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Contenuti popolari

Sono mostrati i contenuti con più punti reputazione il 16/11/2016 in tutte le aree

  1. 5 punti
    A occhio, sembra inarrestabile l'avanzata dell'indiano @sioux: Solo quella belva di @Plata, nonostante gli acciacchi dell'età, sembra tenergli testa: Affiancato dalla leggiadra @Ginevra, che possiamo vedere qui nella sua veste serale: Ancora nulla da fare per il pur volenteroso Volpino, ridotto in condizioni miserevoli: (non vi muove a pietà?)
  2. 3 punti
    Il mio era un cuoricino di dispiacere per Ezbereth, me ne manca uno solo da leggere e dopo voto li ho già commentati pure tutti tranne uno. Tu piuttosto, vai a rispondere ai miei dubbi amletici sul tuo racconto
  3. 3 punti
  4. 3 punti
    @skorpio per lui poi servirebbero 5 ban, uno per simone, uno per volponi, uno per lord delle menzioni, uno per il divoratore di virgole e uno per lo sbracasintassi
  5. 3 punti
    Non è detto, perché nei sottogeneri romance, e cioè lo splatter-romance, lo steam-punk-romance, l'horror-romance etc. spesso il lieto fine viene affogato in un mare di liquidi.
  6. 3 punti
    @skorpio ti risolvo la questione, sono entrambi storici, essendo ambientati nel passato
  7. 3 punti
  8. 3 punti
    Buonasera a tutti voi. Ho letto attentamente i vostri giudizi, sia positivi sia negativi, sul self publishing. Non sono mai stata una scrittrice, anzi la mia professione è del tutto diversa. Scrivere è stata una necessità che si è fatta largo pian piano nel mio cuore, una sorta di panacea del'anima. Ho condiviso con i miei protagonisti gioie, tristezze, ansie e frustrazioni, ne sono diventata parte integrante, li ho vissuti in prima persona Ho pianto con loro e sorriso delle loro gioie. Certamente nel mio libro avrò fatto degli errori ortografici, utilizzato una sintassi non appropiata e chi più ne ha più ne metta. Però mi sono autopubblicata. Non per manie di grandezza, ma solo per poter condividere con il maggior numero di persone, la mia gioia. Perchè la scrittura,come tutte le forme d'arte, è una dolce carezza per l'anima. Quindi con questo spirito, lontano da regole di mercato e di editoria, che male c'è nel self publishing?
  9. 2 punti
    Mi pare la solita americanata... È solo una serie di statistiche: almeno il 90% le conoscevo già, però non mi hanno aiutato a scrivere un bestseller.
  10. 2 punti
    Spero per te che quegli "interessi" non ti portino alle stesse conseguenze... Occhio alle minorenni...
  11. 2 punti
    @Ghigo ahah scusa dopo il voto, magari non vi piace la mia spiegazione
  12. 2 punti
    Mo prosegua qualcun altro, che io ho pure altri interessi nella vita eh
  13. 2 punti
    @simone volponi il tuo concetto di rosa e' tendente al rosso sangue Poveri Elizabeth Bennet e Fitzwilliam Darcy
  14. 2 punti
    per non parlare del pornohardromance, che è il tuo genere preferito
  15. 2 punti
    se partecipo, aupico (impetro?) che gli avversari mi affibbino un mainstream che dite, ora possiamo passare alla definizione di rosa? comincio io: ma, perdiana, a che genere si può ascrivere il rosa? fa genere per conto suo o possiamo anche ficcarlo nel mainstream?
