliori gli esiti di una ricerca lunga”. SENOFANE Il Concorso è destinato a tutti gli STUDENTI tra i 15 e i 19 anni e agli ADULTI dai 19 anni in su. I primi classificati di ogni categoria riceveranno un PREMIO PARI A 200 €. MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE 1. Tutte le opere dovranno essere ispirate al tema; 2. Tutte le opere dovranno essere inviate unitamente alla scheda di partecipazione (che potrete richiedere all'indirizzo premioaurelia2017@gmail.com), pena l’esclusione dal Concorso, entro il 30 APRILE 2017 tramite posta elettronica all’indirizzo premioaurelia2017@gmail.com; 3. Le opere potranno essere restituite su richiesta; 4. La Giuria sceglierà, a giudizio insindacabile, le opere meritevoli di pubblicazione ed esposizione; 5. Per poter concorrere è necessario compilare la scheda di partecipazione che potrete richiedere scrivendo un messaggio a questa pagina oppure all'indirizzo premioaurelia2017@gmail.com in ogni sua parte e autorizzando il trattamento dei dati personali e la cessione del diritto di stampa e/o riproduzione delle opere, pena l’esclusione dal Concorso; 6. L’organizzazione declina ogni responsabilità in caso di smarrimenti; 7. La partecipazione è GRATUITA; 8. La cerimonia di premiazione si terrà a fine maggio a Niguarda (Milano) presso la sede del Museo Botanico Aurelia Josz.
  26. 2 punti
    Vengono le vertigini a vedere di quante cose è fatto il mestiere dello scrittore :-)
  27. 2 punti
    @SarahIles L'autopubblicazione non rappresenta un problema, i diritti in possesso di un editore, eventualmente, sì. Per cui, se hai un inedito, meglio ancora.
  28. 2 punti
    Se sei Salvatore o Emiliano, è arrivato!
  29. 2 punti
    E adesso arrivo io che ho circa un milione di dubbi su questo argomento. Quando inviavo il mio primo manoscritto alle case editrici, mi presentavo scrivendo che ero uno scrittore esordiente. Quindi sbagliavo! Non lo ero ancora perché non avevo ancora esordito... E che cos'ero quindi? Penso che avrei dovuto scrivere così: Buongiorno Direttore, sono un tale che ha tanta voglia di diventare uno scrittore esordiente Aspettate: ma appena pubblichi il primo romanzo non sei ancora uno scrittore! Quindi: Buongiorno Direttore, sono un essere vivente che aspira a diventare un esordiente manoscrittologo Aiutatemi a capire per favore. Quando ci si può definire scrittori? Se mi presento per l'invio del secondo manoscritto dicendo che sono emergente, si arrabbiano o mi ridono in faccia? Quando divento emergente? Dopo mille copie vendute? E se ne vendo soltanto 999 non posso considerarmi emergente? Quando si può fare l'azzardo di affiancare la parola scrittore a esordiente o emergente? Se pubblico 5 romanzi con cinque case editrici piccole che cosa divento? E se fossero 10 le pubblicazioni? Chi lo decide quando posso considerarmi scrittore, quando esordiente e quando emergente? Devo andare da un giudice o un notaio? Come posso presentarmi dunque nella mail per l'invio del mio secondo manoscritto? Posso dirlo che ho una pubblicazione alle spalle? E se mi voltassi all'improvviso, accorgendomi che ho una pubblicazione alle spalle, potrei spaventarmi? Ho altre domande, ma non voglio allungare ancora il delirio di questo povero manoscrittologo amanuense che sono io. Quindi aspetto prima qualche risposta. A volte mi sembra di sprofondare in questo mondo editoriale ingordo e ingiusto. Se soltanto potessi emergere...
  30. 2 punti
    Trovando interessante, divertente nella sua ironia o comunque dissacratorio per altri versi questo link postato in una discussione su Barwdreams, mi è venuto in mente di approfondire un concetto che sarebbe davvero semplice da affrontare. A quanto pare uno degli errori più frequenti (oltre che pacchiani, dal mio punto di vista) è il non saper autodefinirsi. Scrittori emergenti non è sinonimo di scrittore esordiente, nè tanto meno di aspirante scrittore. - aspirante scrittore è il primo step: non è neppure una vera definizione, è più che altro una definizione dello spirito. Aspiranti "qualcosa" lo possiamo essere davvero tutti, indipendentemente dalla qualità o efficacia della nostra proposta. Uno può aspirare a diventare astronauta, ma non lo diventa se indossa casco e tuta e non basta aver guidato un elicottero per dire di essere un "astronauta emergente". - esordiente è semplicissimo da catalogare, lo dice l'etimologia del termine, la sua derivazione. Esordiente è uno scrittore (pubblicato) che ha appunto esordito, ha fatto uscire, grazie a un editore, il suo PRIMO romanzo. - dal momento in cui ti pubblicano il secondo, non sei più "esordiente", ma non sei nemmeno "emergente". Emergente è un aggettivo, a mio avviso, e non è una autoqualifica, è il pubblico, la critica che deve capire se tu stai emergendo (o per qualità, o per vendite o perchè hai suscitato interesse, in rete o tra gli addetti ai lavori) - la popolarità e il successo stanno su altri pianeti, così come diventare scrittore di professione. C' è gente che ha regolarmente pubblicato free 4-5 libri ma nessuno li conosce.. secondo voi sono "emergenti"? A mio modesto avviso NO, sono scrittori che stanno faticosamente cercando di uscire dal guscio fra tanti esordienti e aspiranti tali. la definizione di scrittore poi, già ampiamente diffusa e ben discussa su un altro topic del forum, è ancora più sottile ma a mio avviso un esordiente può già considerarsi tale, senza per questo doverlo scrivere necessariamente su facebook :-) anche perchè, ripeto, come ben sapete, chi vive solo dei propri libri in Italia, ma credo pure nel mondo, sono davvero pochi http://www.osservato...i-un-fallimento
  31. 2 punti
    @Mirtillasmile Ciò già il titolo "Il sussurro del pidocchio". Delicata storia di formazione e di crescita di un bambino, attraverso il rapporto con il suo parassita da compagnia.
  32. 2 punti
    Non aver paura. Oggi non si inventa più nulla e già tutto è stato scritto. Mai sentito di furti, perché non ce n'è bisogno. In effetti poi ci vuole un bel po' di autostima per pensare di aver scritto qualcosa che possa essere rubato.
  33. 2 punti
    Sì, basta che sia scritto bene. Do buone chances anche a "Le mie memoir". Du' palle così, ma scritte bene bene bene.
  34. 2 punti
    Se i luoghi sono immaginari credo che tu possa andare a gusto personale. Il problema si pone solo quando si ambienta il romanzo in un luogo reale. In quel caso, ovviamente, i nomi vanno scelti di conseguenza.
  35. 2 punti
    Scusami ma vorrei fare alcune precisazioni e correzioni a quanto hai asserito, posto che è il mio ambito lavorativo. Un commissariato zonale non è coordinato da un commissario ma da un Primo Dirigente, grado che costituisce il primo grado della scala gerarchica dirigenziale sub-apicale (mentre vicecommissari, commissari, commissari capo e vicequestori aggiunti sono funzionari); a volte può capitare che vi sia un commissario a sovraintendere a tutto, ma è difficile posto che recentemente c'è stata una ampia infornata di promozioni e di Primi Dirigenti nominati Un Primo Dirigente equivale ad un colonnello e ne porta i gradi. Un Vicequestore aggiunto ad un tenente colonnello, un commissario capo ad un maggiore e un commissario ad un capitano. Sono naturalmente tutti UPG e come tali possono esperire tutti gli atti per cui il codice di procedura penale prevede la fisiologica presenza di un UPG. Una indagine per omicidio, visto che viviamo nell'epoca della specializzazione tecnica e dei saperi, è ovviamente coordinata e seguita passo passo dal personale specializzato; si