  16. 2 punti
    Qui sta il punto: alcune delle tue affermazioni posso essere condivisibili e sono sensate; altre meno, Alex L'ebook è un libro a tutti gli effetti; ha ISBN. E basta quello! Scusa ma questi son fatti tuoi, io mi son letto anche un Calvino, in ebook. Trovi tutti i generi che vuoi. Anche questo lo dici tu; io non sono un esperto ma credo che più che le vendite (anche quelle digitali sono tracciabili) siano taroccabili le recensioni online. Pure sul cartaceo, però. Questa invece è la ragione più condivisibile tra quelle che hai esposto: sono d'accordo, è un problema. Ma vale per tutti i prodotti digitali. Eh no, non vale. Hai venduto sempre cartaceo perché tu hai investito su quello. Hai mai fatto una campagna pubblicitaria sull'ebook del tuo libro? Non penso proprio. E l'editore? Non penso proprio. No, mi dispiace, non fa testo Chiudo con una provocazione che però ti consiglio di cogliere al volo: hai mai provato un lettore ebook? Ti assicuro che non solo dà la stessa "qualità" di lettura che può offrirti un cartaceo (attenzione alle mie parole: qualità di lettura, non percezione) ma anche di più. Se un libro che ti piace tanto ha i caratteri piccoli non puoi far altro che imprecare; con gli ebook cambi grandezza e sei apposto. Lo possono usare grandi e piccini, adattare alla propria vista e/o sensibilità, ricorda in automatico dove sei arrivato con al lettura (segnalibri) a più ebook in contemporanea (cioè, puoi leggere le prime pagine di un libro e passare un altro e poi a un altro; dopo una settimana, se torni al primo, c'è ancora il segnalibro dove avevi interrotto la lettura). E soprattutto in pochi centinaia di grammi puoi portare anche 100 libri. Io amo la carta e continuo a comprare cartacei (e questa cosa non cambierà: la carta da sensazioni diverse), ma il lettore ebook è un tesoro di diverso tipo e altrettanto valido. Sto leggendo libri che non avrei mai comprato cartacei (ah già, gli ebook abbattono anche il costo di un libro!) anche perché dall'ebook è terribilmente comodo e se alle 10 e 30 di sera ho voglia di leggere qualcosa di nuovo, posso girare il negozio quanto mi pare (ah, già, il negozio degli ebook non chiude mai). Citando il mitico King... il mondo è andato avanti, Alex. Ti conviene non restare indietro; se lo fai, permettimi di dire che è una scelta tua e può essere, in modo del tutto legittimo, non condivisibile. Per lo meno, non da me.
  17. 2 punti
    @skorpio Volevamo che ci arrivassi da solo vuoi mettere la soddisfazione! Come me la cavo in arrampicata su specchio?
  18. 2 punti
    cioè, praticamente, fatemi capire: ci siamo scritti addosso più di 200 post solo per scoprire che, con un piccolo esempietto, avremmo potuto evitare tutto quell'attorcigliamento di sinapsi?
  19. 2 punti
    In realtà, benché anch'io prediliga come te i libri tradizionali a livello "sensoriale" (odorare e toccare i libri tradizionali non sarà mai come leggerne uno virtuale), un termine italiano esiste ed è "libro digitale". Ancora non in percentuale così elevata... almeno in Europa. E in Italia nello specifico. Sugli altri punti non mi esprimo perché non ho gli strumenti per farlo, ma credo che, anche in futuro, libro digitale e tradizionale saranno come radio e tv. Per dirlo in musica, così come non è stato vero che "Video killed the radio stars", non credo che il libro digitale surclasserà quello tradizionale, ma continueranno a coesistere di pari passo. Quindi non vedo perchè la vendita di un volume digitale non dovrebbe rientrare nel computo delle copie vendute. Magari anche solo per comprendere a che livello stia oggi l'editoria digitale rispetto a quella tradizionale.