tratta della Squadra Reati contro la Persona, incardinata nel Reparto Mobile, di cui è la Squadra III. Ovviamente quando parlo di coordinamento, parlo dell'aspetto puramente tecnico delle indagini. Perchè l'elemento apicale è sempre e comunque, come detto, il magistrato. In caso di omicidio, il magistrato cerca sempre e comunque di essere presente sul posto (mentre per altri reati di minore entità, delega da subito l'esperimento dell'iter di accertamenti irripetibili ed urgenti ex art. 354 cpp agli UPG presenti...tieni presente che come noto l'art. 113 disp. att. CPP permette anche agli APG di compiere atti di pertinenza dell'ufficiale, in caso di urgenza e di assenza di ufficiali, ma in caso di omicidio è improbabile, tanto a tenersi stretti, che non vi sia un ufficiale di polizia giudiziaria disponibile...) Cosa si fa ? Acquisita la notizia di reato e avvertito il magistrato, in attesa che giunga sul posto, si delimita l'area e la si rende impermeabile cercando di preservarla da ogni genere di inquinamento possibile. Giova anche precisare che si richiama immediatamente sul posto una squadra (incardinata nel Gabinetto di Polizia Scientifica) per gli accertamenti tecnici irripetibili, triangolazioni e misurazioni, isolamento dei reperti probatori, descrizione del campo oggetto dell'omicidio a mezzo di rilievi fotografici e con schizzi di campagna non in scala, si repertano le tracce, ematiche, biologiche, ogni singolo elemento, si cercano persone informate sui fatti (in alcuni casi escusse a sommarie informazioni testimoniali sul posto, in altri casi vengono invitati, dipende molto da cosa possono riferire e se la cosa è fondamentale per la prosecuzione immediata delle indagini...riferimento obbligato l'articolo 351 cpp, più complesso il discorso concernente l'articolo 350 cpp) E' possibile poi che in una indagine per omicidio vengano coinvolti soggetti anche superiori al Primo Dirigente, posto che la Polizia di Stato per i crimini violenti si avvale del ruolo della dirigenza tecnica, Dirigenti Superiori, si tratta di criminologi, psicologi, transitati a mezzo concorso da varie amministrazioni alla PS. A Roma ad esempio c'è la Unità di Analisi del Crimine Violento, che lavora in strettissimo coordinamento col personale del Gabinetto di Polizia Scientifica
  36. 1 punto
    Wok in progress: cartello dei ristoranti cinesi che segnala lo chef all'opera. KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  37. 1 punto
    Emozioni perdute: caleidoscopi luminescenti hanno anche magici virgulti, inutilmente brillantati. Usignolo zoppo oppone giustamente una sua emozione, devolvendo quantità assurde troppo ingombranti: fardello oneroso. Rivoli nerastri emanano profumi carismatici. Laddove hangar allagati monopolizzano visioni, istrioni balbettano. Uggiose zone opacizzano gradualmente universi semoventi: enarmonici, direi. Quatte avanzano testuggini ingorde formando orde radenti. Nessun elfo pacifico lo ha allietato, ma vorrebbe inspiegabilmente bombardare uno zaffardoso opossum giuggiolone: ultimo scenario, evidentemente. Draghi quasi atterrati timidamente incendiano fortezze oniriche romane neutralizzando entità polverose. Lentamente homunculi, alchimie musicali, vibrazioni RNEPLHAMVIBUZOGUSEDQATIFO
  38. 1 punto
    Taglieceronte utile strumento tagliente a forma di corno KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  39. 1 punto
    Buonasera @Nuwanda, La risposta alla tua domanda è no, pubblicazione e auto-pubblicazione prevedono che il libro sia offerto al pubblico (quindi dotato di ISBN e in caso di pubblicazione di inprint editoriale). La tiratura limitata per i lettori che hanno pre-ordinato in una campagna che non ha poi raggiunto il goal non può essere considerata né contrattualmente né formalmente una pubblicazione. Il libro resta a tutti gli effetti inedito e l'autore è libero di riproporre il testo - perfezionato proprio grazie all'intervento di bookabook - ad altri editori e/o di autopubblicarlo. Ti faccio un esempio: proprio in questi giorni un autore che non ha raggiunto il goal ha firmato un contratto di edizione con un piccolo editore indipendente, proprio perché se non si raggiunge il goal il contratto con noi è sciolto e il lavoro rimane inedito. Spero di aver risposto esaustivamente a tutte le tue domande