  20. 2 punti
    Absit iniuria verbis, @simo19 , ma consentimi di essere franco. Tu scrivi: Per quale anima? La tua o quella di chi legge? Se è solo per la tua, nessun problema: hai fatto bene a scrivere tutto quello che hai scritto. Se però vuoi carezzare anche l'anima di chi legge, beh, mi spiace dirtelo, ma allora è indispensabile non improvvisarsi, studiare, comprendere tutte le regole, anche quelle che poi eventualmente decidiamo di trasgredire, prima di pubblicare qualsiasi cosa. Altrimenti, parafrasando la nota canzone di Celentano, la tua carezza diventa un pugno. Affermi anche Benissimo. Ma siamo certi che tu sia riuscita a trasmettere le stesse emozioni a chi ti leggerà? O perlomeno ti sei sforzata davvero per raggiungere questo obiettivo? Un po' di tempo fa, uno dei critici di questo forum chiedeva a un tizio che pubblicava un racconto piuttosto bruttino: "perché io dovrei leggere il tuo racconto, invece di fare qualcos'altro?". La domanda potrebbe apparire banale, o oltremodo cattiva, ma bisogna sempre porsela e non una volta sola, in continuazione: perché mai qualcuno dovrebbe prendersi la briga di leggere quello che scriviamo? Ed è a questo punto, che molti ipocriti se ne escono con la più bugiarda delle frasi: "io scrivo solo per me stesso". Ecco, bravo: allora perché poi pubblichi il tuo lavoro? Concludi infine con una domanda. In onore al mio nick, ti rispondo con un altra metafora di ambito musicale: lo stesso male che c'è nel karaoke. In apparenza nessuno, ma solo in apparenza. Tale pratica, nata come un innocente e divertente svago, ha diffuso in molti l'idea che nel bene o nel male (più male che bene, in verità) tutti possiamo cantare, al punto che anche una famosissima star del calibro della Pausini si permette di dichiarare in tv di non credere alle scuole di canto, salvo poi annullare un intero tour, perché per l'ennesima volta ha sviluppato dei noduli alle corde vocali. In realtà chiunque abbia avuto un approccio anche solo semi professionale al canto (tipo coro della chiesa o degli alpini), sa benissimo che le cose non stanno in questo modo: per non farsi del male, e anche per non farne alle orecchie di chi ascolta, un minimo di studio è indispensabile. Se dunque dobbiamo del rispetto alle orecchie del prossimo, lo dobbiamo anche ai suoi occhi e al suo cervello, non credi?
  21. 1 punto
    Ciao a tutti, sono Marta e non ho la più pallida idea di cosa ci faccia qui... Probabilmente ho bisogno di confrontarmi e di qualcuno con un occhio più critico del mio. Ho 20 anni, una passione per le lingue straniere e, ovviamente, per i libri (in stile "Matilda sei mitica"); il coraggio di scrivere, tuttavia, l'ho racimolato solo adesso. Non sono un granché con le presentazioni ma spero di aver ottemperato ai miei doveri Adiós!
  22. 1 punto
    Ecco il mio turno. Sono molto molto combattuto sulla votazione, come penso tutti. Dopo una decina di scremature mi sono rimasti ancora sei racconti nella lista. Però dobbiamo fare una scelta. @queffe Chi muore non scrive più. E' il classico racconto che vorrei avesse baciato la mia ispirazione. Bravo. @simone volponi I fottimondo. Per aver tratteggiato con poche pennellate dei personaggi davvero credibili. Soprattutto la ragazza annoiata. E per il finale, proprio di quelli che piacciono a me. @Plata Il grigio. Non mi hai voluto dire prima della votazione se avevo capito bene o male. Poco importa, perché è da ieri che il tuo racconto aveva avuto da parte mia il massimo dei voti. Questo per due motivi. Uno: la nota malinconica che pervade l'intero racconto. Secondo: perché comunque sia, la mia versione è quella che è arrivata a me, poco importa se tu volevi che fosse il vero Gandalf. Per me era suo papà. Con il cuore sanguinante mi sono rimasti fuori @sioux, @Ginevra e @Nuwanda che nella mia classifica "a caldo" avevano totalizzato gli stessi punti di Simone. Gli altri due mezzo voto in più. Premio simpatia a @Macleo e il suo Dante che mi hanno messo davvero di buonumore. Comunque complimenti a tutti, perché la qualità dei racconti in gara era davvero molto alta (accettatemi così, sono logorroico)
  23. 1 punto
  24. 1 punto
    ci prova, ci prova, ormai @Nikoha esaurito i ban a sua disposizione
  25. 1 punto
    @Alessandra S. Grazie! Mi riesce più facile al momento scrivere di infanti, adolescenti, giovani, anche se ho un'età che consiglierebbe di raccontare di ben altri temi, come crisi matrimoniali o bilanci esistenziali . Ma trovo che comunque adolescenza e gioventù siano più interessanti, permettendo di affrontare temi forti come la passione o la mancanza di passione, l'idealismo, i conflitti generazionali ecc... Mi trovo bene con la CE, se vuoi qualche delucidazione scrivimi pure... @SoulMeetsBody Grazie anche a te! In effetti in Italia raccolte di racconti, specie di narrativa contemporanea, sembra siano poco appetite. In realtà, almeno in versione digitale, penso raggiungano una nicchia di mercato non disprezzabile. Io comunque le leggo, anche per "liberare" la mente, magari dopo un romanzo particolarmente impegnativo o corposo. Felice che la mia abbia riscosso il tuo interesse!
  26. 1 punto
    Il punto inerente al protagonista che sente di non appartenere a nessuna bandiera e a nessuno stato è chiaro, come è chiaro che gli sia venuta in mente una determinata bandiera; il non descriverla va bene, così si lascia spazio al lettore d'immaginare quella che preferisce e creare nella sua mente la scena che più gli piace. Non hai dato riferimenti in che momento della giornata si svolgono le cose (almeno in quel punto in cui si legge del luna park, pertanto mi sono immaginato la scena di notte, con le luci di fari di diversi colori che vanno a illuminare la ruota panoramica donandole le sfumature appartenenti a una bandiera (nel mio caso rossa, gialla, blu). Il timore di essere criticati c'è sempre: nessuno ne è esente. C'è timore ma anche una sorta di curiosità di conoscere il giudizio di altri. Per quel che ho potuto vedere nella mia esperienza su WM, il dialogo si è sempre mantenuto su livelli cordiali e di confronto.
  27. 1 punto
  28. 1 punto
  29. 1 punto
    Noi pionieri veniamo sempre riscoperti da morti
  30. 1 punto
    Questo lo chiamano anche Volpon-romance
  31. 1 punto
    Visto? L'avevo detto io! Skorpio mi è testimone!
  32. 1 punto
    @Joyopi il peyote e' buono. Joyopi vuoi un po di peyote per il tuo coyote (della foto)?
  33. 1 punto
    Quelle foglioline lì, di fianco al tuo divanetto...smettila di fumarle!
  34. 1 punto
    Son partite le votazioni, e il mainstream del nostro @sioux ha già scagliato le prime tre frecce! Co 'sto fisico, chi lo ferma?
  35. 1 punto
    bella, mi piace, facciamo che sono accettati i mash-up tra generi così nessuno può obiettare
  36. 1 punto
    Sono contenta di leggere tanti estimatori di Italo! Mi permetto di chiamarlo per nome perché dopo avergli dedicato la tesi di laurea è diventato come un amico per me. Amo in particolare Se una notte d'inverno un viaggiatore, ma lo apprezzo davvero in tutto e per tutto. Qualcuno di voi che si dedica alla scrittura ha mai scritto qualcosa ispirandosi a Se una notte... o a Il Castello dei destini incrociati?
  37. 1 punto
    Il sogno, con i suoi salti, le sue incoerenze, le sue stranezze, è ben mostrato. Solo un paio di perplessità (si tratta di dettagli). Il rumore delle scarpe lo avrei scritto con caratteri minuscoli, senza andare a capo, distanziati da un punto: "Claquettes claquettes. Claquettes. Claquettes claquettes claquettes." "La ruota panoramica sfavillava nei colori della bandiera". Non mi è ben chiaro il significato di questa frase: forse andrebbe messo "dei" invece che "nei"?