  40. 1 punto
    @Cannonball Forse difendi una posizione un po' troppo spigolosa, un po' come quella della scuola Gentiliana, che ha ancora difensori, fatta per una élite di super dotati in un paese dove c'era più necessità di braccia che di teste. Questo è l'oggi. Un pulsare caotico di immensi flussi d'informazione che si muovono da un capo all'altro del mondo alla metà della velocità della luce. Un ribollire dove chiunque può scrivere su una bacheca visibile da miliardi di persone ogni volta che ne ha voglia, a costi virtualmente nulli, con accessibilità garantita, istantanea e illimitata. Forse, in questo contesto, è arrivato il momento di ripensare il concetto di "prodotto editoriale", capire se esso ha ancora senso e chiederci, se crediamo che lo abbia, quale sia e come si stia trasformando. Personalmente, cos'è o cosa diventerà non so, ma è chiaro che non potrà più essere quello che era. Il fatto che si pubblichi troppo vuol solo dire che non ci siamo ancora adattati, che non è ancora emerso un nuovo meccanismo di selezione che sostituisca il vecchio, costituito dagli operatori di una volta, quelli che possedevano le chiavi d'accesso al mondo. Oggi le chiavi ce l'hanno tutti. Occorre un nuovo paradigma, ma a chi spetterebbe proporlo? Agli editori? Agli agenti? Agli autori? Al "pubblico"? Non so degli altri, ma sono convinto che il pubblico sia ancora più confuso di noi.
  41. 1 punto
    @Niko Grazie per il consiglio e grazie a tutti per il benvenuto. Insegno lettere alle medie, per ora. Presto mi sposterò alle superiori. Per chi se lo chiedesse, la frustrazione è il sentimento sovrano di un insegnante di lettere, specie delle medie. Ma capitano - raramente, a dire il vero - quel luccichio negli occhi di un alunno sensibile o quella domanda inaspettata da parte del discolo della classe che improvvisamente riscattano tutto il dispiacere e insegnare diventa il mestiere più bello di sempre.
  42. 1 punto
    Emozioni perdute: caleidoscopi luminescenti hanno anche magici virgulti, inutilmente brillantati. Usignolo zoppo oppone giustamente una sua emozione, devolvendo quantità assurde troppo ingombranti: fardello oneroso. Rivoli nerastri emanano profumi carismatici. Laddove hangar allagati monopolizzano visioni, istrioni balbettano. Uggiose zone opacizzano gradualmente universi semoventi: enarmonici, direi. Quatte avanzano testuggini ingorde formando orde radenti. Nessun elfo pacifico lo ha allietato, ma vorrebbe inspiegabilmente bombardare uno zaffardoso opossum giuggiolone: ultimo scenario, evidentemente. Draghi quasi atterrati timidamente incendiano fortezze oniriche romane neutralizzando entità polverose. Lentamente homunculi, alchimie musicali RNEPLHAMVIBUZOGUSEDQATIFO
  43. 1 punto
    la riva la vedo ma sono ancora lontana lo manderò l'ultimo giorno
  44. 1 punto
    proprio quella che ciò io. Ciò voglia di partecipare. Dai che ridiamo Fruttidibosco (mi piace di matto il tuo alias).
  45. 1 punto
    Vero, le trova ma devi contarle da te! Uso linux ubuntu in cui libre office è preistallato, mi trovo bene.
  46. 1 punto
    Per me è una domanda molto interessante e per niente banale. La risposta di base è sì, però credo esistano molti metodi e motivazioni diverse su come e perchè dividere un testo in paragrafi. Prima o poi comunque son sicuro arriverà un matto che scriverà 500 pagine di romanzo senza capitoli e darà il via a tutta una nuova forma di letteratura.
  47. 1 punto
    Certo che si. Tutti comprano un libro basandosi sulla prima pagina e sulla sinossi o quarta di copertina. Ci vogliono tre minuti. Per questo bisogna curarle molto. Un capolavoro che inizia dalla seconda pagina parte con uno svantaggio quasi irrecuperabile.
  48. 1 punto
    @Pennywise Per esempio la storia di una famiglia di impagliatori di sedie uzbeka, scritta in uno stile estetizzante, con contenuti di profondo simbolismo. "Memoir di un impagliatore di sedie".