  38. 1 punto
    @Monsieur Cigale complimenti! mi è piaciuto il linguaggio molto ricercato in alcuni termini. Questo è un periodo poco chiaro, il passaggio dall'acqua alla colazione, alla vita. Le pecore mi sembrano "fuori posto" rispetto a tutto il resto Nel complesso mi è piaciuto parecchio. Bravo!
  39. 1 punto
  40. 1 punto
    Provo a mediare tra le posizioni di @Alexmusic e di @camparino rispetto alle affermazioni molto romantiche di @simo19 Le domande: e sono entrambe legittime. Alla prima rispondo che in teoria non c'è niente di male ed è giusto che sia così. Se però poi, nello spirito della seconda domanda di Alex, uno preferisce soprassedere su un romanzo di eventuale bassa qualità pubblicato in self, non si può fare la colpa nemmeno a lui. Siamo in un mercato libero e in questo caso siamo travolti dalla quantità di offerta; la domanda però è un po' fiacca, qualche volte è la stessa offerta a renderla tale. Insomma, secondo me bisogna fare una specificazione: Sì, al selfpublishing di qualità. La cosa più difficile, però, è rispettare la specifica "di qualità", perché al momento è riversato tutto sulla capacità di discernimento del lettore, che può andare a leggersi un paio di capitoli e la sinossi prima di comprare un ebook (se parliamo di self, parliamo di ebook nel 99% dei casi). Inoltre, dobbiamo anche sottolineare che il selfpublishing non è il male a prescindere, sia perché non tutto il self è ciofeca, sia perché chi non è d'accordo può semplicemente evitarlo.
  41. 1 punto
    Io in effetti stavo rispondendo al post iniziale di Roslyn, vedo adesso che era del 7 febbraio Comunque per il passaggio dal cartaceo al digitale è più facile, ci sono tante c.e. che pubblicano solo digitale e l'investimento è minore, quindi può darsi che siano più propense ad accettare anche un'opera già edita. Autopubblicare in digitale poi è semplicissimo. Resta il problema di conciliare i due contratti e quello di avere due copertine diverse.
  42. 1 punto
    CROSBY, STILLS, NASH Woodstock
  43. 1 punto
    Troppo gentile! Una documentazione della giornata dovrebbe a breve figurare nei siti del sindacato e di Meetale, che partecipava all'iniziativa. Anche se non ero ignara, ho trovato abbastanza scoraggianti gli assunti di partenza... È tassativo che l'autore si autopromuova: almeno l'80% del tempo che dedica alla sua attività, sarà occupato dal "vendere se stesso"! Vale pure per chi pubblica con un editore, il quale di rado lo supporta in modo adeguato, non c'è altra via per chi pratica il self. Naturalmente si da per scontato che il lavoro sia valido, il che richiede quei supporti e verifiche già spesso esaminate e discusse. I luoghi in cui la promozione si svolge quasi per intero sono ovviamente i social media, in cui rientrano anche i blog, e primeggiano i social network luogo di visualizzazione e diffusione della forma letteraria. Gli scrittori devono comprendere come presidiare le reti sociali per per alimentare la propria creatività, condividere le proprie opere e confrontarsi sulla letteratura. " E si esaminavano le varie piattaforme, corredate di cifre e dati. Per es. fb è frequentato soprattutto da 35/65enni, per cui se si mira a un target giovanile, meglio rivolgersi altrove. Su Istagram è bene postare , oltre alla copertina del libro, piccoli estratti corredati da foto adatte. Twitter, pur in crisi, ha tuttora un buon impatto letterario: s'intende che gli interventi devono essere veloci e forti. Inoltre, ogni scrittore deve scegliere i social media e le piattaforme digitali sulla base di tre caratteristiche, che sono: adattabilità (alle sue caratteristiche ), contestualità (adatto all'opera), fruibilità (da parte di un ampio pubblico). Ed è opportuno ricordare che nei social network hanno un ruolo importante commenti, classificazioni e raccomandazioni dei lettori. L'autore non mancherà dunque di: leggere, commentare, condividere. Ho annotato alcuni altri spunti; se interessa riprenderò il discorso.