  49. 1 punto
    @Pennywise Bella scrittura per me significa: corretta, coerente, funambolica nell'uso delle parole, affascinante nello svolgimento da trattenerti sul libro facendoti passare il sonno delle tre del mattino, che ti lasci indifferente di lato a un'alluvione o in mezzo a un'invasione aliena (se si fosse in mezzo a un'alluvione l'acqua potrebbe rovinare le pagine e impedire il continuo della lettura). La preferisci come descrizione? Temo sia più lunga.
  50. 1 punto
    Commento La bottiglia si era fermata davanti Simone. Con lei, si era fermato anche il cuore di Giulia. Mancava solamente lui. Tutti ridacchiarono, nella stanza. Maschi e femmine. Simone rimase serio. Si avvicinò a Giulia e le disse di chiudere gli occhi. Che l’avrebbe baciata. Giulia chiuse gli occhi. Tremava, e il cuore nel petto sembrava impazzito. Aprì la bocca e poggiò delicatamente le sue labbra sulle labbra di pelouche dell’orsacchiotto che stava sul divano, e che ora Simone teneva in mano. Tra le risate di tutti, ora fragorose, il ragazzo disse che giusto un animale selvatico avrebbe potuto baciarla senza schifarsi, e si mise in bocca il disgustoso biscotto alle mandorle amare, mandandolo giù con un bicchierino di vodka liscia bevuta tutta di un fiato. Le regole del gioco della bottiglia alcolica e disgustosa erano semplici. Il primo di turno girava la bottiglia, chi veniva indicato doveva decidere se baciare chi era di turno o no. Ognuno dei partecipanti portava con sé una bottiglia di qualcosa di forte e qualcosa di cattivo da mangiare preparato da lui, dei biscottini o delle piccole polpette, di solito. Chi a fine serata ne aveva di più davanti vinceva, chi ne aveva meno veniva preso in giro e costretto a fare una terribile penitenza. Se venivi indicato e non volevi baciare la persona di turno, dovevi mangiare quello che aveva portato e bere un bicchierino del suo liquore. E la persona di turno continuava a girare la bottiglia. Viceversa, se era quello di turno a non voler baciare chi veniva indicato, si mangiava quel che aveva portato lui stesso e beveva, per poi rigirare la bottiglia. Di solito vincevano le ragazze, perché quasi sempre avevano meno problemi dei ragazzi a baciarsi tra di loro. E di solito dopo pochi giri l’alcool faceva degenerare i baci in fughe di qualche minuto nella stanza di Paolo, il padrone di casa. Chiamavano questa cosa “segreto”, e quando un ragazzo e una ragazza si alzavano dopo uno sguardo d’intesa e si chiudevano a chiave nella stanza dicevano che il bacio era diventato il segreto. Quello che succedeva tra i due, di fatto, segreto non rimaneva, e Giulia, ultima del giro, aveva assistito già a tre segreti con Simone protagonista. Erika, si era capito, gli aveva addirittura fatto del sesso orale. Caro diario, anche quest’anno scolastico è iniziato. Ancora una volta sono finita al banco da sola, sembra che nessuno voglia stare vicino a me. Tranne quando ci sono i compiti in classe, ovviamente. Allora c’è la fila e si ricordano tutti di essere gentili. Anche se sono la migliore dell’Istituto, io la scuola la odio. Odio i miei compagni e stare in mezzo alla gente. Ho visto un film quest’estate dove tutte le persone vivevano nella propria stanza collegate ad un computer gigantesco, e tutte si sceglievano un avatar come lo volevano. E grazie ad una tuta speciale potevano fare le cose di tutti i giorni come se fosse vero. Correre, toccarsi. Baciarsi. Sarebbe bellissimo se una cosa del genere fosse possibile anche nella realtà. Chissà, magari prima di diventare vecchia potrebbe avverarsi davvero. Sarebbe un sogno. Giulia era stata indicata due volte. Entrambe le volte da un ragazzo. Entrambe le volte lei aveva detto di si al bacio, cercando di sbirciare con lo sguardo se il volto di Simone mostrasse un qualunque segno di gelosia, ed entrambe le volte i ragazzi avevano rifiutato di baciarla, mangiando e bevendo quello che avevano portato. Poi era toccato a lei girare la bottiglia. Erano in dodici. Sperava che Simone venisse indicato per primo, e che la baciasse. Si sarebbe accontentata di un bacio, di un solo piccolo bacio, anche senza lingua. Del suo primo bacio. Ma non era stato indicato Simone. Alessio. Che aveva riso e aveva detto qualcosa come mangio e bevo tutta la vita piuttosto che baciarti. Giulia aveva abbassato la testa e aveva tirato fuori il sacchetto di biscotti che aveva preparato. Alle mandorle, ma amarissimi, disgustosi. E la vodka. La bottiglia aveva girato ancora, e ancora. Simone non usciva mai, e tutti, maschi o femmine che fossero, preferivano mangiare i suoi orribili biscotti piuttosto che baciarla. Aveva sopportato in silenzio Giulia, perché tanto le importava solo del suo principe azzurro. Quando era rimasto solo lui e le aveva detto che l’avrebbe baciata e di chiudere gli occhi, era stata felice come mai nella sua vita. Aveva pensato che sarebbe morta per la felicità. Quando si era trovata a baciare l’orsacchiotto le si era annebbiata la vista. Era caduta a terra, in ginocchio. Sentiva le risate di tutti. Vide Simone prendere un biscotto e mandarlo giù con la vodka come al rallentatore. Avrebbe voluto urlargli di non farlo. Di ripensarci. Di stringerla e baciarla. Che era il suo principe azzurro. Invece riuscì solo a singhiozzare umiliata. Poi prese le sue cose e la bottiglia di vodka piena a metà, e si chiuse nel bagno. Non riusciva a fermare le lacrime. Mangiò un biscotto anche lei, accese lo stereo e si mise a bere a forza la vodka seduta per terra, tra il water e il box doccia. E per la prima volta nella sua vita, anche se solo per un minuto, odiò Simone. Avrebbe preferito la morte a quell’umiliazione. Solamente. Semplicemente. Morire. Caro diario, oggi ho litigato con i miei genitori. Vogliono mandarmi da uno psicologo, perché dicono che me ne sto sempre da sola e che sono preoccupati per me. Dicono che una ragazza della mia età dovrebbe avere delle amiche e dei ragazzi che le ronzano attorno. Che dovrebbe passare le sue giornate al telefono o su internet a parlare delle cose da adolescenti invece di studiare i classici russi della letteratura, o i libri di chimica e di scienze. Come se fosse colpa mia. Come se fosse una mia scelta. Perché vogliono mandarmi da uno psicologo come se fossi io a volere una vita così? Non si rendono conto che sono gli altri che non mi vogliono? E la pazza sarei io? Non so che fare, di scoppiare a piangergli davanti e di dirgli cosa provo non ho il coraggio. Mi vergogno troppo e mi sento una fallita. Io, Giulia, a soli quindici anni già sono una miserabile fallita. Questa è la verità. Giulia era brutta. C’era qualcosa di poco armonico in lei, e a una prima occhiata non si riusciva a capire bene cosa fosse. Semplicemente, lasciava nell’osservatore una sensazione sgradevole; la sensazione che ci fosse in lei qualcosa di sbagliato. Le gambe troppo corte, i seni ed il sedere inesistenti, qualche chilo di troppo, le spalle troppo larghe, le orecchie a sventola, un mento e un naso prominenti, gli occhi troppo vicini tra loro. Niente di tutto questo era troppo accentuato, ma nell’insieme l’effetto era sempre lo stesso: i ragazzi che la guardavano si giravano d’istinto da un’altra parte. Aveva quindici anni, e non aveva mai baciato un ragazzo. Le sue compagne di scuola avevano consumato le loro prime esperienze. Tutte avevano baciato, molte avevano scoperto il sesso dei ragazzi, alcune avevano addirittura avuto dei rapporti completi. Ne parlavano tra di loro a ricreazione o nei cambi dell’ora, scambiandosi sorrisi e occhiate furbe, consigli e pareri.