  44. 1 punto
    @Draka ovviamente hai ragione!!!! Un grande in bocca al lupo a tutti i partecipanti del WD, speriamo di conoscerci di persona alla premiazione.
  45. 1 punto
    Apro il mio profilo e leggo sotto la voce "reputazione": Più unico che raro. Queste son soddisfazioni!
  46. 1 punto
    In bocca al lupo ragazzi!!! E aggiornateci....
  47. 1 punto
    Intervento Staff Su questo punto in particolare non posso far altro che essere d'accordo. @eric ha espresso delle idee (ben vengano!) ma l'ha fatto in maniera molto forte senza portare prove a sostegno della sua tesi. Pertanto la richiesta dell'Editore, che ci mette la faccia e il nome, ovviamente, è condivisibile. Invito tutti gli utenti a portare sempre le loro esperienze, anche negative, nel rispetto degli interlocutori (tutti, compreso chi si "attacca") e della legge; vi ricordo che siete responsabili di ciò che dite e nascondersi dietro uno pseudonimo quando si affermano cose del genere non è molto coraggioso né corretto. Sottolineo che il compito del Writer's Dream e del suo staff non è prendere le parti di uno o dell'altro contendente quando ci sono scontri (a meno che non vi siano chiare e comprovate ingiustizie) ma quello di informare nel modo più trasparente possibile tutta la comunità e creare un canale diretto di comunicazione tra Editoria e il mondo di aspiranti scrittori, oltre che tra scrittori stessi. @Giordano Criscuolo ha perfino dato la disponibilità a postare tutta la corrispondenza tra la Casa Editrice e il misterioso autore, cosa che non ha molti precedenti; nessuno, almeno da quando sono uno Staffer di questo sito. Ed è uno dei pochi Editori che risponde molto spesso alle critiche degli spiranti scrittori, punto per punto, cosa che non è per niente scontata. Invito ancora una volta a mantenere correttezza, rispetto e maturità sempre e comunque, negli interventi in questa sezione.
  48. 1 punto
    Ciao @Paola55555! Non per farci i fatti tuoi, ma dirci qualcosa in più di te ci permetterebbe di conoscerti meglio Benvenuta e buona permanenza nel forum!
  49. 1 punto
    faresti cosa? Comunicare che hai firmato con qualcun altro? Vorresti comunicare a Mondadori, a cui hai mandato un manoscritto che quasi certamente nessuno ha letto - e molto probabilmente nessuno leggerà mai - che hai firmato con Sempronio editore? A che pro? Ti faccio un caso personale, tanto per darti le dimensioni della cosa. Diedi il manoscritto del mio primo romanzo nelle mani del rappresentante di Mursia (ho fatto il librario per trent'anni e li conoscevo tutti), il quale lo consegnò brevi manu alla signora Mursia in persona. Dopo più di un anno, ultimato il manoscritto del secondo, ci riprovai. Ebbene, quando il rappresentante nel consegnare il secondo chiese notizie del primo, gli spalancarono una stanza piena solo di manoscritti e gli dissero: "deve essere qui fra questi..." Fu il fatto che mi convinse definitivamente che forse era il caso di partire dal basso... Tu traine le conseguenze che credi...
  50. 1 punto
    Potrebbe essere un atto molto cortese, ma credo che non lo faccia nessuno. Ogni editore sa bene che non è stato l'unico a ricevere quel manoscritto, quindi se inizia a leggere un manoscritto mesi dopo averlo ricevuto è consapevole della possibilità che l'opera non sia più libera da vincoli. Quasi tutti infatti se dopo qualche pagina provano interesse per il contenuto si affrettano a contattare l'autore per chiedergli se ha già firmato per qualche casa editrice. Nessuno in fondo ama sprecare tempo inutilmente. ecco, appunto. Se non hai già inviato il manoscritto in precedenza non farlo ora che hai firmato.
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